Pietro Grasso domenica 21 ottobre a Livorno non per Liberi e Uguali ma per Art.1. – MDP

 

Sinistra Italiana – Federazione Livorno e il Circolo Territoriale SI di Livorno Collesalvetti, intendono precisare che non sono state coinvolte nell’organizzazione dell’iniziativa di domenica 21 ottobre che ospiterà il Senatore Pietro Grasso, leader nazionale di Liberi e Uguali, in via dell’Angiolo 40 alle 16.00 all’interno della sede di Art.1 – MDP Livorno e organizzata dalla stessa Art.1 – MPD Livorno e Toscana. (Si allega volantino e link evento Facebook https://www.facebook.com/events/1347341798741768/ con i suoi organizzatori Art.1 – MDP Livorno e Serena Spinelli – Coordinatrice Art.1 – MDP Toscana).

Non capiamo come mai il Senatore Grasso nel tour di questa settimana: giovedì a Sassari, venerdì a Sesto San Giovanni, sabato Forlì e Carpi e domenica Reggio Emilia sia andato andato ad iniziative organizzate da LeU mentre a Livorno scelga Art.1 – MDP, che in questi giorni attraverso il suo portavoce nazionale Roberto Speranza ha fatto nei suoi confronti, non poche critiche. Nello stesso tempo ci dispiace dover rilevare che il Senatore Grasso, persona verso la quale nutriamo grandissima stima e pieno rispetto politico, non sia stato informato che a Livorno immediatamente dopo le elezioni politiche del 4 marzo 2018, non si è purtroppo mai concretizzato il percorso di Liberi e Uguali, non per nostra volontà ma perché non c’erano le condizioni politiche per adempiere al compito di costruire un reale percorso politico congiunto che fosse realmente alternativo all’idea di centro sinistra e si allontanasse da questioni di calcolo numerico ed elettorale.

A oggi, Art.1 – MDP governa questa Regione in maggioranza con il PD (rappresentato dalla renzianissima Segretaria Bonafè) non c’è stato alcun cambio di passo sulle scelte così come sulle posizioni e sulle azioni tali da tracciare una linea netta di distacco dal passato da parte del Presidente Rossi esponente di Art.1- MDP che si attesta a fasi alterne su posizioni ora vicine e ora lontane a LeU.

Vorremmo sapere se a oggi ci siano le condizioni per fare chiarezza e prendere una decisione anche in Regione, dopo il documento emerso dalla direzione nazionale di Art.1 – MDP da parte della componente più critica che si attesta su posizioni critiche rispetto al documento emerso dal coordinamento nazionale di Art.1 – MDP, e capire se esistono le condizioni da parte loro di condividere quanto proposto da Sinistra Italiana per le Europee nonché la costruzione di proposte per le amministrative in netta rottura con il centro-sinistra e il PD.

Sinistra Italiana si colloca all’interno di un movimento di sinistra largo ma radicalmente alternativo al PD e che non accetta imposizioni neoliberiste e si confronta con tutte quelle forze che vi si oppongono, inevitabilmente tutto questo ricadrà sulle scelte politiche nazionali e locali; pertanto a Livorno proseguiremo il percorso già avviato di dialogo con altre forze per la costruzione di una sinistra alternativa, indisponibili ad accogliere il richiamo alle tentazioni del centro sinistra. Cambiamento per noi significa ricercare volti nuovi e nuovi stimoli che possano rispondere e soprattutto rappresentare i bisogni dei cittadini, degli ultimi così come dei penultimi in questa città in pericoloso declino. Per questo, le nostre porte resteranno aperte a chi assumerà posizioni radicali e popolari, di reale e non fittizio rinnovamento, nel contenuto così come nella proposta politica, ivi incluso Art.1 – MDP, qualora fosse disponibile a modificare il suo punto di vista atto a ripercorrere la strada del centrosinistra come già conclamato in campagna elettorale prima e dopo il 4 marzo.

