Un’altra morte bianca dentro il Porto di Livorno

 

In pochi mesi un altro marittimo è morto nelle acque dell’Alto Fondale del porto di Livorno.

Era al lavoro sulle paratie della nave da crociera come addetto alle pulizie, come mille altre volte, rischiando come mille altre volte per l’inosservanza forse delle misure di sicurezza mai troppo adeguate e stringenti sui grandi giganti del mare.

Era giovane e resta poco da dire perché saranno le indagini a chiarire le dinamiche ed i perché di questa morte.

Restano nodi enormi da sciogliere rispetto all’applicazione ferrea delle procedure di sicurezza, in terra e in mare per chi arriva e riparte da Livorno.

A rimetterci la vita sono sempre lavoratori sottopagati e sottoposti a ritmi insostenibili.

Ridurre alla fatalità ogni incidente diventa sempre più difficile, soprattutto quando entrano in gioco dinamiche che riguardano tempi e modalità di gestione del lavoro di un personale marittimo sempre più sfruttato e sempre meno specializzato al quale si chiede sempre di più in termini di resa per poche lire, in barba alla sicurezza.

Il far west delle regole fa sentire il suo peso ogni volta che accade un incidente, poi tutto passa in cavalleria per tornare al frenetico lavoro di arrivi e partenze rispettando una tabella di marcia che non si può interrompere. Resta da dire che il personale di terra che accoglie, controlla ciò accade in banchina sui traffici di uomini e merci, poco può su ciò che l’occhio non vede e accade dentro le navi. 

Il groviglio normativo che disciplina il lavoro dei marittimi si intreccia ai protocolli vigenti in Europa e nel Paese ma ogni Compagnia Armatoriale ha regole interne tutte sue e molto dipende dalla bandiera issata sul pennone.

Servirebbe iniziare a dire che se il mare non ha confini, nemmeno chi li naviga dovrebbe averne, e tutto ciò dovrebbe valere per le regole che tutelano i lavoratori che provengono da tutti e cinque i Continenti.

Non vogliamo più lavoratori morti dentro e fuori dal porto di Livorno.

Circolo Territoriale SI Livorno Collesalvetti

 

Foto Vigili del Fuoco Livorno

Prosegue la scia di incidenti in Porto

 

In meno di 48 ore due incidenti fortunatamente non mortali hanno coinvolto due lavoratori al Porto di Livorno, serve perciò restare sul punto, senza abbandonarsi ai facili entusiasmi per un momento di grazia legato all’aumento delle attività portuali.

Esiste il rovescio della medaglia.

Aumentare il ritmo di lavoro significa guadagnare di più, ma questo non può accadere mettendo in pericolo la vita dei lavoratori che hanno uguali emolumenti, ma sono esposti a rischi sempre maggiori.

Le ricadute dovute alla frenesia di imbarco e sbarco vanno ben oltre le competenze, la formazione e la professionalità dei lavoratori portuali, già messe a dura prova dalla confusione sovrapponendo le attività in art. 16 e in art.17, che si gioca sull’affido del lavoro più a buon mercato per ottenere massima resa su minima spesa e questo non è accettabile.

In realtà il porto corre solo per chi ha tutto da guadagnare ma non si sporca le mani sulle banchine a lavorare.

Sinistra Italiana di Livorno è accanto ai feriti, sperando che vengano in fretta chiarite le cause dei due incidenti e augura la pronta e veloce guarigione ai due lavoratori.

Chiediamo al Sindaco di Livorno di stimolare AdSP, Sindacato e Associazioni imprenditoriali che hanno sottoscritto il vecchio Patto per il Lavoro nel 2012, di riconvocare con urgenza il tavolo per il lavoro del lavoro portuale, crediamo sia indispensabile capire quali misure si intendano adottare in merito alla questione legata al lavoro e alla sicurezza dei lavoratori portuali.

Mantenere appuntamenti a cadenza regolare con la partecipazione e la condivisione dei problemi legati alla portualità è fondamentale per sorvegliare una situazione che sta diventando sempre più allarmante e ingestibile per i rischi che si intensificano per i lavoratori.

Per tenere fede ad un impegno nei confronti della città e soprattutto del lavoro portuale come risorsa e bene da tutelare per lo sviluppo futuro delle competenze livornesi, la Federazione di Sinistra Italiana di Livorno, rivolgerà ai due Consiglieri Regionali di Sì Toscana a Sinistra Tommaso Fattori e Paolo Sarti, unici nostri riferimenti di rappresentanza regionale, la richiesta esplicita di presentare urgentemente un’interrogazione in Consiglio Regionale per il ripristino di opportuni strumenti di controllo non occasionali ma strutturali, connessi alla sicurezza del lavoro portuale, al rispetto delle regole e dei diritti dei lavoratori.

Simona Ghinassi

Coordinatrice Sinistra Italiana – Federazione di Livorno

 

Giovedì 29 marzo ore 21 in piazza Repubblica adesione fiaccolata dei sindacati

 

La Federazione di Sinistra Italiana ed il Circolo Territoriale Sinistra Italiana di Livorno Collesalvetti, sono al fianco di CGIL CISL e UIL di Livorno che hanno indetto 8 ore di sciopero per la giornata di oggi ad articolazione varia.

