Curare significa prima di tutto ascoltare

 

Le dichiarazioni del Sindaco Salvetti sulla questione relativa al dibattito sulla collocazione del nuovo ospedale nell’attuale area dedicata, oltre a dimostrare una linearità con le scelte maturate dal precedente Governo M5s della città, rappresentano un puntello forte verso la volontà di cittadini che per troppo tempo sono rimasti sospesi e in attesa che le loro indicazioni fossero rispettate e questo sicuramente è un punto d’onore che va riconosciuto.

E’ sbagliato però sminuire il tratto democratico di questa scelta, sarebbe utile non derubricarlo troppo a criteri di opportunità sulla tempistica dei fondi stanziati che un nuovo stop potrebbe far sfuggire, ancor peggio lo è insistere sulla mancanza di un piano B riguardo alla collocazione per la mancanza di alternative. Abbiamo perso tempo prezioso inutilmente, con lunghissimi periodi di silenzio che tutti i cittadini livornesi non accettano di aver perduto e non accetteranno più di perdere.

L’opportunità di quella sede, riteniamo non sia solo legata ad un motivo di affezione romantica, ma ancora strategica dal punto di vista logistico per la sua centralità, pur nelle difficoltà che dovranno essere affrontate per i cantieri che partiranno per la ristrutturazione e per il nuovo che sarà costruito. Non ci saranno problemi irrimediabili, come suggerito con lungimiranza e chiarezza dall’attuale Direzione Sanitaria, se saranno usate le moderne tecnologie costruttive senz’altro disponibili a livello progettuale oggi. Seminare ulteriori dubbi equivale a far allontanare da Livorno altre eccellenze per la pretesa inascoltata di efficienza e supporto organizzativo, come già accaduto durante la reggenza della precedente Direzione Sanitaria.

Il ragionamento che semmai va chiarito riguarda quale struttura ospedaliera si aspettino i cittadini ragionando in termini di bisogni collettivi per una città che invecchia ed è cronicizzata per la maggior parte degli eventi patogeni che colpiscono i cittadini che la abitano. La collocazione dell’ospedale livornese all’interno di un’area vasta che fortunatamente dispone di servizi sanitari specialistici eccellenti facilmente raggiungibili, è un vantaggio oggettivo: serve su Livorno, recuperare e concentrare l’efficienza sui servizi di emergenza e sul trattamento cronico perché consapevolmente ogni cittadino, ha il diritto e la libertà a parità di costi, di ricercare il meglio per le cure specialistiche necessarie e la mobilità di cura è ormai un dato oggettivo praticato e ben assorbito, quindi non si può non tener conto di questo aspetto.

Riteniamo che la scelta rispetto al tipo di competenze sanitarie presenti in un nosocomio moderno, vada contestualizzata su scala cittadina alla rete di servizi che la completano. Ciò implica l’obbligo di un dibattito ancor più aperto, perchè partecipazione significa informazione ed educazione anche sanitaria dei cittadini.

A oggi un reale confronto fuori dalle ‘sacre stanze’ non c’è mai stato ed è utile correre ai ripari immediatamente anche perchè, oltre alla questione strettamente legata all’ospedale, le strutture sanitarie dislocate in città sono inserite in contesti residenziali privi di pertinenze e servizi e andrebbero ripensate nell’uso laddove non è possibile recuperarle con la stessa destinazione.

Da qui, il concetto di alienazione del patrimonio in disuso dell’ASL non può diventare facile preda per operazioni immobiliari dubbie che servono sì a far cassa, ma finiscono solo per alimentare un mercato immobiliare privato già saturo che ingrassa le tasche di qualcuno che approfitta, ma dovrebbero essere utili per creare opportunità e sperimentazione nei quartieri per renderli più vivi, sia pensando ad un nuovo modo condiviso di abitare che in parte risolverebbe la questione dell’emergenza abitativa, sia per radicare servizi a zero impatto ambientale tramite la creazione di micro distretti co – working per le attività intellettuali e artigianali emergenti.

Tutto questo è possibile solo creando le occasioni per incontrarsi e discutere congiuntamente, invitiamo quindi il Sindaco Salvetti a programmare assemblee pubbliche in ogni quartiere per ascoltare e non solo proporre, perché aver cura di una città, significa prima di tutto aver cura e ascolto per i suoi cittadini.

