Sinistra Italiana Livorno appoggia Fattori e la lista Toscana a Sinistra

 

Ci fa molto piacere che si sia svolta l’assemblea programmatica di Toscana a Sinistra qui a Livorno organizzata da Buongiorno Livorno, PAP, PRC e Sinistra Anticapitalista perché come loro, abbiamo avuto punti di riferimento forti e di rappresentanza in Consiglio Regionale in Tommaso Fattori e Paolo Sarti, eletti cinque anni fa.

Ci lascia piacevolmente interdetti che non noi, ma Oriana Rossi, una compagna competente e di esperienza passata purtroppo ad altra formazione politica e si sia presentata come scrive il Tirreno, portando la voce di Sinistra Italiana, anticipando una scelta di campo che di fatto è ancora in discussione all’interno del nostro Partito a livello regionale e che ci vedrà comunque vicini e partecipi nel proseguire convintamente a costruire una alternativa sia alla destra di Susanna Ceccardi che al centro-sinistra di Eugenio Giani.

Sinistra Italiana Toscana meno di un mese fa ha eletto democraticamente in Assemblea regionale come nuova portavoce Alessia Petraglia e questo è stato un atto politico fortemente voluto da Sinistra Italiana – Federazione di Livorno e che ha prodotto un cambio deciso di rotta rispetto alla linea politica intrapresa in solitudine e senza discussione interna dal precedente coordinamento regionale di SI Toscana guidato da Daniela Lastri a favore dell’appoggio al centro sinistra con una lista ‘simil coraggiosa’, stampella del candidato Eugenio Giani.

Auspicavamo un percorso largo a sinistra al quale potesse congiungersi anche il M5S, non per noi stessi, ma per salvare insieme ad altre forze democratiche una regione. Purtroppo non è accaduto, pertanto sosteniamo la candidatura di Tommaso Fattori a Presidente della Regione Toscana e saremo più che felici di appoggiare nel collegio provinciale di Livorno nella lista Toscana a Sinistra personalità del calibro di Marco Bruciati e di Monica Pecori che possano rappresentare Livorno e la Costa Toscana in Consiglio Regionale Livorno.

Andrea Cionini
Coordinatore Circolo Territoriale SI Livorno Collesalvetti

Simona Ghinassi
Coordinatrice Sinistra Italiana – Federazione di Livorno

 

Licenziamenti due addetti pulizie nell’ospedale di Livorno

 

Apprendiamo con rabbia e sgomento, da un comunicato del Sindacato USB di Livorno, che due lavoratrici della cooperativa Innova Salento, attiva con un appalto per le pulizie all’Ospedale di Livorno, sono state licenziate adducendo come pretesto la mancata partecipazione ad una riunione svoltasi 15 giorni fa mentre erano in ferie.

In realtà c’è il gravissimo sospetto che le segnalazioni più volte portate dalle due lavoratrici per la mancanza dell’adeguato compenso contrattuale e della totale assenza di presidi minimi di sicurezza durante il lavoro, abbiano avviato le procedure di licenziamento con il recapito delle due lettere questa mattina.
Teniamo a precisare che in questo frangente di emergenza le due lavoratrici hanno segnalato un legittimo allarme per la loro sicurezza e che non sono le sole ad aver protestato: esiste un Decreto del Governo che tutela i lavoratori e pertanto ogni azione va calibrata in base ad esso, anche in considerazione del difficile momento che la sanità pubblica sta affrontando in termini di risorse umane ed economiche.

Il mondo della cooperazione per le sue finalità, dovrebbe essere il primo a proteggere e tutelare i propri lavoratori, ma questo non accade più da molto tempo a causa di contratti fragili, scarni dal punto di vista del diritto e con una retribuzione inadeguata, minimale sempre sul confine dello sfruttamento che ha il sapore della beffa quando accade che un lavoratore che protesta per un diritto mancato possa essere immediatamente rimpiazzato.

Non possiamo restare inermi a subire le storture di un sistema che non tutela ma punisce sempre di più i lavoratori delle categorie più svantaggiate.
Per la sicurezza dei cittadini, non si può dimenticare il ruolo difficile dei lavoratori privi di tutela che continuano nonostante tutto a prestare servizio lavorando nei luoghi fondamentali dove si combatte senza sconti il COVID-19.

