Oltre le disuguaglianze a Livorno

 

Costruire un fronte alternativo, civile e popolare è un obbligo morale che dobbiamo a questo Paese. Le elezioni si avvicinano e non possiamo attendere. Sinistra Italiana ha aderito al percorso lanciato da Luigi De Magistris con il comunicato uscito dalla voce del Segretario Fratoianni a margine dell’iniziativa del 1 dicembre ‘Oltre le diseguaglianze’ a Roma, lontano da qualsiasi tentazione egemonica. Ogni soggetto all’interno di quel percorso avrà pari dignità di proposta.

Non si tratta di costruire il fronte unico per difenderci dai barbari, ma per cambiare ciò che ci ha portato ad avere i barbari alle porte. Così come non si tratta di costruire l’ennesimo cartello elettorale e noi sappiamo bene cosa significhi in termini politici e quali siano le ricadute nefaste di un’operazione come quella di LeU.

La politica dei partiti deve avere il coraggio di imparare dai propri errori, pena l’estinzione.

Sono almeno due decenni che scelte di programma fatte contro le persone e che anche il centro sinistra ha pesantemente avvallato prima e poi contribuito a costruire in seguito, hanno modificato pesantemente gli assetti della società in cui viviamo. Per questo è importante segnare una distinzione di contenuto politico: partire dai capisaldi della sinistra, per modificare ciò che è cambiato nelle nostre vite e ciò che accade nelle nostre città.

La proposta politica di De Magistris riguarda un modello di rivoluzione che non è solo di piazza ma parte anche dall’interno delle istituzioni disposte ad ascoltare e a mettersi in discussione, interpretando nella legalità un conflitto. Ciò che è accaduto a Napoli nella proposta politica della sua amministrazione ci fa capire che è possibile rendere migliore per tutti un luogo e di conseguenza un Paese intero se al ‘ ce lo chiede l’Europa’ abbiamo la volontà di contrapporre il ‘ ce lo chiede la Costituzione’, quella stessa Costituzione che abbiamo difeso il 4 dicembre 2016 ma che resta oggi ancora troppo inapplicata.

Il collante indispensabile alla lotta è questo, pertanto si tratterà di costruire un progetto corale e se la politica tradizionale dei partiti ha sbagliato perché ha dimenticato, deve fare un passo indietro e lasciar parlare altre voci, mettendosi a disposizione con umiltà.

Questo è accaduto a Roma il primo dicembre con la prima pietra di posa.

Sinistra Italiana era presente ed è uscita fuori un’altra voce che non era di apparato ma che le appartiene e parla della nostra esperienza di lotta collettiva sui territori da Bologna a da Padova e si è unita ad altre voci giunte da tutto il Paese. A gennaio chi ha deciso di aderire al percorso presenterà una proposta programmatica comune con un simbolo e una rosa di candidature capaci di rappresentare un passaggio politico fondamentale per il cambiamento dell’Europa e del Paese, tenendo presente un punto fondamentale: unire la sinistra sociale alla sinistra politica non deve più essere considerata come una vocazione minoritaria perché le battaglie civili in difesa dei diritti riguardano ognuno di noi e ne consegue un modo diverso di interpretare il ruolo politico di una forza soprattutto all’interno delle istituzioni.

Anche a Livorno è nato il coordinamento di DemA che si configura come un laboratorio politico nato in seno alla rete nazionale che l’esperienza di Napoli ha fatto crescere. Si tratta di un ulteriore nucleo politico col quale discutere per creare un luogo di aggregazione e di partecipazione.

L’obiettivo comune sarà quello di costruire un programma collettivo per correggere con la proposta, l’esempio tragico di un cambiamento mancato in questa città, stretto nella morsa fra il passato che vuole prepotentemente tornare a governare e l’inefficacia intermittente di chi aveva interpretato un desiderio di cambiamento poi rimasto lettera esangue, stritolata da mille problemi e grandi incertezze.

