Il futuro del porto di Livorno passa da una evoluzione dell’articolo 17

 

Concordiamo sulla necessità di una svolta all’interno di ALP così come espresso dall’Amministratore Delegato, Luca Becce, soprattutto dopo gli ultimi accadimenti interni all’azienda, ma ancor di più perché vanno osservati con uno sguardo rivolto al futuro, i grandi cambiamenti che attende il Porto di Livorno.

Rinforzare le attività della manodopera portuale tramite l’articolo 17 è fondamentale per dare solidità, continuità e sicurezza occupazionale, per contrastare la confusione di competenze fra chi è autorizzato e ha capacità di fornire manodopera di qualità in porto e chi lo fa perché solamente perché forza attraverso tariffe sempre più basse la sua prestazione d’opera. Ciò è avvenuto con inopportune sovrapposizioni e sostituzioni fra Art. 16, Art. 17 soprattutto nel recente periodo causando una situazione ai limiti dell’anarchia nel rispetto della legge 84/94. Crediamo che sia altresì inopportuno in questa fase, così come prospettato dal Presidente dell’Authority Stefano Corsini, indebolire con una contrazione delle quote detenute da AdSP Alto Tirreno all’interno di ALP, a oggi espresse con il 49% di partecipazione, la sua vocazione contenitore di forza lavoro in quota all’articolo17.

Sarebbe una posizione non lungimirante per le attività portuali, in quanto si creerebbe un problema di governance che riguarda la struttura stessa di ALP e verrebbero a cadere i presupposti per i quali è stata costituita questa società a partecipazione pubblica in merito alla fornitura di servizi alle aziende portuali locali e in particolare alla stabilizzazione contrattuale del tariffario di manodopera.

E’ apprezzabile la richiesta di un richiamo agli imprenditori locali per incidere e aumentare la forza lavoro con un investimento sul restante 51% , anche perché il futuro non può costruirsi su continue deroghe per gli articolo 16 o su un groviglio di appalti fra le stesse imprese. Per noi il modello a cui arrivare deve compiersi attraverso un rapporto forte fra imprese terminaliste e articolo 17 anche attraverso un bando di gara che assorba l’attuale organico di ALP, dia una prospettiva ai lavoratori a somministrazione di Intempo e integri il personale degli attuali articolo 16 presenti. Un forte articolo 17 comma 2 (come recita legge 84/94) con forma cooperativa dove i lavoratori sono i reali protagonisti di questo processo. Basta rivolgere lo sguardo a Genova con la storica CULMV, compagnia portuale di Genova.

Crediamo che sia indispensabile chiudere una stagione sulla tipologia e sull’indirizzo di gestione del lavoro portuale e un segnale forte di cambiamento deve essere impresso con un avvicendamento alla Segreteria Generale di AdSP che ricopre pure il ruolo ad interim responsabile Lavoro Portuale dell’AdSP Alto Tirreno e di conseguenza abbia ricadute anche sulla nomina di un altro cda di ALP, compreso il ruolo di Presidente e Amministratore Delegato perchè troviamo surreale che una società come ALP il CdA continui in una situazione di prorogatio anche alla luce della presenza la 49% di un ente pubblico come AdSP Alto Tirreno.

Lo scenario portuale è molto cambiato rispetto all’epoca Gallanti e le molte partite sono ancora aperte perché gestite con modalità e tempistica troppo frammentaria, si ricordino a questo proposito le questioni annose legate al problema dei bacini di carenaggio, alla privatizzazione di Porto 2000 e ai ritardi sul bando Piattaforma Europa tutt’ora avvolto dall’incertezza nonostante le facili e opportunistiche rassicurazioni. Il cambio di passo dato ora e non si può attendere oltre, c’è in gioco il futuro della città.

Esecutivo Sinstra Italiana – Federazione di Livorno

Svendita Paduletta, revoca del bando e dimissioni CdA Spil

 

Sinistra Italiana Livorno è fortemente contraria alla vendita della area portuale denominata “Paduletta” e oggi attraverso il giornale “Il Tirreno” apprendiamo che il Comune di Livorno ha desaturato il CdA di Spil SpA che in primavera deliberò la vendita ad una gruppo imprenditoriale locale nel settore della logistica.

Non capiamo perchè il CdA a partire dalla Presidentessa Ferrone non rassegnino le dimissioni visto nei fatti il commissariamento del socio di maggioranza della società e rileviamo che il prezzo di base d’asta è vergognosamente basso, quasi imbarazzante, se non altro per il confronto con il prezzo di vendita di un terreno adiacente senza contare i sei magazzini che saranno compresi nella operazione di conferimento alla newco di Spil (SPIL Strategic Contratc Logistic SRLU). 

In questo contesto di molte ombre e pochi luci di questa operazione ci associamo alla recente richiesta depositata nei giorni scorsi da Buongiorno Livorno in merito alla richiesta di dimissioni della neo nominata Assessora al Bilancio del Comune di Livorno, in particolare per il fatto che avrebbe dovuto come primo atto dopo la sua nomina dare un segnale forte e revocare il bando di vendita della newco.

Sinistra Italiana non solo chiede una sospensione del bando di vendita affinché una area così strategica fosse messa al riparo da interessi privati speculativi ma propone che si valuti la la possibilità, come fatto negli anni scorsi per alcuni lotti della stessa Paduletta, che l’area oggi rimasta in mano a Spil SPA potesse essere acquista dall’Autorità Portuale di Sistema Livorno Piombino e rientrare così di diritto in un ragionamento unitario e organico come parte integrante del progetto Piattaforma Europa’ nonchè di proprietà pubblica.

Circolo Territoriale SI Livorno Collesalvetti

 

Il Tirreno – cronaca di Livorno edizione 8 settembre 2017