Quale ospedale vogliamo ?

 

Abbiamo appreso tramite la stampa locale che finalmente dopo anni di incertezze si sia conclusa l’epopea “nuovo ospedale” e si intraveda una soluzione della vicenda. Non c’è ancora la firma dell’accordo di programma, ma nel frattempo è stata individuata l’area su cui costruire il nuovo ospedale all’interno dell’attuale presidio ospedaliero in viale Alfieri.

Sinistra Italiana accoglie positivamente la scelta di superare l’idea di utilizzare l’area del parterre, conservando così la vocazione di quel luogo come area verde fondamentale della città importante, molto cara ai cittadini Livornesi. Si tratta però solo di un primo passo nella direzione giusta perché nessun nodo risulta sciolto in merito ad aspetti importantissimi dei quali non si era mai discusso neanche nel momento in cui la destinazione del nuovo ospedale era prevista a Montenero, ovvero, manca di fatto ancora un’analisi sul tipo di servizio e offerta che dovrà portare alla città l’ospedale, come verrà disciplinato il servizio diffuso sul territorio cittadino in relazione ad esso e quali saranno i rapporti di disciplina con gli altri nosocomi dell’area vasta, soprattutto in virtù della vicinanza con l’ospedale e la clinica universitaria di Pisa, già oggi, un punto di riferimento fortissimo per i livornesi.

Sinistra Italiana per questi motivi ritiene fondamentale una sanità diffusa sul territorio cittadino, non solo dedicata alla fase acuta di un problema sanitario, con il potenziamento di distretti e case della salute dove i cittadini possono e devono tornare a trovare risposta immediata ai bisogni che riguardano il loro diritto alla salute. Il principio riguarda anche le strutture fisiche adatte a questo scopo che già esistono e possono trovare spazio di estensione nel riutilizzo di numerosi edifici ex ASL ancora presenti in città e chiusi da anni che non vorremmo fossero adibiti con ‘sapienti’ cambi di destinazione d’uso, venduti e dedicati ad altro senza nessun beneficio per la comunità. Nel caso in cui fosse impossibile il ripristino di quelle funzioni, gli indici dei fabbricati, dovrebbero essere trasferiti altrove in luoghi idonei nel rispetto del principio dell’equità di accesso e localizzazione per la copertura territoriale.

Riteniamo che una sanità diffusa sul territorio possa garantire una funzionalità dedicata del nuovo ospedale concepito per rispondere a casi acuti ed essere alleggerito nelle sue funzioni circoscrivendole, evitando dispersione delle risorse e quindi una contrazione dei tempi di analisi e cura delle patologie. La vicinanza di un polo ospedaliero universitario come Cisanello ci deve far riflettere sulla relazione che dovrà divenire immancabilmente strutturale e di supporto, ovvero serve fare una scelta dettata dalla qualità e dalla velocità espresse dal servizio ospedaliero livornese che deve per forza essere diversificato nell’offerta peculiare senza eliminare i servizi essenziali e di primo intervento.

L’ospedale di Livorno non deve perciò divenire una succursale o peggio un grosso ambulatorio di smistamento, ma dovrà conservare i suoi servizi di prima cura ed eccellenza specialistica che vanno salvaguardati ed incrementati per essere competitivi, soprattutto nei confronti della sanità privata.
Sovvertire un declino è possibile mantenendo la sanità pubblica a livelli di accessibilità, efficienza ed eccellenza tali da non dover competere con una sanità privata sempre più agguerrita nell’offerta e nelle pretese a causa di un andamento decisionale che a livello regionale che è non solo percepito ma effettivamente votato all’annientamento del servizio sanitario pubblico.

Esecutivo Sinistra Italiana – Federazione di Livorno

Coordinamento Circolo Territoriale SI Livorno – Collesalvetti

 

Nuovo ospedale, ora basta perdere tempo

 

Il 2 di Agosto si è finalmente chiusa la lunga vicenda relativa alla scellerata idea di costruire il nuovo ospedale di Livorno a Montenero. Si tratta di una vicenda nata male e gestita anche peggio da coloro che in realtà avrebbero dovuto difendere l’interesse dei cittadini e della città per un servizio vitale. Hanno prevalso invece per troppo tempo interessi più o meno oscuri insieme alla vanagloria personale di chi ha gestito il problema tenendo invece paralizzate scelte fondamentali per tutta la comunità livornese.

Abbiamo visto svuotarsi di competenze e qualità l’offerta sanitaria a causa delle incertezze sul futuro e questo non è accettabile.