Lo scenario confuso di una campagna elettorale già senza esclusione di colpi, ci restituisce uno scenario allarmante: le geometrie variabili delle alleanze presunte o certe, oscillano solo in base al tornaconto personale, per una sedia nella stanza dei bottoni. E questo significa non aver capito la portata dei problemi in questa città.

Ridare voce ai cittadini, e la proposta di De Magistris va in quella direzione, può consentirci di conquistare uno spazio permeato di democrazia, ma sarà possibile solo se metteremo a nudo problemi veri, guardando ciò che è cambiato in peggio e non solo ciò che ci piace e ci fa stare tranquilli al caldo. L’idea di municipalismo può essere efficace solo se la consideriamo in un contesto ampio perché non c’è una repubblica delle banane che possa salvarsi dalle regole matrigne dell’Europa. Inutile illudersi che i sondaggi usciti sulla stampa locale rispetto a ciò che fu alle ultime amministrative, siano ancora validi, l’inadeguatezza di ciò che è stato fatto è sotto gli occhi di tutti e ha mutato uno scenario, con molteplici pericoli da affrontare: l’avanzata della Lega o il ripristino dello status quo, con il mutuo soccorso di qualcuno nascosto dentro una lista civica giustapposta.

Armi spuntate che non attaccano, c’è un volto migliore che Livorno può esprimere e avrà qualcosa di importante da dire.

Non bastano ricette già vecchie e volti noti che hanno già fallito, servono solo ad imbrogliare le carte.

Oggi a parlare dovranno essere i contenuti portati, per questo le candidature che proporremo comunemente dovranno essere legate a un contenuto e non ad un interesse di sopravvivenza personale per continuare a vivacchiare perchè questa città non può permetterselo.

Riprendersi il mal tolto è il mantra diffuso dal centro sinistra e muove le alleanze con il supporto di certo associazionismo forse troppo orientato e che dovremo richiamare inevitabilmente all’ordine dell’imparzialità. Anche per questo ridare voce ai singoli sarà importante proprio per ricucire a piccoli passi l’identità di un tessuto sociale complessivamente deluso che va oltre il 40% di chi non vota perchè non trova rappresentanza oggi, tenendo ben presente che la fiducia la si riconquista con la linearità in uno spazio politico alternativo che sappia contaminarsi e dare risposte.

Si tratta di un ragionamento semplice, che parte non dai numeri ma segue un’idea precisa di cambiamento. Rimboccarsi le maniche significa ‘infilare davvero le mani nella nostra montagna di merda’ quella stessa montagna che Peppino Impastato aveva combattuto ma che ha mille facce diverse, ma di facile declinazione.

Chi non vede questo è fuori dai giochi, perché servirà ragionare unicamente in termini oggettivi su ciò che è cambiato nella vita delle persone, con parole chiare, nette, fuori dai ‘salotti buoni’ dell’intellighenzia fine a se stessa. Servono fatti concreti, a tutto campo e non ci si può limitare a parlare un linguaggio monocorde su un solo argomento, sono troppe le cose che non vanno in questo Paese e in questa città che è lo specchio di una crisi profondissima. Non si può continuare a giocare col pallottoliere mentre il mondo crolla.

Dovremo aiutare questa città a capire le sue potenzialità, non a sfruttarle ma facendole crescere senza raccontarci storie perché è anche una questione di linguaggio.

Vincere questa partita corale è fondamentale per assumere un ruolo di guida dentro le Istituzioni e piegarle ai bisogni reali dei cittadini con competenza e coraggio, scontrandosi, creando, leggendo e interpretando un conflitto, non eludendo problemi ma osservando il luogo più scomodo e studiandone le emergenze reali per trovare una soluzione.

Oltre a noi che abbiamo deciso di aderire al percorso di De Magistris ci sono altre forze che hanno una visione simile e il dialogo è aperto e costruttivo per presentare un progetto unitario che discenda da una proposta europea alternativa, per arrivare ad una traduzione locale che ci porti ad affrontare le amministrative in questa città e in Provincia, con consequenzialità e non in ordine sparso.

