Documento Assemblea Federale del 31 maggio 2019

 

PREMESSA

La bontà di un’idea non è sempre supportata da un risultato vincente, tanti sono i fattori che possono condizionare l’andamento di una tornata elettorale.
Complessivamente si evince dai risultati ottenuti su questo territorio provinciale quanto siano ancora difficili da raggiungere obiettivi solidi per Sinistra Italiana in quanto a presenza e capacità di incidere facendo pesare la sua presenza politica. Da qui, si capisce che non possiamo in alcun modo dichiararci auto sufficienti nella proposta politica così come nell’organizzazione della campagna elettorale e del conseguente percorso di contenuto.
Un peso specifico molto rilevante e che ha inciso sugli insuccessi elettorali è dovuto all’insipienza di un coordinamento regionale di SI che coadiuvasse politicamente l’organizzazione e fosse di supporto alla federazione di Livorno anche sotto il profilo delle risorse economiche.
Ed è tutta nazionale la responsabilità per non aver provveduto alla soluzione di questo problema che ha inevitabilmente messo i territori nella posizione faticosissima di auto organizzarsi senza una guida.
In alcuni comuni, ha pesato molto l’esperienza precedente del nostro portato politico per la passata costruzione fallimentare di Leu. Di fatto si è ristretto il bacino della nostra azione politica, rendendo spesso inefficace la traduzione di un messaggio alternativo in verità molto lontano dal progetto Leu. Tutto ciò non ci ha consentito in modo soddisfacente di ottenere fiducia e ascolto da parte degli elettori. Il fiorire di liste civiche, denota lo scarso mordente politico e l’appeal che i partiti di Sinistra, strutturati oggi anche in questa provincia, possono effettivamente portare in termini di consenso ed il risultato è per questo deludente.
Ciò non significa che debbano essere considerate tout court esperienze obsolete, ma certamente inadeguate nella percezione e nella risposta che può essere rinnovata solamente attraverso una sana contaminazione che non dimentichi i fondamentali e che sia in grado di esprimere un messaggio politico oggi a tratti incomprensibile e frammentario. L’obiettivo lo si può raggiungere aprendo porte sempre troppo chiuse, abbandonando l’atteggiamento di autosufficienza volto alla conservazione, ma soprattutto rinnovando con nuove risorse un gruppo dirigente che forse non ha più molto da dire, anche in termini di credibilità politica per le sue posizioni attuali e pregresse.
Un ringraziamento sincero e profondo, va a tutti i candidati che hanno dimostrato impegno e devozione ai diversi progetti nati sul territorio provinciale ed è da qui che è nata l’esigenza forte di cambiamento, per le tante persone coinvolte che hanno fatto conoscere anche a noi un modo diverso di fare politica.
Serve un avviare serenamente una transizione verso un modello diverso di Partito, in grado di non perdere esperienza ma al contrario di farla maturare e crescere guardando davvero oltre il muro che forse il partito ha costruito intorno a se stesso.
Pertanto verrà fatta ulteriore richiesta ufficiale da questa Federazione di avviare prima di tutto un commissariamento del coordinamento regionale di SI per accompagnare gli opportuni passaggi formali che ci portino a breve giro verso il congresso nazionale prima della pausa estiva di agosto, esteso poi a tutti i livelli, per creare laboratori politici sui territori e aprire quanto prima la transizione verso il soggetto unitario che comprenda le forze politiche e civiche che hanno partecipato in modo attivo progetto della lista presentata alle elezioni europee, coordinata da volti nuovi per dare un netto cambio di passo e imprimere la forza necessaria non solo per contare, ma per un nuovo cammino

ANALISI DEL VOTO AMMINISTRATIVE

A seguire una breve disanima dei risultati e delle posizioni riferite alla provincia di Livorno.

A Piombino, il nostro supporto pieno a Rifondazione Comunista, per condivisione e linea politica coincidente, era obbligatorio ed ha portato il candidato Sindaco Fabrizio Callaioli ad un risultato molto importante: un 7% che peserà in Consiglio Comunale e che ci fa sperare in un futuro di condivisione e costruzione politica importante per la gestione dei problemi di quel territorio che devono essere ancora risolti e sono strettamente connessi al capoluogo per contenuto e ricerca delle soluzioni.

