Una nuova proposta: il documento

 

Da tempo Sinistra Italiana è al lavoro ad ogni livello per presentare alle prossime elezioni un’unica lista di sinistra autonoma e alternativa rispetto agli altri poli e con un programma e un progetto chiaro che ponga al centro la lotta alle diseguaglianze e la costruzione di una società differente in cui si rispetti la dignità delle persone e il pianeta in cui viviamo.

Per questo insieme alle altre forze politiche della sinistra e ai promotori del percorso per un’alleanza popolare per la democrazia e l’eguaglianza abbiamo lavorato a questo testo base, da tutti pienamente condiviso, un segnale molto importante e che abbiamo perseguito con determinazione: un passo avanti necessario per dare voce e forza a quei cittadini che non si vogliono rassegnare allo stato di cose presenti.. Ciascuno lo discuterà nelle proprie sedi: Sinistra Italiana lo farà sui territori e in particolare nell’assemblea nazionale del 19 novembre a Roma.


Il documento

Ci impegniamo a partecipare insieme alle prossime elezioni politiche, con una proposta che punti a cambiare la vita delle persone e restituire speranza a milioni di cittadine e cittadini che oggi non si sentono più rappresentati.

 Intendiamo costruire un progetto credibile solido e autonomo, che punti a riconnettere sinistra e società, per ribaltare rapporti di forza sempre più favorevoli alla destra in tutte le sue articolazioni.

Ci rivolgiamo a tutte le esperienze del civismo, a chi lavora quotidianamente nell’associazionismo, alle forze organizzate del mondo del lavoro, ma soprattutto a tutte le donne e gli uomini trascinati in basso dalla crisi, che hanno bisogno di una politica diversa per risollevarsi; ai tanti portatori di competenze che non trovano occasione per metterla in pratica, a coloro che ce l’hanno fatta ma non si rassegnano a una condizione diversa di tanti.

La nostra sfida ha un’ambizione alta: partire da un contesto sociale disgregato e diviso e proporci, attraverso le linee del nostro programma, un chiaro indirizzo di governo, coerente, trasparente e credibile. Sta qui il senso dell’utilità per il Paese del voto che chiediamo contro ogni trasformismo e ogni alleanza innaturale.

L’avanzata di forze regressive e xenofobe in molti Paesi europei può essere arrestata non da piccole o grandi coalizioni a difesa dell’establishment e di un ordine sociale ormai insostenibile, ma solo da una grande alleanza civica e di sinistra, che ristabilisca la centralità del valore universale dell’eguaglianza.

La crescita delle diseguaglianze è oggi principale fattore di crisi dei sistemi democratici.

La lunga crisi, prodotta dai guasti del capitalismo finanziario e acuita in Europa da un processo di integrazione egemonizzato dal neoliberismo, ha enormemente accresciuto le diseguaglianze, ha svalutato il lavoro e compresso i suoi diritti, ha costretto alla chiusura di tante aziende e tante piccole e medie attività, ha condannato i giovani a una disoccupazione di massa e una precarietà endemica, ha piegato e svuotato l’istruzione, la sanità e la previdenza pubbliche, ha colpito il ceto medio e ha allargato l’area di povertà e insicurezza sociale.

Il progetto politico a cui vogliamo dar vita nasce per contrastare queste tendenze, riaffermando l’attualità e la modernità del modello sociale ed economico disegnato dalla nostra Carta Costituzionale.

Non regge più il modello di sviluppo basato su alti livelli di inquinamento, su uno spreco insostenibile di materie prime e di consumo del territorio. Vogliamo con la nostra lista essere parte integrante di quel movimento ambientalista che in tutto il mondo si batte per avviare un’ambiziosa transizione verso una ”economia circolare”, per fermare i cambiamenti climatici riconvertire ecologicamente l’economia, liberarsi dalla dipendenza dei combustibili fossili, affermare nuovi modelli di consumo, raggiungere l’obiettivo di rifiuti zero, garantire la sicurezza alimentare e gli approvvigionamenti idrici.

Vogliamo riportare il lavoro e la sua dignità al centro della società.

