Chiusura negozio InCoop a Colline

 

In riferimento agli accadimenti descritti sulla cronaca dei quotidiani cittadini in merito alla comunicazione di chiusura da parte di Unicoop Tirreno dell’esercizio InCoop in via Anna Frank di Colline, Sinistra Italiana – Circolo Territoriale Livorno Collesalvetti, non può far altro che rilevare quanto il problema sia da ricondurre ancora una volta all’approccio approssimativo nella gestione del problema abitativo da parte delle istituzioni in questa città. Nella vicenda si intrecciano in modo palese almeno due ordini di problemi che alimentano una situazione già molto difficile da disciplinare: in primo luogo, la chiusura di un esercizio commerciale che a oggi non era paventata, ma che appare sicura, come dichiarato dallo stringato comunicato aziendale di Unicoop Tirreno, con le ricadute occupazionali sui lavoratori che a oggi attendono di capire come e se saranno ricollocati, in secondo luogo, è del tutto evidente che non si può non considerare il disagio che viene provocato dalla Cooperativa Unicoop Tirreno da ciò che accade nei sovrastante locali attualmente occupati da 5 famiglie dove sono presenti anche dei minori, che vivono da più di un anno in condizioni di insicurezza dovute anche al comportamento assunto dagli occupanti stessi in materia di illegalità e dalla quale discende un danno evidente all’attività commerciale sottostante.
Ma sorge spontanea una domanda, si tratta di un’opportunità colta al balzo per giustificare le future ristrutturazioni di Unicoop Tirreno o si tratta di una coincidenza?
Resta evidente che compito di un’Istituzione non è quello di lasciar correre parteggiando senza intervenire secondo responsabilità alla risoluzione di un problema ormai purtroppo consolidato, ma di aiutare i cittadini fornendo una via d’uscita e un futuro che parte proprio nell’avere, dopo uno sfratto, un luogo dove vivere in sicurezza, supportando e favorendo atteggiamenti di gestione che rientrino sempre e comunque nell’alveo di un comportamento educato alla legalità. Il rimpallo delle responsabilità va equamente diviso fra chi agisce in questa situazione molto scomoda da gestire e le ricadute che genera fra chi non vede risposte per il proprio futuro: lavoratori da un lato e sfrattati dall’altro.
La preoccupazione di Sinistra Italiana è che interessi aziendali e mala gestione della cosa pubblica, favoriscano la strumentalizzazione dell’accaduto da parte di chi ultimamente approfitta di ogni situazione per innescare odio e fomentare la rissa sociale mettendo ancora una volta i cittadini gli uni contro gli altri.
Non esistono cittadini di serie A o di serie B, così come non esistono lavoratori di serie A o di serie B.
Interessi aziendali o inadeguatezza istituzionale non diventino una scusa per alimentare un clima esplosivo già molto evidente in città, ma si trovi il coraggio di ricorrere alla radice identitaria, cooperazione da un lato e Istituzione dall’altro, per ricomporre e risolvere un problema dal quale nessuno potrà uscire in modo accettabile nei confronti di cittadini sempre più insofferenti.
La crisi in questa città colpisce ognuno di noi e chi è preposto a trovare soluzioni, lo faccia nei tempi e nei modi consoni ad un livello di civiltà quanto meno accettabile perché a oggi il quadro appare davvero desolante.

Sinistra Italiana – Circolo Territoriale Livorno Collesalvetti

 

Nessun licenziamento Unicoop Tirreno, ora rilancio azienda

 

“Il raggiungimento dell’accordo tra i sindacati e Unicoop Tirreno è un dato molto positivo, soprattutto se lo osserviamo per le ricadute occupazionali che comporta. E’ importantissimo aver evitato il rischio licenziamento per ben 600 posti di lavoro, e 600 posti di lavoro significano 600 lavoratori che alle spalle hanno altrettante famiglie”, dichiara Simona Ghinassi Coordinatrice di Sinistra Italiana – Federazione di Livorno.
“Gli ammortizzatori sociali e i contratti di solidarietà permetteranno un risparmio per la cooperativa di quasi 10 milioni di euro annui, ma non posso non prendere atto che per ora sono stati i lavoratori a fare un gesto importante, un ennesimo sacrificio richiesto a loro: con il risparmio sui loro salari hanno creato le condizioni di partenza economica che consentiranno il rilancio dell’azienda.
Ora serve un piano aziendale complessivo che protegga l’impegno assunto dai lavoratori e metta al centro il ruolo di Unicoop Tirreno, tutelando il risparmio del prestito sociale dei soci e valorizzi la funzione dei punti vendita di quartiere come quello di Corea.
Nello stesso tempo speriamo ci sia la lungimiranza di costruire da parte di Unicoop Tirreno, un rapporto diverso con i lavoratori, dal momento che ormai troppo spesso accade che l’azienda salga alla ribalta sulla cronaca per provvedimenti disciplinari, poi ritenuti illegittimi, nei confronti di chi in questo momento si è messo in gioco per salvare non solo il suo posto di lavoro, ma un idea sociale di commercio, che non è solo profitto, ma vicinanza e attenzione, confermando il contenuto sano della parola cooperazione.”

Sinistra Italiana – Federazione di Livorno