Per ciò che riguarda i dati dell’Arcipelago Toscano, ed in particolare i comuni al voto all’ Elba, i risultati sono disarmanti: assistiamo all’avanzata incontrastata della Destra con la Lega primo partito votato sull’isola. Anche qui ha pesato l’assenza di un coordinamento regionale di SI che ha abbandonato tutta la provincia a se stessa, ha reso inefficace ogni tentativo di dialogo costruttivo per la Sinistra. Sinistra Italiana ha rifiutato ogni rapporto con il PD atto a ricostituire quell’idea di centro sinistra renziano ancora molto forte sull’isola. Sinistra Italiana Elba si è espressa solamente sostenendo la ‘La Sinistra’ alle elezioni europee che ha raggiunto un risultato scarso così come nel resto della provincia.

In decisa controtendenza, il risultato della lista civica della quale fa parte anche Sinistra Italiana insieme a Rifondazione Comunista a Rosignano. La ‘Lista del cuore per Marabotti sindaco’ ha sfiorato il ballottaggio e si configura come l’esperimento a sinistra più riuscito su questo territorio, in termini di consenso guadagnato, fiducia riposta, capacità di coordinamento politico e linea programmatica, si tratta quindi di un modello da osservare attentamente e sostenere.

A Cecina, si riconferma la difficoltà ormai strutturale e storica per tutta la sinistra di incidere politicamente sulle scelte da compiere in questo Comune, cristallizzato su due schieramenti di centro sinistra e centro destra che ancora una volta si contenderanno al ballottaggio il governo di questo territorio, anche a dispetto dei tentativi fallimentari delle liste civiche nate nella confusione e senza una linea netta e precisa sulle posizioni e i contenuti politici. Complessivamente è mancato il coraggio di investire e di aprirsi, anche attuando un ricambio generazionale che avrebbe potuto attivare energie e radicarsi per il futuro.

Per ciò che riguarda il Comune di Livorno si rimanda al documento del Circolo Territoriale di Livorno – Collesalvetti che comprende un’analisi più dettagliata dei risultati nei due Comuni.

LIVORNO, 31 MAGGIO 2019

 

 

Documento dopo il voto del Circolo Territoriale SI Livorno Collesalvetti

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ELEZIONI AMMINISTRATIVE COMUNE DI LIVORNO

Mai come questa volta è difficile prendere parola e avviare un’analisi del voto che è sotto gli occhi di tutti ed ha deluso le nostre aspettative.

Nemmeno il quasi 3% ed è davvero al di sotto di ogni previsione pessimistica, e questo risultato va letto oltre al calcolo matematico secco e implacabile dei numeri perchè tentare di riunire la Sinistra sia a livello nazionale che locale è difficile e stiamo provando a farlo da anni, con esiti spesso incerti quando non fallimentari.

A noi di SI è accaduto il 4 marzo con Leu e gli strascichi sono evidenti ancora oggi anche se la nostra proposta politica era molto distante e chiara.

Il 26 maggio abbiamo vissuto un’altro risultato che non ci ha premiato, alle amministrative e alle europee in questa città, ma i motivi sono essenzialmente altri e non dipendono dai compagni di viaggio scelti perchè continuiamo a pensare che non prestare il fianco a nessuna provocazione denoti rispetto nei confronti dell’elettorato che va tenuto sul punto nei contenuti e non attraverso il gossip ricco di polemiche gratuite. 

Questa sconfitta ci fa soffrire e brucia ancor di più perchè il percorso costruito è stato condiviso con i Compagni di Prc, che sono i più vicini a noi, con i quali abbiamo cercato attraverso la contaminazione con la lista civica Città Diversa, un valore aggiunto di competenza e onestà, quindi non una via facile o superficiale, perchè al contrario il percorso si è dimostrato tutta in salita, nonostante la coesione fra i nostri compagni e l’impegno dei candidati di entrambe le liste che componevano la Coalizione Civica.

La scelta di convergere sulla candidatura di Marco Cannito per noi ha significato una scommessa che abbiamo forse perso nei numeri, ma che ci lascia in dote comunque un’esperienza politica importante. Rispetto agli altri sodalizi fra partiti politici e liste civiche, quelle nate come funghi nell’ultimo mese solo per ricercare l’alchimia elettorale acchiappavoti e nascondere qualche faccia forse impresentabile, il rapporto con Città Diversa e il nostro candidato , ci hanno mostrato un metodo diverso di fare campagna elettorale con una forza civica vera e radicata.

