“L’EUROPA DEI DIRITTI”

 

L’Europa che difende, protegge e dà forza ne pariamo con NICOLA FRATOIANNI e MARILENA GRASSADONIA, candidati per lista “La Sinistra” alle ore 17:30 presso “EX CINEMA AURORA” in viale Ippolito Nievo, 28.

Introducono CATIA SCOLA e FRANCESCO RENDA – capolista “la SINISTRA per CANNITO Sindaco”.

Coordina LUCA MAZZINGHI, candidato “la SINISTRA per CANNITO Sindaco”.

Evento Facebook: https://www.facebook.com/events/1266487156886021/

Nell’occasione informiamo dell’avvenuto deposito avvenuto ieri da parte di Nicola Fratoianni in Parlamento di due interrogazioni che hanno in oggetto questo territorio e sono riferiti a temi centrali della campagna elettorale in corso: la mancanza di regole di sicurezza che causano il doloroso fenomeno delle morti bianche e che quasi a cadenza regolare lascia vittime fra i lavoratori marittimi e portuali e la maxi inchiesta per le infiltrazioni mafiose sul traffico illecito di rifiuti pericolosi oggetto di numemrose inchieste del distretto antimafia di Firenze che attualmente coinvolgono due aziende operanti in questa città, a danno della Regione Toscana.

Teniamo a dire che Livorno può diventare una città molto diversa da come appare oggi. Le elezioni amministrative saranno un test molto importante per stabilire quali potrebbero essere le potenzialità di una città ridotta al lumicino che ha bisogno di rialzarsi e ritrovare le sue vocazioni e ricominciare a correre.

Nicola Fratoianni verrà per sostenere la Coalizione Civica nata a sostegno di Marco Cannito Sindaco e per spiegare i contenuti di una campagna elettorale che porterà in Europa un progetto di profondo cambiamento degli equilibri che a oggi condizionano negativamente ogni strategia di sviluppo democratico e partecipato sulle scelte che dall’Europa ricadono senza appello sul nostro Paese e di conseguenza su ciò che anche in questa città viene recepito e attuato in materia di scelte di Governo. 

 

Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-02806

presentato da

FRATOIANNI Nicola

testo di

Giovedì 2 maggio 2019, seduta n. 169

  FRATOIANNI. — Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. — Per sapere – premesso che:

il 24 aprile 2019 un operaio di 51 anni ha perso la vita in un incidente sul lavoro nel porto di Livorno;

il lavoratore si trovava a bordo di una nave della compagnia Moby attraccata alla Calata Carrara e secondo una prima ricostruzione della polizia di frontiera, l’uomo, dipendente della Moby stava effettuando delle manovre alla guida di un muletto nel garage della nave, quando si sarebbe mossa parte della struttura di un ponte elevatore che lo avrebbe colpito alla testa;

ancora una volta nel porto di Livorno un uomo ha perso la vita sul proprio posto di lavoro. Appena nel 2018 due lavoratori persero tragicamente la vita nell’incidente al deposito costiero;

in pochi mesi questo è il quarto incidente sul lavoro nei porti toscani;

secondo l’Osservatorio indipendente di Bologna da inizio 2019 i morti sui luoghi di lavoro in Italia sono stati 203;

tali dati dimostrano come la sicurezza sul lavoro sia la vera emergenza di questo Paese e per questo, a parere dell’interrogante, il Governo ha commesso un grave errore, tagliando i fondi contro gli infortuni e per la sicurezza sul lavoro;

rispetto delle norme di sicurezza, prevenzione e diritti dei lavoratori non possono rimanere parole vuote, ma devono diventare impegni concreti;

alla magistratura spetterà il compito di far luce al più presto su quanto è accaduto e di individuare eventuali responsabilità e irrogare tutte le sanzioni del caso, mentre alla politica, a partire dal Governo, spetta il compito di fermare tali stragi con fatti concreti, aumentando i controlli e diffondendo la cultura della sicurezza nei luoghi di lavoro. Non è più ammissibile che la sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori venga considera un costo dalle imprese e non un investimento, un elemento di dignità per le persone che lavorano –:

