comunicato su incidente nel porto di Livorno

 

Ancora una volta il Porto di Livorno purtroppo si riconferma scenario di un incidente sul lavoro accaduto nel pomeriggio di lunedì 25 gennaio.
Fortunatamente per il lavoratore portuale ferito la prognosi non è stata infausta come accaduto altre volte, ma non può un lavoratore affidarsi alla fortuna per non perdere la propria vita. La sicurezza sul lavoro è totalmente schiacciata alle logiche del profitto perchè far lavorare in condizioni meteo proibitive è il chiaro segnale che le vite umane valgono meno della fame degli utili dei fondi d’investimento e degli armatori che hanno colonizzato il porto di Livorno.

Auguriamo una pronta guarigione al lavoratore colpito dall’infortunio e chiediamo con forza indagini veloci sull’accaduto con una maggiore presa in carico delle responsabilità delle Istituzioni preposte dal controllo della sicurezza.

Auspichiamo che il nuovo corso dirigenziale dell’Autorità Portuale che a breve si insedierà con la Presidenza di Luciano Guerrieri rimetta al centro maggiormente la cultura la sicurezza e riveda il modello del lavoro portuale limitando il più possibile logiche di appalti al ribasso tariffario con la strutturazione dell’articolo 17 e la riduzione degli articolo 16 in appalto.

Esecutivo Sinistra Italiana – Federazione di Livorno

 

ATTO SENATO INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA DI LEU SU RAFFINERIA ENI

 

ATTO SENATO
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/04738
Dati di presentazione dell’atto
Primo firmatario: NUGNES PAOLA
Gruppo: LIBERI E UGUALI

Destinatari

MINISTERO DELL’AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE
MINISTERO DELLA SALUTE

Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELL’AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE delegato in data 12/01/2021

martedì 12 gennaio 2021, seduta n.290

NUGNES – Ai Ministri dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e della salute. – Premesso che:
per quanto risulta all’interrogante, nel comune di Collesalvetti, limitrofo alla città di Livorno, sono stati recentemente rilevati livelli di benzene superiori alla normalità: in data 5 dicembre 2020 la stazione ARPAT Livorno ENI Stagno ha registrato livelli di benzene anche più di 50 volte superiori a quelli registrati a partire dal 26 novembre 2020, in particolare fra le ore 14.00 e le ore 24.00;
il forte odore acre ha fatto scattare tantissime segnalazioni da parte dei cittadini della frazione di Stagno e di tutta la città di Collesalvetti e il 7 dicembre da una nuova osservazione delle registrazioni è emerso che sono scomparse stranamente quelle del giorno 5 e, da un’attenta analisi delle tabelle di registrazione, appare evidente come per diversi giorni a partire dal 26 novembre non sarebbero stati riportati i dati;
il benzene è un idrocarburo incolore di odore pungente, infiammabile e molto stabile. Appartiene alla famiglia degli idrocarburi aromatici ed è caratterizzato da un’elevata pressione di vapore, pertanto evapora rapidamente e lo si trova quindi in aria soprattutto allo stato di vapore;
i danni che il benzene provoca sulla salute umana sono enormi e ad elevate concentrazioni ambientali è cancerogeno (come provato dalla letteratura scientifica) e può depositarsi al suolo o in acqua grazie alla pioggia, determinando processi che possono causare la contaminazione delle acque superficiali e profonde, a causa della sua scarsa solubilità;
con sempre maggiore insistenza si ripresenta a Stagno il problema degli odori in atmosfera, persistenti, fastidiosi ed acri, come denunciato da numerosi cittadini che hanno inoltrato segnalazioni ad ARPAT, che evidenziano che gli odori molesti sono un fenomeno sgradevole e sospetto con cui i cittadini di Stagno sono costretti a convivere da anni;
il portavoce della lista “Sinistra per Collesalvetti”, Luca Chiappe, ha recentemente interrogato il sindaco, in quanto ufficiale di governo in materia sanitaria, su questa grave situazione, non avendo avuto ad oggi nessuna risposta,
si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti esposti;
se, nell’ambito delle rispettive competenze, ritengano utile fare una verifica sulla situazione di inquinamento, sulle anomalie riscontrate nell’osservazione delle registrazioni e se i dati mancanti corrispondano magari ad elevati valori di emissione, come successo nel giorno 5 dicembre;
se ritengano necessario intervenire presso ARPAT per rendere più trasparenti e tempestive le modalità di intervento a seguito delle segnalazioni dei cittadini;
se ritengano utile richiedere ad ARPAT di esibire prove documentate di quanto è avvenuto in data 5 dicembre 2020 e nei giorni successivi per i quali mancano i dati di registrazione;
quali iniziative urgenti intendano assumere per la tutela della salute dei cittadini e dei lavoratori nel sito.
(4-04738)

