Le scelte per Livorno, nuovo ospedale e casa della salute

 

Sinistra Italiana Livorno promuove un incontro pubblico per venerdì 6 dicembre 2019 alle ore 17,00 presso la Sala Simonini Scali Finocchietti, 4 a Livorno (ex Circoscrizione 2), per discutere uno dei contenuti più importanti dell’imminente campagna elettorale per le elezioni regionali in Toscana.
Si parlerà di sanità regionale ma soprattutto di sanità livornese ed il tema centrale riguarderà il ruolo del nuovo presidio ospedaliero di Livorno in relazione non solo ai bisogni dei cittadini di una nuova struttura ma al loro diritto di curarsi con servizi diffusi, accessibili, pubblici ed efficienti.
L’idea di sanità pubblica e di cura come diritto costituzionale è uno dei tratti fondamentali che distingue le forze democratiche e progressiste presenti all’iniziativa, da chi propone, e ci riferiamo alla Lega e alla Destra, una visione diversa, illiberale e antidemocratica del concetto di cura della persona, privo di universalità e trasversalità.
Per poter far conoscere ‘lo stato dell’arte’ sulle scelte regionali fin ora compiute, era indispensabile invitare i consiglieri regionali che partecipano ai lavori della Commissione Sanità in Regione e dare la parola a loro per chiarire ai cittadini posizioni e insieme sciogliere i nodi più complessi che la non facile situazione complessiva della città porta in dote, essendo purtroppo fanalino di coda per offerta di servizi e strutture diffuse di cura.

Ne parliamo con i consiglieri regionali che hanno la disponibilità a questo confronto pubblico

Paolo Sarti – Sì  Toscana a Sinistra
Stefano Scaramelli – Italia Viva Toscana
Monica Pecori – Toscana per Tutti
Andrea Quartini – Movimento 5 Stelle Toscana

modera
Giacomo Salvini – Il Fatto Quotidiano

Evento Facebook https://www.facebook.com/events/2335717343222856/

 

Documento Assemblea Federale Sinistra Italiana 25 novembre 2019

 

Assemblea Federale Sinistra Italiana Livorno 22 novembre 2019 con aggiornamento a lunedì 25 novembre per approfondimenti.

L’assemblea si apre con le comunicazioni relative ai lavori delle due commissioni, politica e statuto in preparazione del congresso nazionale di Sinistra Italiana. In attesa di ricevere testo dei documenti relativi, che speriamo siano costruiti con il reale contributo di tutti i componenti, auspichiamo che il nostro congresso nazionale si svolga con una partecipazione larga e aperta a tutti gli iscritti visti i numeri molto esigui.

Sarebbe una limitazione della rappresentanza la presenza di soli delegati scelti in base al numero degli iscritti sui territori superstiti. Il frangente politico attuale ci suggerisce una posizione che non può essere autosufficiente ed è quindi necessaria anche un’apertura della struttura stessa del congresso affinchè possano emergere anche al nostro interno nuove energie, per questo serve andare oltre i nostri confini: non un congresso autoreferenziale ma un laboratorio che si muova sulla scia di altri progetti europei, prendendo spunto in particolare dall’esperienza Labour di Jeremy Corbin. A oggi però, quest’idea di ricerca di cambiamento così necessaria per la sinistra, non può essere unidirezionale: ravvisiamo nel PD una linea politica ancora troppo potentemente permeata di neoliberismo, senza alcun ravvedimento sulle politiche del lavoro, con scelte troppo poco radicali legate all’equità fiscale, per non parlare del rapporto ancora molto stretto e accondiscendente con un’ Europa troppo legata alla finanza e troppo poco votata ai diritti e alla ricerca di uguaglianza sociale dei popoli che la compongono.

L’assemblea prosegue analizzando la posizione del nostro partito all’interno dello scenario che ci porterà elezioni regionali fra 6 mesi e ravvisiamo gli stessi pericoli sopra descritti rispetto al nostro non essere autosufficienti, anche se un percorso lineare è a oggi sempre valido per noi nei confronti della lista Sì Toscana a Sinistra.

La nostra posizione minoritaria non può portarci a pensare di poter concedere deleghe ad altri e di decidere per noi.