quali iniziative di competenza il Ministro intenda intraprendere affinché il tema della sicurezza nei luoghi di lavoro diventi davvero una priorità, tutelando la vita delle lavoratrici e dei lavoratori;

quali strumenti di competenza intenda adottare al fine di tutelare la sicurezza sul lavoro, riducendo al massimo i rischi di infortuni e morti sul lavoro, garantendo il rispetto delle leggi vigenti in tema di sicurezza sul lavoro e investendo maggiormente nelle attività ispettive sulle condizioni di vita nei luoghi di lavoro;

quali iniziative di competenza intenda adottare affinché venga effettuato un maggiore controllo e monitoraggio per verificare gli standard di sicurezza e le condizioni di lavoro a bordo delle navi che transitano nei porti italiani, al fine di garantire maggiore tutela sotto il profilo della sicurezza sul lavoro per il personale marittimo, specialmente in una realtà come il porto nucleare di Livorno.
(4-02806)

https://aic.camera.it/aic/scheda.html?numero=4/02806&ramo=CAMERA&leg=18

 

Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-02827

presentato da

FRATOIANNI Nicola

testo di

Martedì 7 maggio 2019, seduta n. 170

  FRATOIANNI e MURONI. — Al Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, al Ministro dell’interno. — Per sapere – premesso che:

dal quotidiano il Tirreno del 17 aprile 2019 si apprende che la lezione distrettuale antimafia di Firenze, nell’ambito della maxi-inchiesta sul presunto traffico illecito di rifiuti pericolosi che riguarda il centro Italia, avrebbe chiuso le indagini e che 33 sarebbero le persone indagate alle quali si contesta, tra le altre, il traffico illecito di rifiuti pericolosi e la truffa ai danni della regione Toscana;

secondo gli investigatori, si tratterebbe di un imponente traffico illecito di rifiuti che coinvolgerebbe praticamente tutta l’Italia centrale e avrebbe come fulcro due imprese di Livorno;

sempre secondo le ricostruzioni investigative l’articolato sistema dedito al traffico illecito di rifiuti partiva da Cuneo, La Spezia, Chieti, Carrara, Bologna, Prato, per poi raggiungere, attraverso trasportatori consapevoli, Livorno. Qui, attraverso le società Lonzi e Ra.Ri. le sostanze venivano triturate e miscelate abusivamente per essere inviate in discariche non appropriate a ricevere rifiuti pericolosi come la Rea di Rosignano e Rimateria, a Piombino;

i rifiuti venivano accompagnati da falsi certificati e con un codice di provenienza (Cer) modificato, i rifiuti venivano così trasformati da pericolosi a non pericolosi, anche grazie alla complicità di un laboratorio di analisi;

i campionamenti dei rifiuti avvenivano, infatti, con modalità del tutto difformi dai protocolli operativi standard di un laboratorio accreditato, con una tempistica dedicata a tale operazione di prelievo tale da non consentire che il campione da analizzare fosse effettivamente rappresentativo della partita dei rifiuti da smaltire, tanto da produrre campioni artefatti, allo scopo di ottenere risultati conformi alle attese alle aspettative dei gestori dell’impianto;

il risparmio sullo smaltimento sarebbe stato così pari a centinaia di migliaia di euro e la truffa ai danni della regione Toscana sarebbe di 1,5 milioni di euro;

le due discariche Rea di Rosignano e Rimateria di Piombino, attualmente autorizzate solo per il conferimento di rifiuti non pericolosi, sulla base delle indagini svolte, risulterebbero contenere quantità imprecisate di sostanze pericolose, ma nulla è stato fatto per accertare questa circostanza e per verificare se risulti necessario attivare opere di bonifica; anzi, la regione Toscana ha nel febbraio 2019 autorizzato l’ampliamento della discarica Rea di Rosignano per ulteriori 3 milioni di metri cubi di rifiuti non pericolosi e quindi senza aver tenuto nel debito conto tutte quelle misure di sicurezza che caratterizzano i siti di smaltimento dei rifiuti speciali pericolosi;

