Livorno presente all’Assemblea Nazionale La Sinistra

 

Una delegazione della lista ‘la Sinistra di Livorno’ parteciperà a Roma all’assemblea nazionale convocata dal coordinamento della lista nazionale ‘La Sinistra’ per il 9 giugno al Teatro dei Servi.

Sarà un momento di confronto per capire le ragioni che hanno portato la lista a raccogliere un risultato esiguo alle elezioni europee, ma soprattutto per dimostrare che Livorno, così come tante altre realtà territoriali nel Paese, credono ancora che ci sia bisogno di Sinistra, ora più che mai.

Sarà importante esserci, per pensare collettivamente come ripartire e proprio da Livorno, porteremo la voce di chi non si arrenderà mai all’idea che la Sinistra debba essere dimenticata o riposta in un cassetto perché non ha più nulla da dire o da fare per cambiare il destino di una nazione e dei suoi cittadini.

Comitato promotore ‘La Sinistra Livorno’

 

 

Il ballottaggio a Livorno, un voto contro la destra

 

La lista “la Sinistra” ringrazia tutte le persone che hanno creduto nel suo progetto e che, nonostante il deludente risultato elettorale, vogliono continuare il loro percorso unitario e rafforzarlo.
La nostra città il 9 giugno dovrà affrontare un ballottaggio dove, per la prima volta nella storia di Livorno, si vedranno contrapposte una coalizione di centrosinistra ed una di centrodestra. Consapevoli e forti delle nostre differenze, affermiamo che le politiche votate al neoliberismo portate fino ad ora dal PD qui a Livorno, come nel resto del paese, sono la causa predominante dello sviluppo e del radicamento delle forze più retrive con le quali abbiamo mai avuto a che fare e con le quali qualsiasi forma di dialogo non è escluso. Non ci dimentichiamo chi ha gestito la deindustrializzazione della città affamandola di lavoro e gettandola nella braccia della più buia crisi sociale ed economica dal dopoguerra ad oggi. Non ci illudiamo che il PD abbia cambiato corso e crediamo che Luca Salvetti, se è vero ciò che afferma, avrà molto da lottare con la maggioranza che eventualmente lo sosterrà. Siamo però consapevoli che l’alternativa sarebbe ancora più disastrosa perché, in caso di vittoria di Romiti, la grave crisi democratica che il paese sta attraversando investirebbe direttamente Livorno ed il tessuto sociale, già sfiancato, della città semplicemente non reggerebbe. Vogliamo essere però critici sugli appelli al voto antifascista, non perché noi lo siamo più degli altri, ma in primo luogo perché l’antifascismo non può essere un valore attivato a intermittenza ed in secondo luogo il suo sbandieramento potrebbe renderci i protagonisti della famosa favola di “al lupo al lupo!” perché ci rifiutiamo di pensare che la metà del paese sia diventata fascista.

Non vogliamo però sottrarci alle nostre responsabilità lasciando libertà di voto perché schierarsi non è mai stato così importante in tempi recenti, chiediamo quindi ai nostri iscritti, simpatizzanti ed a chiunque si riconosca nei nostri valori un voto di coscienza e responsabilità nei confronti della città e della sua gente andando a votare al ballottaggio in favore del candidato di centrosinistra.