Esecutivo Sinistra Italiana – Federazione di Livorno

Coordinamento Circolo Territoriale SI Livorno Collesalvetti

 

Documento Assemblea delle Iscritte e degli Iscritti del Circolo Territoriale SI Livorno Collesalvetti

Molto sotto le aspettative il risultato raccolto da LeU alle elezioni politiche. Ciò delinea un sentimento di delusione e ripensamento critico del progetto LeU in quanto tale, ma soprattutto nelle sue finalità. Il dato nazionale, è cresciuto leggermente solo localmente grazie alla presenza di candidati nuovi e provenienti dalla società civile che hanno svolto con abnegazione e risorse limitatissime il loro ruolo di candidati, mettendo in gioco la propria credibilità e per questo siamo grati a tutti loro. I risultati mostrano che esiste il bisogno di comporre un ampio scenario a sinistra, come obiettivo inevitabile, ma la superficialità con la quale la lista-contenitore è stata composta e la debolezza estrema nella traduzione del messaggio politico scelto per identificarci ci hanno fortemente penalizzato. Un’ulteriore errore è stato quello di concentrare l’attenzione nei confronti degli elettori che hanno abbandonato il PD, cercando di attirare il loro voto: solo un voto su tre proviene da area ex PD. Avremmo dovuto spiegare il nostro progetto altrove.

Dovevamo difendere i deboli, trovare soluzioni per loro, mentre questo messaggio non è arrivato a destinazione. Ciò significa che il progetto e gli obiettivi siano profondamente da rivedere. L’emergenza di unitarietà non giustifica l’indebolimento del messaggio politico e l’approssimazione nelle scelte di alcune candidature rivelatesi molto scomode e che non hanno portato il valore aggiunto nei numeri, ma anzi, si sono dimostrate un freno che ha allontanato invece di avvicinare.

La rincorsa ad un PD in fase di implosione non ha portato fortuna, ora le faide, ora gli accordi fra chi è ancora dentro al PD e chi è uscito da poco, non sono mai interessate a Sinistra Italiana. Pensare al centro sinistra come collocazione più volte paventata da vari esponenti di LeU, non in capo a SI, ha finito per mal predisporre il nostro elettorato di riferimento. Errate le scelte strategiche sugli slogan e la comunicazione di essi, nulle le risorse investite dal nazionale di LeU, così come nullo il supporto organizzativo, mal gestito, spesso a comparti stagni anche a livello regionale dai coordinatori della lista LeU. Profondamente dannose le comunicazioni solitarie da parte di leader anche locali della lista, non concordate e troppo spesso in contrasto con il programma portato alle elezioni dalla lista.

La non equiparazione delle presenze fra i candidati in rappresentanza delle forze interne a LeU, ha penalizzato la partecipazione ed il contributo fondamentale di Possibile causando una distanza che ha compromesso gli equilibri politici della lista, anche a Livorno, e questo dato deve far riflettere, dal momento che il rapporto fra SI e Possibile, non solo a livello parlamentare, era collaudato e molto proficuo. Il risultato: 18 Parlamentari è un numero troppo esiguo per poter modificare una linea politica, nessun parlamentare eletto da SI in rappresentanza di questa Regione apre uno scenario incerto, visto che l’unico candidato eletto qui, non è residente in Regione e fa parte della schiera di candidati paracadutati in capo a MdP Articolo Uno . Servirà una presa in carico di tutti i problemi dei territori da parte di ogni eletto e si dovrà garantire una presenza continua sui territori per poter impostare i lavori parlamentari e fare proposte concrete. Senza un collegamento con i territori non si può costruire nulla. L’evidenza di una sconfitta non solo numerica ma di percezione, va inevitabilmente tradotta in un momento di riflessione: nessuna accelerazione o scelta fatta in solitudine perché non condivisa e partecipata democraticamente a seguito di un dibattito, sarà accolta con favore dal territorio livornese in capo a SI. La richiesta del circolo territoriale di SI Livorno Collesalvetti, parte da una verifica dei vertici nazionali, della struttura organizzativa della Segreteria e a scendere dagli organismi regionali auspicando a breve la convocazione di un’assemblea nazionale del partito per arrivare ad una convocazione del congresso nazionale nel quale, dando la parola agli aventi diritto, stabilire linea e azione discendenti dalle scelte politiche che hanno portato al voto alle elezioni politiche del 4 marzo 2018.

