Chiarezza sulle posizioni di operatori e azienda, la Sinistra parte da qui

 

Non possono che arrivare da noi della lista  ‘la Sinistra per Cannito Sindaco’, sostegno, vicinanza e solidarietà ad ogni ogni lavoratore livornese soprattutto se come accaduto oggi, viene avviata in modo poco chiaro, una procedura di infrazione ancora non supportata da fatti concreti e ben circostanziati.

Nel mondo del lavoro esistono diritti e doveri da rispettare.

Ciò che è successo realmente andrà chiarito perché serve una giusta causa per accusare uno o più lavoratori, tanto più se appartengono ad un’azienda pubblica e ne conoscono regole e confini.

Sorprende l’alzata di scudi del PD nostrano che con le sue leggi nazionali ha reso ogni lavoratore in questo Paese debole ed incapace di difendersi per far valere i propri diritti, chi si occupa di azione sindacale lo sa bene.

A Livorno come altrove, cambiare le carte in tavola durante le campagne elettorali è routine consolidata.

Non noi di Sinistra, ma un PD asservito alle regole di mercato, ha condizionato il mondo del lavoro con la cancellazione dell’Articolo 18 e di molto altro, disinnescando procedure di tutela e garanzia per tutti i lavoratori in questo Paese.
A restare ingabbiati in regole capestro sono loro, troppo spesso resi inermi di fronte alle ingiustizie, oppure piegati ai capricci di dirigenti senza qualità o competenze.

L’obiettivo di salvataggio ad ogni costo di un’azienda pubblica o privata non giustifica strumenti punitivi, deve al contrario alimentarsi con il rispetto di regole permeate di trasparenza che devono valere per tutti, senza posizioni di forza che stravolgano equilibri e rapporti interni, a maggior ragione fra lavoratori e dirigenti che non si improvvisano.

Dentro AAMPS non da ieri, ma da molto tempo sono troppe le cose che non hanno funzionato.   

E’ bene ricordare che gestire un’azienda pubblica significa gestire un bene pubblico, economicamente alimentato da cittadini che pagano le tasse per usufruire di un servizio. Oggi siamo di fronte all’ennesimo  braccio di ferro che serve solo strumentalmente ad aumentare la rabbia fra operatori e fruitori e forse qui, ancora una volta, si nasconde una polemica intrecciata fra scelte aziendali e procedure giuste ma attivate in modo punitivo per i cittadini, più per approssimazione, che per strategia condivisa e partecipata ascoltando bisogni e differenze.

 
E’ importante rilevare che cavalcare l’onda della polemica non servirà a mettere al sicuro il futuro professionale di Pietro e Matteo.

Servirebbe invece poter attivare ogni rete di protezione sindacale al di là di ogni strumentalizzazione politica dell’accaduto, i lavoratori vanno difesi 365 all’anno e non a corrente alternata quando fa più comodo.

Il PD, la Destra, o chi per loro, evitino di fare dichiarazioni fini a se stesse che hanno più il sapore della beffa che non dell’effettivo sostegno, fino a quando regole nazionali di disciplina del lavoro, non saranno modificate radicalmente e non sarà ripristinato il diritto per ogni lavoratore di opporsi con forza ai soprusi e alle vendette a buon mercato.

“la SINISTRA per CANNITO Sindaco”

 

No all’uso braccialetto elettronico per controllare i lavoratori

 

Dopo lo stupore, la rabbia sale perchè è inaccettabile qui a Livorno come dovunque, il metodo che  Amazon ha cercato di far passare per controllare l’efficienza dei lavoratori obbligandoli ad indossare il braccialetto elettronico.

Ma indignarsi non basta perché il tentativo arriva da un’azienda che opera nella raccolta dei rifiuti per conto di Aamps, multi servizi al 100% municipalizzata di Livorno.

Non si tratta così di cronaca locale, ma di un pericoloso precedente per aprire un varco, tutto italiano ad una pratica che abbiamo più volte condannato e per la quale l’indignazione è diventata planetaria. Amazon è da un lato la rappresentazione plastica degli effetti della globalizzazione, dall’altro, l’estremizzazione in chiave futuristica di un concetto antico: la servitù e il controllo sulle capacità e il ritmo di lavoro legato alla produttività.

Un braccialetto al polso cambia la vita del lavoratore e questo accade perché abbiamo lasciato correre fra clientele e favori lasciando sciamare diritti e obblighi di rispetto per la vita dei lavoratori. Oggi vengono puniti tutti e così si giustifica l’azione verso quella quota di fannulloni fisiologica dentro ogni azienda.

Il ragionamento non regge, per chi svolge onestamente il suo lavoro rispettando le regole e questo affronto è l’ennesimo schiaffo che arriva dritto in faccia dopo le umiliazioni del Jobs act e la cancellazione dell’Articolo 18, senza pensare al resto che bene conosciamo delle riforme messe in campo dal PD.

A febbraio scorso il Ministro Calenda ci rassicurava con una dichiarazione che ad ascoltarla oggi ci fa gridare vendetta: – “I braccialetti elettronici al polso dei lavoratori non ci saranno mai” – detto, fatto, perché il Governo uscente ha completato il lavoro lasciando maglie talmente larghe da poter consentire che anche un braccialetto elettronico sia tollerabile per aumentare la produttività.

Servono regole, ma il controllo sulle modalità di efficienza durante lo svolgimento del lavoro è altro.