Lo facciamo con la consapevolezza che saremo comunque all’opposizione, tenendo il punto del governo della città con proposte che prenderanno corpo in base ai seguenti punti:
-Un piano per il lavoro, la sua sicurezza e la reindustrializzazione della città con un ufficio dedicato che si occupi anche delle necessità infrastrutturali delle aree portuali e retroportuali.
-La ripubblicizzazione dei servizi, in particolar modo dell’acqua e quindi di ASA.
-La riorganizzazione del servizio porta a porta, dove occorre differenziare la raccolta in base alla caratteristiche urbane dei quartieri, differenziando con isole ecologiche e cassonetti intelligenti dove c’è più bisogno, segnatamente il quartiere Venezia.
-Un percorso serio che porti alla chiusura dell’inceneritore o, almeno, allo stop della sua implementazione, se non tecnologica.
-Revisione totale degli stalli blu con nuovo piano di sosta e della mobilità
-La costruzione del nuovo ospedale entro il perimetro di Viale Alfieri ed il riutilizzo dei padiglioni per finalità sociali ed assistenziali, senza lasciare alcuno spazio alla speculazione immobiliare.
-Chiediamo un censimento dei beni immobiliari pubblici e la loro riconversione parziale ai fini dell’emergenza abitativa, secondo graduatorie pubbliche per requisiti reali, e la realizzazione nelle restanti strutture di spazi sociali ed aggreganti dove poter restituire spazio alla partecipazione con la creazione dei nuovi consigli di quartiere.
-Chiediamo giustizia ed equità fiscale con l’abbassamento di tasse ed oneri alle fasce di reddito medio basso da compensare con un aumento di gettito da parte di quelle agiate. Non solo circa l’addizionale IRPEF, attualmente applicata indistintamente, ma anche come principio generale circa la rimodulazione di qualsiasi onere o imposta per la quale è richiesto un esborso
-Chiediamo di avviare a livello istituzionale un percorso che porti nella città delle leggi livornine all’individuazione di un garante dei diritti contro ogni forma di discriminazione, che sia figura di riferimento per la lotta contro ogni discriminazione, per i diritti delle donne, della comunità GLBTQI* e delle minoranze etniche e religiose. Una figura che lotti per l’inclusione e l’accettazione sociale e non per la mera tolleranza.
Questi punti saranno la nostra guida e non intendiamo derogare nemmeno ad uno di questi, non solo perché fanno parte del nostro bagaglio culturale e politico ma soprattutto perché riteniamo che le istituzioni debbano agire nel rispetto ed a protezione dei cittadini, nessuno escluso, garantendone l’uguaglianza non solo formale ma sostanziale come enunciato nella nostra Costituzione.

Comitato la Sinistra Livorno

 

 

Documento Assemblea Federale del 31 maggio 2019

 

PREMESSA

La bontà di un’idea non è sempre supportata da un risultato vincente, tanti sono i fattori che possono condizionare l’andamento di una tornata elettorale.
Complessivamente si evince dai risultati ottenuti su questo territorio provinciale quanto siano ancora difficili da raggiungere obiettivi solidi per Sinistra Italiana in quanto a presenza e capacità di incidere facendo pesare la sua presenza politica. Da qui, si capisce che non possiamo in alcun modo dichiararci auto sufficienti nella proposta politica così come nell’organizzazione della campagna elettorale e del conseguente percorso di contenuto.
Un peso specifico molto rilevante e che ha inciso sugli insuccessi elettorali è dovuto all’insipienza di un coordinamento regionale di SI che coadiuvasse politicamente l’organizzazione e fosse di supporto alla federazione di Livorno anche sotto il profilo delle risorse economiche.
Ed è tutta nazionale la responsabilità per non aver provveduto alla soluzione di questo problema che ha inevitabilmente messo i territori nella posizione faticosissima di auto organizzarsi senza una guida.
In alcuni comuni, ha pesato molto l’esperienza precedente del nostro portato politico per la passata costruzione fallimentare di Leu. Di fatto si è ristretto il bacino della nostra azione politica, rendendo spesso inefficace la traduzione di un messaggio alternativo in verità molto lontano dal progetto Leu. Tutto ciò non ci ha consentito in modo soddisfacente di ottenere fiducia e ascolto da parte degli elettori. Il fiorire di liste civiche, denota lo scarso mordente politico e l’appeal che i partiti di Sinistra, strutturati oggi anche in questa provincia, possono effettivamente portare in termini di consenso ed il risultato è per questo deludente.
Ciò non significa che debbano essere considerate tout court esperienze obsolete, ma certamente inadeguate nella percezione e nella risposta che può essere rinnovata solamente attraverso una sana contaminazione che non dimentichi i fondamentali e che sia in grado di esprimere un messaggio politico oggi a tratti incomprensibile e frammentario. L’obiettivo lo si può raggiungere aprendo porte sempre troppo chiuse, abbandonando l’atteggiamento di autosufficienza volto alla conservazione, ma soprattutto rinnovando con nuove risorse un gruppo dirigente che forse non ha più molto da dire, anche in termini di credibilità politica per le sue posizioni attuali e pregresse.
Un ringraziamento sincero e profondo, va a tutti i candidati che hanno dimostrato impegno e devozione ai diversi progetti nati sul territorio provinciale ed è da qui che è nata l’esigenza forte di cambiamento, per le tante persone coinvolte che hanno fatto conoscere anche a noi un modo diverso di fare politica.
Serve un avviare serenamente una transizione verso un modello diverso di Partito, in grado di non perdere esperienza ma al contrario di farla maturare e crescere guardando davvero oltre il muro che forse il partito ha costruito intorno a se stesso.
Pertanto verrà fatta ulteriore richiesta ufficiale da questa Federazione di avviare prima di tutto un commissariamento del coordinamento regionale di SI per accompagnare gli opportuni passaggi formali che ci portino a breve giro verso il congresso nazionale prima della pausa estiva di agosto, esteso poi a tutti i livelli, per creare laboratori politici sui territori e aprire quanto prima la transizione verso il soggetto unitario che comprenda le forze politiche e civiche che hanno partecipato in modo attivo progetto della lista presentata alle elezioni europee, coordinata da volti nuovi per dare un netto cambio di passo e imprimere la forza necessaria non solo per contare, ma per un nuovo cammino

