Vescovo Giusti approfondisca sulla Bioraffineria e i possibili danni sulla salute

 

Sono passate quasi due settimane dopo la posizione del Vescovo di Livorno fortemente sbilanciata verso l’assenso alle richieste di ENI per la realizzazione della ‘Bio Raffineria’ nell’attuale impianto petrolchimico di Stagno e condividendo in pieno la posizione della Sinistra per Collesalvetti, ora ribadiamo il nostro dissenso.

La posizione di Monsignor Giusti ci pare fuori luogo e un’entrata a gamba tesa nel dibattito in corso su un argomento pericoloso per le ricadute sulla salute dei cittadini.
Significa non tenere conto di chi nasce, cresce, vive, lavora e muore a Livorno e Collesalvetti che secondo ciò che rivelano i dati di Sentieri, struttura di sorveglianza epidemiologica del Ministero della Salute, presenta sulla propria carne livelli di inquinamento talmente alti da essere iscritti nel novero di Sito Interesse Nazionale.

Inutile agitare lo spauracchio del ‘chi dissente lavora contro le migliaia e migliaia di disoccupati della città, o dice sempre no con motivazioni ideologiche’ perchè qui c’è un eccesso di mortalità, di ospedalizzazione per adulti donne ed uomini. Per bambini ed adolescenti c’è un eccesso di ospedalizzazione nel primo anno di età, in età pediatrica per tumori neurali centrali e per tutti i tumori in età giovanile.
Le malformazioni registrano un eccesso rispetto alla media regionale per cuore, genitali ed arti.

Consigliamo al Vescovo di approfondire e andare oltre ciò che dice la stampa e capire così che le “motivazioni ideologiche” alla base della “cultura del no” ci sono dati certi. Si documenti su ciò che accade a Porto Marghera che ha beneficiato di una “ bioraffineria” da cinque anni circa e nonostante tutto sia sempre elencata come sito SIN per la presenza di ciò che c’era prima e c’è ancora: petrolchimico, porto, impianti chimici e discarica.
Nulla ENI ha prodotto di dimostrato, messo a confronto con la comunità scientifica nazionale ed internazionale, sulla bontà del suo progetto per Livorno.

Stando ai report di stampa, sino a metà ottobre, ENI non aveva ancora un progetto imprenditoriale, l’innovazione sarebbe la sintesi di tre tecnologia conosciute da decenni ( gassificazione, la separazione, la sintesi del metanolo ) dalle ricadute incerte.
La brillante idea di un impianto di questo tipo è la soluzione prospettata da una delibera di Giunta della Regione Toscana del luglio scorso che
prospetta una modifica del Piano Regionale dei rifiuti e delle bonifiche dei siti inquinati per dare una risposta alternativa alla mancata realizzazione del Termovalorizzatore di Case Passerini.

Tutto ciò al fine di evitare ulteriori ritardi nell’impiantistica necessaria a chiudere il ciclo dei rifiuti per questo si passa dal concetto di autonomia locale della gestione dei rifiuti ad un concetto di scala regionale di ridistribuzione che è punitivo per la Costa già densa di problemi strutturali e ambientali molto gravi.

Quindi si tratta di una forzatura in tutto e per tutto garantita dalla legge, come d’altra parte è successo per Taranto.
Servirebbe più cautela nelle dichiarazioni e più rispetto nei confronti di chi è legittimato ad aver paura.
Esistono altri metodi di sviluppo per rilanciare un territorio in tempi di crisi e non contemplano certamente un pericolo per la salute di una comunità intera.

Circolo Territoriale SI Livorno Collesalvetti

Lascia un commento