Sono cambiati gli equilibri numerici delle presenze in parlamento, per questo una Segreteria composta da 14 membri significa che non ha funzionato, troppo dispersiva, onerosa e lenta, si impone quindi un cambiamento sia sul numero sia sulle deleghe. I lavori parlamentari della legislatura appena terminata, sono stati all’altezza dei risultati perché esisteva un collegamento ai territori, ma ora non potremo contare sulle stesse forze ed inevitabilmente ci sarà una sofferenza, perciò chiediamo una riorganizzazione degli organismi regionali, da scegliere in base a competenze precise con una suddivisione netta degli incarichi che possa dimostrarsi efficace, non come avvenuto nel recente passato. La campagna elettorale su Livorno è stata resa ancor più difficile da rapporti intermittenti con le altre forze quindi non è stato possibile costruire una campagna omogenea nelle azioni così come nelle decisioni. La mancanza di un coordinamento più volte richiesto da Sinistra Italiana Livorno e mai realizzato, ha compromesso di fatto l’unitarietà degli obiettivi. Dato molto evidente sono le dichiarazioni che contestiamo assolutamente, uscite sulla carta stampata da parte di alcuni esponenti non solo regionali di LeU, in particolare il ruolo troppo ingombrante del Governatore Rossi ha pregiudicato lo svolgimento di una campagna elettorale serena e senza vincoli sui contenuti.

Ricordiamo qui che Sinistra Italiana non condivide ancora oggi molte delle scelte espresse dal Governatore e tradotte in leggi regionali che hanno penalizzato la qualità della vita nella Regione.

Auspichiamo un ravvedimento immediato per adeguare la realtà ai fatti che ci accomunano come prescritto all’interno della lista LeU. Il circolo spenderà le sue energie mettendo Sinistra Italiana in condizione di restituire con forza una discussione aperta e tramite il tesseramento di riprendere quota sul consenso a sinistra, mettendo il partito a disposizione di un ragionamento unitario che possa aiutare la lista unitaria a decollare davvero, ricostruendo quel rapporto di fiducia con Possibile sulla base di obiettivi condivisi e legati a questo territorio.

E’ necessario ricomporre un quadro in parte compromesso dal risultato elettorale, per questo il Circolo si impegnerà a tenere aperte le sue porte verso tutta la sinistra, per proseguire quel processo unitario che coinvolge le forze non solo interne alla lista. Ciò servirà ad alzare il livello del dibattito cittadino sulla scorta di ciò che abbiamo toccato con mano durante la campagna elettorale e sappiamo che si muove oltre il PD, con un occhio ancor più vigile alle attività e alle scelte dell’attuale reggenza politica in città del M5s con il quale è indispensabile aprire un dialogo vero di confronto.

Livorno, 08 marzo 2018

Assemblea Circolo Territoriale di Sinistra Italiana Livorno Collesalvetti

Ghinassi: riflessioni post 4 marzo per costruire un partito della Sinistra

 

«Siamo disponibili a lavorare alla costruzione del nuovo partito della sinistra a patto che indichi una netta discontinuità con il passato, anche generazionale, e abbandoni un profilo troppo simile al Pd pre-renziano».

Parte dalle dichiarazioni del Segretario nazionale di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni, una mia riflessione sui risultati e sui contenuti di questa campagna elettorale che ha rivelato ancora una volta quanto questa città e questa Provincia non siano un’anomalia ma al contrario, specchio che rivela in anticipo gli scenari nazionali di oggi.

