Riassunzione di tutti e 5 lavoratori di ALP

 

Esprimiamo soddisfazione per la riassunzione di tutti e 5 lavoratori di ALP.

Neo assunzione e non reintegro anche se le modalità sono quelle di un reintegro perché i vertici aziendali di ALP hanno fino all’ultimo tenuto il punto sulle motivazioni della insubordinazione facendo firmare una assunzione di responsabilità di quanto avvenne.

In questa vicenda è palese quanto sia difficile la situazione dei lavoratori portuali di questa città, perché una presa di posizione da parte dei lavoratori che denunciano il mancato rispetto delle regole contenute nella legge 84/94, diventa automaticamente motivo di licenziamento.

Rimane tutt’ora fumosa la deroga alla legge 84/94 rispetto la prestazione di manodopera fatta con una mail dopo le 22 a turno già iniziato da 2 ore e firmata non dai vertici dell’ente di APdS Alto Tirreno. Una semplice mail dove si autorizzava un articolo 16 a surrogare l’articolo 17 che è l’unico prestatore di manodopera autorizzato per tale mansione.

Auspichiamo che il Presidente Corsini imprima una svolta al lavoro portuale aprendo un processo verso il rafforzamento dell’articolo 17 tenendo salde le quote di ALP al 49% e nello stesso tempo limitasse il proliferare recente di articoli 16 e le loro modalità improntate al ribasso tariffario che vanno a discapito del salario e della sicurezza dei lavoratori.

Dopo questa vicenda, Il rafforzamento deve partire da un cambiamento di rotta all’interno di ALP. per rispettare una linea di gestione che non aumenta la già alta flessibilità che colpisce i lavoratori, l’organizzazione del lavoro va affidata a dirigenti e responsabili aziendali all’altezza del compito assegnato.

Ci vuole coraggio e serve che ognuno faccia il proprio il compito senza chinare la testa di fronte alle richieste sempre più insistenti di armatori e imprenditori che non vogliono far crescere lo scalo labronico, ma solo mantenere in maniera dinastica i privilegi acquisiti sul controllo della attività portuali, anche senza investire capitali propri.

Sinistra Italiana – Esecutivo Federazione di Livorno

 

Solidarietà ai cinque lavoratori ALP ingiustamente licenziati

 

Apprendiamo con rabbia e sgomento la notizia del licenziamento dei 5 lavoratori di ALP e rimarchiamo ancora una volta quanto in questa città come altrove sia divenuta triste quotidianità colpire il mondo del lavoro senza motivazioni chiare, disattendendo regole e diritti sindacali.

C’è più di un sospetto che ci porta a pensare quanto la tecnica della rappresaglia sia utilizzata ormai in modo largo per soffocare il dissenso contro chi denuncia la violazioni di norme di sicurezza, di accordi sindacali o obblighi contrattuali e la eserciti in modo del tutto impunito.

Questo è ciò che forse è accaduto a 5 lavoratori di ALP?

Crediamo di sì, anche se l’unica certezza al momento è una lettera di licenziamento recapitatagli tre giorni fa.

Leggendo i comunicati CIB – UNICOBAS e USB, usciti per denunciare il loro licenziamento, è chiaro per noi l’ennesimo atto di forza esercitato da parte di Massimo Provinciali.

La supponenza delle sue risposte ci dà nuovamente il segno della sua incapacità ad esercitare il ruolo di imparzialità adeguata al tipo di incarico che ricopre, dal lato tecnico come Segretario Generale AdSP, in aspettativa in capo al Ministero delle Infrastrutture e dall’altro come Presidente di una partecipata al 49% proprio da AdSP.

Le motivazioni addotte a giustificare il licenziamento al momento non sono chiare. Per questo chiediamo con forza di capire se l’atto di insubordinazione che ha scatenato il licenziamento sia solo l’ennesima scusa per colpire lavoratori forse troppo attenti ai loro diritti violati.

Ci atteniamo alle informazioni uscite, anche se sappiamo bene che rispondono ad un comportamento ormai consolidato in cui a vincere è sempre lo stesso gioco al ribasso, alla guerra che si scatena fra lavoratori messi l’uno contro l’altro utilizzando in modo improprio il servizio aziendale di intermediazione di manodopera.

E sono cose purtroppo non nuove che ben rappresentano le dinamiche del lavoro all’interno del porto di Livorno e che coinvolgono in modo forse troppo silenzioso la stragrande maggioranza degli addetti in tutti i porti italiani dove la sostituzione in corsa di addetti art.17 con addetti art.16, sta diventando una insana abitudine e tiene sotto scacco, nell’incertezza più assoluta, un numero esorbitante di lavoratori che perdono ogni volta rispetto e garanzie sui loro diritti.

Attendiamo la conferenza stampa di martedì prossimo convocata dai lavoratori per capire in realtà cosa sia accaduto, auspicando che le parti sindacali giungano con forza e nel più breve tempo possibile ad un accordo con l’azienda per il reintegro immediato dei 5 lavoratori licenziati dal Presidente di ALP, Massimo Provinciali.

Per inciso e lo ricordiamo qui, 5 lavoratori rappresentano 5 famiglie perché oggi, soprattutto per via della crisi, in questa città molte di esse sono monoreddito e si reggono su un solo stipendio.

Per questi motivi, ci impegniamo a mettere a disposizione i Parlamentari di Sinistra Italiana affinché, tramite interrogazioni dirette al Ministro Toninelli si possa giungere nel più breve tempo possibile ad un chiarimento sulle motivazioni, le posizioni e le scelte che hanno portato al licenziamento dei 5 lavoratori, chiedendone il reintegro immediato, sottolineando che l’attività sanzionatoria che dovrà attivarsi da parte del Ministero, colpisca le reali violazioni del diritto dei lavoratori per non creare pericolosi quanto inopportuni precedenti.

Sinistra Italiana – Esecutivo Federazione di Livorno