Il lungo ciclo della precarizzazione, contrariamente alle promesse liberiste, ha bloccato la crescita della produttività, ha compresso i salari, ha accresciuto la disoccupazione, ha dequalificato una parte importante del nostro apparato produttivo. Oggi siamo il Paese con il lavoro più precario d’Europa, e con il più alto tasso di disoccupazione giovanile.

Per questo crediamo si debba cominciare restituendo ai lavoratori i diritti sottratti, con la legge sul Jobs Act, che va cancellata, e un’età di accesso al pensionamento in linea con quella dei paesi europei. E diversa secondo il grado di gravosità dei lavori.

La più grande ingiustizia che vogliamo debellare è la condizione di precarietà e di infelicità nella quale sono costretti a vivere milioni di nostri giovani. Non c’è un grande futuro per l’Italia se non si garantisce a loro una prospettiva radicalmente diversa di vita.

Non sono più tollerabili discriminazioni salariali che violano gravemente leggi e principi costituzionali. Ci batteremo per riaffermare un fondamentale principio di giustizia sociale negato in tante parti d’Italia: allo stesso lavoro deve corrispondere la stessa contribuzione tra uomini e donne.

L’attacco all’autonomia e alla qualità della scuola e dell’università pubblica è parte dello stesso disegno di disgregazione delle condizioni di uguaglianza.

L’indebolimento dell’istruzione quale presidio dello spirito critico e fattore di mobilità sociale è stato infatti il corollario indispensabile delle ‘riforme’ volte a rendere il lavoro più precario, ricattabile e sottopagato, minandone la funzione costituzionale di fondamento della cittadinanza democratica.

Vogliamo mettere in campo una diversa idea di scuola, cominciando da un piano di rifinanziamento dell’istruzione pubblica che la porti finalmente ad avere risorse pari a quelle previste nei paesi più avanzati.

Lo stesso deve essere fatto per Universitá e ricerca, umiliate da anni di tagli insostenibili.

Bisogna ricostruire il sistema di tutela del patrimonio culturale smantellato dalle ultime riforme, puntando sulla produzione e la redistribuzione della conoscenza. Vogliamo una cultura che formi cittadini sovrani e non consumatori o clienti.

Ci battiamo per il rilancio del welfare pubblico universalistico, a partire dalla sanità, che deve essere garantita contro processi striscianti di privatizzazione e messa in condizione di rispondere alle sfide aperte dai nuovi farmaci e dalle biotecnologie, da rendere accessibili per tutti.

Vogliamo lanciare un grande piano di lavoro e investimenti pubblici, da cui far passare il rilancio del welfare e la messa in sicurezza del territorio, delle scuole, delle case. Bisogna superare la logica delle Grandi Opere, del consumo di suolo e dello Sblocca Italia: l’unica grande opera utile è la messa in sicurezza del territorio.

Senza gli investimenti pubblici che l’Italia non è in grado di crescere più rapidamente e di creare occupazione stabile e di qualità.

E’ nel Sud che bisogna concentrare una quota nettamente più rilevante di investimenti pubblici e privati per fare ripartire l’Italia, conducendo una lotta senza quartiere a mafia e camorra.

L’obiettivo imprescindibile della piena occupazione dipende infatti anche dalla riattivazione di forme di intervento pubblico nell’economia, che mettano finalmente l’ambiente e il clima al centro della politica e del modello di sviluppo del Paese.

Tutto questo sarà possibile se sapremo ripristinare un sistema di reale equità e progressività fiscale (come previsto dall’articolo 53 della Costituzione), capace di spostare il prelievo dal lavoro alle rendite e ai grandi patrimoni, nonché avviare una lotta senza quartiere all’evasione di chi ha di più, a partire dalle grandi multinazionali ai paradisi fiscali: la custodia dell’ambiente diventa infatti il vero tratto distintivo di una rinnovata visione progressista.

La riaffermazione di diritti sociali primari va di pari passo con una nuova stagione di avanzamenti sul terreno dei diritti civili e di libertà che partano dallo jus soli, il testamento biologico e poi si estendano agli altri diritti .

Sentiamo il dovere imprescindibile di garantire un’accoglienza degna a chi cerca in Europa una vita migliore, sfuggendo a regimi sanguinari o alla disperazione della fame.