 

Un errore la privatizzazione dei servizi educativi pubblici

 

La giunta di Livorno del sindaco Salvetti ha approvato una delibera per esternalizzare alcuni servizi educativi del comune. Un errore gravissimo. Pensavamo che la pandemia avesse mostrato a tutti, soprattutto alla politica, la necessità di investire nei servizi pubblici, a partire dall’istruzione pubblica, compresi i servizi educativi.
A Livorno invece si prosegue come se tutto fosse rimasto uguale e si sceglie di seguire le pessime scelte che il Pd in Toscana ha già fatto in altri comuni.
Matteo Renzi e Nardella hanno privatizzato le scuole dell’infanzia a Firenze e il sindaco Salvetti prova a non essere da meno, seguendo il loro esempio.

I nidi e le scuole dell’infanzia comunali sono stati in questi anni un modello pedagogico, un modello educativo che è stato un punto di riferimento internazionale. Esternalizzare vuol dire esternalizzare le educatrici, tutti i lavoratori e lavoratrici avranno lavori precari legati alla durata dell’appalto e con contratti e retribuzioni diverse. Lavoro precario e servizi educativi precari in cui sarà molto difficile garantire la continuità educativa.
Sappiamo bene che ci sono tanti servizi educativi gestiti dal Terzo Settore, così come conosciamo la qualità del servizio che tante associazioni provano a garantire, nessuno provi a porre questa discussione.
Qui siamo dinanzi a una scelta, gravissima, del Comune di Livorno che per motivi di bilancio, per i maledetti vincoli dei tetti di spesa, decide di rinunciare e non investire nei servizi educativi pubblici.
Ci saremmo aspettati dal Sindaco più coraggio per coinvolgere noi cittadini in una battaglia con il governo per ottenere in legge di bilancio o nel milleproroghe la possibilità di fare piani di assunzioni, di avere risorse, proprio come è stato fatto già in passato.
Chiediamo al sindaco di ripensarci e ritirare la delibra di privatizzazione.

Esecutivo Sinistra Italiana – Federazione di Livorno

 

Foto Livorno Press

 

 

Conservazione e manutenzione: chi decide ?

 

Da giorni è in atto un dibattito sulle pagine del Tirreno che riporta la discussione riguardo il destino delle baracchine di viale Italia e lo stato di conservazione pessima nel quale versa la Terrazza Mascagni, oggetto di un intervento assai discutibile per ciò che si configura come uno dei luoghi di eccellenza della città. lasciano stupefatti le dichiarazioni del sindaco Luca Salvetti che annuncia: “ tra un anno spero che i lavori saranno almeno iniziati”, la terrazza Mascagni è un bene tutelato dalla soprintendenza, quindi serve tempo per le autorizzazioni, ma domandiamoci poi cosa c’entrano “Effetto Venezia” e il “Festival Mascagnano” per il ritardo nella manutenzione!

A maggior ragione le attività di conservazione e tutela andavano programmate a prescindere, con continuità e non farlo significa continuare a sbagliare. Fra le dichiarazioni pubblicate mercoledì , portate dell’assessore Viviani e le dichiarazioni di ieri del sindaco si nota una certa discordanza di obbiettivi e questo è un problema che di sicuro ritarda e ritarderà le decisioni così come la pianificazione delle opere. Come dire che la mano destra non sa cosa fa la mano sinistra.

Si mettano d’accordo e osservino meglio cosa sta accadendo a tutto ciò che andrebbe tutelato e si tratta di un lungo elenco che attende di essere preso in carico e non scansato. Tutta questa vicenda dimostra come il problema della cura del patrimonio storico architettonico della nostra città sia secondario e che la tendenza sia come sempre scaricare colpe e responsabilità a chi c’era prima, oppure ai vincoli procedurali imposti da altri soggetti pubblici coinvolti, o peggio, come accade, si citino altre priorità quando i ritardi o le mancanze non siano giustificabili per tappare bocche che parlano troppo.