Sinistra Italiana – Esecutivo Federazione di Livorno

Il ballottaggio a Livorno, un voto contro la destra

 

La lista “la Sinistra” ringrazia tutte le persone che hanno creduto nel suo progetto e che, nonostante il deludente risultato elettorale, vogliono continuare il loro percorso unitario e rafforzarlo.
La nostra città il 9 giugno dovrà affrontare un ballottaggio dove, per la prima volta nella storia di Livorno, si vedranno contrapposte una coalizione di centrosinistra ed una di centrodestra. Consapevoli e forti delle nostre differenze, affermiamo che le politiche votate al neoliberismo portate fino ad ora dal PD qui a Livorno, come nel resto del paese, sono la causa predominante dello sviluppo e del radicamento delle forze più retrive con le quali abbiamo mai avuto a che fare e con le quali qualsiasi forma di dialogo non è escluso. Non ci dimentichiamo chi ha gestito la deindustrializzazione della città affamandola di lavoro e gettandola nella braccia della più buia crisi sociale ed economica dal dopoguerra ad oggi. Non ci illudiamo che il PD abbia cambiato corso e crediamo che Luca Salvetti, se è vero ciò che afferma, avrà molto da lottare con la maggioranza che eventualmente lo sosterrà. Siamo però consapevoli che l’alternativa sarebbe ancora più disastrosa perché, in caso di vittoria di Romiti, la grave crisi democratica che il paese sta attraversando investirebbe direttamente Livorno ed il tessuto sociale, già sfiancato, della città semplicemente non reggerebbe. Vogliamo essere però critici sugli appelli al voto antifascista, non perché noi lo siamo più degli altri, ma in primo luogo perché l’antifascismo non può essere un valore attivato a intermittenza ed in secondo luogo il suo sbandieramento potrebbe renderci i protagonisti della famosa favola di “al lupo al lupo!” perché ci rifiutiamo di pensare che la metà del paese sia diventata fascista.

Non vogliamo però sottrarci alle nostre responsabilità lasciando libertà di voto perché schierarsi non è mai stato così importante in tempi recenti, chiediamo quindi ai nostri iscritti, simpatizzanti ed a chiunque si riconosca nei nostri valori un voto di coscienza e responsabilità nei confronti della città e della sua gente andando a votare al ballottaggio in favore del candidato di centrosinistra.

Lo facciamo con la consapevolezza che saremo comunque all’opposizione, tenendo il punto del governo della città con proposte che prenderanno corpo in base ai seguenti punti:
-Un piano per il lavoro, la sua sicurezza e la reindustrializzazione della città con un ufficio dedicato che si occupi anche delle necessità infrastrutturali delle aree portuali e retroportuali.
-La ripubblicizzazione dei servizi, in particolar modo dell’acqua e quindi di ASA.
-La riorganizzazione del servizio porta a porta, dove occorre differenziare la raccolta in base alla caratteristiche urbane dei quartieri, differenziando con isole ecologiche e cassonetti intelligenti dove c’è più bisogno, segnatamente il quartiere Venezia.
-Un percorso serio che porti alla chiusura dell’inceneritore o, almeno, allo stop della sua implementazione, se non tecnologica.
-Revisione totale degli stalli blu con nuovo piano di sosta e della mobilità
-La costruzione del nuovo ospedale entro il perimetro di Viale Alfieri ed il riutilizzo dei padiglioni per finalità sociali ed assistenziali, senza lasciare alcuno spazio alla speculazione immobiliare.
-Chiediamo un censimento dei beni immobiliari pubblici e la loro riconversione parziale ai fini dell’emergenza abitativa, secondo graduatorie pubbliche per requisiti reali, e la realizzazione nelle restanti strutture di spazi sociali ed aggreganti dove poter restituire spazio alla partecipazione con la creazione dei nuovi consigli di quartiere.
-Chiediamo giustizia ed equità fiscale con l’abbassamento di tasse ed oneri alle fasce di reddito medio basso da compensare con un aumento di gettito da parte di quelle agiate. Non solo circa l’addizionale IRPEF, attualmente applicata indistintamente, ma anche come principio generale circa la rimodulazione di qualsiasi onere o imposta per la quale è richiesto un esborso
-Chiediamo di avviare a livello istituzionale un percorso che porti nella città delle leggi livornine all’individuazione di un garante dei diritti contro ogni forma di discriminazione, che sia figura di riferimento per la lotta contro ogni discriminazione, per i diritti delle donne, della comunità GLBTQI* e delle minoranze etniche e religiose. Una figura che lotti per l’inclusione e l’accettazione sociale e non per la mera tolleranza.
Questi punti saranno la nostra guida e non intendiamo derogare nemmeno ad uno di questi, non solo perché fanno parte del nostro bagaglio culturale e politico ma soprattutto perché riteniamo che le istituzioni debbano agire nel rispetto ed a protezione dei cittadini, nessuno escluso, garantendone l’uguaglianza non solo formale ma sostanziale come enunciato nella nostra Costituzione.

Comitato la Sinistra Livorno