A prescindere dai risultati ottenuti, confermiamo che solo uno sguardo corale, sfaccettato e trasversale, possa restituire la dimensione vera dei problemi dei cittadini, dai più banali ai più complessi.

Rivendichiamo inoltre una scelta che forse è passata troppo inosservata, ovvero quella di aver scelto solo un terzo dei candidati della lista ‘la Sinistra per Cannito Sindaco’ fra gli iscritti ai due partiti di SI e Prc, lasciando spazio a volti e storie che provenendo dalla società civile, hanno rappresentato uno spaccato della società livornese e temi reali con storie reali da portare. Stare sulla strada, fra le persone e non nelle stanze chiuse, ci ha ripagato tutti non nei numeri, ma più nella capacità di iniziare a capire i problemi e misurarci in un corpo a corpo che è stato importante per noi, sicuramente in futuro, da migliorare e far crescere.

Una palestra che siamo sicuri ci aiuterà continuando un percorso ormai tracciato e che ci porterà a non essere più la sinistra minoritaria in questa città.

Vero è che siamo forze politiche che non possono contare sulle masse oceaniche di iscritti e di consenso, per questo forse, anche il piano dell’organizzazione ha sentito la mancanza di un coordinamento più convinto, sicuro ed in sincronia fra le tre forze in campo. Ma mettere insieme identità che hanno natura e radice diversa è spesso complicato per la diversità di approccio e di metodo, serve una maggiore capacità di fare sintesi e si tratta di un percorso lungo, da digerire piano per centrare insieme l’obiettivo fino in fondo.

In realtà non avevamo bugie da raccontare o colpi di teatro da proporre, niente lustrini, flash a seguirci o immagini patinate, ma solo la presenza di candidati autentici, giovani con storie vere alle spalle e altri  con competenze specifiche, tematiche, pezzi di società con bisogni precisi da raccontare e proposte da interessanti da discutere.

Non è bastato forse perchè avevamo sulle spalle mesi di discussioni per costruire un’alleanza più larga e forte, alternativa al Pd e al centrosinistra  che si è infranta a causa di interessi di bottega e di poltrona che poco hanno a che fare con la politica vera. La realtà è che abbiamo perso troppo tempo a rincorrere la chimera dell’unità per non esser noi divisivi e guastafeste: al tavolo della discussione eravamo rimasti seduti solo noi, Sinistra Italiana, Rifondazione Comunista e Città Diversa.

Tre forze che in tutta onestà sapevano di non poter vincere ma che volevano stare unite e provare a mescolare le loro competenze per occuparci di ricostruire una comunità, contribuire a cambiare il volto della città e avere una chance per riportare la sinistra in consiglio comunale. La nostra sinistra non ha voluto accettare una candidatura a scatola chiusa prendere o lasciare, piegata ai patti sotterranei e ai calcoli di opportunità, non per dimostrare purezza fine a se stessa, ma solo per restituire onestà a cittadini che non sono più in grado di sopportare la politica giocata sotto banco in un frangente così grave e difficile per la loro città.

Speravamo di poter in parte sanare una distanza disfunzionale fra cittadini e politica parlando di questione morale, di diritti, di lavoro, di futuro e di sviluppo pensando non solo alle vocazioni della città, ma guardando oltre i nostri confini. Non ci siamo riusciti a causa delle dinamiche descritte con schemi di gioco dai quali siamo stati tagliati fuori di fatto, molto prima del 26 maggio e ce lo restituisce la cronaca di oggi.

Sarebbe servito alzare di più la voce, in tanti ce l’hanno detto, ma abbiamo preferito restare sul piano politico con contenuti sani senza scendere nella pratica della rissa e del chiacchiericcio.

Questa esperienza ci lascia in dote un bagaglio di speranze e un progetto unitario fra Sinistra Italiana e Rifondazione Comunista da costruire insieme in questa città, ma soprattutto ci ha portato nuove energie e nuove idee che hanno testa, cuore e gambe per camminare e crescere.