Va sottolineato ancora una volta che la partecipazione del coordinamento regionale provvisorio di SI Toscana all’assemblea del Comitato Sinistra 2020 era chiaramente solo esplorativa per raccogliere e trasferire all’assemblea di SI Toscana le informazioni da discutere al nostro interno.

Simone Siliani per quanto ci riguarda può rappresentare solo se stesso e non la comunità di Sinistra Italiana Toscana dal momento che nessuno di noi lo ha investito del ruolo di portavoce e tale decisione non è stata discussa all’interno del nostro Partito in assemblea.

Registriamo un difetto di comunicazione delle informazioni, e ringraziamo Mauro Valiani per lo sforzo, ma il risultato è inadeguato nei tempi e nelle modalità che non aiutano il nostro dialogo, anche perchè le informazioni giungono ex post rispetto a quanto si legge quotidianamente sulla stampa con dovizia di particolari e dettagli.

In secondo luogo, riteniamo importante sottolineare che non ci fosse titolo per discutere di programma senza aver consultato almeno i coordinatori delle federazioni per raccogliere le istanze non di consenso, ma informazioni utili e posizioni assunte in merito ai problemi di ogni territorio. Riteniamo per altro, che le difficoltà di un’area vasta come quella della zona costiera che va da Massa a Grosseto, passando per Pisa e Livorno e la densità enorme di problemi che hanno un tratto politico evidente, non sia stata adeguatamente rappresentata, sviscerata e portata al tavolo della discussione.

Concentrare ogni ragionamento sull’area della piana fiorentina e ritenere che i soli nodi gordiani da sciogliere per chiudere un accordo elettorale siano ristretti alla questione areoporto di Firenze e al nome del candidato proposto a giochi già chiusi, sia non solo avvilente per tutto il resto della Toscana ma delinei un disinteresse ormai radicato che deve essere corretto.

Questa Federazione ritiene che la discussione vada aperta senza sudditanza, nei confronti di tutte le forze che si oppongono a Salvini e all’avanzata della Lega, ma tutto ciò deve essere costruito sulla base di contenuti in considerazione di quella che è la nostra storia e la nostra appartenenza per non incatenarci un’inaccettabile posizione di subalternità dovuta ai numeri. Per questo motivo, il 6 dicembre abbiamo organizzato un confronto sulla sanità di questo territorio ed in particolare, il tema centrale sarà una discussione sul progetto del nuovo ospedale di Livorno e dei servizi correlati ad esso, invitando i consiglieri regionali che da Sì Toscana a Sinistra arrivano a Italia Viva, invitando anche Andrea Quartini del M5S.

L’opposizione alla destra va e alla Lega va organizzata e lo si può fare solo discutendo di contenuti veri e non di alleanze matematiche. Informare i cittadini e tentare di sciogliere le contraddizioni è il compito che ci siamo dati.

Vogliamo dimostrare che il nostro sguardo deve essere rivolto ad uno schieramento ampio perchè c’è bisogno di tutti e se la cronaca odierna ci restituisce apertura nei confronti di un possibile accordo con il M5S dopo l’intervento di Beppe Grillo che non può essere circoscritto solamente a ciò che potrebbe accadere in Emilia Romagna e avrà ricadute anche sullo scenario toscano, va praticata la possibilità di costruire un unico campo dove ognuno deve fare la sua parte, senza nessuna posizione subalterna ma parlando di contenuti, quindi siamo ansiosi di sapere da chi parteciperà all’incontro con il M5S se si tratta solo di un incontro privo di contenuto, organizzato solo per prassi o c’è sostanza e metodo per arrivare ad un dialogo costruttivo.

Sono inaccettabili per noi gli irrigidimenti del Presidente uscente Rossi: la sua strategia politica condannerebbe SI ad un doppio isolamento perchè essere succubi di un PD di sicuro perdente e non più al comando della Regione per incapacità di consenso e progettualità, ci trasformerebbe in tristi comparse di terza fila senza peso politico e decisionale. Diciamo no ad un abbraccio mortale che ci porterebbe alla rovina definitiva, visto che non navighiamo già ora in buona salute a causa degli errori che abbiamo compiuto snaturando la nostra linea politica.

