Regolamento del 1° congresso provinciale e regionale di #sinistraitaliana

REGOLAMENTO DEL 1° CONGRESSO DELLE FEDERAZIONI O COORDINAMENTI
TERRITORIALI E COORDINAMENTI REGIONALI DI SINISTRA ITALIANA
Marzo / Aprile 2017

Art. 1 – Convocazione dei Congressi
Sono convocati i Congressi di Federazione, dei Coordinamenti territoriali e regionali di Sinistra Italiana per l’elezione degli organismi dirigenti e di garanzia, a partire da sabato 18 marzo.
I Congressi di Federazione e dei Coordinamenti territoriali si dovranno svolgere entro domenica 9 Aprile.
I Congressi regionali, si dovranno svolgere entro domenica 23 Aprile.
I Congressi degli iscritti/e all’estero si dovranno svolgere entro il 23 Aprile secondo modalità (anche web) da concordare con il responsabile Esteri della Segreteria nazionale e i membri della Direzione nazionale iscritti all’estero. Il calendario di svolgimento dei Congressi di Federazione e dei Coordinamenti territoriali e l’elenco dei compagni chiamati a concluderli, sarà concordato dalla Segreteria Nazionale con i componenti dell’ Assemblea nazionale di ciascun territorio.
Il calendario di svolgimento dei Congressi regionali e l’elenco dei garanti e dei compagni chiamati a concluderli sarà concordato dalla Segreteria Nazionale con i componenti della Direzione nazionale di ciascun territorio.
Art. 2 – Compiti del Collegio Nazionale di Garanzia
Ogni contenzioso che si dovesse determinare in merito allo svolgimento dei Congressi del territorio sarà valutato dalla Commissione nazionale di Garanzia per la sua risoluzione.

Art. 3 – Congresso di Federazione o del Coordinamento territoriale
Tutte le realtà provinciali svolgono il proprio Congresso previa convocazione inviata dal garante in accordo con i componenti della Assemblea nazionale della provincia.
I Congressi discutono e votano documenti di carattere locale o ordini del giorno.
Le platee dei Congressi di Federazione o dei Coordinamenti territoriali sono costituite dagli iscritti/e del 2016/2017 a SINISTRA ITALIANA alla data del 5° giorno precedente la data del Congresso.
Gli iscritti/e dopo tale termine e fino al giorno del Congresso hanno diritto a essere eletti nei gruppi dirigenti o come delegati al Congresso regionale ma non hanno diritto di voto.
Il dipartimento organizzazione nazionale provvede all’invio dell’elenco dei tesserati certificati alla Federazione o ai Coordinamenti territoriali al compagno/a concordato con i componenti dell’Assemblea nazionale della provincia.
Le modalità di svolgimento, la data, il luogo e l’orario delle votazioni devono essere chiaramente indicate nella convocazione che viene inviata almeno 5 giorni prima della data del Congresso via mail a tutti gli iscritti/e e pubblicata anche sul sito nazionale in apposita sezione “Congressi territoriali”.
I Congressi di Sinistra Italiana sono aperti e pubblici e nel loro svolgimento deve essere garantito il massimo impegno a invitare tutte le forze politiche democratiche, a partire da quelle della sinistra, alle realtà sindacali, associative e di movimento presenti sul territorio.
All’apertura del Congresso il garante e i componenti dell’Assemblea nazionale della provincia
avanzano la proposta di Presidenza del Congresso che viene messa ai voti con modalità di voto palese.
La Presidenza propone quindi la nomina a voto palese delle commissioni – Politica, Elettorale (che può assumere anche le funzioni di Verifica poteri per i congressi più piccoli) e Verifica poteri determina i tempi e lo svolgimento del dibattito, le modalità di presentazione dei contributi politici e l’orario delle votazioni che deve corrispondere a quanto indicato nella convocazione del Congresso.
Il Congresso è introdotto e concluso da una relazione del compagno/a indicato/a dal nazionale.
Il dibattito si svolge subito dopo la relazione introduttiva.
Il Congresso di Federazione o del Coordinamento territoriale procede con il voto ai documenti di carattere locale e degli eventuali ordini del giorno.
Il Congresso di Federazione si chiude con la votazione degli organismi dirigenti, di garanzia e dei/delle delegati/e al Congresso regionale.
Nel caso di Coordinamenti territoriali il Congresso si chiude con la votazione del
Coordinatore/Coordinatrice, di un Tesoriere/a e dei delegati al Congresso Regionale.
Tutti i lavori e le decisioni del Congresso di Federazione e dei Coordinamenti territoriali dovranno essere verbalizzati con il modulo scaricabile dal sito nazionale e i verbali dovranno essere inviati al dipartimento Organizzazione nazionale subito dopo la chiusura del Congresso.
Modalità di voto. La Commissione elettorale avanza una proposta numerica per l’ organismo dirigente e di garanzia che sottopone al voto palese dell’assemblea.
La Commissione Elettorale avanza quindi la proposta nominativa, su lista bloccata, che viene votata senza preferenze.
E’ possibile presentare liste alternative se richiesto da almeno il 15% dei presenti al momento del voto. Sono eletti/e, secondo l’ordine di presentazione, i candidati delle rispettive liste
proporzionalmente ai voti ottenuti.