Ci aiuteranno a dimostrare che è possibile costruire un muro contro la marea nera senza tornare al dialogo e all’alleanza con un PD che terremo sul punto su ogni scelta che farà.

Per questo motivo contestiamo apertamente la posizione del nostro Segretario Nicola Fratoianni, chiedendo una riflessione profonda rispetto alle sue posizioni tradotte nell’intervista pubblicata su ‘il Manifesto’ dove paventa la possibilità di aprire un dialogo con il PD e con Antonio Calenda, espressione di un ragionamneto che sminuisce le battaglie combattute dal nostro Partito in difesa dei lavoratori, contro laspinta neoliberista che ha condizionato le scelte di sviluppo in questo Paese e in Europa.

Lo spazio che resta disponibile per noi è stretto fra le regole capestro imposte dal centro sinistra che tanto abbiamo combattuto e una destra rabbiosa quanto basta da spaventare un popolo impaurito anche in questa città.

Noi dovremo incunearci lì e tornare a rispondere a chi ha ricevuto dal PD il Jobs Act in dote per i suoi figli, o a chi ci dice oggi di scendere in strada armati per difenderci promettendo un modello di giustizia sociale che allontana invece di avvicinare o includere.

Ci riprenderemo quello spazio.

Ma se vogliamo che la sinistra torni ad essere protagonista serve ragionare molto a fondo anche sull’idea che i ‘nuovi fascisti’ che votano Salvini sono persone comuni, operai e lavoratori, stanchi di non avere più nessuno che risponde ai loro problemi e la causa principale va ricercata proprio nelle scelte di quel centro sinistra che a oggi si configura come un danno strutturale e che va corretto al più presto.

Noi non siamo il PD, siamo lontani dall’idea di ricostruire il centro sinistra e pure non siamo nemmeno come altre forze che hanno svenduto tutto di se stesse per qualche poltrona.

Era difficile trovare la giusta ricetta quando ai cittadini si è inculcato il vizio di guardare il dito e non la luna. 

Il risultato è quello di vedere oggi uno scenario profondamente cambiato, dove chi ha governato per 5 anni la città ha perso la sua forza propulsiva e restituendo ai suoi due avversari naturali l’opzione di contenderselo. La cronaca politica ci  racconta che ci sono poche soluzioni portate, e a fare da contraltare, troppe promesse che speriamo siano almeno in parte mantenute. Quindi avremo un ballottaggio dall’esito incerto e la speranza nonostante tutto che questa città possa risvegliarsi il 10 giugno con un futuro più dignitoso per ogni abitante di questa città.

Questo nostro 3% ci servirà per ricordare che siamo pronti per contribuire dall’esterno affinché  quel futuro sia possibile, se non ora, la prossima volta perchè saremo molti di più, e lo diremo ad alta voce.

NOTA:

Il Circolo Territoriale di Sinistra Italiana di Livorno Collesalvetti in merito alla posizione da assumere al ballottaggio del 9 giugno, verrà restituita dopo un passaggio formale con i candidati della lista ‘la Sinistra’ in programma per lunedì 3 giugno 2019, ma vuole portare questa riflessione prendendo atto della delusione per il risultato elettorale del primo turno , SI richiama le tradizioni democratiche e antifasciste della città di Livorno e dei connotati storici , della stessa , di solidarietà e apertura alla convivenza civile .

Nel richiamare le stesse, esprime la propria avversità a esiti di destra nel prossimo ballottaggio che oltre a collidere con i principi democratici , che per la Sinistra sono attestati dalla propria fedeltà ai valori costituzionali  vede nel candidato delle destra cittadina una assenza di soluzioni concrete ai problemi del lavoro , della sanità e dell’assetto urbano e della convivenza civile , necessari allo sviluppo della città .

Le uniche soluzioni proposte dalla destra che fanno leva al crescere della paura e dell’inquietudine sociale , non contengono proposte concrete , per i problemi sentiti propri dalla cittadinanza , e cioè di una sanità diffusa e celere alle richieste di cura , di un decoro urbano e assetto viario necessario a un ordinata risposta alle esigenze di mobilità , di un livello di qualità ambientale , comprensivo anche di razionalità nella raccolta differenziata , non affrontati o peggiorati dalla precedente amministrazione comunale.

