Sconcerto dichiarazioni Cepparello

 

Lascia un po’ sconcertati l’ingenuità dell’Assessore Cepparello espressa dalle sue affermazioni che si trascinano da prima di ferragosto sul problema dell’uso dei cellulari alla guida e che in realtà dovrebbe connettersi al più ampio discorso di una viabilità malconcia e a un sistema parcheggi che a oggi non pare proprio decollare nonostante gli annunci. Alzare le mani in segno di resa e accettare la ricetta della sola prevenzione non basta. Non siamo in classe con alunni indisciplinati, ma nella vera realtà con incidenti e i morti sono veri, basta guardare i numeri e le statistiche che gridano vendetta.

Il fenomeno sopravvive nonostante oggi sia nella disponibilità di quasi tutte le auto, dalle utilitarie alle più lussuose, la dotazione di impianto viva voce, e questo ci dice che forse l’idea suggerita dal capo Cronista del Tirreno, presa altrove come modello di repressione da agenti in borghese sia l’unica percorribile.


La lettura di un messaggio o di una notifica in arrivo dai social ai quali si vive ormai perennemente connessi, deve poter costare caro, solo il peso di una una sanzione importante può restare impresso.


Brutto da dire? Forse non porterà consenso, ma rispettare le regole del codice della strada e non allentare, ma aumentare i controlli salva la vita non solo a noi ma soprattutto agli altri.
Fa sorridere la manica larga nei confronti dei furbetti col cellulare che fa da contraltare all’immutata fervente attività delle multe in città, per nulla diminuite dopo l’operazione di taglio degli stalli blu.


Due pesi e due misure a quanto pare, intanto ci sarà un aumento dell’organico dei Vigili Urbani voluto dal Sindaco Salvetti e cercheremo di capire a quali attività di controllo saranno destinati perchè immaginiamo che saranno molti problemi che scalderanno le cronache d’autunno in città.

Sinistra Italiana – Circolo Territoriale Livorno Collesalvetti 

 

 

Leggo sul Tirreno i concetti espressi dal Vescovo Mons. Simone Giusti durante della messa per Santa Giulia e resto basita

 

Io penso che siamo nel 2018 e che grazie a tante donne che hanno combattuto oggi godiamo di alcuni diritti fondamentali.

Ho scritto alcuni perché di battaglie e di diritti noi donne ne dobbiamo conquistare purtroppo ancora molti.

Trovo anacronistico imporre alle donne di diventare madre solo perché per natura possono farlo.

Questo non significa che tutte abbiamo un istinto materno implicito. Inoltre non è semplice essere genitore soprattutto di figli con disabilità perché la nostra società non sì è evoluta e per qu

Penso che le donne siano ancora troppo sottovalutate , ci inorridiamo per donne con burqa o veli e ci dimentichiamo facilmente di tutti i femminicidi che avvengono in casa nostra dove il carnefice maschio non si ferma ma uccide anche i figli della donna perché di lei non deve rimanere traccia. Magari era una famiglia perfetta sposata con il rito religioso cattolico.

Non trovo traccia mai di una seria analisi che spesso i mariti di famiglie perfette sono quelle che alimentano il mercato della schiavitù della prostituzione perchè in maniera bigotta facciamo finta di non vedere quanto  succede ad ogni ora del giorno anche nelle nostra città.

Non ho letto una presa di posizione della Curia in favore del Comune e dei suoi provvedimenti conto le sale slot “mangia soldi!” presenti in città che distruggono intere famiglie.

A questo punto mi stupisco delle parole di Monsignor Giusti perché vanno contro la visione della Chiesa e della società che è di Papa Francesco: Chiesa povera, umanitaria e al servizio della gente. E invece a Livorno pare che si vada controcorrente.

Sento parole sui migranti spese con troppa facilità senza contare che poco tempo fa in campagna elettorale nei locali della Diocesi è stato fatto entrare il signor Salvini che non sembra rispecchiare proprio le idee su cui ha giurato, sventolando il Vangelo.

L’idea di Salvini su migranti e famiglia sono roba da Medio Evo !

A febbraio però la crociata di Mons. Giusti contro convivenze e divorzi non era ancora contemplata visto che ha ospitato un ‘peccatore’ come Salvini ? Penso che la libertà di pensiero , di visione della vita (coniugale genitoriale etc.) è segno di paese civile ed evoluto.

Penso che dovremmo rispettare i ruoli e che la politica non debba entrare nei luoghi di culto di nessun genere così come le religioni ma forse in questa situazione dovremo ricordare l’articolo 7 comma 1 della nostra Costituzione che recita “Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani”.