La linea di demarcazione che ci separa dal PD è di contenuto così come ci tiene lontani da chi ha scelto per governare questo Paese la compagnia di Salvini dando colpevolmente corpo e accesso agli istinti peggiori in nome della difesa nazionale che in realtà è lontanissima da un disegno unitario nelle istituzioni e soprattutto fuori da ogni logica applicazione democratica del diritto costituzionale.

I temi da affrontare sono pesantissimi e riguardano il lavoro, la salute, l’ambiente, la legalità, la mancanza di diritti che mettono ogni giorno in predicato l’uguaglianza fra le persone e servirà da parte di ognuno di noi la forza per contribuire con un programma condiviso che cancelli non le nostre identità ma l’individualismo per farci tornare ad essere una comunità reale che propone non è più disposta a subire.

Livorno, 3 dicembre 2018

Assemblea Federale Livorno

Assemblea Iscritte/i del Circolo Territoriale SI Livorno Collesalvetti

 

L’Altra Europa con Tsipras: Sabato 1° dicembre a Roma saremo all’appuntamento promosso da Luigi De Magistris

 

C’è bisogno di una lista per le elezioni europee che rompa il monopolio del confronto pubblico tra nazionalismo xenofobo (la sovranità popolare, sancita dalla Costituzione è un’altra cosa) e sostenitori dell’attuale assetto rigorista e ordoliberista dell’Unione Europea.

Una lista europeista, contro gli egoismi nazionali che da sempre preparano la guerra e la rovina dei popoli e contro le attuali oligarchie dominanti a Bruxelles e a Francoforte, che hanno sostituito il principio della solidarietà e della giustizia con la logica del più forte e del dispotismo delle leggi di bilancio, impoverendo nei diritti e nel reddito le donne e gli uomini d’Europa, accrescendo le disuguaglianze, consentendo la semina d’odio contro i più poveri, trasformando il nostro continente in una fortezza disumana e crudele.

Abbiamo colto con molto favore la promozione un progetto con tali caratteristiche da parte di Luigi De Magistris, sindaco di Napoli per il valore simbolico e la forza dell’esperienza alternativa ai modelli dominati di gestione della cosa pubblica, di cui è stato protagonista nella sua città.

I tre punti programmatici cardini indicati – l’antifascismo, l’opposizione ai nazionalismi sovranisti, il contrasto alle politiche ordoliberiste di Bruxelles – delineano un profilo adeguato della lista, da sviluppare ulteriormente, utile a definire una proposta netta e priva di ambiguità, nel segno di un europeismo radicale.

Per questo il 1° dicembre a Roma ci saremo all’appuntamento al Teatro Italia.

Per contribuire alla costruzione di una proposta che riesca a valorizzare le migliori esperienze e soggettività collettive e individuali, pratiche e intellettuali, che in questi anni hanno tenuto la barra dritta sulla critica all’Europa ordoliberista, contro il razzismo, senza cedimenti verso posizioni settarie e culturalmente subalterne al montante nazionalismo.

Una proposta che sia di netta opposizione al governo Salvini Di Maio ed un punto di riferimento da cui partire anche oltre la scadenza delle Elezioni Europee.

C’è bisogno di un nuovo protagonismo dei cittadini, delle donne, dei giovani, dei lavoratori, dei territori. Una mobilitazione larga, da Nord a Sud, per un’altra Italia in un’altra Europa, che coinvolga e valorizzi personalità ed esperienze di “giuste e giusti” contro le barbarie.

Per questo, la lista, come dice lo stesso appello lanciato per l’appuntamento del Teatro Italia, non potrà essere un nuovo cartello elettorale (“collage delle fotografie già viste”), appesantito da logiche di fazione e di posizionamento partitico.

Servono idee chiare sul futuro dell’Europa, partecipazione, volti nuovi. Con una definita collocazione politica in Europa: nel Gue al parlamento Europeo, con il Partito della Sinistra Europea, a fianco di quelle forze che, anche da posizioni di governo, pur tra tante difficoltà, hanno resistito in questi anni all’egemonia dell’ideologia neoliberale e tuttora le lanciano una sfida da sinistra.

L’Altra Europa con Tsipras