1 anno di attesa per una mammografia a #Livorno è inaccettabile @rossipredente

Aspettare un anno per una mammografia a Livorno è la riprova che Rossi con PD vuole smantellare il servizio sanitario pubblico in Toscana !

Stamani nella cronaca di Livorno sul quotidiano ‘Il Tirreno’, leggiamo un’istantanea della terribile incapacità dell’Azienda Sanitaria ieri, la ASL 6 che comprende oggi il nord-ovest della Toscana, nel rispondere alle esigenze primarie di cura dei cittadini e delle cittadine.

Aspettare un anno nelle liste di attesa per una mammografia è l’ennesima riprova che in Toscana il Sistema Sanitario Nazionale viene sistematicamente smantellato, portando come in questo caso le pazienti ad usufruire obbligatoriamente del privato perché aspettare un anno per questo esame può rilevarsi pericoloso per la vita stessa della persona.

Questo caos, discende dall’incapacità di una direttrice che dopo aver distrutto ogni cosa, è stata promossa e ora in tutta tranquillità guida l’azienda sanitaria del Careggi, fiore all’occhiello della sanità toscana, vetrina mondiale di buona pratiche nel mondo. Tutto è accaduto in tempi recenti con il beneplacito di Enrico Rossi, ma forse a breve leggeremo l’ennesimo smarcarsi, un classico del vocabolario del Presidente, così come avvenne per il buco di 420 milioni di euro dell’USL di Massa Carrara anche se dalle intercettazioni telefoniche è emerso ben altro.

Le dichiarazioni del Presidente Rossi, si susseguono anticipando un trend che ha fatto breccia dentro le stanze del Ministero, trasformando la Toscana in un laboratorio nel quale testare le direttive sui tagli lineari e sul risparmio operati da questo Governo scellerato.

In questi giorni lo stesso Rossi pensa che abolendo l’intramoenia si possano ridurre i tempi di attesa biblici della cenerentola toscana (fonti: MeS e Italia Oggi), se fosse questa la sola causa dell’inadeguatezza del servizio, allora proceda subito!

Ma realtà il problema è un altro e si chiama volontà di esternalizzare al privato.

Questa volontà è sancita nella legge 84 ed è scritta a chiare lettere, quindi, Rossi, si impegni immediatamente ad abolire fin da ora l’articolo 34 della legge Saccardi (guarda caso la commissaria politica di Renzi nella sua Giunta), invece di sparare parole e slogan demagogici.

La legge Saccardi, ultimamente rivista con un copia incolla dal PD per evitare il referendum che chiedeva anche nei fatti l’abolizione delle esternalizzazioni, mira a delegare pezzi del sistema sanitario pubblico, in particolare la diagnostica preventiva, al privato sociale.

Un privato sociale che si sta sempre di più camuffando e nascondendo nelle pieghe di quell’associazionismo di volontariato mascherato, dove lo stesso PD ha un ruolo chiave, per capire la dinamica, basta pensare alle procedure di rinnovo del consiglio direttivo della SVS.

In questo quadro di evidente smantellamento del servizio pubblico sanitario in Toscana, il Coordinamento di Livorno Sinistra Italiana attiverà tutti gli atti necessari in Consiglio Regionale attraverso il gruppo consiliare di Sì Toscana a Sinistra e auspicando inoltre che il consigliere regionale Francesco Gazzetti, eletto sul territorio livornese fra le fila del PD renziano, un PD renziano che non possiamo dimenticare viene sostenuto al Governo da Angelino Alfano (ex-delfino di Berlusconi) e si regge grazie ai voti di Verdini (pluri indagato per bancarotta, associazione a delinquere e segreta P3, vedi la recentissima condanna nei giorni scorsi), scelga per una volta di seguire e proteggere la vita e la salute dei suoi concittadini, senza apporre la sua firma corresponsabile a quella di chi, al Governo, vuol distruggere la sanità pubblica in Italia e in Toscana.

Sinistra Italiana Coordinamento di Livorno

 

Il Tirreno 20 marzo