Inoltre la vicinanza regionale fra PD e Italia Viva, benedetta dalla scelta del nome di Eugenio Giani, il candidato blindato (non perchè lo dice la stampa a caccia di scoop ma perchè confermato dai diretti interessati), dimostra la volontà di proseguire su un percorso che nulla ha a che fare con la richiesta di cambiamento che servirebbe e la sola strategia da utilizzare resta quella di discutere perciò di contenuti senza accontentarsi di facili ricette o promesse da marinai. Possiamo essere noi a spostare il baricentro? Forse, ma non potremo farlo se permane la palpabile sensazione da parte nostra che per vincere facile, serva accontentare gli appetiti di qualcuno. Sarebbe utile fare un semplice esercizio matematico per capire che senza una legge elettorale diversa (ed è inutile caricare Tommaso Fattori di responsabilità che andrebbero invece equamente condivise sui ritardi, perchè la proposta lanciata da Sì Toscana a Sinistra giace muta in attesa di un dibattito che non trova fiato perchè fa comodo a qualcuno che resti tale) è una scelta perdente, punitiva per chi ha velleità personali ma non i numeri.

E’ poi, politicamente assai poco di sinistra pensare al proprio destino politico personale e alla propria sopravvivenza politica, perchè nulla ha a che fare con il benessere collettivo di una regione.
Serve considerare che il voto è mobile, l’equilibrio incerto ed imprevedibile.
Servono volti e storie nuove a rappresentarci, profondamente diverse per appassionarci ad un cambiamento vero, non le solite facce che sono perdenti e non hanno ormai più nulla da dire.

Una proposta politica come quella del PD o di Italia Viva, completamente votata all’autoconservazione che sappiamo già ha fallito e portato questa regione allo sfacelo o cambia strategia seguendo un moto inverso alla sua natura o è destinato a sparire, e sparirà per mano di Salvini che al contrario di ciò che guida la strategia Firenze centrica, guarda i margini, alle foltissime risorse sui territori di cintura con grande interesse, tenendosi lontano dalle grandi aree metropolitane e rastrellando un consenso che solo gli stolti non vedono.

Il fare politica per come lo intendiamo noi a Livorno, si muove su più piani e non solo per una questione di utilità ma per vocazione perchè non abbiamo dimenticato il perchè della nostra nascita e ci siamo resi conto che le attività di partito spesso non bastano, serve entrare dentro le dinamiche sociali senza supponenza.

La pratica va quindi molto oltre le parole ed è per questo che la sede di via Pannocchia 67/69, la condivideremo con l’Associazione Pierpaolo Pasolini, nata per occuparsi, con l’aiuto di molti di noi, ma con il supporto di non iscritti che sono solo simpatizzanti di sinistra e hanno visto in noi la capacità aggregativa messa in atto nel quartiere dove abbiamo sede, di costruire un archivio sull’antifascismo di fruizione pubblica partendo dal lascito della famiglia Chiesa, e di attività mutualistiche e di supporto ai cittadini.

Non nascondiamo i problemi e lo sforzo economico che comporta mantenere una sede nonostante il contributo volontario di tanti compagni: hanno finanziato con le loro donazioni personali e chiesto di trattenere i soldi del tesseramento per questo, per continuare ad avere un luogo dove discutere e organizzare la nostra azione politica comune per proseguire un percorso nel quale abbiamo sempre creduto mettendoci al servizio di una comunità che non ha altri riferimenti se non questo luogo.

A maggior ragione spiace e addolora sapere che le tessere non attivate perchè non sono stati inviati i soldi a Roma li faranno scomparire dagli elenchi degli iscritti e diventeranno invisibili. A questo proposito informiamo il coordinamento regionale che è stata inoltrata dal coordinatore del Circolo Territoriale di Sinistra Italiana, Andrea Cionini, una comunicazione al Presidente Claudio Grassi per avere chiarimenti in merito e capire se ‘i fantasmi di Livorno’ potranno avere facoltà di parola o saranno cancellati perchè non hanno versato alla tesoreria nazionale le quote indispensabili alla sopravvivenza di chi in realtà ha altre entrature.

Sottolineiamo che ognuno degli iscritti a questa Federazione contribuisce con attività volontarie non retribuite esattamente come dovrebbe essere per i dirigenti che dovrebbero prestare tempo e attenzione in modo volontario e non retribuito. A oggi non si conoscono le entità della portata economica della Tesoreria, e a quali ruoli venga disposto uno stipendio perchè a nessuna delle comunicazioni inviate da questa sede con la richiesta di chiarimenti e delucidazioni è stata data risposta ufficiale.