L’accanimento contro chi denuncia, non può e non deve restare inosservato, ma al contrario divenire materia di discussione: è un’emergenza al pari di ciò che accade a chi si ammala e ha bisogno di efficienza, professionalità e cura.

Sinistra Italiana – Federazione di Livorno, in questa città, così come al livello regionale, si è sempre opposta e si opporrà sempre a politiche del lavoro ingiuste e punitive nei confronti dei lavoratori, così come si opporrà in futuro a chi ha avvilito e mortificato svuotandolo di risorse il sistema sanitario pubblico, rendendolo inadeguato nonostante gli annunci roboanti, a rispondere, con le giuste garanzie di assistenza e cura da una parte ai bisogni di cura degli utenti, dall’altra, garantendo sicurezza a tutti gli operatori, dai medici agli inservienti sui quali, oltre alla mancanza di presidi per proteggere la loro incolumità, mancano stabilità contrattuale e di retribuzione.

Esecutivo Sinistra Italiana – Federazione di Livorno

Sinistra Italiana Livorno non appoggia Giani

 

L’Assemblea Federale di Sinistra Italiana Livorno riunita nel pomeriggio di mercoledì 15 gennaio 2020 prende atto di aver appreso con grave ritardo i contenuti del documento discusso durante i tavoli regionali ai quali ha partecipato Sinistra Italiana con mandato al coordinamento provvisorio di Lastri, Valiani e Logi sostenendo che la posizione assunta con l’abbandono delle trattative, rispetti pienamente la volontà degli iscritti al nostro Partito che appartengono a questa Federazione.
Credevamo di poter aprire una discussione sui contenuti piuttosto che accettare condizioni scevre di progettualità con l’esclusivo intento di costruire un muro alla Lega e alla destra, mentre ravvisiamo una chiara scelta geografica d’interesse che dimentica una parte consistente della Regione: provare a vincere consolidando i rapporti privilegiati con l’area più avanzata economicamente della Toscana cioè la Piana fiorentina con Prato e Pistoia e Lucca più Siena ad Arezzo pare essere l’unica scelta vincente. Teniamo a precisare che non si tratta in nessun modo di gratuito campanilismo perchè non è solo la Costa ad essere stata dimenticata, ma nulla riguarda i problemi dll’area Appeninica, della Maremma, della Garfagnana, che in sostanza rappresentano le aree periferiche più sofferenti sia sotto il profilo numerico che economico della Regione.
Senza una discussione puntuale e realistica riguardo all’analisi dei temi e delle proposte da spendere non solo in campagna elettorale, ma come faro per il prossimo Governo regionale, è impossibile convergere basandosi sulle promesse di un candidato imposto e non concertato in base ai contenuti da rappresentare.
Il problema principale riguarda non solo un nome di Eugenio Giani che non ci soddisfa per la sua storia, ma di uno stile di comportamento purtroppo consolidato dalla componente del PD e di IV, per l’atteggiamento restituito ai tavoli di discussione.
Spiace verificare dalla lettura del documento consegnato ai coordinatori provinciali, che la lunga trattativa intercorsa non abbia consegnato anche per responsabilità diretta dei rappresentanti di Sinistra Italiana Toscana a quel tavolo , con l’opportuna lucidità, un quadro globale della situazione regionale, ma solo parziale e di comodo allorché rigetta qualsiasi discontinuità con il passato nell’approccio ai problemi da risolvere.
Abbiamo più volte manifestato la debolezza di un accordo costruito per opportunità e lontano dall’analisi reale delle criticità non solo regionali ma di questo particolare territorio e la risposta a questo richiamo è stata solamente quella di veder individuate tre zone della regione che si muovono a differente velocità.
La Federazione di Sinistra Italiana di Livorno conferma il proprio no ad un accordo incomprensibile per sostanza e forma all’alleanza di Centro Sinistra riunita intorno alla candidatura di Eugenio Giani, attestandosi su posizioni volte a conservare la ricerca di un’alternativa reale a ciò che ha governato questa Regione fino a oggi.
Non saremo complici di uno scempio, la destra non aspetta altro ed è questa la cecità di chi non ha avuto il coraggio di proporre un cambiamento vero e radicale, correggere i propri errori per far risorgere la Toscana.

documento assemblea si Livorno 15 gennaio 2020

 

 

 

 

Accordo saltato in Toscana con la Sinistra

 

Alla luce di ciò che si evince dalle notizie della cronaca politica sulla stampa Toscana relativa alla discussione sulle convergenze di alleanza di centro sinistra per le prossime elezioni regionali in Toscana, la Sinistra Italiana – Federazione di Livorno prende le distanze dai motivi addotti a giustificare la frattura del tavolo, con alcune precisazioni di merito.