ANALISI DEL VOTO AMMINISTRATIVE

A seguire una breve disanima dei risultati e delle posizioni riferite alla provincia di Livorno.

A Piombino, il nostro supporto pieno a Rifondazione Comunista, per condivisione e linea politica coincidente, era obbligatorio ed ha portato il candidato Sindaco Fabrizio Callaioli ad un risultato molto importante: un 7% che peserà in Consiglio Comunale e che ci fa sperare in un futuro di condivisione e costruzione politica importante per la gestione dei problemi di quel territorio che devono essere ancora risolti e sono strettamente connessi al capoluogo per contenuto e ricerca delle soluzioni.

Per ciò che riguarda i dati dell’Arcipelago Toscano, ed in particolare i comuni al voto all’ Elba, i risultati sono disarmanti: assistiamo all’avanzata incontrastata della Destra con la Lega primo partito votato sull’isola. Anche qui ha pesato l’assenza di un coordinamento regionale di SI che ha abbandonato tutta la provincia a se stessa, ha reso inefficace ogni tentativo di dialogo costruttivo per la Sinistra. Sinistra Italiana ha rifiutato ogni rapporto con il PD atto a ricostituire quell’idea di centro sinistra renziano ancora molto forte sull’isola. Sinistra Italiana Elba si è espressa solamente sostenendo la ‘La Sinistra’ alle elezioni europee che ha raggiunto un risultato scarso così come nel resto della provincia.

In decisa controtendenza, il risultato della lista civica della quale fa parte anche Sinistra Italiana insieme a Rifondazione Comunista a Rosignano. La ‘Lista del cuore per Marabotti sindaco’ ha sfiorato il ballottaggio e si configura come l’esperimento a sinistra più riuscito su questo territorio, in termini di consenso guadagnato, fiducia riposta, capacità di coordinamento politico e linea programmatica, si tratta quindi di un modello da osservare attentamente e sostenere.

A Cecina, si riconferma la difficoltà ormai strutturale e storica per tutta la sinistra di incidere politicamente sulle scelte da compiere in questo Comune, cristallizzato su due schieramenti di centro sinistra e centro destra che ancora una volta si contenderanno al ballottaggio il governo di questo territorio, anche a dispetto dei tentativi fallimentari delle liste civiche nate nella confusione e senza una linea netta e precisa sulle posizioni e i contenuti politici. Complessivamente è mancato il coraggio di investire e di aprirsi, anche attuando un ricambio generazionale che avrebbe potuto attivare energie e radicarsi per il futuro.

