Auguri Compagne e Compagni

Ci attende un Natale magro, povero di aspettative.
La politica di governo corre, detta le sue leggi per chiudere un cerchio mefitico attorno a noi e poter mettere un sigillo su questa fine anno.
A Natale, ognuno di noi tende a rifugiarsi negli affetti, in ciò che di caro possiede e di prezioso ha intimamente costruito attorno a se, ma sappiamo bene che in qualche modo, gli altri, quelli fuori dalla nostra porta siamo noi.
Sarà una pausa breve, giusto il tempo di un brindisi privato che durerà poco per la Sinistra, ci attende la lotta, oltre il muro dell’indifferenza.

Simona Ghinassi

Coordinatrice Sinistra Italiana – Federazione di Livorno


Risposta al Sig. Marcello Faralli

 

Ho letto sulla pagine “DITELO AL TIRRENO” nella edizione di martedì 18 dicembre del quotidiano Il Tirreno, un commento rivolto a me in relazione al contenuto di un comunicato uscito nei giorni scorsi e riferito alle posizioni del partito che rappresento nel territorio provinciale.

Senza polemica alcuna, rispondo al Sig. Marcello Faralli dopo aver riflettuto sulla posizione che viene contestata alla linea politica della Federazione di Sinistra Italiana, affermando che non è una posizione solitaria ma condivisa da molti soggetti che animano la sinistra e i motivi sono da ricercare nell’evidente osservazione di ciò che la realtà ci consegna.
Ritengo e confermo che una barricata contro la Lega sia un motivo insufficiente e riduttivo se non lo si legge in chiave essenzialmente opportunistica per riunire le forze e ricostruire il centro sinistra dal momento che il baratro e lo confermano i fatti, è di origine strutturale e riguarda esattamente ciò che è stato prodotto e aggravato pesantemente dal centro sinistra con le scelte nazionali ricadute pesantemente su questo territorio durante gli ultimi anni di governo a trazione PD. Questo e non altro ha creato uno sbandamento disperato e cieco che divide la società da ogni prospettiva civile, non altro.

Livorno si è seduta sulle garanzie acquisite sul suo lungo passato e non è stata più in grado di rialzarsi. Oggi ogni garanzia è caduta, ogni equilibri è sovvertito da un approccio autoreferenziato alla crisi. La dura realtà è che questa città si è fidata troppo dei potenti, che sono rimasti tali, ma non hanno mosso un dito per reinventarla e contribuire a mantenerla viva.

La ricetta utile per invertire la rotta è quella di tornare ad essere una comunità, analizzando a occhio nudo, per strada e fra le persone, quali siano le risorse utili per risollevarla. Seguire un percorso condiviso ma differente significa scegliere, guardando e considerando la città come un bene comune, equamente disponibile grazie alla partecipazione dei cittadini alle sue scelte. Serve una divaricazione netta rispetto ad un passato disastroso, irrispettoso delle regole di uguaglianza e democrazia, completamente asservito ai poteri forti della città, così come netto deve essere lo sguardo verso un presente inefficace che sta lasciando spazio ad un futuro punitivo con i deboli e sordo ai diritti degli individui.

La barricata alla Lega perciò, è solo uno dei motivi che muovono la nostra lotta unitaria e congiunta a Sinistra: con noi risuoneranno le voci dei lavoratori, le voci inascoltate degli ultimi unite a quelle di quel popolo silenzioso che nella ricerca pratica della questione morale tradotta in esperienza e pratica quotidiana, continua sfiancato a tentare di continuare ad essere parte di una società animandone ogni giorno la lotta, attraverso il dissenso civile e si oppone così ad una deriva che propone facili ricette intrise violenza ed esclusione sociale.

Simona Ghinassi

Coordinatrice Sinistra Italiana – Federazione di Livorno

 

 

Livorno può e deve guardare lontano

 

Sinistra Italiana di Livorno segue il dibattito politico in corso senza lasciarsi coinvolgere dalla tentazione opportunistica di ricostruire il centrosinistra. Quanto ai sondaggi di questi giorni, devono essere letti con un occhio rivolto al passato, a quel 2014 che ha cambiato tutto e che qualcuno cerca di cavalcare parlando oggi più dei fasti che non dei propri errori.

Abbiamo aperto un dialogo con tutte quelle forze radicali a sinistra alle quali non basta solo costruire una barricata fine a se stessa contro la Lega, per questo seguiamo con interesse anche la proposta di De Magistris e gli sviluppi che porterà Agorà DemA Livorno nata in quel solco.

