Porto 2000, un portafoglio vuoto

 

Uno striscione è appeso sul cornicione della Stazione Marittima a segnare l’ennesima ferita a questa città.
I guasti della privatizzazione di Porto 2000 emergono chiaramente e tristemente oggi forti più che mai e per questo le proteste dei lavoratori non si fermano e non si fermeranno fino a quando non ci saranno risposte dalle Istituzioni chiamate in causa per il loro silenzio.
E si tratta di un silenzio solo apparente perchè nelle sue sedi più alte, non sta solo a guardare, quindi è doppiamente colpevole.

Il maggior azionista di Porto 2000, quell’Onorato di nome ma non di fatto, sanzionato forse solo a parole per i fallimenti e le inadempienze delle sue società in questa Provincia così come altrove, ma perdonato nei fatti come avvenuto con l’assegnazione recentissima della concessione del lotto 1 nelle nuove aree nel porto di Piombino a Manta Logistics (Moby Ars New Terminal Auto Logistics, partecipata del Gruppo Onorato Armatori), ha avuto mano libera nell’accumulare debiti e ridurre in miseria una società in buona salute ed in espansione.

A pagare con le mancate stabilizzazioni e la precarizzazione di massa sono i lavoratori livornesi di Porto 2000 che hanno visto sfumare il loro futuro travolto dalle incertezze, trascinato alla mercé di un braccio di ferro fra armatori per la spartizione del potere nel Porto di Livorno.

Non è solo colpa del Covid19, la crisi di Porto 2000 è iniziata molti mesi fa con il cortocircuito di competenze mai risolto da AdSP Alto Tirreno per il conflitto con Grimaldi sui servizi passeggeri e le concessioni rilasciate, quindi a fine pandemia non ci sarà il sospirato ritorno alla normalità.

La contrazione enorme del traffico passeggeri è solo un’ulteriore mannaia che si abbatte sulla città e sulla crisi occupazionale che ha bisogno non solo di più amortizzatori, ma di certezze, di progettualità per camminare con le proprie gambe senza sopravvivere di briciole e sperare di contribuire a salvare non solo posti di lavoro, ma credibilità in un settore che vede spostare pericolosamente così il suo baricentro di appetibilità altrove.

La scusa dell’immobilità da pandemia non è più accettabile.
Serve una reazione forte e non un solo sussulto di dignità.

Circolo Territoriale SI Livorno Collesalvetti

Scontro fra Titani in porto, e a pagare sono i lavoratori

 

Apprendiamo con una certa sorpresa che il contenuto dell’interrogazione parlamentare presentata il 27 settembre 2018 da Nicola Fratoianni, Segretario di Sinistra Italiana, al Ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli relativa al quadro allarmante che si sta configurando all’interno del Porto di Livorno, è in parte condivisa per ciò che abbiamo colto nella dirompente intervista rilasciata alla stampa da Vincenzo Onorato patron di Moby. (Link interrogazione: http://aic.camera.it/aic/scheda.html?core=aic&numero=4/01227&ramo=CAMERA&leg=18 )

Non è una novità per la cronaca, la diatriba in atto fra Moby e Grimaldi, mentre appare sempre più lampante quale discrasia abbia prodotto la privatizzazione di un ente pubblico come Porto 2000.

Lo sviluppo delle attività portuali è fondamentale per il rilancio della città, e non accetteremo che possa diventare terreno di scontro fra armatori che difendono unicamente i loro interessi privati. Per questo motivo, auspichiamo che AdSP assuma un ruolo di garanzia, come descritto nell’interrogazione presentata da Sinistra Italiana, dove abbiamo chiesto un controllo diretto del Ministero delle Infrastrutture per evitare che fossero assunte dall’ente scelte difformi, o azioni arbitrarie violando le disposizioni del Piano Portuale. Inoltre, rimarchiamo oggi, che alla scelta opinabile di vendere un bene pubblico come Porto 2000, è stata di fatto anche tolta legittimità al risultato del bando di gara.

La dichiarazione di disponibilità e apertura verso la ricerca di un accordo con Onorato, da parte del Presidente di AdSP Stefano Corsini, appare forse tardiva e tradisce una mancanza di controllo tutta da sanare, ma sappiamo che ciò potrà accadere solamente se si osserveranno con trasparenza le regole e si opereranno gli opportuni avvicendamenti per chi ha gestito operativamente il rilascio delle concessioni e i rapporti di forza fra gli armatori chiamati in causa.

Sinistra Italiana ribadisce con forza l’avvio di un percorso ispettivo a tutto campo, volto a chiarire se vi sia un pregiudizio con corrispondente danno erariale derivato dal rilascio delle concessioni, ed insistiamo per avere la certezza di un controllo sull’interpretazione della normativa relativa alla Legge 84/94. Non è possibile gestire un bene pubblico con approssimazione o come fosse un bene proprio, così come non lo si può gestire mescolando e sovrapponendo scelte personali a scelte istituzionali quando si tratta di equilibri nei rapporti con i lavoratori portuali.

Esistono regole da rispettare e le Istituzioni dovrebbero tenere al riparo e ripararsi attraverso esse, altrimenti a pagare sarebbero sempre gli stessi, lavoratori e cittadini.

Esecutivo Sinistra Italiana – Federazione di Livorno

Coordinamento Circolo Territoriale SI Livorno Collesalvetti