Esplosione al porto di Livorno, la solidarietà di Sinistra Italiana

 

“Oggi piangiamo altre vittime sul lavoro. Servono più controlli e applicazione rigida delle regole di sicurezza”.

La Federazione di Sinistra Italiana di Livorno congiuntamente a Sinistra Italiana Toscana, piange le due vittime e i feriti dell’incidente avvenuto intorno alle 14 al Porto di Livorno. Due lavoratori della Labromare hanno perso la vita nell’esplosione accaduta al deposito costiero Neri, mentre erano impegnati in un’operazione di pulizia all’interno di un serbatoio di olio combustibile. Le attività sempre ad alto rischio in quell’area ci pongono domande che solo l’autorità giudiziaria potrà chiarire dopo un’indagine che chiediamo sia veloce e attenta sulle cause dirette e su quelle indirette. Resta aperto un interrogativo sulla qualità dei controlli e sulle misure di sicurezza che riguardano la quasi totalità dei lavoratori che operano in ambito portuale e che oggi avrebbero potuto perdere la vita perché distanti solo poche centinaia di metri dal luogo dell’incidente. Troppo spesso le scelte interne sulla destinazione delle attività nel porto di Livorno sono state condizionate più dall’interesse e dall’opportunità delle varie compagnie armatoriali, anziché dalla sicurezza dei lavoratori. Chiediamo pertanto a chi si occupa di pianificare le attività e le destinazioni d’uso delle aree più delicate, dedicate allo stoccaggio di materiali pericolosi, di riflettere e provvedere velocemente, oltre che con controlli serrati e applicazione senza deroghe delle regole di sicurezza, ad avviare un percorso pianificatorio che metta al riparo non solo i tanti lavoratori impegnati 24h su 24 nelle aree portuali circostanti, ma, di riflesso, anche le aree residenziali, densamente popolate, nella zona nord della città.

Simona Ghinassi – Sinistra Italiana – Coordinatrice Federazione di Livorno

Marco Sabatini e Daniela Lastri – Sinistra Italiana – Coordinatori Toscana

 

Comunicato stampa segreteria regionale di SI Toscana a riguardo dichiarazioni di MDP di allargare a sinistra in Regione:

 

Sinistra Italiana è impegnata in un percorso nazionale per l’unità della sinistra, in previsione delle prossime elezioni politiche. È questo quello che stiamo facendo anche nei nostri territori per costruire l’alternativa alle politiche del PD su lavoro, scuola, sanità, infrastrutture, ambiente.

Quanto alla discussione giornalistica di queste ore, nessuno ha chiesto a Sinistra Italiana di entrare nella Giunta regionale, né è nostra intenzione di chiederlo in quanto in questi anni su molti temi la Regione Toscana ha fatto politiche che non condividiamo assolutamente. 

Sinistra Italiana è quindi del tutto estranea al dibattito di queste ore, e ciò dovrebbe essere chiaro a tutti, essendo il nostro partito impegnato a costruire un progetto alternativo a quello che sostiene il PD. Anche in Toscana, da tempo siamo impegnati a costruire una sinistra unita, forte e rinnovata, che ribalti le politiche fatte dai democratici. Se la maggioranza di governo regionale intende cambiare la rotta su sanità, infrastrutture e grandi opere, come sui rifiuti, siamo ben disponibili a discuterne, nell’interesse dei cittadini ma senza confusione di ruoli.

Noi, a dispetto del teatrino della politica, che – con il PD Toscano – immagina di dividere la sinistra pensando ad accordi futuri di basso profilo e utili solo a perpetuare posizioni di potere consolidate, continuiamo a operare attivamente per far affermare in Toscana e nei territori una politica e anche una prospettiva di governo radicalmente diversa.