Il deludente risultato raccolto da LeU sul piano nazionale che solo localmente ha avuto un rialzo, grazie alle performance di candidati nuovi e provenienti dalla società civile – e qui mi riferisco al risultato sopra la media regionale ottenuto da Fabrizio Pucci in questa provincia – testimonia la debolezza di un progetto da rivedere profondamente. Spesso la bontà e il fine di un’idea, quando viene tradotta in realtà, troppo velocemente, non porta i risultati sperati, soprattutto se una parte importante di chi la rappresenta, ha storie pesanti alle spalle e non costituisce come emerso, un valore aggiunto nemmeno nei numeri, ma anzi, si dimostra un freno per i fardelli portati dal recente passato politico che un cambio di rotta tardivo, forse tradisce in parte obiettivi diversi. E lo dico con rammarico profondo, tutto ciò è già molto chiaro e delineato a livello di cronaca, locale e nazionale poiché suffragato dalle tante dichiarazioni scomposte e solitarie post voto di alcuni esponenti di LeU. Sarebbe tanto utile quanto indispensabile capire le ragioni di un fallimento e assimilarne la lezione. Ripensare davvero chi siamo, chi vogliamo rappresentare e che tipo di messaggio vogliamo portare, va ben oltre la necessità di un ricambio generazionale. Per questo sono necessari passaggi utili a stabilire in modo democratico quale sia, non il destino di una formazione unitaria che è chiaro sia utile quanto indispensabile oggi per ricostruire la sinistra, ma le reali motivazioni che ne decretino i contenuti fondanti. Da qui, la proposta di un sereno e democratico confronto interno si impone come unica via percorribile. Sono certa che Sinistra Italiana nazionale e a scendere, ogni ordine e livello della sua classe dirigente saprà trovare il momento a breve giro per una sintesi che sia consultazione e aiuti ad aggiustare il tiro, dal momento che gli equilibri di rappresentanza parlamentare sono cambiati così come è cambiata la percezione dei cittadini nei nostri confronti.

Fanno sobbalzare le dichiarazioni del Sindaco di Rosignano Lippi, che da per scontato e ‘naturale’ un appoggio certo da parte di LeU. Inoltre l’acronimo LeU – MdP è un refuso o il prologo di qualcosa che dimentica la triplice composizione della lista? Sarebbe utile in queste ore di fervente lavoro politico, avere qualche risposta nel merito. Oppure è ormai dato acquisito attestarci tutti sul comportamento del Governatore Rossi che da padrino di MdP, si intesta a giorni alterni senza discussioni collegiali, uscite a mezzo stampa a firma LeU senza aver concordato linea e contenuti?

Il Governatore gioca un ruolo super partes o veste gli abiti di Giano Bifronte? Per le posizioni prese, prima, durante e dopo la campagna elettorale, ha dimostrato di voler forzare un percorso già reso molto difficile in fase di discussione delle candidature da proporre in Toscana per via dei ‘paracadutati’. Tutto questo ha pesato sulle scelte di linea e indebolimento politico che aveva indirizzo invece alternativo, si è presentato agli elettori, come rimarca efficacemente e senza appello Nicola Fratoianni, con il volto di una compagine da ‘PD pre – renziano’. Tutto ciò mi fa dire ora che non è mai stato l’obiettivo di Sinistra Italiana e per questo abbiamo vissuto quanto meno a Livorno, con amarezza, lo sbiadimento progressivo di radicalità, dal momento che temi caldi come quello della sanità pubblica avrebbero messo in difficoltà la campagna unitaria di LeU per le scelte regionali mai adeguate nonostante le molte dichiarazioni verbali, ad un cambio di passo reale e concreto. Oggi il coro di voci che si infittisce di slanci verso il PD ora che Renzi pare, e dico pare non a caso, abbandoni il timone della nave, fa da contraltare a quel ‘riprendiamoci la ditta’.