SI pur richiamando le sostanziali differenze di prospettiva politica con il centro-sinistra, conseguentemente si esprime a favore del candidato Sindaco Luca Salvetti , per il prossimo ballottaggio, richiamando allo stesso la necessità di difesa dei valori storici della città , in un ottica non di mera conservazione degli stessi ma di rinnovamento, che faccia dell’Amministrazione Comunale, un soggetto di sviluppo della città in un rapporto di apertura, senza tutele o interessi preordinati ,ma unicamente vincolati alle necessità collettive .

ELEZIONI AMMINISTRATIVE COMUNE DI COLLESALVETTI

Come accaduto a Livorno, il risultato portato dalla lista congiunta ‘la Sinistra per Collesalvetti’, frutto di un ragionamento costruito seguendo la falsa riga della composizione della lista per le elezioni europee fra Rifondazione Comunista e Sinistra Italiana, conferma, anche se con una percentuale lievemente più alta un trend purtroppo consolidato. C’è ancora molta strada da percorrere per raggiungere un obiettivo soddisfacente che veda emergere l’idea che una sinistra unita possa essere vincente e soprattutto partecipare al dibattito e decidere. Anche in questo territorio, hanno giocato dinamiche forti di separazione a sinistra e lo conferma il tentativo poi fallito di raggruppare sotto uno stesso simbolo più forze che non sono arrivate insieme al traguardo del 26 maggio ed in particola il PCI che ha presentato un candidato altro, per motivi squisitamente identitari. La presenza di numerose liste civiche hanno frammentato ancor di più un consenso possibile. Nonostante il risultato deludente anche nel Comune di Collesalvetti esiste la volontà di proseguire il progetto unitario della lista unitaria così come si è presentata alle elezioni amministrative. Un ringraziamento va ai compagni di Rifondazione Comunista di Collesalvetti e al candidato sindaco Luca Chiappe, insieme hanno fatto una campagna elettorale ben organizzata e diffusa con impegno costante.   

CONCLUSIONI

Come si evince dal documento emerso dall’Assemblea di Federazione, al quale si rimanda la lettura, il Circolo Territoriale di Livorno Collesalvetti attenderà le scadenze indicate per i passaggi formali e statutari relativi alla fase congressuale richiesta per il rinnovo delle cariche di coordinamento, in attesa di far partire anche sul territorio di Livorno e Collesalvetti i laboratori politici riferiti alla transizione verso la costruzione di una soggetto unitario fra Sinistra Italiana e Rifondazione Comunista insieme a tutte quelle forze civiche organizzate e non che aderiranno a quel percorso.

Livorno, 30 maggio 2019

 

 

Auguri Compagne e Compagni

Ci attende un Natale magro, povero di aspettative.
La politica di governo corre, detta le sue leggi per chiudere un cerchio mefitico attorno a noi e poter mettere un sigillo su questa fine anno.
A Natale, ognuno di noi tende a rifugiarsi negli affetti, in ciò che di caro possiede e di prezioso ha intimamente costruito attorno a se, ma sappiamo bene che in qualche modo, gli altri, quelli fuori dalla nostra porta siamo noi.
Sarà una pausa breve, giusto il tempo di un brindisi privato che durerà poco per la Sinistra, ci attende la lotta, oltre il muro dell’indifferenza.

Simona Ghinassi

Coordinatrice Sinistra Italiana – Federazione di Livorno


Risposta al Sig. Marcello Faralli

 

Ho letto sulla pagine “DITELO AL TIRRENO” nella edizione di martedì 18 dicembre del quotidiano Il Tirreno, un commento rivolto a me in relazione al contenuto di un comunicato uscito nei giorni scorsi e riferito alle posizioni del partito che rappresento nel territorio provinciale.

Senza polemica alcuna, rispondo al Sig. Marcello Faralli dopo aver riflettuto sulla posizione che viene contestata alla linea politica della Federazione di Sinistra Italiana, affermando che non è una posizione solitaria ma condivisa da molti soggetti che animano la sinistra e i motivi sono da ricercare nell’evidente osservazione di ciò che la realtà ci consegna.
Ritengo e confermo che una barricata contro la Lega sia un motivo insufficiente e riduttivo se non lo si legge in chiave essenzialmente opportunistica per riunire le forze e ricostruire il centro sinistra dal momento che il baratro e lo confermano i fatti, è di origine strutturale e riguarda esattamente ciò che è stato prodotto e aggravato pesantemente dal centro sinistra con le scelte nazionali ricadute pesantemente su questo territorio durante gli ultimi anni di governo a trazione PD. Questo e non altro ha creato uno sbandamento disperato e cieco che divide la società da ogni prospettiva civile, non altro.

