Vertenza ‘Grandi Molini Italiani’

Ennesimo duro colpo per i lavoratori livornesi e per la città. La Federazione di Sinistra Italiana Livorno apprende con sgomento e con rabbia la notizia del licenziamento di 17 lavoratori senza ammortizzatori sociali da parte dell’azienda Grandi Molini Italiani.
Fumata nera ieri in tarda serata al Mise a Roma fra le parti sindacali, istituzionali cittadine, regionali toscane e la proprietà. Sul tavolo una controproposta economica della proprietà, più dolorosa di uno schiaffo: 12 o 13 mila euro barattati con il lavoro di una vita che metterà in ginocchio altre 17 famiglie. E sono vite giovani quelle dei lavoratori della GMI, pregiudicate e messe all’angolo in uno dei momenti più difficili per la vita economica di una città che ha sempre meno da offrire a causa di una crisi che pare inarrestabile e coinvolge migliaia di lavoratori che si sono trasformati in disoccupati.
CGIL e FLAI Livorno, Regione Toscana, Autorità Portuale e Comune di Livorno, si impegnano a continuare la discussione con la proprietà la prossima settimana per giungere ad un accordo che applichi gli ammortizzatori sociali e a discutere con i lavoratori la proposta senza rinunciare alla richiesta di cassa integrazione straordinaria.
Sinistra Italiana Livorno, appoggia completamente la scelta sindacale di chiedere con forza il rispetto delle regole nella concessione degli ammortizzatori sociali. C’è infatti la consapevolezza che si creerebbe un precedente pericolosissimo per le future trattative in ambito di crisi complesse fra aziende private e lavoratori in stato di agitazione in tutta la provincia di Livorno. Chiedere ai lavoratori la rinuncia a qualsiasi atto di impugnazione sui licenziamenti in cambio di una manciata di spiccioli ci pare offensivo e indecoroso nei confronti dei lavoratori, della loro dignità e della loro professionalità.
Restano sospese alcune importanti domande, ovvero, cosa accadrà agli altri 28 lavoratori? Servono garanzie serie sul la proposta del contratto di solidarietà e sulla continuazione dei lavori nell’azienda che a oggi dichiara di voler riprendere una parte delle attività in attesa di vedere realizzati i lavori di costruzione della nuova banchina finanziata da 5 milioni di euro di fondi regionali per poter entrare a regime.
Anni di attesa e l’ipotesi della conclusione dei lavori della banchina nel 2020. Troppo tempo per garantire certezze a chi resta in azienda.
Ci saranno altri licenziamenti in corsa?
Ci uniamo al coro di chi non è disposto ad accettarlo.
Ecco l’ennesimo cappio al collo dei lavoratori: l’incertezza di un accordo legato alle dichiarazioni del Governatore Rossi sul concedere o meno i fondi per l’ampliamento e il rifacimento della banchina senza garanzie di protezione sindacale per i lavoratori.
Sovviene infine tristemente una domanda, quale sia la funzione dello Stato in questa trattativa? Non può essere arbitro o spettatore. Se è vero che lo Stato siamo noi, e che il Mise ( Ministero per lo Sviluppo Economico) è un’emanazione istituzionale dello Stato deve svolgere la sua funzione e risolvere le controversie fornendo non solo soluzioni, ma intervenendo a sostegno di chi deve proteggere.
La Federazione di Sinistra Italiana Livorno è accanto ai lavoratori della GMI, a CGIL e a FLAI e, qualora non si arrivasse ad una risoluzione della vertenza, parteciperà ad ogni mobilitazione che si rendesse necessaria, inclusa l’attivazione di azioni parlamentari per mantenere alto il livello di discussione e attenzione a sostegno dei diritti negati non solo ai lavoratori della GMI ma a tutti i lavoratori della città di Livorno e della Provincia, auspicando nel caso specifico una risoluzione quanto meno accettabile nella forma e nei contenuti di tutela.

Sinistra Italiana – Federazione di Livorno

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