Il progetto dell’ospedale a Montenero nell’area del Pascoli tra i tanti, troppi aspetti negativi, rappresentava un vero e proprio errore urbanistico che avrebbe indebitato la città per decenni con non mai ben chiariti benefici per la sanità livornese e per ilivornesi.

Ci sono voluti troppi anni per arrivare a questa conclusione e troppe sono state le pressioni e le interferenze scaltre del Presidente Rossi e dell’Assessore Saccardi, così come sono forse state troppo timide  e incerte le posizioni della Giunta Comunale, ma forse è servito il cambio di Governo del paese, forse c’è stata la spinta giusta per mettere la parola fine a questa vicenda.

Vero è che ci sono le elezioni regionali fra meno di un anno e a ruota le europee, qualcuno dovrà ricollocarsi altrove perché è a fine mandato in Regione.

Tutti d’accordo quindi sulla pietra tombale posta sull’ipotesi Montenero e su via libera alla ristrutturazione del vecchio ospedale di viale
Alfieri, ma si sono già manifeste divergenze in merito all’area ove far sorgere il cuore del nuovo ospedale: Parterre o area ex Pirelli? Speriamo che non debbano passare anni per una decisione e Sinistra Italiana chiede al Sindaco che la progettazione del nuovo ospedale coinvolga anche i cittadini livornesi per dare un forte segnale di quanto sia importante amministrare una città anche attraverso la partecipazione degli utenti nel rispetto dei loro diritti e bisogni primari. La sanità è un bene pubblico così come le strutture che la accoglieranno e nel caso di Livorno, siamo in gravissimo ritardo.

La salute non è solo un dono, ma un diritto e diventa un bene strategico laddove garantisce equità di cura, libero accesso, qualità e competenza.

Andrea Cionini

Coordinatore Circolo Territoriale SI Livorno Collesalvetti

 

 

Il 2 di Agosto si è finalmente chiusa la lunga vicenda relativa alla scellerata idea di costruire il nuovo ospedale di Livorno a Montenero. Si tratta di una vicenda nata male e gestita anche peggio da coloro che in realtà avrebbero dovuto difendere l’interesse dei cittadini e della città per un servizio vitale. Hanno prevalso invece per troppo tempo interessi più o meno oscuri insieme alla vanagloria personale di chi ha gestito il problema tenendo invece paralizzate scelte fondamentali per tutta la comunità livornese.

Abbiamo visto svuotarsi di competenze e qualità l’offerta sanitaria a causa delle incertezze sul futuro e questo non è accettabile.

Il progetto dell’ospedale a Montenero nell’area del Pascoli tra i tanti, troppi aspetti negativi, rappresentava un vero e proprio errore urbanistico che avrebbe indebitato la città per decenni con non mai ben chiariti benefici per la sanità livornese e per ilivornesi.

Ci sono voluti troppi anni per arrivare a questa conclusione e troppe sono state le pressioni e le interferenze scaltre del Presidente Rossi e dell’Assessore Saccardi, così come sono forse state troppo timide  e incerte le posizioni della Giunta Comunale, ma forse è servito il cambio di Governo del paese, forse c’è stata la spinta giusta per mettere la parola fine a questa vicenda.

Vero è che ci sono le elezioni regionali fra meno di un anno e a ruota le europee, qualcuno dovrà ricollocarsi altrove perché è a fine mandato in Regione.

Tutti d’accordo quindi sulla pietra tombale posta sull’ipotesi Montenero e su via libera alla ristrutturazione del vecchio ospedale di viale
Alfieri, ma si sono già manifeste divergenze in merito all’area ove far sorgere il cuore del nuovo ospedale: Parterre o area ex Pirelli? Speriamo che non debbano passare anni per una decisione e Sinistra Italiana chiede al Sindaco che la progettazione del
nuovo ospedale coinvolga anche i cittadini livornesi per dare un forte segnale di quanto sia importante amministrare una città anche attraverso la partecipazione degli utenti nel rispetto dei loro diritti e bisogni primari.

La sanità è un bene pubblico così come le strutture che la accoglieranno e nel caso di Livorno, siamo in gravissimo ritardo. La salute non è solo un dono, ma un diritto e diventa un bene strategico laddove garantisce equità di cura, libero accesso, qualità e competenza.