Livorno si è seduta sulle garanzie acquisite sul suo lungo passato e non è stata più in grado di rialzarsi. Oggi ogni garanzia è caduta, ogni equilibri è sovvertito da un approccio autoreferenziato alla crisi. La dura realtà è che questa città si è fidata troppo dei potenti, che sono rimasti tali, ma non hanno mosso un dito per reinventarla e contribuire a mantenerla viva.

La ricetta utile per invertire la rotta è quella di tornare ad essere una comunità, analizzando a occhio nudo, per strada e fra le persone, quali siano le risorse utili per risollevarla. Seguire un percorso condiviso ma differente significa scegliere, guardando e considerando la città come un bene comune, equamente disponibile grazie alla partecipazione dei cittadini alle sue scelte. Serve una divaricazione netta rispetto ad un passato disastroso, irrispettoso delle regole di uguaglianza e democrazia, completamente asservito ai poteri forti della città, così come netto deve essere lo sguardo verso un presente inefficace che sta lasciando spazio ad un futuro punitivo con i deboli e sordo ai diritti degli individui.

La barricata alla Lega perciò, è solo uno dei motivi che muovono la nostra lotta unitaria e congiunta a Sinistra: con noi risuoneranno le voci dei lavoratori, le voci inascoltate degli ultimi unite a quelle di quel popolo silenzioso che nella ricerca pratica della questione morale tradotta in esperienza e pratica quotidiana, continua sfiancato a tentare di continuare ad essere parte di una società animandone ogni giorno la lotta, attraverso il dissenso civile e si oppone così ad una deriva che propone facili ricette intrise violenza ed esclusione sociale.

Simona Ghinassi

Coordinatrice Sinistra Italiana – Federazione di Livorno

 

 

Livorno può e deve guardare lontano

 

Sinistra Italiana di Livorno segue il dibattito politico in corso senza lasciarsi coinvolgere dalla tentazione opportunistica di ricostruire il centrosinistra. Quanto ai sondaggi di questi giorni, devono essere letti con un occhio rivolto al passato, a quel 2014 che ha cambiato tutto e che qualcuno cerca di cavalcare parlando oggi più dei fasti che non dei propri errori.

Abbiamo aperto un dialogo con tutte quelle forze radicali a sinistra alle quali non basta solo costruire una barricata fine a se stessa contro la Lega, per questo seguiamo con interesse anche la proposta di De Magistris e gli sviluppi che porterà Agorà DemA Livorno nata in quel solco.

I contenuti politici propri di Sinistra Italiana di Livorno, sono lontani dagli schemi triti e ritriti, dalla condivisione di vecchi percorsi incarnati dalle solite facce, perché pensiamo che non basti eliminare un simbolo e fare una lista civica, senza un progetto solido e condiviso per essere credibili.

La nostra proposta sarà alternativa e radicale per rispondere a quel 40% che non sa più in cosa credere. Guardiamo a chi non vota più, a chi è deluso da una rivoluzione a metà e a chi resiste all’istinto della paura innescata da ciò divide ed esclude nella e dalla città. Solo un programma che agisca e ripari gli errori che hanno distrutto il mondo del lavoro, l’uguaglianza e la speranza per futuro, potrà riportarli a decidere. Crediamo fermamente che l’idea di poter costruire un’ Europa diversa, debba essere accolta in modo lineare e praticata su un territorio, per questo pensiamo che sia poco attento e lungimirante chi crede con leggerezza che si possa fare altro a casa propria. Serve concretezza, praticità, non una contraddizione. Un progetto alternativo di Europa, adeguato anche a questo territorio, deve abbattere, non costruire confini e avere uno sguardo lungo. Livorno lo merita, così come lo meritano le persone che la mantengono viva senza arrendersi.

Simona Ghinassi

Coordinatrice Sinistra Italiana Federazione di Livorno

Andrea Cionini

Coordinatore Circolo Territoriale SI Livorno Collesalvetti