Accogliamo con favore lo spostamento della data della prossima Assemblea Regionale di SI Toscana da mercoledì 27 novembre a domenica 1 dicembre, dal momento che era impossibile per chi lavora partecipare ad un incontro a Firenze in un giorno feriale ed in un orario nel quale molti di noi sono ancora impegnati al lavoro soprattutto se devono spostarsi da lontano come noi di Livorno, insistere su quella data sarebbe stata una forzatura da non poter sottovalutare.

Assemblea Federale di Livorno

 

Nessun dubbio di Sinistra Italiana sulla localizzazione del nuovo Ospedale in viale Alfieri

 

Da decenni si parla di un realizzare il nuovo ospedale a Livorno, fu proposta come location Montenero basso, una proposta che definimmo già al tempo un’errore urbanistico, miope per le ricadute sull’esistente e sulla sua funzionalità.
Il referendum che seguì, fortemente boicottato dal PD che aveva fatto quella proposta, dimostrò come i cittadini Livornesi avessero le idee molto chiare e contrapposte a quella nuova ubicazione.
Con il cambio di Governo della città a guida M5s, fu deciso di realizzare il nuovo ospedale all’interno dell’attuale presidio in viale Alfieri conservandone alcune parti già ristrutturate e ammodernate.
Se l’accordo regionale è stato acquisito sul filo di lana pochi mesi or sono, prima della scadenza elettorale delle amministrative, così come dall’ASL e dall’ Amministrazione Comunale, si è iniziato a parlare del nuovo progetto di fattibilità.
Con l’avvicendamento successivo al voto e il ritorno di una maggioranza sostenuta dal PD che ha cambiato colore alla Giunta, sono sorte fin da subito tutte le perplessità che hanno rimesso in forse un percorso già avviato e sostenuto dai cittadini.
Innanzitutto il dubbio sulla presenza o meno dei fondi atti a finanziare la progettazione e la realizzazione dell’opera da parte della Regione, ma soprattutto i tempi di realizzazione, stimati in 7/8 anni, a nostro avviso esageratamente lunghi e la rimessa in discussione della localizzazione anche e soprattutto in funzione delle strutture sociosanitarie presenti sul territorio cittadino.
Il tutto senza consentire ai cittadini di partecipare al dibattito e sostenere una posizione come ai tempi del referendum.
La proposta avanzata da Articolo 1- MdP di realizzare il nuovo ospedale in un area pubblica alla Scopaia, che secondo le prescrizioni del vigente PRG è a oggi destinata ad impianti sportivi, è l’ennesima dimostrazione di come a Livorno altri interessi privati e di pochi, prevalgano sempre sugli interessi di una comunità intera che chiede ascolto. La proposta dell’area individuata alla Scopaia dimostra anche che si conosce poco il nostro territorio, si dimentica che quando fu proposta la localizzazione in quella stessa area del nuovo distretto sanitario si assistette ad una sollevazione popolare dei residenti nella zona che non accettavano un aumento dei carichi di traffico e confusione in una zona residenziale e tranquilla; la Circoscrizione appoggiò la richiesta dei cittadini così il nuovo distretto fu realizzato in via Peppino Impastato.
Pensare di costruire il nuovo ospedale in quella zona periferica implicherebbe il potenziamento dell’attuale rete infrastrutturale a oggi inadeguata, inoltre, si perderebbe la posizione baricentrica e strategica attuale a fronte di una scelta che non terrebbe conto della vocazione residenziale dell’area indicata.
Chiediamo all’Amministrazione Comunale di rispettare una procedura già partita e di discutere nel merito con i cittadini che vanno coinvolti obbligatoriamente attraverso incontri partecipati e pubblici per far partire quanto prima lo studio di fattibilità senza indugiare oltre sulla localizzazione.

Circolo Territoriale SI Livorno Collesalvetti

 

Un “parto” difficile per la sanità livornese

 

Apprendiamo dalla stampa che con delibera della Giunta Regionale sono stati stanziati i 245 milioni di euro per realizzare il nuovo ospedale di Livorno, attraverso un piano triennale di investimenti, manca però la firma dell’atteso accordo di programma fra Regione, ASL e Comune di Livorno.

