Solidarieta’ al Presidente del Consiglio Comunale di Livorno Daniele Esposito

 

È un fatto grave ciò che è accaduto al Presidente del Consiglio Comunale di Livorno. Il clima inizia a diventare davvero pesante ed è un obbligo morale essere solidali al M5S, cosi come avvenuto per l’attentato subito dal Consigliere Bastone. Ci uniamo al coro sdegnato di condanna sperando che indagini approfondite chiariscano il gesto violento di chi con calcolo intendeva andare oltre l’intimidazione. La democrazia e il rispetto delle istituzioni non possono essere intaccate dalla vilta’.

Il clima di dissenso che si respira in questa città produce effetti devastanti e ricadute che possono essere inattese, per questo servirebbe abbassare i toni, non arringare i cittadini in modo subdolo in vista di una campagna elettorale iniziata nel peggiore dei modi. L’esercizio della democrazia non si pratica lanciando il sasso e poi nascondendo la mano.

Nemmeno se lo si fa inconsapevolmente. Lasciamo altrove le miserie umane di chi urla e sbraita per avere i riflettori addosso, Ribadiamo che la città soffre e con essa i suoi equilibri. La fragilità si può tradurre in violenza quando non si ha la forza, o la precisa volontà di incanalare il dissenso e questo è ormai divenuto lo spettro più difficile da abbattere in politica.
Generare la paura non farà vincere nessuno, perché a perdere sarà soprattutto questa città.

Sinistra Italiana – Esecutivo Federazione di Livorno

Sinistra Italiana – Coordinamento Circolo Territoriale SI Livorno – Collesalvetti

Documento Assemblea Circolo Territoriale Livorno Collesalvetti 2 giugno 2018

 

L’assemblea del Circolo Territoriale di Livorno Collesalvetti di Sinistra Italiana, riunitasi in maniera aperta anche ai non iscritti sabato 2 giugno, ha discusso la situazione politica nazionale alla luce dell’insediamento del governo Lega/M5S e fatto un’analisi del percorso di SI all’interno della lista LEU, dopo l’assemblea nazionale del 26 maggio. Sono evidenti e pericolose le criticità emerse non solo dal programma di Governo giallo- verde ma contenute nelle le prime dichiarazioni d’intenti in materia economico fiscale e in materia di diritti civili con le dichiarazioni di Salvini Ministro dell’Interno e Fontana, Ministro della Famiglia. Resta però intatto per noi un dato evidente incontrovertibile: la legittimazione di questo Governo da parte di chi a espresso indiscutibilmente, tramite il voto democratico del 4 marzo, la volontà di un radicale cambiamento, e questo a prescindere dalla qualità dei vincitori, nei confronti dei quali eserciteremo un’opposizione di contenuto e non per punto preso.

Riteniamo che il risultato della recente assemblea pubblica di LeU svoltasi a Roma il 26 maggio, come si evince dalla lettura del provvedimento finale accolto per acclamazione e non votato democraticamente, nonostante i proclami di apertura, non sia rappresentativo di quella desiderata sinistra larga e partecipata che dovrebbe rinascere ora ma era composta una platea ridotta senza volti nuovi e nessuna novità nei contenuti politici . Ciò, secondo noi, manifesta in tutta evidenza i problemi di un contenitore percepito come rigido, frutto di una fusione a freddo che non risponde ai problemi della società, inefficacie nel messaggio e nella proposta politica, minato da posizioni confuse e non unitarie. Incomprensibile la scelta di Articolo Uno MdP di imprimere velocità sul percorso della costruzione del partito unico quando l’evidenza dimostra che è necessario aprire il percorso non a parole ma nei fatti. Restano poi ancora irrisolti nodi importanti rispetto alla nostra collocazione naturale a livello europeo, noi di Sinistra Italiana, guardiamo infatti con fiducia al riaperto dialogo in atto a sinistra fra Diem 25 e Podemos, Izquerda Unida e France Insoumise, dopo aver più volte chiarito la nostra indisponibilità a collocarci all’interno del PSE alle prossime elezioni europee. La scarsità di appeal si mostrata in tutta evidenza da LeU il 4 marzo con gli esiti del voto, in virtù dei nodi irrisolti sopra descritti e a oggi si conferma con lo scenario prospettato dalle alleanze costruite in occasione delle amministrative: cogliamo tratti inaccettabili rispetto agli accordi proposti sui territori da MdP Articolo Uno che rivelano apertamente la volontà di ricostituire con il PD il centro sinistra e questo crediamo sia un problema che LeU non potrà non affrontare.

Accogliamo con forza l’invito del nostro Segretario Nicola Fratoianni ad organizzare in tutte le città, il 17 giugno le manifestazioni di piazza per tornare a parlare di lavoro. Temi fondamentali per la vita delle persone, come il lavoro e il precariato che includono una lunga serie di diritti lesi e disattesi grazie alle leggi prodotte dal centro sinistra nelle ultime due legislature, devono continuare ad essere per noi i soli contenuti di battaglia politica che unisce la sinistra.

Ogni altro motivo in realtà, e lo dimostrano i fatti, nasconde la volontà di una restaurazione pericolosa dello status quo che noi consideriamo, non solo inadeguato, ma profondamente dannoso per tutto ciò che ci ha consegnato e che oggi combattiamo a Livorno come altrove a livello nazionale .