Il ripudio della guerra, il rilancio del multilateralismo e della cooperazione internazionale sono l’altro lato della medaglia e la bussola di un nuovo ruolo dell’Europa nel mondo globale, in un quadro ancora drammaticamente segnato da conflitti, terrorismo e grandi fenomeni migratori. Senza l’Europa i singoli stati nazionali sarebbero condannati ad una crescente irrilevanza nel nuovo scenario mondiale. L’Europa può svolgere un ruolo importante nel mondo e tornare ad essere fattore di sviluppo e benessere, solo se cambia radicalmente mettendo in soffitta odiose politiche di austerità, sorrette da una miope governance intergovernativa. Serve un’Europa pienamente in sintonia con i principi fondamentali della nostra Costituzione, più democratica, più sociale e meno condizionata dagli egoismi nazionali.

La piena affermazione a tutti i livelli della pari dignità individuale e sociale delle donne è un pilastro del nostro progetto di attuazione integrale della Costituzione repubblicana e del suo cuore pulsante, l’articolo 3.

Va combattuta senza tregua ogni forma di violenza sulle donne.

Vogliamo, in definitiva, ricostruire lo Stato, avvicinare istituzioni e cittadini, restituire i comuni alla pienezza delle proprie funzioni di primo raccordo tra i bisogni delle comunità e i doveri di chi amministra il bene pubblico. Raccogliamo il grido dall’arme dei sindaci italiani che chiedono una svolta nelle politiche verso le città. Dobbiamo garantire sicurezza a tutti senza erigere muri. Occorre ritrovare una politica più responsabile, più progettuale, più sobria nei comportamenti e onesta anche intellettualmente.

Per fare tutto questo e molto altro crediamo si debba aprire una stagione discussione e di partecipazione dal basso, a cui affidare il progetto, il percorso e la scelta delle persone.

Per questo è il momento di costruire un grande spazio pubblico, aperto, trasparente plurale e inclusivo; un luogo che non sia il terreno di contesa tra progetti ambigui e incompatibili tra loro, ma il laboratorio di una proposta davvero innovativa e coraggiosa.

Il cambiamento e l’alternativa rispetto alle politiche degli ultimi anni sono la cifra fondamentale di questo progetto, il cui obiettivo è dare sostanza ai valori di eguaglianza, inclusione, giustizia sociale.

Con questo spirito ci impegniamo a costruire una lista comune alle prossime elezioni politiche: una lista che appartenga a tutte e tutti quelli che vorranno partecipare, insieme e nessuno escluso, e che si riconoscano nelle proposte e valori del nostro programma.

Mercoledì 25 ottobre ore 17 Livorno verso il “Brancaccio”

 

Lunedì 23 ottobre alle 11.00 si è svolta la conferenza stampa presso il Bar ‘Loriano’ ai 4 Mori di Livorno per lanciare la prima assemblea pubblica dalla quale partirà anche in questa città il progetto di ricostruzione della Sinistra inaugurato il 18 giugno al Teatro Brancaccio dalla cui esperienza ha preso il via il cammino ‘Verso un’Alleanza Popolare per la Democrazia e l’Uguaglianza’. Era presente il gruppo promotore che include società civile, forze politiche di sinistra e singoli cittadini.

L’appuntamento di oggi con la stampa sanciva la comunicazione ufficiale alla città dell’inizio del percorso di partecipazione che partirà mercoledì 25 ottobre alle 17.00 con un assemblea pubblica presso la sala della Ex Circoscrizione 1 in piazza Saragat. Livorno si appresta ad entrare così in quello che è stato definito come l’elenco delle 100 piazze anche se in realtà sono molte di più, in tutto il Paese.

L’obiettivo è quello di creare un spazio politico nuovo, che dia rappresentanza a chi non ha voce o a chi si è allontanato dalla politica attiva non trovando più risposta ai suoi problemi quotidiani.
La battaglia che dovremo mettere in campo è quella sulla disuguaglianza, una implacabile realtà che tutti noi misuriamo sulla pelle.