Nessuno ha mai sentito parlare di manutenzione programmata eppure bastava poco, sorvegliare il proprio patrimonio fa risparmiare risorse e contiene un danno, bastava davvero poco per capire: era facile prevedere che la scelta del materiale con cui realizzare le strutture delle baracchine avrebbe condizionato con attività costante di cura e manutenzione e invece mai è stato fatto nulla per conservarle. Anche nel caso della terrazza Mascagni le strutture in cemento armato a ridosso del mare sono soggette al moto ondoso e al salmastro, quindi si deteriorano facilmente e in tempi rapidi per l’ossidazione del ferro e l’è rosicone sotterranea del fondo. Ma tutto questo esiste, fa parte del nostro biglietto da visita e va protetto adeguatamente non abbandonato all’incuria e rattoppato in modo provvisorio se qualcuno alza un dito quando il disastro diventa eclatante e non si può nascondere.

Nei programmi di governo per il rilancio dell’Italia si punta sulle grandi opere, costose e non sempre utili.
In realtà sul piano comunale chi amministra una città dovrebbe occuparsi di non sopravvivere di luce riflessa pensando non solo alle grandi opere che hanno tempi biblici di realizzazione, ma dovrebbe aver cura della città e del suo contesto per ciò che riguarda il suo patrimonio architettonico e naturale, spesso identitario e storicamente di pregio, ciò favorirebbe le imprese locali e quelle vocazioni artigianali aiutandole a sopravvivere visto che non sono in grado di accedere agli appalti delle grandi opere, ma al contrario nella gestione quotidiana di salvaguardia e tutela il loro scopo sarebbe nobile perché rappresentano un patrimonio di maestranze ricche di esperienza e di antichi saperi che oggi più che mai, converrebbe utilizzare.

Di sicuro il risultato sarebbe non un rattoppo ma un lavoro di qualità anche in termini di durata.

Andrea Cionini
Coordinatore Circolo Territoriale SI Livorno – Collesalvetti

 

 

Solidarietà a Arci Livorno e ai cittadini di Shangai


Da molti mesi Livorno è sottoposta ad una sorta di attacco dalla criminalità organizzata. Se prima si trattava di eventi sporadici, ma eclatanti come i ritrovamenti di grossi carichi di droga al Porto, che avevano sollevato l’attenzione del Procuratore Nazionale Antimafia De Raho, oggi si assiste ad un pericoloso radicamento e ciò che dovrebbe essere letto, oltre alla frequenza, sono i luoghi nei quali questo genere di ‘avvertimenti’ fanno sentire la loro pesante presenza.

 
Guarda caso tutto accade dove la povertà senza prospettive, morde di più. Le chiavi di lettura sono molteplici ma il comune denominatore è sempre lo stesso: la vita nei quartieri popolari della città sta diventando insostenibile, prima di tutto per chi arranca per vivere e come spesso accade diventa vittima di carnefici che muovono i loro passi approfittando di un morbo che parla un unico linguaggio, ed è quello dell’abbandono che travalica ogni soglia di attenzione.
 
Sinistra Italiana, locale e regionale è solidale e vicina a Marco Solimano e a tutta la Comunità di Arci Livorno, perchè colpire una ex – Casa del Popolo, trasformata in luogo di ricostruzione di servizio civile e sociale, equivale ad un colpo che non può essere derubricato come casuale e ci auguriamo che le attività in essere possano proseguire perchè quei luoghi hanno bisogno come l’aria di tutto questo.
 
Ma se la matrice dell’attentato è sempre la stessa, e per la terza volta l’obiettivo è il quartiere Shangai, che sia la malavita che regola i suoi conti, oppure l’estrema destra che conferma di esistere e di rafforzarsi in città, sarebbe utile capire che sono le facce della stessa medaglia e come tali meritano di essere trattate innalzando il livello di guardia, senza speculazioni o dietrologie utili in campagna elettorale.
 
Concordiamo con chi dice che certi luoghi ormai noti alla cronaca e non solo, vadano ripuliti e presidiati con costanza dalle forze dell’ordine al fine di stabilizzare il fenomeno, aggiungiamo però che serve molto di più sulla lunga distanza, un intervento delle Istituzioni di Governo in questa città per non lasciare soli i cittadini che vivono nei quartieri popolari. Ripensare e riqualificare i quartieri non significa pensare al decoro urbano, perchè ciò che un tempo era traguardo per le classi meno abbienti, ovvero la meta di ottenere una casa popolare in cui vivere e costruirsi un futuro, non può diventare un incubo al quale sopravvivere o dal quale fuggire. Per questo, non va solo fatto un controllo di pulizia ordinaria e Polizia, servono progetti che possano riportare opportunità e reddito di vita a chi abita quei luoghi e protezione solo per chi ha diritto e requisiti per viverci.
 
 
 
Andrea Cionini
 
Coordinatore Circolo Territoriale SI Livorno – Collesalvetti
 
Simona Ghinassi
 
Coordinatrice Sinistra Italiana – Federazione di Livorno