Riteniamo che questa scelta finalmente chiuda una stagione difficilissima per la città, infarcita di ripensamenti e forzature, che hanno tenuto, fino a pochi giorni fa, i cittadini sospesi nel dubbio atroce di un ennesimo rinvio anche a seguito delle dichiarazioni rilasciate dal Sindaco a mezzo stampa sulla localizzazione e la tipologia del nuovo nosocomio.

Crediamo che se di vittoria si possa parlare, spetti prima di tutto rivendicarla da parte di quei cittadini lungimiranti che scelsero con un referendum dove costruire il nuovo ospedale e a chi ha dato inizio alle procedure che hanno fatto ripartire dopo lo stallo durato anni le procedure.

Ci aspettiamo che l’iter venga inserito in modo organico nel contesto più ampio di ciò che il servizio sanitario in modo diffuso dovrà garantire alla città perchè una struttura ospedaliera moderma deve interfacciarsi con altri servizi che soddisfino i bisogni reali dei cittadini in ambito sanitario e assistenziale complessivo, e non su scelte o decisioni prese a comparti stagni.

Servono risposte che ancora non ci sono riguardo alla distribuzione dei servizi e una riflessione approfondita andrebbe posta come prioritaria rispetto all’argomento Case della Salute in città e alle tipologie previste nel piano regionale.

Quindi non si può parlare di case della Salute in modo generico e andrebbe chiarito perchè a seconda del livello di CdS ( base, standard e\o complesso) diverse sono le necessità di spazi, personale e risorse e ogni scelta porta ricadute precise sul tipo di servizio offerto.

La costruzione di CdS di livello minore al posto di precedenti strutture ospitanti servizi non ricompresi nelle nuove articolazioni, determinerebbero una riduzione complessiva dei livelli di assistenza sanitaria cittadina.

Per questo, ci si chiede se esiste una programmazione progettuale del livello delle CdS cittadine in costruzione che rispetti appieno le previsioni della normativa regionale articolate in diverse soluzioni, in relazione ai relativi bisogni di salute.

Dalle informazioni rese pubbliche, sappiamo che sono due le strutture in costruzione: una ad Ardenza inserita nella ristrutturazione del distretto Sud ed una nell’ambito dell’area ospedaliera inclusa nella ristrutturazione dell’ex poliambulatorio. Ma non è chiaro con quali caratteristiche e quali servizi offerti.

Per scendere nel particolare, nel caso di chiusura del distretto di v. delle Fiera di Sant’Antonino, se si giungesse alla progettazione di una casa della salute di livello base, significherebbe perdere servizi assistenziali, se ovviamente non ricollocati altrove.

Già il modello standard sarebbe diverso, per l’obbligo, previsto dalla legislazione regionale, della presenza fisica degli specialisti ( presenti in telemedicina nel modello di base). In tal caso andrebbe peraltro garantito il completo ventaglio della specialistica già presente nel distretto di Fiorentina.

La programmazione di una CdS di livello complesso, può anche influire positivamente sull’attività ospedaliera che sarebbe meno congestionata in particolare sul Pronto Soccorso. In essa infatti possono essere presenti le attività di primo soccorso, diagnostica per immagini e di laboratorio per un minimo di 12 ore.

La CdS complessa necessita di una accurata programmazione gestita insieme al livello istituzionale regionale per il più forte impegno di risorse.

Insieme con le altre forme di CdS, è peraltro un obiettivo su cui impegnarsi per assicurarci il meglio della sanità cittadina, più diffusa sul territorio, più vicina ai nostri bisogni di prevenzione, diagnosi e cure. E’ inoltre più economicamente conveniente nel periodo medio-lungo, spostando attività dall’ospedale al territorio, promuovendo attività di prevenzione con la medicina d’iniziativa e la valorizzazione di cittadini come “esperti” nella gestione delle proprie malattie.

Per concludere, la definizione di CdS nelle sue articolazioni, è normata da una legislazione regionale precisa che va rispettata perchè in assenza di anche solo uno dei requisiti previsti, l’articolazione sanitaria che ne esce non sarebbe identificabile con una CdS.