se tale ricostruzione fosse confermata, emergerebbe un sistema criminale ben collaudato che si è protratto negli anni, almeno da quando è iniziata l’indagine nel 2015, fino al dicembre del 2017, quando sono scattati arresti e sequestri, in totale violazione e spregio della salute pubblica e di qualsiasi regola e legge;

sempre secondo la procura antimafia di Firenze questo sistema criminale avrebbe trasformato per anni la provincia di Livorno in una «terra dei fuochi» in miniatura –:

quali iniziative di competenza volte al contrasto del traffico e dello smaltimento illecito di rifiuti pericolosi intenda assumere il Governo anche alla luce dei fatti esposti in premessa che sembrerebbero dimostrare ancora una volta l’esistenza di vere e proprie organizzazioni criminali strutturate e ramificate su tutto il territorio nazionale che coinvolgono dirigenti di imprese e titolari delle discariche dedite a tali attività illegali, in totale spregio della salute pubblica e di ogni norma vigente.
(4-02827)

https://aic.camera.it/aic/scheda.html?numero=4/02827&ramo=CAMERA&leg=18

 

 

Nicola Fratoianni: Dal settembre scorso chiedo inutilmente al governo di fare chiarezza sul porto di Livorno.

Oggi intervento magistratura con interdizione dei vertici.

C’è bisogno di svolta e di un sostegno ad un settore strategico della vita di quella città * “È dal settembre scorso che aspetto inutilmente una risposta da parte del governo sulla situazione del Porto di Livorno e sul comportamento dei suoi vertici in vari episodi. Oggi arriva un’ ulteriore iniziativa della magistratura con l’interdizione dai pubblici uffici di presidente e segretario dell’autorità portuale.” Lo afferma il segretario nazionale e deputato di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni, che nel settembre 2018 ha depositato un’interrogazione al ministro Toninelli per fare luce su quanto avviene nel porto della cittadina toscana. “Avevo chiesto e sono rimasto senza risposta – prosegue il leader di SI – che venisse attuata una verifica ispettiva che facesse chiarezza sui troppi episodi che coinvolgono i vertici di uno dei settori fondamentali per la vita della citta di Livorno. Ancora una volta il governo non risponde ed affida alla magistratura il compito di sbrogliare le matasse.” “Cosi non va proprio, c’è bisogno di una svolta. Subito. A partire dalla ricerca in Parlamento di un impegno il più ampio possibile per dare risposte ad città come Livorno – conclude Fratoianni- che ha bisogno di un sostegno per poter uscire da una crisi economica e sociale pesante, e che non può permettersi di avere il porto bloccato”

RESTA UMANA – Campagna tesseramento 2019 per Sinistra Italiana

Abbiamo bisogno di ognuna e ognuno di noi, di tutta l’intelligenza possibile, di curiosità, di braccia, gambe e sorrisi. Abbiamo bisogno di confrontarci e riconoscerci