Rendiamo noto che il coordinamento regionale provvisorio che ha discusso a nome di Sinistra Italiana Toscana al tavolo con altre forze di centro sinistra, non ha mai prodotto i contenuti del programma sottoponendoli per l’approvazione ai delegati dell’assemblea regionale.

Non ci sorprende purtroppo oggi leggere che l’accordo è saltato a causa del mancato accordo sulla vice presidenza, è una conferma dei problemi sollevati sulla mancanza di contenuti portati alla discussione.

Questa Federazione aveva da tempo espresso le sue perplessità sul metodo della trattativa: il reale cambiamento andava ricercato attraverso una proposta politica programmatica di discontinuità con le scelte del passato durante l’era Rossi, e a caduta, qualsiasi nome proposto per la Presidenza avrebbe dovuto rispettare questa scelta di coerenza.

La candidatura pur rispettabile di Eugenio Giani, era inadatta per il portato storico di pesante continuità, così come la candidatura di Serena Spinelli alla vice presidenza.

Questa Regione ha bisogno di un cambio di passo a 360 gradi per sovvertire una china pericolosamente vicina all’irreversibilità.

Per battere la destra, serve la solidità di un programma di reale rottura che torni a parlare di uguaglianza, sostenibilità, salvaguardia dei beni comuni a garanzia per tutti i cittadini.

I nomi capaci di rappresentarlo, devono essere una diretta conseguenza, non un patto per spartirsi poltrone.

Scegliere di essere rappresentati in consiglio regionale dai consiglieri di Sì Toscana a Sinistra per 5 anni ha avuto un significato preciso, per noi è ancora valido oggi.

Esecutivo Sinistra Italiana – Federazione di Livorno

 

Documento di SI Livorno per le elezioni regionali 2020 in Toscana

 