Sinistra Italiana – Circolo Territoriale Livorno Collesalvetti

 

Curare significa prima di tutto ascoltare

 

Le dichiarazioni del Sindaco Salvetti sulla questione relativa al dibattito sulla collocazione del nuovo ospedale nell’attuale area dedicata, oltre a dimostrare una linearità con le scelte maturate dal precedente Governo M5s della città, rappresentano un puntello forte verso la volontà di cittadini che per troppo tempo sono rimasti sospesi e in attesa che le loro indicazioni fossero rispettate e questo sicuramente è un punto d’onore che va riconosciuto.

E’ sbagliato però sminuire il tratto democratico di questa scelta, sarebbe utile non derubricarlo troppo a criteri di opportunità sulla tempistica dei fondi stanziati che un nuovo stop potrebbe far sfuggire, ancor peggio lo è insistere sulla mancanza di un piano B riguardo alla collocazione per la mancanza di alternative. Abbiamo perso tempo prezioso inutilmente, con lunghissimi periodi di silenzio che tutti i cittadini livornesi non accettano di aver perduto e non accetteranno più di perdere.

L’opportunità di quella sede, riteniamo non sia solo legata ad un motivo di affezione romantica, ma ancora strategica dal punto di vista logistico per la sua centralità, pur nelle difficoltà che dovranno essere affrontate per i cantieri che partiranno per la ristrutturazione e per il nuovo che sarà costruito. Non ci saranno problemi irrimediabili, come suggerito con lungimiranza e chiarezza dall’attuale Direzione Sanitaria, se saranno usate le moderne tecnologie costruttive senz’altro disponibili a livello progettuale oggi. Seminare ulteriori dubbi equivale a far allontanare da Livorno altre eccellenze per la pretesa inascoltata di efficienza e supporto organizzativo, come già accaduto durante la reggenza della precedente Direzione Sanitaria.

Il ragionamento che semmai va chiarito riguarda quale struttura ospedaliera si aspettino i cittadini ragionando in termini di bisogni collettivi per una città che invecchia ed è cronicizzata per la maggior parte degli eventi patogeni che colpiscono i cittadini che la abitano. La collocazione dell’ospedale livornese all’interno di un’area vasta che fortunatamente dispone di servizi sanitari specialistici eccellenti facilmente raggiungibili, è un vantaggio oggettivo: serve su Livorno, recuperare e concentrare l’efficienza sui servizi di emergenza e sul trattamento cronico perché consapevolmente ogni cittadino, ha il diritto e la libertà a parità di costi, di ricercare il meglio per le cure specialistiche necessarie e la mobilità di cura è ormai un dato oggettivo praticato e ben assorbito, quindi non si può non tener conto di questo aspetto.

Riteniamo che la scelta rispetto al tipo di competenze sanitarie presenti in un nosocomio moderno, vada contestualizzata su scala cittadina alla rete di servizi che la completano. Ciò implica l’obbligo di un dibattito ancor più aperto, perchè partecipazione significa informazione ed educazione anche sanitaria dei cittadini.

A oggi un reale confronto fuori dalle ‘sacre stanze’ non c’è mai stato ed è utile correre ai ripari immediatamente anche perchè, oltre alla questione strettamente legata all’ospedale, le strutture sanitarie dislocate in città sono inserite in contesti residenziali privi di pertinenze e servizi e andrebbero ripensate nell’uso laddove non è possibile recuperarle con la stessa destinazione.

Da qui, il concetto di alienazione del patrimonio in disuso dell’ASL non può diventare facile preda per operazioni immobiliari dubbie che servono sì a far cassa, ma finiscono solo per alimentare un mercato immobiliare privato già saturo che ingrassa le tasche di qualcuno che approfitta, ma dovrebbero essere utili per creare opportunità e sperimentazione nei quartieri per renderli più vivi, sia pensando ad un nuovo modo condiviso di abitare che in parte risolverebbe la questione dell’emergenza abitativa, sia per radicare servizi a zero impatto ambientale tramite la creazione di micro distretti co – working per le attività intellettuali e artigianali emergenti.

Tutto questo è possibile solo creando le occasioni per incontrarsi e discutere congiuntamente, invitiamo quindi il Sindaco Salvetti a programmare assemblee pubbliche in ogni quartiere per ascoltare e non solo proporre, perché aver cura di una città, significa prima di tutto aver cura e ascolto per i suoi cittadini.

Sinistra Italiana – Esecutivo Federazione di Livorno