Sinistra Italiana non ha mai avuto ditte da difendere.

Non importa più se dall’interno o dall’esterno, però c’è LeU e credo nessuno dentro SI voglia diventi un cavallo di Troia e niente più. Per questo serve non buttare via il bambino con l’acqua sporca, ma rivedere le reali motivazioni di un contenitore comune.

La fragilità del momento storico fotografata dal voto, dove è evidente la deriva antidemocratica portata in dote da un’avanzata della Destra oggi unita più che mai, dovrebbe porre una radicalizzazione dei contenuti e un ragionamento lucido nei confronti di chi realmente potrà rappresentare oggi uno sbarramento a questo scenario così pericoloso. Lo testimoniano molto bene le dichiarazioni di Nichi Vendola e Nicola Fratoianni favorevoli ad un’apertura con appoggio esterno al Governo del M5s. Condividere un’agenda programmatica è fondamentale per uscire dalle secche per il Paese, un’agenda chiara e strutturata per punti, irrinunciabili per Sinistra Italiana così come legati a stretto giro al programma alternativo proposto da LeU.

Il M5s è cresciuto, maturato e si è strutturato, perciò sarebbe stupido quanto riduttivo non comprenderne il ruolo, non solo per la forza confermata dal voto, ma per la sua capacità di forzare le istituzioni nel paese, viste oggi come causa e non come cura di un danno procurato ai cittadini a causa delle leggi emanate dagli ultimi due governi. Il ruolo di LeU, nonostante il peso specifico di soli 18 parlamentari, credo si debba assestare come dice in modo chiarissimo Nichi Vendola sulla discussione di punti irrinunciabili. Io credo che non si debba soprassedere a queste proposte: abolizione delle legge Fornero, del Jobs Act, della Buona Scuola e vada richiesto il ripristino dell’Art.18.

Respingere a scatola chiusa qualsiasi rapporto come sta facendo il PD, atteggiamento condiviso per altro dal Governatore Rossi, mi pare poco proficuo e poco illuminato.

Significa non aver compreso il malessere profondo del paese e cosa rappresenti lo spirito di servizio della politica nei confronti di chi vuole rappresentare.

Ammettere di aver sbagliato è un merito quando serve a migliorare la vita delle persone. Ritroviamo questo coraggio.

Simona Ghinassi

Coordinatrice Sinistra Italiana – Federazione di Livorno

 

Fratoianni: disponibili a costruirle nuovo partito. Ma serve discontinuità e cambio generazionale

 

«Siamo disponibili a lavorare alla costruzione del nuovo partito della sinistra a patto che indichi una netta discontinuità con il passato, anche generazionale, e abbandoni un profilo troppo simile al Pd pre-renziano». Nicola Fratoianni, segretario di Sinistra Italiana, al termine della segreteria del partito, conversando con l’ANSA, si rivolge così alle altre forze confluite nella lista Liberi e Uguali, in vista del processo costituente di una nuova forza della sinistra italiana.

«L’annuncio della nascita del nuovo soggetto il 5 marzo – aggiunge Fratoianni – era un’allegoria: i partiti non nascono per decreto. Ora si avvia un comune percorso costituente. Tuttavia è chiaro che noi ci stiamo solo se il nuovo soggetto cambi nettamente il profilo che purtroppo ha avuto in questa campagna elettorale». Fratoianni sottolinea che “i limiti” che LeU ha patito in questo voto riguardano tutte le forze alleate. «Mi assumo la responsabilità delle scelte comuni. E dico che siamo stati poco efficaci nel recuperare il voto dei delusi del Pd perché non abbiamo offerto una discontinuità abbastanza netta e perché il nostro profilo era troppo vicino a un Pd pre-renziano. Ora – conclude – dobbiamo lavorare assieme per ricominciare con il piede giusto: serve un cambio di passo e un rinnovamento anche generazionale».

