CS: Vicenda Lonzi – RARI capitolo 2

 

Sulla vicenda Lonzi-RARI veniamo a conoscenza di cosa sempre più gravi, se in una nota precedente avevo scritto che la colpa era di tutti i soggetti controllori e non oggi abbiamo avuto la conferma.

Apprendiamo dalla stampa locale che è stato pubblicato sul bollettino della Regione Toscana del 20 Dicembre l’atto della Valutazione di
impatto Ambientale relativa al rinnovo della A.I.A Autorizzazione Integrata Ambientale, richiesta dalla Lonzi Metalli s.r.l. Ma quello
che lascia più sgomenti è che il nucleo regionale di valutazione della V.I.A il giorno i cui doveva esaminare la richiesta, a parte la
presidenza, non c’era nessuno dei rappresentati degli uffici incaricati, cioè ben 18 tra enti e uffici.

Spero che in altre occasione i componenti di questo nucleo si siano comportati in ben altra maniera perché in caso contrario c’è da
chiedersi la validità delle V.I.A rilasciate, eppure già all’epoca della riunione del nucleo di valutazione, 18 Ottobre, l’azienda era
già sotto inchiesta, ma a quanto pare a questi soggetti non interessava.

Di tutta la vicenda quello che lascia sconcertati è la superficialità (la voglio chiamare così per non dire di peggio) con cui gli enti, ma
più che altro le istituzioni pubbliche hanno affrontato negli anni il problema della Lonzi Metalli s.r.l.; la Provincia che rinnova l’A.I.A
fino al 2014/2015 solo per il fatto che era previsto il loro trasferimento in altro luogo, quando la stessa Provincia ha sospeso
all’azienda l’attività di trattamento dei rifiuti pericolosi dal 2010.

In questo menefreghismo l’azienda continuava e continua tranquillamente a inquinare, incendi, nubi maleodoranti, con tubazioni
che escono dall’azienda che scaricano nei torrenti che corrono nei pressi e che nessuno ha mai visto e non si è mai chiesto a cosa
servissero, liquami maleodoranti che inquinano le falde acquifere della zona.

Andrea Cionini

Coordinatore Circolo Territoriale SI Livorno Collesalvetti