Art. 4 – Congressi regionali
Tutte le realtà regionali sono tenute allo svolgimento del proprio Congresso previa convocazione inviata dal garante nazionale in accordo con i componenti della Direzione nazionale della provincia.
Tutte le assemblee congressuali convocate discutono e votano documenti di carattere locale e ordini del giorno.
La platea del Congresso regionale è fissata in un numero di delegati eletti dai Congressi delle Federazioni in modo progressivo per fasce di iscritti:
– fino a 100 iscritti 1 delegato ogni 10 iscritti,
– da 101 a 500 iscritti 1 delegato ogni 20 iscritti,
– da 501 a 1.000 iscritti 1 delegato ogni 30 iscritti.
– Sopra i 1.000 iscritti 1 delegato ogni 50 iscritti.
(es. Federazione con 1.200 iscritti. Elegge 10 delegati per i primi 100 iscritti + 20 delegati per la fascia da 101 a 500 iscritti + 17 delegati per la fascia da 501 a 1.000 iscritti + 4 delegati per i 200 iscritti eccedenti i 1.000 iscritti per un totale di 51 delegati).
I Coordinamenti territoriali eleggono secondo il rapporto di 1 ogni 10 iscritti.
Per le modalità di voto e di svolgimento dei Congressi regionali si procede in maniera analoga a quelli di Federazione, se non per la composizione della platea come definito nel primo paragrafo del presente articolo.

Art. 5 – Congressi di Circolo
Subito dopo i Congressi regionali, la Segreteria nazionale e tutto il Partito nelle sue realtà
territoriali sono impegnati nello svolgimento dei Congressi dei circoli già costituiti ai sensi dello Statuto e secondo le regole in esso contenute, al fine di garantire a tutti gli iscritti/e di avere un proprio riferimento sul territorio.
Nel frattempo – nelle realtà dove siano già attivi circoli di Sinistra Italiana – è opportuno che si svolgano assemblee precongressuali al fine di portare un contributo sia politico sia di proposte nominative sui gruppi dirigenti e di garanzia, che verranno poi discusse in sede di Congresso provinciale.

Art. 6 – Validità dei Congressi
La validità dei Congressi è quella certificata dalla Commissione Verifica Poteri (o quella Elettorale facente anche funzioni), sancita dal voto del Congresso.

Art. 7 – Parità di genere
Tutte le liste per l’elezione degli Organismi dirigenti e di garanzia, a tutti i livelli territoriali, devono rispettare la parità di genere.

Roma, 8 marzo 2017

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Verso una nuova Sinistra in Toscana @SinistraIt_

Verso una nuova Sinistra in Toscana

Documento del Comitato Promotore di Livorno

Può sembrare un paradosso ma la sconfitta subita in occasione dell’appena passato referendum, ci motiva ancora di più a dare il meglio di noi stessi ripartendo proprio dall’appuntamento odierno, puntando con decisione ed energia verso la costruzione di un nuovo soggetto della sinistra, cosa assolutamente non più rinviabile.

Un soggetto politico, un partito, premessa indispensabile per diventare il faro di una sinistra italiana che è molto più ampia, vasta e diffusa di quanto si possa realmente pensare.

Una sinistra che però troppe volte si evidenzia come frammentata, spesso presuntuosa e vittima di pregiudizi che non di rado rimangono prigionieri di chi tiene prima di ogni altra cosa, al mantenimento di steccati e piccoli orticelli.

Malgrado questo, il sogno dell’unità di tutta la sinistra ci accompagnerà lungo il nostro cammino continuando ad essere una parte costante e indissolubile del nostro agire politico.
Una vocazione di forza di governo

Vogliamo un partito che non sia più identificabile in una forza residuale ma che abbia una chiara vocazione di governo; un soggetto in grado di governare e indirizzare sulla giusta strada quei processi economico-sociali che scandiscono il ritmo di vita dei cittadini stessi.

Ciò non può che comportare la massima apertura verso quelle forze della sinistra che si riconoscono nel pluralismo ideale e nella più ampia partecipazione democratica.