Aferpi al capolinea. Chiediamo certezze dal governo sul Fondo per le aziende gestite in amministrazione straordinaria

 

“La farsa Aferpi è arrivata al capolinea, adesso però tocca al governo intervenire rapidamente e con risolutezza. È stato perso fin troppo tempo e i lavoratori, inclusi quelli dell’indotto, vedono allontanarsi pericolosamente una soluzione che faccia ripartire l’azienda”. A dirlo sono i coordinatori regionali di Sinistra Italiana Daniela Lastri e Marco Sabatini insieme a Simona Ghinassi, coordinatrice della provincia di Livorno.

“Cevital non ha rispettato un solo impegno fra quelli previsti dall’Addendum sottoscritto lo scorso giugno, ha solo cercato di allungare i termini, creando false promesse nei lavoratori e inviando una lettera a Palazzo Chigi in cui annunciava una trattativa in corso con fantomatici partner dei quali non è ancora chiaro il tipo di impegno e di investimento. L’ennesima beffa di Rebrab l’algerino. L’inadempienza del gruppo Cevital è grave e quindi causa di risoluzione dell’accordo, e come sostiene anche il ministro Calenda, verrà dato inizio alla procedura di infrazione che individuerà le penali in carico alla proprietà. Resta da sciogliere e ciò avverrà non prima della metà di novembre, il nodo legato alla certificazione dell’insolvenza, giustificabile solamente con il mancato pagamento delle quote relative alla cassa integrazione dei lavoratori e all’assenza di investimenti sulla produzione con i treni di laminazione fermi e il blocco delle attività. Come già accaduto in passato Rebrab potrebbe giocare la carta del funzionamento intermittente al fine di evitare l’insolvenza restando di fatto ‘solo’ inadempiente, rimanendo così proprietaria delle Acciaierie e dei terreni sulla quale sorgono gli stabilimenti. E questo sarebbe un disastro perché sottoporrebbe lavoro e lavoratori all’incertezza più assoluta per il loro futuro”.

“In caso contrario – insistono gli esponenti di SI – occorre muoversi in maniera spedita, come hanno chiesto i parlamentari Alessia Petraglia e Stefano Fassina in un’interrogazione. Il ritardo è già consistente dal momento che nemmeno gli interventi sulle bonifiche di competenza statale sono ancora cominciati e andrà fatta una ricognizione per stabilire tempi e modi certi per l’inizio dei lavori che potrebbero garantire ricadute positive sull’occupazione . Per quanto ci riguarda chiediamo al governo certezze sul fondo di 300 milioni, 50 dei quali destinati a Piombino, stanziati per le aziende gestite in amministrazione straordinaria: chiediamo con forza che sia attivato subito e abbia continuità anche in periodo di vacanza del governo conseguente allo scioglimento delle Camere”.

 

Assemblea Regionale di Sinistra Italiana Toscana e pranzo di solidarietà al Circolo Arci Carli Salviano

 

Domenica 15 ottobre pranzo di solidarietà organizzato da Sinistra Italiana Toscana al circolo Arci Carli di Salviano, iniziativa che servirà a raccogliere fondi per la ricostruzione della ‘sala polivalente – biblioteca’, gravemente danneggiata dall’alluvione del 10 settembre.Appuntamento dalle 13.30, al termine dell’assemblea regionale convocata per le 09.30 al Circolo Arci Carli di Salviano.

Il ricavato delle offerte verrà donato al Circolo Arci Carli per far rinascere prima possibile tutte le attività che si svolgevano all’interno dei locali che ospitano le molte associazioni ricreative e sociali così importanti per un quartiere a oggi ancora molto disagiato. Per questo auspichiamo una grande partecipazione.

All’iniziativa convocata dai due coordinatori regionali Daniela Lastri e Marco Sabatini, sono stati invitati anche tutti i deputati e i senatori di Sinistra Italiana.e saranno presenti Nicola Fratoianni, Segretario Nazionale di Sinistra Italiana e Laura Lauri, Presidente Nazionale di Sinistra Italiana.