Car* compagn*,
come annunciato alla Direzione Nazionale abbiamo deciso di rilanciare con convinzione la campagna di tesseramento a Sinistra Italiana per il 2019. Non lo facciamo per puro fatto liturgico, siamo consapevoli di tutti i limiti dell’attuale modello di organizzazione, lo facciamo perché abbiamo bisogno di attraversare la fase che ci aspetta con coesione, slancio, entusiasmo e forza. Abbiamo bisogno di ognuna e ognuno di noi, di tutta l’intelligenza possibile, di curiosità, di braccia, gambe e sorrisi. Abbiamo bisogno di confrontarci e riconoscerci. La nostra comunità, seppur delicata e fragile, si è contraddistinta sempre per la sua generosità estrema, siamo nati con la consapevolezza di essere fondamentali ma mai autosufficienti. Avevamo l’obiettivo di costruire una sinistra larga, autonoma e plurale all’altezza della sfida del presente e non vogliamo minimante rinunciare a questa aspirazione.
Come sapete abbiamo alle spalle un anno complesso, segnato dalla sconfitta elettorale e dal fallimento del tentativo messo in campo con Liberi e Uguali. Tentativo generoso che ci ha permesso di riportare una piccola pattuglia in parlamento ma che purtroppo ha manifestato fin da subito l’impossibilità di trasformarsi in soggetto politico per evidenti diversità di analisi sulla fase e sulla prospettiva.
Abbiamo messo a dura prova la nostra tenuta politica e organizzativa, siamo stati attraversati da un dibattito interno acceso e dalla difficoltà di trovare una strada che mantenesse inalterato l’obiettivo di costruire l’alternativa all’attuale assetto di potere e dominio delle destre e delle tecnocrazie.
Perciò rilanciare Sinistra Italiana oggi non vuol significare in nessun modo rinchiuderci nella nostra piccola fortezza assediata, tutt’altro vogliamo ancora di più metterci tutte e tutti a disposizione di un percorso più largo, unitario, democratico e plurale.
Le elezioni Europee sono alle porte e il confronto avviato da alcune settimane con altri partiti e associazioni è ormai pronto a manifestarsi esplicitamente come appello per una lista di sinistra, civica e ecologista, aperta alla partecipazione di tutte e di tutti, nella consapevolezza che l’Europa che conosciamo ha bisogno di una radicale trasformazione, ma senza alcun cedimento o regressione nazionalista.
Per questo il 2019 sarà un anno importante e decisivo, per questo vi chiedo di produrre il massimo dello sforzo per rafforzare la nostra comunità politica. Il tesseramento, come sapete, in questo momento è una parte rilevante del nostro autofinanziamento nazionale e territoriale e sarà essenziale sia nella campagna elettorale per la lista della confluenza alle elezioni europee sia nell’eventuale percorso di costruzione del nuovo soggetto politico.
Siamo stati sempre tra i primi a riflettere e sperimentare nuove forme di organizzazione perché eravamo e siamo consapevoli della difficoltà del modello partito novecentesco ad allargarsi ed essere espansivo ed attraversabile. Abbiamo con convinzione messo in campo strumenti digitali e costruito luoghi di prossimità nei quali incontrare parte di quella moltitudine che oggi non sente la giusta tensione con i partiti e la rappresentanza. Forse, anzi sicuramente, non abbiamo fatto tutto al meglio e abbiamo numerose cose da migliorare. In primis abbiamo l’urgenza di trovare una chiave, degli strumenti ed un linguaggio per parlare ai giovani e ai precari che dentro la crisi si sono allontanati soprattutto dalla sinistra. Abbiamo bisogno di non arrestarci sul terreno dell’innovazione e della ricerca, di non aver paura, di resistere restando lontani dalle piccole zone di confort per provare a nuotare sempre in mare aperto.
Tuttavia pur pensando tutto questo penso anche che lo strumento della tessera sia ancora un principio determinante che ha a che fare anche oggi con l’identità e la tenuta di un partito politico.
La nostra tessera 2019 graficamente avrà un’impronta rossa su uno sfondo nero e un messaggio forte e diretto, RESTA UMANA.
Le impronte sono usate, come si sa, per riconoscere le persone poiché uniche e sono sinonimo di identità e diversità. Nell’immaginario collettivo occidentale sono collegate al controllo ma in moltissimi paesi (in Asia, medio oriente e Sudamerica, ad esempio in Venezuela) sono la modalità di suffragio.
Il messaggio è chiaro, esplicito e diretto: RESTA UMANA con declinazione al femminile rivolta all’Italia, all’Europa e alla società.
Siamo convinti che in una fase storica come questa contrassegnata da xenofobia e rigurgiti razzisti e neofascisti la sinistra debba ricominciare a tracciare un perimetro ed una traiettoria ed avere come bussola l’umanità prima di tutto. La nostra è intenzionalmente una citazione del messaggio di Vittorio Arrigoni che ci ha ricordato, con la determinazione che lo ha contraddistinto sempre, che a qualunque latitudine ogni uomo, ogni donna, ogni bambino, ovunque nasca, ha diritto alla vita e alla dignità e quella lotta, in ogni parte del pianeta, per affermare questi diritti è la nostra lotta.
Per questo abbiamo animato con convinzione l’azione e la piattaforma Mediterranea perché proprio lì nel Mediterraneo, in quella che è diventata la frontiera più pericolosa al mondo, ci sia un avamposto di umanità.
Nel momento massimo di criminalizzazione delle ONG Mediterranea ha messo in campo un’azione di disobbedienza morale e di obbedienza civile. Abbiamo deciso di Disobbedire al discorso pubblico nazionalista e xenofobo e ai divieti irrazionali provando a testimoniare quello che succede ai migranti nel Mediterraneo. Mettendo in prima persona i nostri corpi.
Il lavoro di tutta Sinistra Italiana è stato come sempre generoso, encomiabile e indicativo del sentimento di connessione tra la nostra comunità e il progetto. Dobbiamo proseguire e allargare e per questo l’impronta rossa in un mare di nero, rappresentata sulla nostra tessera, raffigura alla perfezione il nostro sentimento. La nostra Umanità contro la loro crudeltà.
Ci aspetta un anno intenso, compagne e compagni, tanta strada da percorrere e diverse onde alte ancora da affrontare ma se continueremo come abbiamo fatto ad affrontarle assieme conserveremo la giusta forza e la necessaria vivacità per provare ancora a cambiare questo mondo.
Buon lavoro a tutte e tutti.