Comunichiamo la congiunta adesione con la partecipazione alla fiaccolata che avrà luogo questa sera dalle ore 21.00 a Livorno, con partenza da piazza della Repubblica e arrivo presso gli Scali Rosciano sede di Adsp di Livorno.

Crediamo convintamente che tutta la città debba essere unita in questo momento così difficile, piangere i morti e pretendere un’indagine approfondita è essenziale così come la presa di coscienza dei rischi connessi alle attività interne al Porto di Livorno. Pertanto auspichiamo che la manifestazione non resti circoscritta ad un atto di solidarietà momentaneo, ma dia corpo ad una riflessione collettiva sul destino dell’area portuale che comprenda la sicurezza come obiettivo principale da rispettare, per i lavoratori e per la città intera.

Per questo motivo è richiesta la presenza forte degli iscritti di Sinistra Italiana alla manifestazione sopra citata.

Fraterni saluti.

Coordinamento Federazione Sinistra Italiana Livorno

Coordinamento Circolo Territoriale Sinistra Italiana Livorno Collesalvetti

 

Esplosione al porto di Livorno, la solidarietà di Sinistra Italiana

 

“Oggi piangiamo altre vittime sul lavoro. Servono più controlli e applicazione rigida delle regole di sicurezza”.

La Federazione di Sinistra Italiana di Livorno congiuntamente a Sinistra Italiana Toscana, piange le due vittime e i feriti dell’incidente avvenuto intorno alle 14 al Porto di Livorno. Due lavoratori della Labromare hanno perso la vita nell’esplosione accaduta al deposito costiero Neri, mentre erano impegnati in un’operazione di pulizia all’interno di un serbatoio di olio combustibile. Le attività sempre ad alto rischio in quell’area ci pongono domande che solo l’autorità giudiziaria potrà chiarire dopo un’indagine che chiediamo sia veloce e attenta sulle cause dirette e su quelle indirette. Resta aperto un interrogativo sulla qualità dei controlli e sulle misure di sicurezza che riguardano la quasi totalità dei lavoratori che operano in ambito portuale e che oggi avrebbero potuto perdere la vita perché distanti solo poche centinaia di metri dal luogo dell’incidente. Troppo spesso le scelte interne sulla destinazione delle attività nel porto di Livorno sono state condizionate più dall’interesse e dall’opportunità delle varie compagnie armatoriali, anziché dalla sicurezza dei lavoratori. Chiediamo pertanto a chi si occupa di pianificare le attività e le destinazioni d’uso delle aree più delicate, dedicate allo stoccaggio di materiali pericolosi, di riflettere e provvedere velocemente, oltre che con controlli serrati e applicazione senza deroghe delle regole di sicurezza, ad avviare un percorso pianificatorio che metta al riparo non solo i tanti lavoratori impegnati 24h su 24 nelle aree portuali circostanti, ma, di riflesso, anche le aree residenziali, densamente popolate, nella zona nord della città.

Simona Ghinassi – Sinistra Italiana – Coordinatrice Federazione di Livorno

Marco Sabatini e Daniela Lastri – Sinistra Italiana – Coordinatori Toscana

 

Nicola Fratoianni (Deputato Liberi e Uguali): Vicini alle famiglie e alla città di Livorno

 

Continua strage senza fine. Si pone anche il tema sicurezza area industriale in città

“Due operai morti al porto di Livorno e feriti gravi, per effetto dell’esplosione di una cisterna. Altri vari incidenti sul lavoro oggi in Toscana.
Prosegue con numeri incredibili una vera e propria guerra nel mondo del lavoro in Italia, che continua a vedere morti e infortuni in aumento. Solo lo scorso anno oltre 1.400, ma questa guerra non è stata materia di campagna elettorale, eppure ha a che fare con le scelte della politica. “
Lo afferma il segretario nazionale di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni di Liberi e Uguali.
“Non conosciamo ancora le cause certe del disastro – prosegue l’esponente di Leu – e mi auguro che si accertino quanto prima le responsabilità, ma c’è un punto che riguarda non solo la sicurezza dei lavoratori, ma anche la sicurezza di una intera area della città di Livorno: il porto è pieno di cisterne, in una zona in cui ci sono altre attività, in cui vicino c’è una raffineria e che è zona di passaggio persino per semplici cittadini. Sarebbe il caso di iniziare a lavorare per una delocalizzazione degli impianti e per una maggiore sicurezza. L’esplosione di oggi è un brutto segnale che va colto.”
“Alle famiglie dei lavoratori, alla città di Livorno – conclude Fratoianni – l’abbraccio di tutti noi.”

 

Due operai morti al porto di Livorno e feriti gravi, per effetto dell’esplosione di una cisterna. Prosegue con numeri…

Gepostet von Nicola Fratoianni am Mittwoch, 28. März 2018