Agli scettici, ai tanti depositari di una verità che è sempre più personale e che di fatto rispecchia l’individualismo imperante nel nostro paese fin dagli anni del Berlusconismo, vogliamo rispondere con il coraggio e la volontà di costruire qualcosa che sia in grado di invertire quel drammatico declino che la Nostra società sta attraversando ormai da troppo tempo.

E’ bene ripetere che si tratta di un declino di cui conosciamo sia le cause che le ragioni; così come abbiamo ben presente quali siano gli attori protagonisti di questa drammatica situazione che sembra non aver raggiunto ancora il punto di caduta più basso.

Di riflessioni e analisi ne abbiamo fatte anche troppe; di bei discorsi e di buone intenzioni abbiamo riempito le vie e le strade delle nostre città, ma la realtà ci consegna un dato di fatto ineludibile: non veniamo più percepiti neppure come il punto di riferimento da quelli che sono sempre stati i nostri referenti sociali storici.

E’ compito di una sinistra nuova e motivata quello di provare a dare risposte convincenti e speranze di futuro ai troppi cittadini ormai stanchi e delusi da aspettative forzatamente tradite.

Nel vuoto prodotto da questa crisi di rappresentanza continua invece a prosperare la politica bieca e cinica portata avanti da quelle forze liberiste che stanno massacrando il Nostro paese da tempo e che sono nei fatti i nostri principali avversari politici.

Resta il fatto però, che adesso è venuto il momento di reagire; lo faremo perseguendo un obiettivo ambizioso quanto difficile, di media e lunga durata, che possa permetterci di operare un vero cambiamento nella pratica politica e nel modo di comunicare la nostra proposta.
La sinistra Toscana riparte da qui

Vogliamo aprire una pagina nuova senza rinnegare le nostre storie. Lo faremo con maggior pragmatismo, con l’attenzione nella messa a punto di nuove pratiche politiche che ci possano aiutare a colmare un gap accumulato in questi anni.

L’esperienza di Cosmopolitica è stata senza dubbio importante, oltre che per certi versi affascinante e motivante, ma riteniamo che sia da migliorare e da perfezionare ulteriormente.

Sinistra Italiana di Livorno, che già da tempo ha deciso di strutturarsi similmente a quanto avvenuto a livello Nazionale, plaude all’innovazione ed al nuovo mostrando però ampie riserve sull’uso improprio o quanto meno sull’uso “maggioritario” di una piattaforma digitale che non potrà mai sostituirsi al contatto umano.

Crediamo nell’importanza della Rete, dell’informatizzazione e dell’uso dei più moderni strumenti comunicativi; ben vengano, ma con la consapevolezza che nulla potrà sostituirsi al rapporto tra e con le persone, al dialogo diretto con queste, e perché no, anche al confronto propositivo. Non è un particolare di secondo piano che la fidelizzazione (e la partecipazione) possa instaurarsi attraverso l’approccio diretto piuttosto che attraverso le iscrizioni ricevute ONLINE.

Siamo coscienti del non facile compito che attende ciascuno di noi e non pretendiamo certamente la perfezione; confidiamo però nella messa in campo di strumenti operativi atti a rendere più agevole ed incisivo il lavoro dei “territori”.

Dovranno a nostro avviso, essere cambiate vecchie abitudini, arrivando a modellare la forma organizzativa in modo tale da valorizzare al massimo le autonomie politiche locali, in un sistema federativo che resti comunque fedele ad una linea preventivamente discussa, concordata e approvata nei luoghi deputati. Un sistema organizzativo a rete, meno centralizzato e capace di fare squadra, sull’esempio dei programmi amministrativi applicati nei territori di area vasta.

Un modello di lavoro politico che rilanci la sinergia di lavoro tra territori vicini è sicuramente auspicabile. Per quanto riguarda la provincia di Livorno gli esempi nei quali si potrebbe (e si dovrebbe) applicare tutto ciò, si sprecano: dal rilancio delle acciaierie e lo sviluppo del porto di Piombino, alla necessaria messa in sicurezza dell’Aurelia a fronte dell’inutile progetto Autostrada Tirrenica; per non parlare della vertenza Livorno per il rilancio della città dal punto di vista industriale e portuale, con il forte impegno della Regione nel progetto Darsena Europa; progetto, quest’ultimo, che non può ignorare l’importanza del fattore logistico che coinvolge a pieno titolo la vicina città di Pisa.

A tutto questo dovrà accompagnarsi una vera e propria rivoluzione culturale, un nuovo modo di guardare il territorio e le peculiarità perdute. Le “emergenze” reali hanno fatto sì che lo sguardo fosse distolto da ciò che per molto tempo ci ha contraddistinto come regione nel panorama italiano.

Servono azioni forti che dimostrino quanto la Toscana abbia ancora da dire e da raccontare al mondo.

Ripartiamo perciò, da qui, oggi!

SINISTRA ITALIANA