Una casa per chi la merita

 

Giorni fa ci eravamo espressi in merito alla stretta sulle occupazioni lanciando un allarme democratico verso le scelte del Ministro dell’Interno e oggi non possiamo non essere d’accordo con quanto dichiarato dall’Assessore Apolloni in merito ai risultati desunti dalle ricerche eseguite incrociando i dati sugli immobili dell’Ente, sul reddito di chi ha in concessione un alloggio popolare in relazione ai motivi del suo stato di morosità nei confronti di Casalp.

Tutto ciò spiega, almeno in parte, il peso e le ricadute del danno erariale che deriva, ma ci restituisce anche un quadro abbastanza avvilente delle condizioni di vita in questa città e di quanto sia grave il tipo di percezione di chi si stupisce per la presa in carico del problema.

E’ per noi fondamentale la distinzione fatta dall’Assessore fra “morosità sociale e morosità colpevole”, condividendo pienamente le prospettate azioni conseguenti.

Non agire, significherebbe continuare a tollerare uno status generalizzato che a nostro avviso proseguirebbe a generare una situazione di ingiustizia diffusa, pericolosa per gli equilibri sociali della città.

Chi non possiede i requisiti stabiliti dalla legge deve andarsene senza proroghe ulteriori, per concedere una possibilità di vita dignitosa a chi non può permettersi un alloggio diverso e per questo merita di essere preso in carico con la precedenza sull’assegnazione

In questo quadro, la ricerca di legalità andrebbe fatta analizzando per quanto difficile da indagare un altro fattore che va oltre i dati di reddito dichiarati, ed è un dato importante che evidenzia un altro problema: chi è nella fascia più bassa di reddito e usufruisce di un alloggio popolare, per non perderlo continua a lavorare in nero alimentando così anche questo circolo vizioso senza fine, ugualmente fuori legge.

Una politica di sviluppo del lavoro e dei diritti collegati ad esso, consentirebbe una legalità più diffusa e a gioirne sarebbero sia i cittadini resi più consapevoli, che le istituzioni impegnate davvero a sostenere chi ha davvero bisogno.

Vanno capite a fondo e sviscerate le dinamiche che hanno generato e continuano a generare ancora oggi la ricerca continua di una scappatoia da parte di chi non merita un alloggio popolare, ricordando sempre che l’allentamento progressivo dei controlli, eseguiti a manica troppo larga quando inesistenti, hanno radici lontane che nascondono una selva fin troppo antica di favori molto spesso ad personam perpetrati da una generazione all’altra. In questo la politica livornese ha sbagliato molto creando un modello clientelare difficile da scalfire, ancora preteso ingiustamente come fosse un diritto dovuto.

Questo modello va spiegato e abbattuto con forza.

Ci domandiamo il motivo di un’attesa così lunga prima di iniziare questo approfondimento, ma apprezziamo l’azione di oggi anche se tardiva rispetto all’entità dei dati rilevati.

Lo scenario è in peggioramento progressivo e occorre fare in fretta.

Questo suggerisce un appello ulteriore da parte nostra alla Presidenza di Casalp: gli alloggi di proprietà dell’Ente, vuoti da anni, devono essere censiti, controllati e riassegnati immediatamente.

Così come auspichiamo che il Piano Strutturale Comunale in procinto di approvazione risolva con progetti adeguati il problema delle occupazioni di immobili strutturalmente insicuri o inadatti alla vita di chi non può permettersi ancora oggi l’assegnazione di un alloggio in regola, o perché indisponibile o perché non c’è.

Stare dalla parte della ragione implica l’applicazione di regole per tutti senza equivoci e con trasparenza.

Esecutivo Sinistra Italiana – Federazione di Livorno