Per ciò che riguarda il Comune di Livorno si rimanda al documento del Circolo Territoriale di Livorno – Collesalvetti che comprende un’analisi più dettagliata dei risultati nei due Comuni.

LIVORNO, 31 MAGGIO 2019

 

 

Documento dopo il voto del Circolo Territoriale SI Livorno Collesalvetti

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ELEZIONI AMMINISTRATIVE COMUNE DI LIVORNO

Mai come questa volta è difficile prendere parola e avviare un’analisi del voto che è sotto gli occhi di tutti ed ha deluso le nostre aspettative.

Nemmeno il quasi 3% ed è davvero al di sotto di ogni previsione pessimistica, e questo risultato va letto oltre al calcolo matematico secco e implacabile dei numeri perchè tentare di riunire la Sinistra sia a livello nazionale che locale è difficile e stiamo provando a farlo da anni, con esiti spesso incerti quando non fallimentari.

A noi di SI è accaduto il 4 marzo con Leu e gli strascichi sono evidenti ancora oggi anche se la nostra proposta politica era molto distante e chiara.

Il 26 maggio abbiamo vissuto un’altro risultato che non ci ha premiato, alle amministrative e alle europee in questa città, ma i motivi sono essenzialmente altri e non dipendono dai compagni di viaggio scelti perchè continuiamo a pensare che non prestare il fianco a nessuna provocazione denoti rispetto nei confronti dell’elettorato che va tenuto sul punto nei contenuti e non attraverso il gossip ricco di polemiche gratuite. 

Questa sconfitta ci fa soffrire e brucia ancor di più perchè il percorso costruito è stato condiviso con i Compagni di Prc, che sono i più vicini a noi, con i quali abbiamo cercato attraverso la contaminazione con la lista civica Città Diversa, un valore aggiunto di competenza e onestà, quindi non una via facile o superficiale, perchè al contrario il percorso si è dimostrato tutta in salita, nonostante la coesione fra i nostri compagni e l’impegno dei candidati di entrambe le liste che componevano la Coalizione Civica.

La scelta di convergere sulla candidatura di Marco Cannito per noi ha significato una scommessa che abbiamo forse perso nei numeri, ma che ci lascia in dote comunque un’esperienza politica importante. Rispetto agli altri sodalizi fra partiti politici e liste civiche, quelle nate come funghi nell’ultimo mese solo per ricercare l’alchimia elettorale acchiappavoti e nascondere qualche faccia forse impresentabile, il rapporto con Città Diversa e il nostro candidato , ci hanno mostrato un metodo diverso di fare campagna elettorale con una forza civica vera e radicata.

A prescindere dai risultati ottenuti, confermiamo che solo uno sguardo corale, sfaccettato e trasversale, possa restituire la dimensione vera dei problemi dei cittadini, dai più banali ai più complessi.

Rivendichiamo inoltre una scelta che forse è passata troppo inosservata, ovvero quella di aver scelto solo un terzo dei candidati della lista ‘la Sinistra per Cannito Sindaco’ fra gli iscritti ai due partiti di SI e Prc, lasciando spazio a volti e storie che provenendo dalla società civile, hanno rappresentato uno spaccato della società livornese e temi reali con storie reali da portare. Stare sulla strada, fra le persone e non nelle stanze chiuse, ci ha ripagato tutti non nei numeri, ma più nella capacità di iniziare a capire i problemi e misurarci in un corpo a corpo che è stato importante per noi, sicuramente in futuro, da migliorare e far crescere.

Una palestra che siamo sicuri ci aiuterà continuando un percorso ormai tracciato e che ci porterà a non essere più la sinistra minoritaria in questa città.

Vero è che siamo forze politiche che non possono contare sulle masse oceaniche di iscritti e di consenso, per questo forse, anche il piano dell’organizzazione ha sentito la mancanza di un coordinamento più convinto, sicuro ed in sincronia fra le tre forze in campo. Ma mettere insieme identità che hanno natura e radice diversa è spesso complicato per la diversità di approccio e di metodo, serve una maggiore capacità di fare sintesi e si tratta di un percorso lungo, da digerire piano per centrare insieme l’obiettivo fino in fondo.

