Sinistra Italiana sarà presente sabato a Livorno all’iniziativa “Basta con i fascismi”

 

Sinistra Italiana – Federazione di Livorno aderisce alla giornata nazionale antifascista del 27 maggio e sarà presente a Livorno in Piazza Grande al presidio che si terrà dalle 16:30 alle 18:30 promosso da ANPI con la collaborazione di ARCI e CGIL.
Partecipiamo convintamente alla giornata antifascista lanciata da ANPI a livello nazionale con la nostra precisa volontà di costruire nel Paese una diffusa coscienza nazionale sul problema dell’intensificarsi del fenomeno e della minaccia neofascista in Italia e nel mondo, dei razzismi, della xenofobia e sulla necessità, quindi, di una piena attuazione dei principi e dei valori della Costituzione nata dalla Resistenza. 
Invitiamo i nostri iscritti, i simpatizzanti e tutti cittadini che hanno cari i valori della democrazia e dell’antifascismo a partecipare numerosi.

Simona Ghinassi 

Coordinatrice Sinistra Italiana – Federazione di Livorno

 

Atto vandalico PRC

Sinistra Italiana – Federazione di Livorno è vicina e solidale ai compagni di PRC Livorno e si unisce al coro di sdegno in merito all’atto vandalico subito nella loro sede di via Modigliani presso il Circolo di Colline-Stazione-Coteto “Edda Fagni” in via di Salviano 53.
La targa commemorativa posta anche in memoria di Mario “Naretto” Chiellini – personaggio emblematico dell’antifascismo livornese – divelta e trafugata, è un segnale di intolleranza nei confronti di una storia che ci appartiene e ci tiene uniti. Si riconosce in questo gesto violento e antidemocratico una matrice pericolosamente deviata verso un percorso inaccettabile per una città come Livorno. Il seme di odio, germoglia ogni qual volta che si tende ad abbassare la guardia pensando che la storia stessa sia qualcosa che resta sui libri e non tocca la nostra quotidianità. Ripristinare la memoria è importante per i morti, ma lo è anche e soprattutto per i vivi, per le giovani generazioni, perché possa continuare ad essere monito, avvertimento per un futuro che sta velocemente cambiando. L’antifascismo è presente nel sangue della città, non dimenticare è un obbligo che dobbiamo continuare ad assumere ogni giorno dentro di ognuno di noi.

Simona Ghinassi
Coordinatrice Sinistra Italiana – Federazione di Livorno

L'antisemitismo non è solo frutto di follia nazista ma anche della follia fascista @PietroGrasso @SI_AEsenato

Sig. Presidente Senatore Pietro Grasso,

leggo stamane il resoconto del suo intervento tenuto, in veste di Presidente del Senato della Repubblica, al Convegno romano sulla Shoah.

Sono rimasto francamente stupito dalla parte del suo intervento, quella dedicata al prezzo pagato dall’Italia “..per la follia nazista..”.
Francamente questo tono anni cinquanta, quasi da “Italiani brava gente”, con cui quello che è successo in Italia dall’ 8 settembre 1943 alla Liberazione sia tutto addebitabile ai nazisti sarebbe solo espressione di ignoranza se detto dalla “casalinga di Voghera” di prodiana memoria; potrebbe essere deformazione della Storia, quella scritta col sangue di migliaia di italiani, se detta dalla seconda carica della Repubblica.

Rilegga, Presidente, le testimonianze delle stragi naziste: dai brigatisti neri di Vinca, alle SS italiane che parlavano viareggino di Sant’Anna, dai carabinieri delle retate di ebrei nel pistoiese o, vicino a casa mia, al Gabbro. Si informi sul ruolo che ebbero nella “caccia all’ebreo” le anagrafi dei comuni e le liste depositate nelle Questure, sulla base delle Leggi sulla Razza promulgate dal Re d’Italia nel 1938. Ripensi alle spie che segnalarono i loro vicini per cinquemila lire.

O più semplicemente, rilegga le belle pagine di Claudio Pavone sulla Resistenza come Guerra Civile, dove antifascisti e monarchici combattevano contro il fascismo alleato del tedesco.

Mi scusi Presidente, ma Lei che è stato Magistrato ha giurato sulla Costituzione della Repubblica; la Legge Fondamentale che – non per spirito di vendetta ma per difesa della democrazia – prevede nella XII disposizione transitoria e finale il divieto alla ricostituzione del Partito fascista; ed il Suo impegno da Magistrato è da solo testimone dell’impegno nell’adempimento a quel giuramento.

Proprio per quello mi permetto di invitarLa a precisare quelle dichiarazioni, a fare chiarezza su un dato che la Storia ha accertato: che le distruzioni d’Italia e che l’antisemitismo mortifero di quegli anni non furono frutto solo della “follia nazista”, ma anche del fascismo e dell’acquiescenza del vecchio Stato sabaudo.

Marco Mazzi, comitato promotore Sinistra Italiana Livorno

no_antisemitismo