Simona Ghinassi

Coordinatrice Sinistra Italiana – Federazione di Livorno

 

Una Sinistra che unisce per ricostruire e non per dividere

 

Mano a mano che ci si allontana dall’agitazione scatenata con il voto del 4 marzo, si chiarisce un quadro forse impietoso ma molto aderente alla realtà. Ho trovato molto interessante l’analisi in chiave anagrafica del voto uscita ieri su ‘il Tirreno’ a firma di Mauro Zucchelli, di fatto, smentisce uno scenario forse assolutorio che la politica è abituata a ricercare per giustificare i propri fallimenti.

Quei dati devono far riflettere ancor di più su ciò che è accaduto e potrà accadere in questa città.

E’ qui che lo sguardo impone di ritrovare fiducia in ciò che leggiamo per ristabilire il ruolo che potrà o meno avere la Sinistra in questo scenario. I giovani non sono ciò che molti si ostinano a descrivere. Millantare la loro superficialità serve a nascondere la scarsità di proposte e di risposte che la politica è riuscita a dare. Vado oltre: che la Sinistra è riuscita a dare.

Indecorosa la risposta di alcuni che commentando dicevano “non ci hanno capito”, mentre siamo stati noi a non capire. Il problema forse sta nel fatto che l’immagine restituita aveva davvero più il sapore di un Centro Sinistra riscaldato che si trascinava in modo evidente tutti i suoi fallimenti rincorrendo la ditta ora ‘nel bosco’, ora in pascoli pieni di mucche. Vede queste cose solo chi continua a guardare alle proprie spalle e non si rende conto che oggi le metafore non funzionano più, ammesso che abbiano mai funzionato e a questo la Sinistra avrebbe dovuto ribellarsi, mentre ha finito per ripiegare se stessa dando credito a vecchie voci con nuove facce solo in apparenza. Ma i maquillages durano lo spazio di un giorno. La parola Centro agitata come una clava e accostata alla Sinistra dal alcuni leaders troppo ansiosi di ritornare a vincere, ha distrutto ogni aspettativa durante la campagna elettorale perché, giustamente, le folle oceaniche erano altrove.

I giovani, più di altri, hanno colto il messaggio forte e chiaro, e invece di perdersi nel bosco hanno fatto la loro scelta.

Quindi, ai tanti cuculi labronici e non, che speravano di riprendersi o rubare il nido altrui per sistemarsi nell’attesa dell’eterno ritorno, giunga la notizia che i legittimi proprietari di una casa, pur malconcia, ma dalle solide fondamenta, continueranno a vigilare correggendo ciò che c’è da correggere con umiltà, perché siamo all’anno zero e non c’è più nulla da perdere. Resta la dignità e no, quella non siamo disposti a giocarcela ai dadi per un posto in più.

Chi è rimasto più o meno scientemente nel PD, è stato più onesto di chi sta fuori e continua a tentennare avvelenando un clima che rende ormai impossibile qualsiasi ricucitura. Vanno cambiati non solo i giocatori, ma la discontinuità sia la sola regola da praticare per non disperdere la parola Sinistra. Per chi vuole restare, queste sono le condizioni, gli altri, tornino a casa, la loro.

In questo quadro, solo il M5s e la Lega hanno saputo interpretare il malessere e tradurlo in appeal, per ragioni molto diverse fra loro, ma il gioco sta tutto nella proposta efficace dell’essere anti sistema. Come dare torto al ragionamento dal momento che il sistema ha miseramente fallito? Non ha protetto il futuro di nessuna generazione, nemmeno di quei giovani in attesa di futuro, da qui la punizione di un voto contrario alla ricetta, l’unico mezzo democraticamente ancora garantito. E questo suona come un nuovo ceffone che suona la sveglia come è accaduto il 4 dicembre 2016, con la sostanziale differenza che questa volta è toccato anche a noi.

Se la Sinistra si è posta come attenta ai grandi temi democratici dell’esistenza, non ha saputo tradurli forse per insincerità di fondo con una parte dei volti proposti a rappresentarla. Non ha saputo e forse voluto personalizzarli con ‘quel io’ sofferente che chiede soccorso per esistere e non trova soluzioni.

La società è molto cambiata, seppur sottoposta con trasversalità diffusa ai medesimi problemi, chiede quell’attenzione all’individuo singolo, al problema singolo e alla singola ricerca della risposta. Berlinguer sapeva parlare ad ogni singolo cuore, aveva quella ‘cura’ che manca tanto oggi. Ma Berlinguer non c’è più da molto tempo e se una Sinistra potrà rinascere accadrà solamente se impareremo ad ascoltare senza generalizzare. Generalizzare significa banalizzare e questo è inaccettabile soprattutto quando non si è disponibili a rischiare, a forzare le regole quando sono ingiuste.