Nicola Fratoianni
Segretario nazionale

Simona Ghinassi

Coordinatrice Federazione di Livorno

Per iscriversi http://aderisci.sinistraitaliana.si

Camp Darby, interrogazione parlamentare di Sinistra Italiana

La Federazione di Livorno di Sinistra Italiana ed il Circolo Territoriale SI Livorno Collesalvetti comunicano che in data 22 gennaio 2019 è stata depositata alla Camera dei Deputati un’interrogazione da Nicola Fratoianni, Segretario Nazionale di Sinistra Italiana, al Ministro della Difesa in merito ad informazioni volte a chiarire l’intenzione di creare una sorta di hub delle armi che, giunte al porto di Livorno, vengono stoccate a Camp Darby e poi smistate via acqua, ferro e gomma per le attività militari Usa.

Tali attività, fanno temere anche per la sicurezza della popolazione e spaventa l’idea che enormi carichi di armi viaggino su una linea ferroviaria ordinaria che dalla Base Nato lungo il Canale dei Navicelli confluirà nel Canale Scolmatore per poi confluire in mare al Porto di Livorno attraversando una porzione di città nell’area nord, vicina a ad una zona densamente abitata e ad impianti ad alta pericolosità come depositi di gas.

Come è noto, il Porto di Livorno è classificato come porto a rischio di emergenza radiologica per la possibilità di incidenti nucleari e pertanto soggetto ad un piano di emergenza e sicurezza previsto per legge ma a oggi ancora coperto dal segreto militare.

 Sappiamo che la Commissione europea ha presentato il 28 marzo 2018 il piano d’azione sulla mobilità militare, premessa per istituire un’area Schengen militare che consenta a Usa e Nato di muoversi rapidamente in Europa, senza essere rallentate da regolamenti nazionali e procedure doganali, e ravvisiamo una coincidenza nei comportamenti atta a confermare la rispondenza a tale piano. 