Lettera di Grasso, Civati, Fratoianni, Speranza ai territori: decidiamo insieme

 

Delegate e Delegati delle Assemblee territoriali di Liberi e Uguali,

candidati e candidate,

volontarie e volontari,

elettrici ed elettori,

E’ con profonda gratitudine che vi scrivo questa lettera.
Senza il vostro impegno e la vostra passione non saremmo riusciti a portare Liberi e Uguali in Parlamento.
Grazie, dunque, per lo straordinario lavoro che avete svolto in queste settimane intense e difficili. Settimane nelle quali, città per città, strada per strada, avete raccontato, in centinaia di iniziative, le ragioni del nostro impegno politico e le nostre proposte programmatiche.

Più di un milione di persone ci ha votato: sentiamo la responsabilità di non deludere la fiducia che ciascun elettore ci ha accordato. I deputati e senatori di Liberi e Uguali che ci rappresenteranno nella XVIII Legislatura apriranno con le altre forze politiche un confronto trasparente e serio sulle possibili convergenze per poter realizzare la nostra agenda politica. Lo faremo in Parlamento, il luogo deputato al confronto e alla discussione democratica. Allo stesso tempo ribadiamo che non saremo disponibili a partecipare ad operazioni innaturali con la destra.

Viviamo tempi straordinariamente complessi. Nel mondo assistiamo ad un avanzamento sempre più preoccupante delle destre e dei populismi. L’Italia non è da meno: il dato e i flussi elettorali emersi in queste ore ci raccontano di un Paese che vive le stesse contraddizioni di altre nazioni europee.

La sinistra è in crisi: lo è nel linguaggio, nella cultura politica, nelle prospettive e, soprattutto, nella capacità di parlare ai cittadini, di interpretarne le istanze, di rappresentare i molti e non i pochi. Il contesto storico e internazionale è necessario per analizzare quanto accaduto ma non deve trasformarsi in un alibi. Abbiamo bisogno di riflettere insieme per comprendere le ragioni di un risultato che non è all’altezza delle aspettative di tutti noi.

100 giorni fa abbiamo dato vita ad un progetto ambizioso. Lo abbiamo fatto consapevoli delle difficoltà, del momento storico non favorevole, del poco tempo a disposizione per costruire una forza politica in grado di affrontare al meglio le elezioni del 4 marzo. Lo abbiamo fatto immaginando un orizzonte ben più lontano e ampio rispetto ad una seppur fondamentale tornata elettorale.

È per questo che non ci siamo sottratti alla responsabilità di mettere in campo tutte le energie a disposizione per costruire una nuova proposta politica che interpretasse le speranze e i bisogni di milioni di nostri concittadini.

Lo abbiamo fatto perché crediamo sia fondamentale dare una nuova casa a tutti quei cittadini che, disorientati e preoccupati per il futuro dell’Italia, si sono rifugiati nell’astensionismo o nel voto ai populismi.

Il risultato che abbiamo conseguito è deludente, non dobbiamo e non vogliamo nasconderlo. E’ tempo di tornare da dove siamo partiti, dalla nostra gente.
In ogni incontro avuto in campagna elettorale è emersa la richiesta di non disperdere questa unione, di proseguire nel cammino di una sinistra unita, plurale, innovativa.
Per questo riteniamo sia fondamentale aprire una grande riflessione che coinvolga tutti voi.

Il nostro futuro è insieme, e insieme dobbiamo scegliere quali strade percorrere per ricostruire la sinistra italiana e risollevare l’Italia.

Il 23 marzo avrà inizio la Legislatura, per questo a partire dai prossimi giorni vi chiediamo di convocare le assemblee territoriali, provinciali o regionali secondo il vostro giudizio, per decidere insieme come proseguire questo progetto politico.
A presto!

Pietro Grasso
Pippo Civati, Nicola Fratoianni, Roberto Speranza