Se le generazioni precedenti hanno dimenticato perché molto di più hanno avuto, i giovani hanno iniziato a capire. C’è una lezione importante da cogliere: una comunità si crea solo se si è disposti a riconoscerla, non per comparti, ma riconnettendone fra loro le componenti perché altrimenti oltre alla lotta fra poveri a vincere sarà anche quella fratricida fra generazioni.

Serve dare respiro alle voci e serve tempo per ascoltare anche ciò che non vogliamo sentire. Serve scendere da quel piedistallo e smettere di guardare il complessivo per tornare a terra a vedere il dettaglio, dove sono tutti gli altri a misurarsi con le difficoltà vere della vita per smettere di giudicare. Le scelte dovranno essere pensate ribaltando un ragionamento semplice in questa città in termini di futuro, ovvero chi potrà essere a determinare un’inversione di rotta rispetto al ripiegamento in atto? Ho letto più volte, ma soprattutto ho ascoltato più volte durante la campagna elettorale, che nel momento in cui la generazione dei pensionati di oggi non potrà più garantire la vitalità della città, molti luoghi finiranno con il desertificarsi definitivamente, per la perdita relativa di storia e competenze. Il compito della Sinistra per impedire quello svuotarsi non solo in senso fisico della città, è quello di ricomporre questo quadro, che rappresenti una comunità intera e perciò va ripensata una strada di rispetto e gratitudine che non abbandoni ciò che ci sta lasciando, ma sappia guardare con fiducia a ciò che sta crescendo, per ricostruire insieme e non per dividere.

Simona Ghinassi

Coordinatrice Sinistra Italiana – Federazione di Livorno

 

Il Tirreno: La ricetta di Sinistra Italiana e il suo giovane esecutivo

VOLTI E PROGETTI DELLA FEDERAZIONE LIVORNESE

Ieri pomeriggio la neo eletta coordinatrice della federazione di sinistra italiana di Livorno Simona Ghinassi ha presentato alla stampa e alla città i componenti dell’esecutivo della federazione di sinistra italiana di Livorno, ovvero «il braccio operativo che insieme a me- dichiara Ghinassi- inizierà questo percorso a livello provinciale. Un gruppo giovane, composto da tre persone che si sono avvicinate per la prima volta, soltanto adesso, alla politica interna di un partito e soprattutto persone che condividono con me e con Sinistra Italiana i veri valori della sinistra che troppo spesso vengono dimenticati».

I componenti del gruppo dirigente sono: Elena Mataresi responsabile organizzazione politica e di eventi, Antonella Ferri responsabile tesseramento e Giovanni Tresoldi responsabile comunicazione.

Nonostante si siano strutturati da poco tempo sul territorio, essendo un nuovo soggetto politico, il confronto attivo con i residenti e con le associazioni ha visto in poco tempo crescere le loro adesioni.

«Prima del congresso svolto poco tempo fa- spiega Antonella Ferri – i tesserati erano 195 adesso siamo a 300 senza contare i simpatizzanti perché la nostra struttura permette a chiunque sia interessato di poter partecipare, senza nessun obbligo, alle riunioni tematiche».

Un partito, che sembra prendere piede in questa città e che, nonostante le diffidenze che molti hanno nei confronti di chi svolge un ruolo politico, sembra attrarre consensi.

«Noi puntiamo molto sulla comunicazione- interviene Giovanni Tresoldi- sui social siamo molto attivi e cerchiamo il più possibile di condividere cosa facciamo ma soprattutto cerchiamo di ascoltare veramente quello che le persone ci dicono, le loro situazioni di disagio, le loro critiche, i loro consigli perchè fare rete è fondamentale per creare una città migliore».

A fine conferenza è stato poi annunciato anche un bando che è già in corso ma che il gruppo dirigente ha voluto ricordare perché la scadenza non è lontana.

Il bando si chiama; “Forza!” ed è stato lanciato a partire da questo mese di maggio da parte di Sinistra Italiana mira a sostenere l’attivazione e il potenziamento delle iniziative territoriali ispirate ai principi di trasparenza, partecipazione e innovazione.

Gli ambiti di intervento ammessi sono: l’innovazione sociale ed economia ecosostenibile e della condivisione, le pratiche di mutualismo rivolte a soggetti socialmente fragili, infine la promozione del volontariato e di nuove pratiche sociali delle giovani generazioni. Il fondo a sostegno al bando, per l’anno 2017, è pari a 100.000 euro.

«La cosa importante da sottolineare- conclude Ghinassi- è che questi fondi sono provenienti da risorse erogate volontariamente a tal fine, dai deputati e senatori aderenti ai gruppi di Sinistra Italiana. Dicono che i partiti sono tutti uguali, ma non è così, noi crediamo che adottando i valori di sinistra si possa fare la differenza».

Diletta Fallani

Il Tirreno – Redazione di Livorno