Per questo, dopo anni di proteste organizzate da gruppi pacifisti e forze politiche di sinistra, trovano ancora voce oggi nei passaggi dell’interrogazione depositata, le speranze di veder sollevato quel velo opprimente che tiene i cittadini in stato di allarme. Quel lembo di territorio che sarebbe da salvaguardare come bene ambientale e unisce le due Provincie di Pisa e Livorno non può diventare, a prescindere dalla volontà di cittadini inermi perché tenuti all’oscuro, teatro di operazioni di guerra e punto di partenza per attività che mettono in pericolo la popolazione.

Auspichiamo una celere risposta da parte del Ministro della Difesa affinché chiarisca le posizioni che intende adottare in merito, ribadendo che la sicurezza dei cittadini delle due Provincie limitrofe, così come la nostra convinzione di vivere in un territorio di pace, sia da preservare e difendere come bene primario per il popolo di questa Nazione senza indugi.

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/02034

Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-02034 presentato da

FRATOIANNI Nicola testo di Martedì 22 gennaio 2019, seduta n. 111


  FRATOIANNI. — Al Ministro della difesa. — Per sapere – premesso che:

la base militare Usa di Camp Darby è un enorme deposito logistico: 125 bunker pieni di bombe, razzi, munizioni, esplosivo ad alto potenziale, tank, blindati, jeep e camion; è ubicata nella pineta di Tombolo, tra Pisa e Livorno e riveste un ruolo e una posizione strategica;

da qui sono partiti i supporti logistici e militari per la guerra del Golfo e le operazioni nei Balcani, Iraq, Afghanistan; gli Usa intendono riorganizzare massicciamente le infrastrutture legate alla base, realizzando 2,5 chilometri di nuovo troncone ferroviario, due terminal, un ponte girevole sul canale dei Navicelli, il rifacimento di un’articolata banchina attrezzata lungo il canale dei Navicelli che attraversando la base confluirà nel canale Scolmatore, collegandosi al mare e al porto di Livorno (sottoposto al rischio dell’intenso traffico di armi e classificato porto a rischio di emergenza radiologica/incidente nucleare e pertanto soggetto al piano di emergenza esterno previsto dalla legge per la popolazione che vive nelle aree limitrofe);

il piano è secretato per motivi militari, la popolazione non risulta informata e coinvolta adeguatamente nei piani di evacuazione, nonostante gli obblighi di legge;

altre opere previste, a quanto risulta all’interrogante, sono:

consolidamento statico degli argini del canale dei Navicelli e riqualificazione del palancolato dalla foce dello scolmatore fino al tratto del canale di fronte alla darsena Tombolo Dock di Camp Darby (l’opera è a carico del comune di Pisa, per un importo complessivo di circa 3 milioni di euro);

rifacimenti degli argini, dragaggi, lavori agli affluenti e all’impianto di trattamento dei fanghi (per un totale di altri 36 milioni di euro);

realizzazione dello svincolo di collegamento fra Aurelia e A12, parte della E80, che costituirà una variante al centro abitato di Stagno; accesso diretto alla E80 (i costi dell’opera pare si aggirino fra i 7 e gli 8 milioni di euro);

la «foce armata» del canale scolmatore (due moli di oltre 500 metri impediranno l’insabbiamento del canale e la conservazione del fondale a 3,5 metri in luogo dello 0 metri attuali);

il costo complessivo degli interventi sarebbe intorno ai 50 milioni di euro. Lo stanziamento per il primo lotto di lavori a mare pare sia di 10/15 milioni di euro;

l’intento sembra quello di creare una sorta di hub delle armi che, giunte al porto di Livorno, vengono stoccate a Camp Darby e poi smistate su acqua, ferro e gomma per le attività militari Usa;

questi lavori a Camp Darby fanno temere anche per la sicurezza della popolazione e spaventa l’idea che enormi carichi di armi viaggino su una linea ferroviaria ordinaria;

la Commissione europea ha presentato il 28 marzo 2018 il piano d’azione sulla mobilità militare, premessa per istituire un’area Schengen militare che consenta a Usa e Nato di muoversi rapidamente in Europa, senza essere rallentate da regolamenti nazionali e procedure doganali –:

