Piano strutturale, la montagna ha partorito un topolino

 

Approvare di corsa uno strumento che ha durata ventennale come il Piano Regolatore Comunale e riguarda il destino di una città, è controproducente rispetto agli effetti che la pratica della pianificazione urbanistica dovrebbe invece restituire.

Per questa ragione Sinistra Italiana di Livorno chiede formalmente al Sindaco e alla Giunta che sia preso in considerazione un ripensamento sulla modalità di discussione e approvazione con un conseguente rinvio approvazione a fine di questo anno, per rispettare tempi e modi di condivisione e partecipazione.

Il percorso possiede ancora i margini per essere aperto e osiamo dire non solamente a tecnici che dovranno applicarne e seguirne le prescrizioni, ma alla città che non può vivere questo momento come un iter burocratico.

Ricordiamo l’esperienza dei tavoli di lavoro organizzati alla Bottega del Caffè ma anche il progetto dell’Urban Center nei fatti mai decollato che avevano i proposito di un confronto teso alla condivisione di un’idea di città per il futuro e quale integrazioni con i comuni limitrofi in particolare Collesalvetti.

Quel percorso si è concluso troppo in fretta, non abbiamo visto altre modalità se non passaggi burocratici e non può passare sotto silenzio l’Aula del Consiglio Comunale e la solitudine dell’Architetto Cagnardi. Ora vanno colmate le lacune troppo evidenti ed importanti che a oggi appaiono ancora nebulose visto lo scenario ancora troppo incerto e variabile e senza una idea chiara di città perchè se siamo d’accordo sul l’idea di zero consumo del territorio ma non vediamo una idea complessiva di riqualificazione su importanti aree della città.

Nello stesso tempo ci risulta da parte dei preposti uffici comunali che siano stati espressi dubbi sull’avvallo dell’iter e sarebbe utile capire le motivazioni. Venti anni di programmazione sono lunghissimi e il rischio sarebbe quello di imbalsamare nell’errore o nell’incertezza, scelte e prospettive che farebbero un gravissimo danno alla città.

Esecutivo Sinistra Italiana – Federazione di Livorno

Coordinamento Circolo Territoriale SI Livorno Collesalvetti

 

Un danno al Comune è un danno al cittadino

 

Ieri leggevo sul Tirreno online, le prime informazioni sull’inchiesta di peculato che coinvolgono un funzionario della Protezione Civile del Comune di Livorno, ed esprimo gradimento al Sindaco Nogarin, sia nella sua veste di tutore della cosa pubblica, sia nella sua veste di privato cittadino per l’azione di denuncia che ha aperto le indagini e portato all’arresto dopo ben 47 casi di peculato, un volto non nuovo a questo tipo di accuse, sempre attivo nell’organico istituzionale.

La casa comunale va sempre difesa da atti che ne possano inquinare trasparenza e funzioni perciò fa piacere rilevare che qualche volta succeda. Purtroppo non accade così spesso, dal momento che il funzionario incriminato aveva accumulato nel tempo e già dal 2009, un curriculum per presunti atti commessi contro il patrimonio pubblico, Furono forse insufficienti le accuse, ma è molto probabile che qualcuno abbia chiuso non solo un occhio, ma tutti e due del resto, questo atteggiamento fa parte di un modello di comportamento ancora evidentemente da scardinare e mi chiedo, perché dal 2009, durante la giunta PD, un funzionario sul quale si fossero addensate tante e tali ombre, capaci di genere ragionevoli dubbi sulla sua rettitudine, non sia tolto dall’incarico presso la Protezione Civile, spostandolo a mansioni meno ‘impattanti sui i beni pubblici’.

Mi chiedo però perché attendere così a lungo per fare pulizia, il Sindaco Nogarin al momento della sua elezione, senza ambizioni di giustizialismo aveva dichiarato che ci sarebbe stato un cambio di passo, ma si sa, cambiare è difficile così come scalzare le cattive abitudini perché i politici cambiano, mentre i funzionari purtroppo o per fortuna, restano a prescindere dal colore e dall’appartenenza politica personale. Giusto che sia così, il senso civico del dovere deve sempre sulle opportunità e non essere avvelenato dalla jungla di favori, pretese, baronie e piccoli ricatti tramandati nel tempo, giunta dopo giunta.

Auspico che il Sindaco eserciti il suo ruolo di garante a fondo, andando oltre la politica, oltre alle appartenenze, senza fermarsi ai guasti recenti, ma sappia scavare a fondo.