L’Assemblea Federale di Livorno si è riunita venerdì 13 dicembre per discutere la propria posizione in vista della convocazione dell’Assemblea Regionale di SI Toscana per domenica 15 dicembre 2019.
La nostra riflessione parte dall’assunto che alla luce di quanto emerso dagli scarni report del Presidente Mauro Valiani e dalle notizie di stampa locale e nazionale, i tre membri del coordinamento provvisorio hanno disatteso il compito che gli era stato affidato tramite il dispositivo dell’Assemblea Regionale di SI del 6 ottobre 2019.
I capisaldi riportati nel documento suddetto e approvati dall’Assemblea di SI Toscana con voto unanime comprendevano testualmente:
“Il mandato di assumere ogni inziativa politica utile alla costruzione di un’alleanza verificando la disponibilità del PD, del M5 s, di tutte le formazioni civiche ecologiste, di sinistra e progressiste alla definizione di un programma comune e la richiesta di rinnovamento, discontinuità e la costruzione di un programma e di personalità per un governo di svolta, avanzato e innovativo.”
In sintesi intendiamo considerare fallito il mandato riposto nel coordinamento rappresentato da Valiani, Lastri e Logi perchè si è rivelato fortemente insufficiente il loro operato durante le mediazioni ai tavoli delle trattative e con forte deficit democrazia e discussione interna, forse più spinta per una visione politica dell’io che del noi.
Apprendiamo dalla stampa che esistono 16 pagine programmatiche dell’alleanza di centro-sinistra ormai in dirittura d’arrivo che nonostante le nostre legittime ed accorate richieste non ci è mai stato sottoposto in analisi e approvazione. Era fondamentale conoscerne il contenuto per individuare il candidato migliore capace di rappresentarlo, personalizzarlo ed incarnarlo in modo trasversale, innovativo, super partes a garanzia della discontinuità necessaria e di una larga platea di consenso che guarda oltre la necessità di costruire un muro alla destra, ma vuole crescere e migliorare la vita per tutti i cittadini in questa Regione.
La candidatura proposta senza trattativa dal PD e IV, di Eugenio Giani per noi è inaccettabile proprio per il suo portato istituzionale e politico radicato a scelte contro le quali ci siamo battuti in Consiglio Regionale negli ultimi cinque anni: si tratta di un profilo in perfetta continuità, non solo inadeguato per la svolta politica ricercata, ma per l’immagine rappresentata dal suo ruolo di Presidente dell’Assemblea Regionale uscente.
Alla scorsa assemblea del 1 dicembre avevamo applaudito la scelta di non accettare da parte del coordinamento provvisorio di SI Toscana, le primarie, mentre oggi, quel no condiviso in assemblea è stato modificato dopo quella che doveva essere la dead line dell’incontro del 12 dicembre per chiudere un accordo o abbandonare un tavolo, in un laconico e vinto ‘Consideriamo le primarie solo come ultima scelta’. Significa accettare un’ennesima forzatura da parte del PD rilevandosi nei fatti subalterni perchè le candidature paventate anche da noi di Maria Chiara Carrozza e Rosy Bindi, che sarebbero state risolutive per evitare primarie e archiviare Giani. Invece saranno sancite sicuramente primarie “farlocche” che quasi sicuramente avranno la candidatura di Serena Spinelli a contendere la leadership proposta da PD e IV, ha il sapore di un ripiego per il ruolo minore recitato. Inoltre Serena Spinelli si è sempre attestata essa stessa in maggioranza e non garantisce una discontinuità reale per storia, appartenenza e scelte che si attestano sulle medesime posizioni di Giani.
Quindi, anche in questo caso, significa essere ben coscienti di assistere ad una riconferma sicura del candidato Giani.
La nostra estrema debolezza nella trattativa, al contrario di ciò che il documento del 6 ottobre richiedeva, si evince anche nella povertà di intraprendenza verso il dialogo e apertura che è stata praticata con discontinuità nei confronti delle forze menzionate: il coordinamento provvisori di SI Toscana ha preferito un atteggiamento monodirezionale nei confronti del PD e IV, senza cercare di fare da collante con il M5S e le altre forze civiche progressiste della sinistra a vari livelli anche perchè in quel tavolo molte sigle sono rappresentative di se stesse e per esempio mancano importanti interlocuzioni con esperienze civiche che hanno ottenuto importanti risultati alle recenti elezioni amministrative.
Non possiamo certo sorvolare di come sempre il coordinamento provissorio ha liquidato come un’esperienza finita il rapporto di lunga durata intrattenuto con Sì Toscana a Sinistra che ci ha rappresentato per cinque anni in Consiglio Regionale dall’opposizione.
Ciò che ci sorprende e amareggia è l’aver delegato ad altri scelte che avrebbero invece consentito a SI di esercitare in autonomia la propria egemonia culturale e politica e ciò è accaduto senza che questa assemblea regionale avesse espresso un suo parere, o peggio, una delega formale di mandato ad altri per rappresentarci come portavoce.
Rinunciare al dialogo con chi ci è affine e accettare senza battere ciglio l’ingresso della neo formazione Toscana in Azione dell’ex Ministro Calenda e di quella dell’ex forzista Massimo Pieri, Toscana in Centro, è stato un gesto per noi è inaccettabile, non possiamo essere parte di una coalizione di centro sinistra che vira sempre più all’ala moderata del centro strizzando sempre di più l’occhiolino a destra.
Questa Federazione, ha più volte portato la voce critica della Costa Toscana nella richiesta di un’analisi approfondita dei contenuti, ma è rimasta inascoltata nonostante il dettaglio delle criticità prodotte ed enunciate pubblicamente in assemblea e nei documenti ufficiali inviati dalla Coordinatrice Simona Ghinassi, alla quale riconosciamo linearità politica e rinnoviamo la nostra completa fiducia.
Ribadiamo oggi che la Livorno e la sua Provincia non è merce di scambio anche in virtù dello scenario che si prospetta all’orizzonte che è chiaro e sempre più punitivo.
Al contrario, nebulosa e troppo incerta è la proposta di un programma di svolta che sia garanzia di sviluppo e uguaglianza per tutti i territori toscani.
Pertanto richiediamo che possano rivedersi in tempo utile posizioni e proposte, affinché siano credibili e convincenti nei contenuti e nell’analisi tali da non sminuire il ruolo e la dignità di tutta l’Assemblea Regionale di Sinistra Italiana Toscana.

Assemblea Federale Livorno