In realtà non avevamo bugie da raccontare o colpi di teatro da proporre, niente lustrini, flash a seguirci o immagini patinate, ma solo la presenza di candidati autentici, giovani con storie vere alle spalle e altri  con competenze specifiche, tematiche, pezzi di società con bisogni precisi da raccontare e proposte da interessanti da discutere.

Non è bastato forse perchè avevamo sulle spalle mesi di discussioni per costruire un’alleanza più larga e forte, alternativa al Pd e al centrosinistra  che si è infranta a causa di interessi di bottega e di poltrona che poco hanno a che fare con la politica vera. La realtà è che abbiamo perso troppo tempo a rincorrere la chimera dell’unità per non esser noi divisivi e guastafeste: al tavolo della discussione eravamo rimasti seduti solo noi, Sinistra Italiana, Rifondazione Comunista e Città Diversa.

Tre forze che in tutta onestà sapevano di non poter vincere ma che volevano stare unite e provare a mescolare le loro competenze per occuparci di ricostruire una comunità, contribuire a cambiare il volto della città e avere una chance per riportare la sinistra in consiglio comunale. La nostra sinistra non ha voluto accettare una candidatura a scatola chiusa prendere o lasciare, piegata ai patti sotterranei e ai calcoli di opportunità, non per dimostrare purezza fine a se stessa, ma solo per restituire onestà a cittadini che non sono più in grado di sopportare la politica giocata sotto banco in un frangente così grave e difficile per la loro città.

Speravamo di poter in parte sanare una distanza disfunzionale fra cittadini e politica parlando di questione morale, di diritti, di lavoro, di futuro e di sviluppo pensando non solo alle vocazioni della città, ma guardando oltre i nostri confini. Non ci siamo riusciti a causa delle dinamiche descritte con schemi di gioco dai quali siamo stati tagliati fuori di fatto, molto prima del 26 maggio e ce lo restituisce la cronaca di oggi.

Sarebbe servito alzare di più la voce, in tanti ce l’hanno detto, ma abbiamo preferito restare sul piano politico con contenuti sani senza scendere nella pratica della rissa e del chiacchiericcio.

Questa esperienza ci lascia in dote un bagaglio di speranze e un progetto unitario fra Sinistra Italiana e Rifondazione Comunista da costruire insieme in questa città, ma soprattutto ci ha portato nuove energie e nuove idee che hanno testa, cuore e gambe per camminare e crescere.

Ci aiuteranno a dimostrare che è possibile costruire un muro contro la marea nera senza tornare al dialogo e all’alleanza con un PD che terremo sul punto su ogni scelta che farà.

Per questo motivo contestiamo apertamente la posizione del nostro Segretario Nicola Fratoianni, chiedendo una riflessione profonda rispetto alle sue posizioni tradotte nell’intervista pubblicata su ‘il Manifesto’ dove paventa la possibilità di aprire un dialogo con il PD e con Antonio Calenda, espressione di un ragionamneto che sminuisce le battaglie combattute dal nostro Partito in difesa dei lavoratori, contro laspinta neoliberista che ha condizionato le scelte di sviluppo in questo Paese e in Europa.

Lo spazio che resta disponibile per noi è stretto fra le regole capestro imposte dal centro sinistra che tanto abbiamo combattuto e una destra rabbiosa quanto basta da spaventare un popolo impaurito anche in questa città.

Noi dovremo incunearci lì e tornare a rispondere a chi ha ricevuto dal PD il Jobs Act in dote per i suoi figli, o a chi ci dice oggi di scendere in strada armati per difenderci promettendo un modello di giustizia sociale che allontana invece di avvicinare o includere.

Ci riprenderemo quello spazio.