Riteniamo che la lontananza emersa dopo l’assemblea unitaria fra le posizioni di alcuni esponenti di LeU, durante i passaggi di formazione del Governo, sia, non solo difficile da comprendere, ma inaccettabile per le incertezze sul no alla fiducia ad una figura come quella di Carlo Cottarelli, legata alla conservazione dei poteri forti che Sinistra Italiana ha sempre combattuto nella passata legislatura. Così come consideriamo ambigua e inopportuna la partecipazione di Laura Boldrini e Nico Stumpo, in quota a LeU, il 1 giugno alla manifestazione in difesa della Repubblica del neonato Fronte Repubblicano lanciato strumentalmente dal PD che unisce tutto e i contrario di tutto e lancia un messaggio chiaro di restaurazione. Abbiamo accolto e sostenuto la scelta di dissociarsi del nostro partito da questo nuovo movimento per ora solo di opinione, non perché una sinistra unita non sia necessaria, ma perché secondo noi, esiste una strada diversa da percorrere e sulla quale stiamo muovendo i nostri passi, fin dalla fondazione nazionale e locale di Sinistra Italiana. Ricerchiamo quella terza via, alternativa da un lato al populismo di Lega e M5s, dal’altro al neoliberismo proposto dal PD che un Renzi redivivo oggi vuole riattivare con un’opposizione allargata e della quale il Fronte Repubblicano è solo un’anticipazione da strutturare con l’azione parlamentare atta a mantenere in salute le leggi prodotte dal suo governo e difese da Gentiloni nell’ultima legislatura . Perciò attendiamo di vedere nella fase operativa come si svolgeranno i lavori parlamentari dei rappresentanti di LeU, ma auspichiamo che le posizioni dei parlamentari di Sinistra Italiana, rispondano alla linea espressa da tutto il Partito e ricadano anche su questo territorio con una presenza continua e attenta sui contenuti.

Le attività e la linea politica di questo Circolo Territoriale così come quelle della Federazione, si muoveranno rispettando l’idea di un diverso modo di intendere il concetto di unità della sinistra, scegliendo non per opportunità, ma in base a contenuti chiari di programma che non sminuiscano la nostra radice popolare e la nostra identità, un percorso da condividere con altre forze di sinistra e che ci porti in modo costruttivo alle elezioni amministrative del 2019 a Livorno e nei comuni di tutta la Provincia.

L’idea di rafforzare il nostro Partito comprende attività che oltre ad aumentare il numero degli iscritti, includa una stretta relazione con ciò che si muove a livello associativo e supplisce oggi alla mancanza di risposte da parte della politica tradizionale. Allargare il consenso per noi di SI Livorno, significa avere la capacità di ascoltare e muoverci all’interno dei problemi delle persone comuni, fuori dagli standard e dalle modalità ormai cristallizzate di una politica che non risponde più perché fatta di assemblee chiuse e contatti sempre più rarefatti con la realtà.

Proseguiremo per questo con forza il tesseramento per tenere vivo il partito, la nostra identità e la capacità di elaborare proposte ed iniziative sul nostro territorio che corrispondano ad una linea di radicale alternativa.

Suggeriamo un superamento della doppia conduzione del coordinamento regionale perchè l’evidente incertezza nell’azione politica rallentata da attese e indecisioni, ha creato problemi nella gestione delle amministrative alle porte in molti comuni della Toscana, generando ritardi nelle decisioni come nel caso di Pisa dove con grandissima fatica i compagni hanno strutturato una campagna elettorale solitaria in un mese o poco più, o come nel caso di Siena dove la mancata presentazione di Sinistra Italiana esclude di fatto la sua voce dalla competizione elettorale. Per questi motivi, in previsione di una stagione politica intensa che prevede nel 2019 le amministrative nei restanti Comuni e le elezioni europee, chiediamo un cambio di passo che si articoli attraverso una gestione organizzativa efficace su tutto il territorio toscano e che metta a frutto le competenze di una segreteria regionale a oggi ancora immobilizzata e resa inerte dall’incertezza sulle decisioni e delle posizioni politiche da assumere.

Inoltre, in funzione di appuntamenti importanti che almeno a Livorno, riguarderanno le attività che metteremo in campo durante l’estate su questo territorio, vorremmo capire se e quale ruolo di supporto potrà avere il coordinamento regionale, alla luce di ciò che è emerso durante l’ultima direzione nazionale del 19 maggio, con la comunicazione del restringimento della Segreteria nazionale a 4 componenti, dove non si è ancora chiaramente sciolto in modo chiaro chi avrà delega all’organizzazione delle attività del Partito anche in rapporto ai territori.

Auspichiamo che nel prospettato Congresso che a quanto pare sarà convocato in ottobre, anche in virtù di uno scenario politico e numerico profondamente mutato, venga impresso un cambio di passo con la nomina di un nuovo gruppo dirigente nazionale, capace ed adeguato per affrontare non solo il difficile compito di gestire l’opposizione al governo giallo verde, ma capace di affrontare anche sui territori il passaggio delle elezioni europee e la questione del radicamento di Sinistra Italiana in funzione di un’apertura politica che segni l’aumento di partecipazione e condivisione con altri soggetti senza disperdere identità all’interno di una proposta di Sinistra più ampia e corale.

Sappiamo di non essere autosufficienti, sarebbe stupido oggi affermarlo, ma ancor più stupido sarebbe tornare a seguire una strada che ci ha portato alla soglia del baratro.

La società è cambiata, per questo dobbiamo tornare a guardarla per capirla e correggere un grande paradosso che non potrà mai assolverci: siamo stati noi a non capire chi avevamo di fronte, non il contrario.

A Livorno siamo partiti da qui.

Assemblea del Circolo Territoriale Sinistra Italiana di Livorno Collesalvetti