Andrea Cionini
Sinistra Italiana Coordinatore Circolo Territoriale di Livorno Collesalvetti

 

L’Ospedale di Livorno resterà in città

 

Apprendiamo con piacere che le nuove posizioni politiche del Presidente Rossi abbiano condizionato un cambio di rotta completo sulla decisione relativa allo spostamento dell’Ospedale di viale Alfieri presso l’area di Montenero bassa. Un travaglio per Livorno e i suoi cittadini, durato dieci anni oggi finalmente si conclude.

All’epoca della proposta, era già evidente la posizione miope del Presidente Rossi – al tempo solo Assessore Regionale alla Sanità toscana – e di altri amministratori in quota al PD, sul piano urbanistico, logistico, funzionale ed economico.

Non bastò nemmeno il risultato di un referendum a convincerli a desistere e il risultato ottenuto oggi è quello di aver comunque sprecato risorse e tempo prezioso.

Speriamo che le mutate posizioni del Presidente siano dovute davvero ad un’improvvisa folgorazione sulla via del socialismo, sia mai che la nuova immagine che egli vuole restituire di sé, sia da collegarsi solo ad un’ennesima boutade elettorale in attesa delle elezioni europee del 2020.

Restiamo in attesa di capire, perché il suo ravvedimento è senz’ altro tardivo, ma non irrimediabile.

Ci rallegra che al contrario di quanto prospettato negli anni, al netto di tutto ciò che si è speso e si è atteso, almeno i fondi di 3, 5 milioni destinati alla viabilità di quel progetto, restino al Comune di Livorno per risolvere un problema molto serio di sicurezza stradale. Rimane l’amarezza di aver visto imbalsamata per troppo tempo non solo l’offerta sanitaria in questa città, con l’abbassamento e la contrazione della qualità del servizio ospedaliero sciamata nell’attesa di una decisione, ma anche l’impossibilità di vedere realizzati interventi organici dal punto di vista organizzativo e strutturale sul manufatto esistente per migliorarne la funzionalità e l’accessibilità.

Queste ‘non scelte’ si sono pesantemente aggiunte negli anni all’improvvida traduzione di parole come ‘riorganizzazione’ e ‘ottimizzazione’ del servizio sanitario toscano, pronunciate dall’Assessore Saccardi, braccio armato del Presidente Rossi. Tutto l’insieme ha peggiorato ulteriormente l’equilibrio già molto precario della sanità livornese e messo a dura prova la vita dei cittadini. La creazione delle tre mega ASL di area, lo svuotamento progressivo dei percorsi diagnostici di cura e prevenzione, governata dalla mano pubblica, a oggi costringe i cittadini a curarsi altrove o a rivolgersi sempre più alla sanità privata.

E’ lo specchio di una fragilità evidente nelle scelte regionali che va risolta subito. Le lunghissime liste di attesa, la questione del super ticket hanno chiuso definitivamente il cerchio:chi è malato, oggi sempre più diffusamente è costretto a rinunciare alle cure perché non può pagarsele.

Per questo, il ruolo futuro dell’Assessore Saccardi non è marginale, andrà adeguato alla linea del Governatore Rossi in odor di socialismo.

Prima di pensare al contenitore che pure è fondamentale, così come le bonifiche richieste giustamente dal Comune, conveniamo sulla richiesta di nuova gara d’appalto che elimini le ombre delle inchieste. Più nel merito, è fondamentale recuperare ciò che è possibile recuperare sull’esistente, ed è evidente che la strada del scelta che abbina nuova costruzione a quella esistente e ristrutturata sia la più felice. Il nodo da sciogliere è la necessità di un radicale ripensamento del contenuto in termini di servizio e qualità dell’offerta sanitaria. Per il Circolo Territoriale di Sinistra Italiana di Livorno – Collesalvetti, tutto l’intorno relativo alla struttura deve essere valutato e soppesato, quindi è certamente un bene che l’area intera dell’isolato ritorni davvero al centro del dibattito sul progetto.

Attendiamo qui dal Sindaco Nogarin, proposte nel merito che possano dare corpo e sostanza per contribuire fortemente a risolvere un problema annoso che nemmeno lui e la sua Giunta hanno saputo aggredire fin dall’inizio del loro mandato.

Ora chi governa la Regione dimostri con i fatti, di voler procedere alla concertazione fra le istituzioni senza agire d’imperio partendo da zero con un nuovo accordo di programma, smetta di vendere promesse e fumo perché la sanità è una cosa troppo seria.

L’Assessore Saccardi, dalla quale il nuovo piano prende il nome, è avvisata, a Livorno così come altrove, sulla sanità non si gioca.

Andrea Cionini

Coordinatore Circolo Territoriale SI Livorno – Collesalvetti