Ma se vogliamo che la sinistra torni ad essere protagonista serve ragionare molto a fondo anche sull’idea che i ‘nuovi fascisti’ che votano Salvini sono persone comuni, operai e lavoratori, stanchi di non avere più nessuno che risponde ai loro problemi e la causa principale va ricercata proprio nelle scelte di quel centro sinistra che a oggi si configura come un danno strutturale e che va corretto al più presto.

Noi non siamo il PD, siamo lontani dall’idea di ricostruire il centro sinistra e pure non siamo nemmeno come altre forze che hanno svenduto tutto di se stesse per qualche poltrona.

Era difficile trovare la giusta ricetta quando ai cittadini si è inculcato il vizio di guardare il dito e non la luna. 

Il risultato è quello di vedere oggi uno scenario profondamente cambiato, dove chi ha governato per 5 anni la città ha perso la sua forza propulsiva e restituendo ai suoi due avversari naturali l’opzione di contenderselo. La cronaca politica ci  racconta che ci sono poche soluzioni portate, e a fare da contraltare, troppe promesse che speriamo siano almeno in parte mantenute. Quindi avremo un ballottaggio dall’esito incerto e la speranza nonostante tutto che questa città possa risvegliarsi il 10 giugno con un futuro più dignitoso per ogni abitante di questa città.

Questo nostro 3% ci servirà per ricordare che siamo pronti per contribuire dall’esterno affinché  quel futuro sia possibile, se non ora, la prossima volta perchè saremo molti di più, e lo diremo ad alta voce.

NOTA:

Il Circolo Territoriale di Sinistra Italiana di Livorno Collesalvetti in merito alla posizione da assumere al ballottaggio del 9 giugno, verrà restituita dopo un passaggio formale con i candidati della lista ‘la Sinistra’ in programma per lunedì 3 giugno 2019, ma vuole portare questa riflessione prendendo atto della delusione per il risultato elettorale del primo turno , SI richiama le tradizioni democratiche e antifasciste della città di Livorno e dei connotati storici , della stessa , di solidarietà e apertura alla convivenza civile .

Nel richiamare le stesse, esprime la propria avversità a esiti di destra nel prossimo ballottaggio che oltre a collidere con i principi democratici , che per la Sinistra sono attestati dalla propria fedeltà ai valori costituzionali  vede nel candidato delle destra cittadina una assenza di soluzioni concrete ai problemi del lavoro , della sanità e dell’assetto urbano e della convivenza civile , necessari allo sviluppo della città .

Le uniche soluzioni proposte dalla destra che fanno leva al crescere della paura e dell’inquietudine sociale , non contengono proposte concrete , per i problemi sentiti propri dalla cittadinanza , e cioè di una sanità diffusa e celere alle richieste di cura , di un decoro urbano e assetto viario necessario a un ordinata risposta alle esigenze di mobilità , di un livello di qualità ambientale , comprensivo anche di razionalità nella raccolta differenziata , non affrontati o peggiorati dalla precedente amministrazione comunale.

SI pur richiamando le sostanziali differenze di prospettiva politica con il centro-sinistra, conseguentemente si esprime a favore del candidato Sindaco Luca Salvetti , per il prossimo ballottaggio, richiamando allo stesso la necessità di difesa dei valori storici della città , in un ottica non di mera conservazione degli stessi ma di rinnovamento, che faccia dell’Amministrazione Comunale, un soggetto di sviluppo della città in un rapporto di apertura, senza tutele o interessi preordinati ,ma unicamente vincolati alle necessità collettive .

