Un altro nuovo ospedale

 

Sfogliando Il Tirreno negli ultimi giorni, sembra passato un secolo dalle dichiarazioni di intenti di questa amministrazione riguardo alle
scelte progettuali per la costruzione del nuovo ospedale di Livorno, uscite in realtà solo pochi mesi fa.

Speriamo che sia l’ultima volta che vediamo arrivare una proposta sulle pagine dei giornali senza che sia stata discussa in modo
unitario con tutti gli organi di rappresentanza, ovvero, fra chi deve fornire un servizio e chi lo utilizza.
Speriamo inoltre che quest’ultima proposta che nei suoi contenuti ribalta scelte e decisioni che parevano obbligate e incontrovertibili, sia il frutto di un percorso condizionato dal difficile passaggio di emergenza COVID-19 che stiamo vivendo e ci sta restituendo il polso vero delle criticità in materia di servizi e organizzazione delle necessarie risposte sanitarie da dare.

Saltano all’occhio gli evidenti cambiamenti nelle scelte progettuali e strategiche, così come salta all’occhio il cronoprogramma presentato:
rimarchiamo che la realizzazione del progetto per la sua durata e per la tempistica indicata, renderà necessaria una larga condivisione fin da ora nel merito così come nel metodo, per stabilire punti cardine fermi e non contrattabili nel futuro.

Gli improvvisi cambi di rotta, allontanano ogni volta la partenza dei lavori facendo diventare un miraggio irraggiungibile la realizzazione del nuovo ospedale per la città.

Per questo ci auguriamo che la discussione non diventi mai più oggetto di campagne elettorali con promesse irrealizzabili o chiusure atte ad interpretare, modificando o sovvertendo gli obiettivi pubblici, uno strumento atto a garantire spazio di manovra ad un cambio di governo o di rotta politica.

Ci rincuora apprendere che il costo complessivo sarà più contenuto, ma ci auguriamo che con i costi non diminuiscano l’efficacia e l’ambizione di creare un polo ospedaliero che dia le risposte che servono ai cittadini.

Purtroppo notiamo con rammarico che ancora non si sia giunti a delineare per punti quale sia il tipo di risposta sanitaria che serve alla città come base di partenza per definire qualsivoglia percorso progettuale.

Ribadiamo per questo che serviranno rispetto delle garanzie date ai cittadini e risposte alle tante domande che emergeranno. Ci aspettiamo quindi che il dibattito non resti cristallizzato agli annunci e ristretto alle sacre stanze di chi ha solo momentaneamente in mano le redini sulle decisioni e gli accordi da costruire, perché sono oggi ancor più evidenti i tratti di sofferenza e debolezza dei servizi in tutta la città con un crollo evidente delle risposte sanitarie connesse ad una moltitudine di problemi che non riguardano solo l’ospedale ma il tipo di servizio diffuso nella città.

Va ricordato come un mantra che la sanità è un bene pubblico da salvaguardare perchè una città malata che non può curarsi non ha prospettive per sopravvivere.

Andrea Cionini

Coordinatore Circolo Territoriale Sinistra Italiana Livorno-Collesalvetti

 

Lascia un commento