Adesione al presidio di Livorno “Aprite i porti”

 

Sinistra Italiana Federazione di Livorno aderisce alla mobilitazione Aprite i porti che si terrà Mercoledì 13 giugno ore 18 al Porto Mediceo di Livorno – Andana degli anelli – Arci, Anpi e Cgil promuovono una mobilitazione cittadina contro la scelta scellerata e sciagurata del nuovo governo italiano di negare lo sbarco, nei porti italiani, alla nave Aquarius.

Ritardare le operazioni di sbarco significa mettere a rischio la vita di 629 persone, che si trovano ancora in alto mare e che cercano di raggiungere il porto di Valencia.

Mobilitarsi è un dovere morale e civile come quello di chiedere con urgenza ai rappresentanti del governo italiano di riaprire immediatamente i porti italiani per accogliere i migranti.

La popolazione livornese, forte della propria cultura di accoglienza e solidarietà non può permettersi di stare in silenzio davanti a scelte di governo così disumane e irresponsabili. Il presidio voluto da Arci, Anpi e Cgil si svolgerà presso il Porto Mediceo, luogo simbolo della città di Livorno, per dare un segnale di apertura e solidarietà ai popoli in fuga e ai loro soccorritori perchè possano trovare nel mare un luogo di transito verso la salvezza e non un limbo da cui non si riesce ad uscire.
“Le porte possono anche essere sbarrate, ma il problema non si risolverà, per quanto massicci possano essere i lucchetti”.

Contro ogni frontiera, restiamo umani. #Apriteiporti

 

A fianco dell’ANPI contro Forza Nuova

 

Sinistra Italiana – Federazione di Livorno è al fianco dell’ANPI nell’atto di denuncia circa la ripresa di un fenomeno allarmante di devianza fascista nel nostro territorio regionale, più volte rilevato e ormai troppo spesso minimizzato quando non favorito anche da alcune istituzioni. Conosciamo i nomi di chi incita all’odio: Forza Nuova e Casa Pound sono in cima alla lista.

Un paese democratico non ha bisogno di ronde, esistono le funzioni di controllo della legalità garantite dallo Stato, verso tutti i cittadini e per tutti i cittadini, residenti o meno in Italia.

La democrazia la si rispetta seguendo le leggi dello Stato dettate dalla nostra Costituzione che ci impone come atto di civiltà la pratica della tolleranza e dell’accoglienza.

La strumentalizzazione delle paure ancestrali nei confronti della diversità in momenti di difficoltà economica è un leitmotiv consolidato, caro alle destre ma strisciante oggi anche nelle moderate forze di centro. La tendenza è quella di cavalcare da parte delle parti peggiori della società, la debolezza umana e la povertà che spesso cancella l’obiettività e la compassione verso l’altro per ignoranza ed egoismo.

Nessuna integrazione sarà mai possibile se non ci sforzeremo di combattere l’intolleranza attraverso il dialogo. Non saranno le ronde a fermare la nostra volontà di ascolto e accoglienza verso chi arriva e ha una vita distrutta alle spalle.

Invitiamo perciò i cittadini democratici del territorio livornese ad unirsi ad ANPI e al suo atto di denuncia a livello regionale perché la delinquenza non ha razza, colore o lingua, ma cresce solo dove si alimenta l’odio verso gli altri attraverso la pratica dello strisciante pensiero fascista ancora presente nei gangli più oscuri della nostra società.

Non dobbiamo restare in silenzio, ma alzare la voce affinché una delle pagine più terribili della nostra storia non sia tollerata o torni ad essere cronaca e attualità.

Simona Ghinassi
Sinistra Italiana – Federazione di Livorno