ELEZIONI AMMINISTRATIVE COMUNE DI COLLESALVETTI

Come accaduto a Livorno, il risultato portato dalla lista congiunta ‘la Sinistra per Collesalvetti’, frutto di un ragionamento costruito seguendo la falsa riga della composizione della lista per le elezioni europee fra Rifondazione Comunista e Sinistra Italiana, conferma, anche se con una percentuale lievemente più alta un trend purtroppo consolidato. C’è ancora molta strada da percorrere per raggiungere un obiettivo soddisfacente che veda emergere l’idea che una sinistra unita possa essere vincente e soprattutto partecipare al dibattito e decidere. Anche in questo territorio, hanno giocato dinamiche forti di separazione a sinistra e lo conferma il tentativo poi fallito di raggruppare sotto uno stesso simbolo più forze che non sono arrivate insieme al traguardo del 26 maggio ed in particola il PCI che ha presentato un candidato altro, per motivi squisitamente identitari. La presenza di numerose liste civiche hanno frammentato ancor di più un consenso possibile. Nonostante il risultato deludente anche nel Comune di Collesalvetti esiste la volontà di proseguire il progetto unitario della lista unitaria così come si è presentata alle elezioni amministrative. Un ringraziamento va ai compagni di Rifondazione Comunista di Collesalvetti e al candidato sindaco Luca Chiappe, insieme hanno fatto una campagna elettorale ben organizzata e diffusa con impegno costante.   

CONCLUSIONI

Come si evince dal documento emerso dall’Assemblea di Federazione, al quale si rimanda la lettura, il Circolo Territoriale di Livorno Collesalvetti attenderà le scadenze indicate per i passaggi formali e statutari relativi alla fase congressuale richiesta per il rinnovo delle cariche di coordinamento, in attesa di far partire anche sul territorio di Livorno e Collesalvetti i laboratori politici riferiti alla transizione verso la costruzione di una soggetto unitario fra Sinistra Italiana e Rifondazione Comunista insieme a tutte quelle forze civiche organizzate e non che aderiranno a quel percorso.

Livorno, 30 maggio 2019

 

 

Lettera a Fratoianni e Acerbo

 