se esista un piano di sicurezza adeguato all’aumento di movimentazione di armi da e verso Camp Darby, che i lavori previsti determineranno, e se tale piano riguardi anche il porto di Livorno;

quali siano gli orientamenti rispetto a quanto esposto in premessa, visto che, a parere dell’interrogante, l’allargamento della base rappresenta una grande e inutile opera di militarizzazione del territorio e che l’uso attuale della base per il trasferimento di armi verso la Siria e lo Yemen appare improprio e non dovrebbe essere consentito, come durante il conflitto iracheno, perché al di fuori del quadro stabilito e per fini diversi da quelli previsti dal Trattato nordatlantico;

se sia a conoscenza di quanto costeranno ai contribuenti italiani gli interventi in fase di attuazione che concorreranno al potenziamento della base;

se la realizzazione delle citate opere sia correlata al «piano d’azione sulla mobilità militare» della Commissione europea. 
(4-02034)

Scontro fra Titani in porto, e a pagare sono i lavoratori

 

Apprendiamo con una certa sorpresa che il contenuto dell’interrogazione parlamentare presentata il 27 settembre 2018 da Nicola Fratoianni, Segretario di Sinistra Italiana, al Ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli relativa al quadro allarmante che si sta configurando all’interno del Porto di Livorno, è in parte condivisa per ciò che abbiamo colto nella dirompente intervista rilasciata alla stampa da Vincenzo Onorato patron di Moby. (Link interrogazione: http://aic.camera.it/aic/scheda.html?core=aic&numero=4/01227&ramo=CAMERA&leg=18 )

Non è una novità per la cronaca, la diatriba in atto fra Moby e Grimaldi, mentre appare sempre più lampante quale discrasia abbia prodotto la privatizzazione di un ente pubblico come Porto 2000.

Lo sviluppo delle attività portuali è fondamentale per il rilancio della città, e non accetteremo che possa diventare terreno di scontro fra armatori che difendono unicamente i loro interessi privati. Per questo motivo, auspichiamo che AdSP assuma un ruolo di garanzia, come descritto nell’interrogazione presentata da Sinistra Italiana, dove abbiamo chiesto un controllo diretto del Ministero delle Infrastrutture per evitare che fossero assunte dall’ente scelte difformi, o azioni arbitrarie violando le disposizioni del Piano Portuale. Inoltre, rimarchiamo oggi, che alla scelta opinabile di vendere un bene pubblico come Porto 2000, è stata di fatto anche tolta legittimità al risultato del bando di gara.

La dichiarazione di disponibilità e apertura verso la ricerca di un accordo con Onorato, da parte del Presidente di AdSP Stefano Corsini, appare forse tardiva e tradisce una mancanza di controllo tutta da sanare, ma sappiamo che ciò potrà accadere solamente se si osserveranno con trasparenza le regole e si opereranno gli opportuni avvicendamenti per chi ha gestito operativamente il rilascio delle concessioni e i rapporti di forza fra gli armatori chiamati in causa.

Sinistra Italiana ribadisce con forza l’avvio di un percorso ispettivo a tutto campo, volto a chiarire se vi sia un pregiudizio con corrispondente danno erariale derivato dal rilascio delle concessioni, ed insistiamo per avere la certezza di un controllo sull’interpretazione della normativa relativa alla Legge 84/94. Non è possibile gestire un bene pubblico con approssimazione o come fosse un bene proprio, così come non lo si può gestire mescolando e sovrapponendo scelte personali a scelte istituzionali quando si tratta di equilibri nei rapporti con i lavoratori portuali.

Esistono regole da rispettare e le Istituzioni dovrebbero tenere al riparo e ripararsi attraverso esse, altrimenti a pagare sarebbero sempre gli stessi, lavoratori e cittadini.

Esecutivo Sinistra Italiana – Federazione di Livorno

Coordinamento Circolo Territoriale SI Livorno Collesalvetti