I contenuti politici propri di Sinistra Italiana di Livorno, sono lontani dagli schemi triti e ritriti, dalla condivisione di vecchi percorsi incarnati dalle solite facce, perché pensiamo che non basti eliminare un simbolo e fare una lista civica, senza un progetto solido e condiviso per essere credibili.

La nostra proposta sarà alternativa e radicale per rispondere a quel 40% che non sa più in cosa credere. Guardiamo a chi non vota più, a chi è deluso da una rivoluzione a metà e a chi resiste all’istinto della paura innescata da ciò divide ed esclude nella e dalla città. Solo un programma che agisca e ripari gli errori che hanno distrutto il mondo del lavoro, l’uguaglianza e la speranza per futuro, potrà riportarli a decidere. Crediamo fermamente che l’idea di poter costruire un’ Europa diversa, debba essere accolta in modo lineare e praticata su un territorio, per questo pensiamo che sia poco attento e lungimirante chi crede con leggerezza che si possa fare altro a casa propria. Serve concretezza, praticità, non una contraddizione. Un progetto alternativo di Europa, adeguato anche a questo territorio, deve abbattere, non costruire confini e avere uno sguardo lungo. Livorno lo merita, così come lo meritano le persone che la mantengono viva senza arrendersi.

Simona Ghinassi

Coordinatrice Sinistra Italiana Federazione di Livorno

Andrea Cionini

Coordinatore Circolo Territoriale SI Livorno Collesalvetti

 

Andiamo oltre appelli, cantieri e tatticismi ma parliamo di contenuti a Sinistra

 

Abbiamo visto moltiplicarsi nelle ultime settimane nascite di cantieri, annunci di liste più o meno schierate e appelli all’unità per la ragion di Stato, ma in pochi hanno capito che la sommatoria algebrica in politica non funziona più. Il voto è mobile e si adegua alla pancia e a ciò che ricade sulla pelle di cittadini sempre più consapevoli che cercano risposte e non chiacchiere.

Le vecchie operazioni strategiche compiute da un ceto politico oggi in affanno sono destinate a fallire per questo e ciò che servirebbe ora è un passo indietro per farne cento in avanti.
Riconoscere questo dato aiuterebbe a ritrovare paradossalmente il senso e il significato dell’azione politica come scelta civile di pratica quotidiana da condividere.

La confusione sotto il cielo è enorme e se a livello nazionale abbiamo assistito ad una rivoluzione che ha sovvertito un ordine che pareva immutabile, la scomposizione è in atto anche a livello locale, e non bastano i generici quanto opportunistici appelli all’unità contro i nuovi barbari, perché ad osservare bene è impossibile non notare che le posizioni di chi governa questa città siano diverse. Così come non basta pensare di riesumare un centro sinistra morto e che ha fallito i suoi obiettivi perché ha cambiato verso e volto, virando a destra per ciò che ci ha lasciato in dote.

In attesa delle amministrative del 2019 c’è lo spazio per guardare ciò che sta accadendo altrove, a quelle esperienze che maturano in altre città attraverso la pratica del municipalismo per ricreare una connessione fra governo dei luoghi e risposta a bisogni primari.

Le esperienze sono molte, serve declinare un principio, senza copiarlo a scatola chiusa perché sarebbe l’ennesimo errore. Significa parlare di economie di circolari e territoriali legate al contesto, di gestione dei beni comuni e di un ruolo di garanzia da restituire al pubblico, di sicurezza sociale che non usa la repressione ma che ascolta anche ciò che è scomodo ascoltare senza nascondersi, significa stimolare la partecipazione fra i cittadini che hanno uguali problemi e cercano le medesime soluzioni.

Governare una città è cosa complessa, così come è complesso convergere sulla figura giusta di un candidato capace di rappresentare il volto di una città intera con competenza e preparazione adeguata. Per questo sarebbe utile a tutta la Sinistra, quella di oggi e non quella che fu, aprire con umiltà il dibattito senza salti in avanti da parte di dirigenti politici, elite, spin doctor o santoni dell’ultima ora con la verità in tasca, ma insieme ai cittadini, quei potenziali elettori che a ragione, sono lontani e distanti perché privi di voce ma sensibili ad una cosa: la ricerca di conflitto per riappropriarsi dei loro diritti.

La città, tutta, ringrazierebbe e cerchiamo tutti insieme di andare oltre appelli, cantieri e tatticismi ma parliamo di contenuti a Sinistra

Simona Ghinassi

Coordinatrice Sinistra Italiana – Federazione di Livorno