Questa città ha il bisogno fisico di ricordare e risolvere il suo passato attraverso una fase di rinascita e potrà accadere solamente rimettendo al centro la ‘questione morale’ che deve prepotentemente tornare ad essere pratica e patrimonio difeso e condiviso da tutti.

Simona Ghinassi

Coordinatrice Sinistra Italiana – Federazione di Livorno

L’Ospedale di Livorno resterà in città

 

Apprendiamo con piacere che le nuove posizioni politiche del Presidente Rossi abbiano condizionato un cambio di rotta completo sulla decisione relativa allo spostamento dell’Ospedale di viale Alfieri presso l’area di Montenero bassa. Un travaglio per Livorno e i suoi cittadini, durato dieci anni oggi finalmente si conclude.

All’epoca della proposta, era già evidente la posizione miope del Presidente Rossi – al tempo solo Assessore Regionale alla Sanità toscana – e di altri amministratori in quota al PD, sul piano urbanistico, logistico, funzionale ed economico.

Non bastò nemmeno il risultato di un referendum a convincerli a desistere e il risultato ottenuto oggi è quello di aver comunque sprecato risorse e tempo prezioso.

Speriamo che le mutate posizioni del Presidente siano dovute davvero ad un’improvvisa folgorazione sulla via del socialismo, sia mai che la nuova immagine che egli vuole restituire di sé, sia da collegarsi solo ad un’ennesima boutade elettorale in attesa delle elezioni europee del 2020.

Restiamo in attesa di capire, perché il suo ravvedimento è senz’ altro tardivo, ma non irrimediabile.

Ci rallegra che al contrario di quanto prospettato negli anni, al netto di tutto ciò che si è speso e si è atteso, almeno i fondi di 3, 5 milioni destinati alla viabilità di quel progetto, restino al Comune di Livorno per risolvere un problema molto serio di sicurezza stradale. Rimane l’amarezza di aver visto imbalsamata per troppo tempo non solo l’offerta sanitaria in questa città, con l’abbassamento e la contrazione della qualità del servizio ospedaliero sciamata nell’attesa di una decisione, ma anche l’impossibilità di vedere realizzati interventi organici dal punto di vista organizzativo e strutturale sul manufatto esistente per migliorarne la funzionalità e l’accessibilità.

Queste ‘non scelte’ si sono pesantemente aggiunte negli anni all’improvvida traduzione di parole come ‘riorganizzazione’ e ‘ottimizzazione’ del servizio sanitario toscano, pronunciate dall’Assessore Saccardi, braccio armato del Presidente Rossi. Tutto l’insieme ha peggiorato ulteriormente l’equilibrio già molto precario della sanità livornese e messo a dura prova la vita dei cittadini. La creazione delle tre mega ASL di area, lo svuotamento progressivo dei percorsi diagnostici di cura e prevenzione, governata dalla mano pubblica, a oggi costringe i cittadini a curarsi altrove o a rivolgersi sempre più alla sanità privata.

E’ lo specchio di una fragilità evidente nelle scelte regionali che va risolta subito. Le lunghissime liste di attesa, la questione del super ticket hanno chiuso definitivamente il cerchio:chi è malato, oggi sempre più diffusamente è costretto a rinunciare alle cure perché non può pagarsele.

Per questo, il ruolo futuro dell’Assessore Saccardi non è marginale, andrà adeguato alla linea del Governatore Rossi in odor di socialismo.

Prima di pensare al contenitore che pure è fondamentale, così come le bonifiche richieste giustamente dal Comune, conveniamo sulla richiesta di nuova gara d’appalto che elimini le ombre delle inchieste. Più nel merito, è fondamentale recuperare ciò che è possibile recuperare sull’esistente, ed è evidente che la strada del scelta che abbina nuova costruzione a quella esistente e ristrutturata sia la più felice. Il nodo da sciogliere è la necessità di un radicale ripensamento del contenuto in termini di servizio e qualità dell’offerta sanitaria. Per il Circolo Territoriale di Sinistra Italiana di Livorno – Collesalvetti, tutto l’intorno relativo alla struttura deve essere valutato e soppesato, quindi è certamente un bene che l’area intera dell’isolato ritorni davvero al centro del dibattito sul progetto.

Attendiamo qui dal Sindaco Nogarin, proposte nel merito che possano dare corpo e sostanza per contribuire fortemente a risolvere un problema annoso che nemmeno lui e la sua Giunta hanno saputo aggredire fin dall’inizio del loro mandato.