Sono stati presentati da Marco Chiuppesi ed Elena Mataresi, i 10 punti del programma di partenza proposti da Anna Falcone e Tommaso Montanari, ma soprattutto sono state espresse le intenzioni del gruppo promotore che si è costituito e quali sono le finalità in vista delle elezioni politiche e successivamente delle elezioni amministrative in questa città. Il percorso che costruiremo ha lo scopo di diventare lievito e facilitare il coinvolgimento della società civile ad una valutazione partecipata dell’emergenza democratica che stiamo vivendo in questo Paese. Questa consapevolezza è emersa durante la campagna referendaria che in sostanza ha sancito il ritorno di molti cittadini al voto e all’autodeterminazione nella difesa della nostra Costituzione, per questo è necessario radunare le forze e in quel solco continuare la lotta per arrivare ad un programma di sintesi condivisa da portare in dote da parte di una nuova forza di sinistra che sia convincente ma soprattutto vicina ai problemi reali delle persone, senza tattiche, senza inganni per creare un vero e proprio percorso dal basso che faccia rinascere la sinistra, una sinistra unita.

Il percorso che costruiremo a livello locale coinvolgerà tutte quelle forze democratiche presenti che si muovono a vari livelli nella società livornese e che hanno accettato di partecipare senza riserve, così come accaduto a livello nazionale. L’apertura di questo progetto e la capacità di ascolto e proposta che saremo in grado di offrire, anche attraverso la pubblicizzazione di materiali condivisi sul metodo e soprattutto sui contenuti, siamo certi saprà catalizzare interesse e partecipazione anche di singoli soggetti non organizzati ma preoccupati per il destino sia del Paese che di questa città in profonda crisi economica e sociale. Memori delle esperienze fallimentari del passato, atte a costruire formazioni di sinistra organizzata ma solo temporanea, gli acrocchi opportunistici non ci interessano. I fini elettorali, sono un’emergenza, non un opportunità! Non abbiamo bisogno di un leader, ma di contenuti che siano legati ai bisogni impellenti di una società che sta perdendo diritti e non ha più potere decisionale sulle scelte e sulle decisioni che servirebbero a salvarla.

L’assemblea organizzata mercoledì 25 ottobre, sarà così strutturata:

1- Sarà letto l’appello di Anna Falcone e Tomaso Montanari.
2 – Verranno letti i 10 punti di partenza del programma.
3 – A microfono aperto tutti coloro che sono in sala potranno partecipare alla discussione e spiegare il motivo della loro presenza: ‘ Io sono qui perché’ sarà l’invito rivolto ad ognuno.
4 –Verrà individuato un metodo condiviso per l’organizzare gruppi di lavoro su temi specifici nel solco dei 10 punti che potranno essere oggetto di approfondimenti legati al territorio.
5 – Sarà stabilito un calendario di incontri che ci porterà all’Assemblea di sintesi del 9 novembre 2017 in fase ancora organizzativa dal momento che il gruppo promotore vuole attendere una condivisione più alta e una partecipazione forte all’evento. Al tempo stesso verranno discussi metodi di autofinanziamento per organizzare volantinaggi e divulgazione dei contenuti del progetto.

E’ bene ricordare in questa sede che il percorso inizierà con la condivisione larga e partecipata del progetto ma non si esaurirà così come accaduto nelle esperienze precedenti. Lo scopo principale di questo progetto è riportare la città a parlarsi, la sinistra a parlarsi, creando un dibattito continuo e aperto, che non esclude confronti, anche aspri con altre forze, ma che ha un unico obiettivo: riunire la sinistra, quella sinistra che ha radici profonde e difende i diritti dei cittadini, ma che forse ha bisogno di aiuto per ricominciare ad ascoltare.
Abbiamo fiducia e crediamo in questo progetto, consapevoli che è una decisione urgente e difficile, ma siamo sicuri che tutta la sinistra, organizzata e non risponderà.

L’invito che rivolgiamo a tutti voi è quello di contattare con il passaparola quante più persone possibili da coinvolgere e invitare, i canali tradizionali dell’uso della parola sono privilegiati dal momento che solo un dialogo aperto e onesto nei confronti di chi abbiamo davanti, possa essere il modo più efficace per ricostruire la fiducia nei confronti di chi ci ascolterà.

Vi aspettiamo numerosi.

Evento Facebook https://www.facebook.com/events/912971248869158/

Gruppo promotore ‘Verso un’Alleanza Popolare per la Democrazia e l’Uguaglianza – Livorno’

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