Siamo due candidati della lista ‘la Sinistra per Cannito Sindaco’ progetto nato dall’unione di Sinistra Italiana Livorno e Rifondazione Comunista Livorno.
Leggere l’intervista a Nicola Fratoianni uscita il 30 maggio sul Manifesto, ci ha spinto immediatamente a scrivere a voi questa lettera, dirigenti nazionali e locali dei due Partiti che hanno dato forma e sostanza al progetto della lista ‘La Sinistra’ per partecipare alle elezioni europee del 26 maggio, assunta anche a Livorno come modello per competere alle elezioni amministrative.
Siamo entrambi livornesi impegnati in questo percorso perchè non vogliamo vedere svanire ogni possibilità di futuro per la nostra città che è fatta di persone e non di voti da tenere in tasca come trofeo.
Abbiamo storie simili e per motivi simili ci siamo avvicinati e ci abbiamo creduto anche se non avevamo un bagaglio politico o l’esperienza per affrontare una campagna elettorale difficile e incerta soprattutto per noi, “popolo senza tessera”.
Siamo stati accolti come a casa, perchè la sinistra è casa nostra anche se non siamo militanti, e vogliamo continuare un percorso congiunto nonostante un risultato deludente.
Questo progetto non può essere dimenticato e abbandonato.
Nell’intervista al Segretario di Sinistra Italiana, leggiamo parole pesanti che rimettono in gioco la bontà di un ‘idea perchè ha ottenuto un risultato scarso, paventando l’apertura di un dialogo con il M5S e con quel PD e quel tal Calenda così poco amico dei lavoratori in questo Paese, per fermare la marea nera.
Se un dialogo è possibile nei confronti di una parte del M5s, non lo è per noi con le forze di centro sinistra guidate prima da Renzi e dopo da altri, che ancora oggi non si sono minimamente ravvedute continuando a seguire le regole del neoliberismo più sfrenato.
Essere antifascisti è un tratto costituzionale indiscutibile, vero è che c’è perdita di rappresentanza per la mancanza di risposte su altro ed è per questo che molti oggi si piegano al nazionalismo di destra; proprio per questo la politica e la sinistra, non devono solo occuparsi di creare argini ma di rispondere ai bisogni reali e concreti delle persone.
Quindi quello che abbiamo letto oggi è un pugno nello stomaco che fa male e pesa, ancor di più del risultato scarno che abbiamo raccolto.
Azzerare le differenze sostanziali e farci diventare gregari a favore di chi ha creato il presupposto che proprio quell’onda nera si alzasse è pericoloso e immorale, nei confronti di tutti i lavoratori, di quelle madri e quei padri in lotta per garantire un futuro ai loro figli, ammazzato dal Jobs Act e da tutto ciò che il centro sinistra ci ha lasciato in dote.
La paura va combattuta rinsaldando i diritti per i molti e non gli accordi politici per i pochi che vogliono continuare a sedersi a tavola.
Vorremmo chiarire che nessuno di noi ha posti da conservare ma al contrario un futuro incerto da costruire.
Se siamo stati lontani dalla politica è accaduto proprio a causa di queste dinamiche che purtroppo continuano a presentarsi. Le piroette non ci appassionano ed è per questo che per noi resta salda la convinzione di insistere con ‘La Sinistra’ perchè viviamo nella realtà, non in una torre d’avorio.
Abbiamo lavorato insieme a Livorno, capito il peso di questo progetto e siamo stati aiutati a fare sintesi per costruire un rapporto unitario che ci desse forza al di là delle differenze.
C’è stato chi si è preso cura di noi senza pensare a se stesso, mettendosi completamente a disposizione, considerandoci tutti uguali a prescindere dalla provenienza politica o civile, aiutandoci a far sbocciare le nostre idee forse povere di tratti politici, ma dense di realtà, quella che abbiamo vissuto e toccato in un mondo che non ci vuole e non ci garantisce uguaglianza.
Fra noi c’è chi arrivava da lontano e vive ancora oggi la distanza dell’inclusione mancata o chi ha rinunciato a terminare gli studi per aver perso una borsa di studio e si è messo a lavorare, oppure c’è chi si è dovuto inventare una professione ma lotta ogni giorno per avere un contratto a due lire che gli garantisca non di vivere ma di sopravvivere. Eravamo tutti Compagni, nessuno escluso e vogliamo continuare ad esserlo.
Chi ha deciso di parlare di questo è a sinistra, fuori dalle garanzie, dalle pensioni assicurate e dai benefici di una vita comoda che si è seduta sulla clientela e continua a tramandarla di padre in figlio/a.
Sappiamo che noi non avremo mai una quota cento e forse non potremo nemmeno permetterci di avere una casa di proprietà o una macchina, si sopravvive senza queste cose, ma crediamo sia compito della Sinistra rendere migliore e giusta la vita delle persone. Quella Sinistra che non si crogiola nella teoria, ma quella che produce soluzioni plurali senza ammiccare ai potenti di turno.
Comprendiamo che costruire un percorso congiunto non sia facile per due Partiti che hanno una loro distinta identità, ora che la sinistra pare azzoppata e tramortita da un risultato implacabile in Europa così come alle amministrative in tutto il Paese, ma vogliamo dirvi che noi ci siamo e forse siete solo voi a non crederci.
Serve far entrare aria nuova e creare uno spazio politico non asfittico e povero di idee e non parliamo di rottamazione ma di ricambio per chi non ha più nulla da dire.
Serve qualcosa che torni ad avere senso nei quartieri popolari e nelle periferie dove si sta radicando la Lega, e dobbiamo stare lontani dai salotti e dagli aperitivi radical chic, perchè i lavoratori ci vedono come elite garantita, troppo lontana dai loro bisogni.
Quindi cambiamo insieme il linguaggio, le proposte e ascoltiamo le persone da vicino e non da lontano. Scendere dal piedistallo fa bene, è lì in basso che si trova la Sinistra. Noi non ci siamo mai saliti e nemmeno ci interessa perchè abbiamo imparato ad arrangiarci senza chiedere niente a nessuno e senza svenderci.
Abbiamo bisogno solo di padri nobili che ci aiutino a far crescere un progetto che abbia una linea non fraintendibile e inattaccabile sui principi.
In poche parole non metteci all’angolo, sarebbe l’ennesimo tradimento nei confronti della nostra generazione.

Elena Niccolai
Alessandro Giusto

‘la Sinistra Livorno’