Traffico rifiuti in Toscana: “Più impegno e non abbassare la guardia”

Traffico e smaltimento di rifiuti anche pericolosi. E’ necessario intensificare la lotta.
La cronaca ci sta lanciando dei chiari segnali.
Secondo gli inquirenti sarebbero state smaltite abusivamente in due discariche della provincia di Livorno, tra il 2015 e il 2016, circa 200mila tonnellate di rifiuti che avrebbero prodotto profitti illeciti per 26 milioni di euro, omettendo tra l’altro di versare 4,3 milioni di euro di ecotasse alla Regione Toscana. Rifiuti speciali, in alcuni casi pericolosi e nocivi e talvolta provenienti dall’estero, venivano miscelati con altri e mascherati come ordinari, per abbattere i costi di smaltimento; tra i rifiuti che arrivavano in discarica materiali nocivi come stracci imbevuti di sostanze tossiche, filtri olio motore e toner e rifiuti ferrosi o legati al comparto delle acciaierie.

Non solo siamo in presenza di una truffa a danno delle istituzioni ma di un grave reato per l’ambiente e per la salute umana che, come istituzioni, bisogna combattere ad ogni costo. Per questo motivo depositiamo al Senato ed alla Camera un’interrogazione al Ministro della Giustizia ed al Ministro dell’Ambiente per sollecitare maggiori controlli e anche per fare chiarezza sulla vicenda in questione che coinvolge aree e realtà produttive già in grandi difficoltà occupazionali e sociali come quelle delle Acciaierie di Piombino.

Dichiarazione congiunta di Alessia Petraglia e Stefano Fassina.

Sinistra Italiana – Liberi e Uguali

INTERROGAZIONE AI MINISTRI DELL’AMBIENTE E DELLA GIUSTIZIA

Premesso che nella giornata di ieri, 13 dicembre 2017, sei persone sono state arrestate dai carabinieri forestali, in esecuzione di una misura di custodia cautelare ai domiciliari disposta dal gip su richiesta della Dda di Firenze, nell’ambito di un’inchiesta per traffico illecito di rifiuti in Toscana;

Da informazioni giornaliste i reati contestati sarebbero traffico di rifiuti, associazione per delinquere e truffa aggravata ai danni della Regione Toscana, quantificata in circa 4 milioni di euro;

Secondo gli inquirenti sarebbero state smaltite abusivamente in due discariche della provincia di Livorno, tra il 2015 e il 2016, circa 200mila tonnellate di rifiuti che avrebbero prodotto profitti illeciti per 26 milioni di euro, omettendo tra l’altro di versare 4,3 milioni di euro di ecotasse alla Regione Toscana;

Secondo quanto ricostruito, i rifiuti speciali, in alcuni casi pericolosi e nocivi e talvolta provenienti dall’estero, venivano miscelati con altri e mascherati come ordinari, per abbattere i costi di smaltimento; tra i rifiuti che arrivavano in discarica materiali nocivi come stracci imbevuti di sostanze tossiche, filtri olio motore e toner e rifiuti ferrosi o legati al comparto delle acciaierie;

In merito agli scarti delle acciaiereie i rifiuti venivano dichiarati non pericolosi per evitare i costosi trattamenti o in alcuni casi venivano fatti passare per materie prime secondarie o semplice merce, da rivendere ricavandone un guadagno;

Tra le aziende indagate ci sarebbero la Effemetal di Firenze, la Effeservice srl di Firenze; la Raggi Nefal della provincia di Frosinone; la Nefal Sel di Roma; la Com.Sato di Gragnano (Napoli), la Effe Due srl di Brescia e la Aferpi di Piombino, azienda come noto al centro di una grave crisi siderurgica ed occupazionale che vede migliaia di lavoratori in grande difficoltà;

Attraverso due aziende di Livorno, adesso sotto sequestro, attive nel settore del recupero e del trattamento, sarebbero transitati i rifiuti in questione per poi finire nelle discariche Livornesi gestite, tra l’altro da due aziende a partecipazione pubblica, la Rea di Rosignano Marittimo e la Rimateria di Piombino;

considerato che attività illecite come quelle descritte in premessa rappresentano un grave pericolo per l’ambiente e per la salute oltre a rappresentare una frode economica a danno delle istituzioni pubbliche;

la vicenda descritta non rappresenta purtroppo un caso isolato ed in più occasioni anche in Toscana, come in altre regioni, si è registrato un importante traffico illecito di rifiuti;

chiede di sapere:

se e come codesto Governo intende intensificare la lotta alle ecomafie ed in particolare al traffico illecito di rifiuti in Toscana e nelle altre regioni italiane;

quali livelli di responsabilità aziendale nella vicenda sopradescritta riguardano le società indagate, ed in particolare quelle a partecipazione pubblica come tra cui la Rea di Rosignano Marittimo e la Rimateria di Piombino, e quelle per le quali è in corso da tempo un intervento finanziario da parte dello Stato come la Aferpi di Piombino, realtà già gravata da grandi difficoltà produttive, occupazionali e quindi sociali per migliaia di lavoratori.