Ora chi governa la Regione dimostri con i fatti, di voler procedere alla concertazione fra le istituzioni senza agire d’imperio partendo da zero con un nuovo accordo di programma, smetta di vendere promesse e fumo perché la sanità è una cosa troppo seria.

L’Assessore Saccardi, dalla quale il nuovo piano prende il nome, è avvisata, a Livorno così come altrove, sulla sanità non si gioca.

Andrea Cionini

Coordinatore Circolo Territoriale SI Livorno – Collesalvetti

 

 

Avviso di garanzia a Nogarin per alluvione del 10 settembre

 

Dopo il nubifragio del 10 settembre che ha colpito duramente e tragicamente la città di Livorno, la Magistratura, come da prassi, ha avviato le indagini per capire se ci fossero responsabilità penali e/o civili nella gestione delle emergenze e dei soccorsi.

Ieri è arrivata una notizia già attesa.

L’iscrizione nel registro degli indagati del sindaco Nogarin per omicidio colposo plurimo in concorso con altri. Ciò non ci lascia stupiti, ma nemmeno insensibili dal momento che egli è il diretto responsabile della protezione civile comunale.

Si tratta di un atto dovuto, ma vorremmo che le indagini andassero oltre, senza fermarsi agli accadimenti del 10 settembre e a chi in quel momento aveva in mano le chiavi della città. La Magistratura quindi, lavori in serenità e faccia il suo dovere per capire se vi sia dolo nel comportamento del Sindaco, senza però tralasciare indizi e tracce che vadano oltre la superficie poiché spesso le scelte e l’autonomia degli uffici pesa ancor più di una firma apposta su un documento ufficiale dal primo cittadino, a maggior ragione se queste scelte hanno vita molto lunga e non sono state compiute durante l’odierna legislatura di governo della città.

Sinistra Italiana ha piena fiducia negli inquirenti livornesi, così come auspica che il Sindaco Nogarin sia stato in grado di fornire le giustificazioni dovute durante l’interrogatorio di garanzia già avvenuto, augurando a lui, quale rappresentante delle istituzioni e alla città, che il suo operato possa risultare indenne nella gestione di questa terribile vicenda.

Non dimentichiamo le 8 vittime e il peso doloroso dei loro nomi.

Ci preme sottolineare in questa sede che il Sindaco avrà forse responsabilità e colpe, non sta a noi giudicarlo, ma riteniamo che ciò che è avvenuto nella notte del 10 settembre non si possa far risalire esclusivamente solo all’eccezionale evento di quella maledetta notte, perché siamo sicuri che le cause di quanto successo, risalgano a scelte fatte nel passato sulla gestione miope di quella parte di territorio Livornese, senza guardare la fragilità e la pericolosità di quella porzione di città e di ciò che avviene a monte di essa.
Auspichiamo la conclusione a breve delle indagini per fare luce sugli accadimenti, così come una pianificazione veloce e realistica degli interventi di messa in sicurezza sul territorio già colpito dall’alluvione, sottolineando che le opere non dovranno essere un temporaneo palliativo ma dovranno essere risolutive e atte a garantire sicurezza ai cittadini.Un territorio in pericolo, tiene in ostaggio chi lo vive e non garantire la loro sicurezza, significa abdicare alle responsabilità da parte di una macchina fondamentale di garanzia come solo può essere il Comune in ogni città in questo Paese.

Andrea Cionini

Coordinatore Sinistra Italiana Circolo Territoriale di Livorno – Collesalvetti – Liberi e Uguali

Simona Ghinassi

Coordinatrice Sinistra Italiana Federazione di Livorno – Liberi e Uguali

 

Nogarin non privatizzi la cremazione a Livorno

 

Leggo con stupore che il Sindaco Nogarin vuole rivedere il servizio della cremazione nella nostra città e sempre con stupore leggo velate accuse di business sulla cremazione alla SOCREM.

A Livorno fin dal lontano 1882, anno della fondazione della prima ‘Società di Cremazione’, da parte di un gruppo di laici illuminati che nel 1893 decise di donare gli impianti al Municipio della città si realizzò un patto laico con la città che è arrivato fino ad oggi con la massima trasparenza. I bilanci di SOCREM sono pubblici e non comprendo perché si voglia aprire ad una privatizzazione.

Auspico che il Sindaco e il M5S ci ripensino perchè passeranno alla storia come quelli che hanno distrutto una realtà storica come la SOCREM e privatizzato un servizio che ne fatti dal 1882 ad oggi a Livorno è gestito in maniera pubblica dai noi cittadini.

Simona Ghinassi

Coordinatrice Sinistra Italiana – Federazione di Livorno