Per questo crediamo che una risposta forte e chiara debba giungere dalle istituzioni e dai sindacati in modo congiunto, bene ha fatto il Sindaco a dichiarare battaglia: Aamps è un’azienda al 100% pubblica e non deve consentire che nessun subappaltatore di servizi ad essa collegata applichi un metodo di controllo che si avvicina più all’umiliazione che alla crescita e allo stimolo dei lavoratori nell’adempimento dei loro compiti.

La consapevolezza non si acquisisce con l’asservimento, ma con l’educazione e con la responsabilizzazione, perché nella fattispecie il servizio ha funzione pubblica, sociale e sanitaria. La città è un bene da condividere con chi la abita. Se c’è qualcosa da inasprire, non sono i controlli sui lavoratori, ma le multe a chi approfitta per ‘sporcare’ la città. La vigilanza ambientale va esercitata e intensificata e serve insistere laddove ci sono i pericoli maggiori. Partiamo dal cestino ma arriviamo a ciò che accade dietro i cancelli di molte aziende, dove troppo spesso ormai non si chiude solo un occhio ma entrambi da parte di chi è preposto al controllo, con i risultati che bene conosciamo. Il tutto si può e si deve pretendere senza braccialetto elettronico e questa possibilità non può essere discrezionale fra pubblico e privato.

E’ giusto richiamare tutti gli organi preposti, dall’ispettorato del lavoro all’ Asl, si tratta di un autentico ricatto, legalizzato e giustificato dal generale impoverimento complessivo del panorama occupazionale in tutta la Provincia. Troppo è stato lasciato al caso, quando non all’intenzionalità di interpretare il ruolo dei lavoratori come merce di scambio attraverso l’avvilimento del lavoro in nome del profitto.

Il Sindaco eserciti il suo ruolo di tutela insieme ai sindacati, attendiamo una forte presa di posizione nel merito perché se da una parte si deroga sulla sicurezza, questo tipo di controllo, solo squalificante sui tempi e i modi del lavoro di ognuno di noi, potrebbe diventare a breve un modello che non protegge ma punisce il lavoro.

Sinistra Italiana non starà a guardare e si assocerà con la proposta di atti parlamentari a chi prenderà una posizione in netto contrasto con la scelta di obbligare i lavoratori ad indossare il braccialetto elettronico in questo Paese.

Simona Ghinassi

Coordinatrice Sinistra Italiana Federazione di Livorno

Ato Toscana Costa, la gestione del ciclo dei rifiuti deve essere totalmente pubblica. Basta regali ai privati

 

“Le solite sceneggiate del PD non ci convincono. Vogliamo vedere i fatti, cioè vere e proprie azioni di cambiamento, altrimenti sarà di nuovo chiaro ai cittadini che dietro i proclami si trova la solita guerra di interessi sulla gestione del potere. Intanto Reti Ambiente non opera e l’Autorità d’Ambito ha passato gli anni tra assemblee dei Sindaci deserte e gare annullate. La linea politica del PD regionale è stata fino a ieri totalmente favorevole all’individuazione di un socio operativo con procedura ad evidenza pubblica dove si prevedevano patti parasociali che garantivano allo stesso piena e incontrastata operatività. Poi, in un battibaleno, si aprirebbe lo scenario tutto pubblico per il bene dei cittadini.
Per ora sono solo chiacchiere: il PD si manifesti con atti concreti proponga e sostenga la delibera in Assemblea Ato Toscana Costa, di affidamento in house a Reti Ambiente, composta da tutte le società pubbliche conferite e ne imponga l’operatività entro il 2018, uscendo da questa impasse che danneggia tutto il sistema.
La gestione del ciclo dei rifiuti non può essere un business, è un servizio essenziale che deve garantire benefici ai cittadini dal punto di vista ambientale ed economico.” A dirlo in una nota sono i coordinatori regionali di Sinistra Italiana Daniela Lastri e Marco Sabatini che intervengono sull’ipotesi di commissariamento dell’Ato Toscana Costa paventata dal governatore Enrico Rossi dopo che 17 sindaci del Partito Democratico hanno fatto saltare l’assemblea.

“Restiamo convinti che su servizi come la gestione dei rifiuti sia necessario il controllo pubblico e atti concreti che tendano generalmente al raggiungimento della totale partecipazione pubblica. Certo – aggiungono Lastri e Sabatini – che oltre allo scontro interno del Pd è quantomeno curiosa la posizione del Movimento 5 Stelle: da un lato vogliono mantenere pubblici i servizi di spazzamento strade e raccolta della spazzatura, dall’altro vogliono che i privati siano detentori degli impianti di smaltimento ovvero proprio dove si concentrano gli investimenti le strategie del ciclo integrato dei rifiuti; una scelta poco lungimirante e lontana dalle esigenze dei cittadini. Noi proponiamo invece una strategia lineare che produca raccolte e impianti di valorizzazione delle matrici differenziate, ad alto livello di innovazione tecnologica e valore occupazionale, per avviare una riduzione drastica dei conferimenti nelle discariche e nei termovalorizzatori.”

 

AAMPS: solo incertezze per lavoratori e cittadini

 

Si alza pericolosamente il livello di preoccupazione nei confronti delle scelte che il Comune di Livorno dovrà gestire dopo la bocciatura da parte del TAR del ricorso presentato dal Sindaco Nogarin in merito alla vicenda AAMPS. Tutelare l’autonomia di gestione di un servizio pubblico indispensabile è il compito di ogni buon amministratore, ma ad ogni giusta causa dovrebbe seguire una giusta strategia. La scelta del concordato per evitare il fallimento, anziché imporre una ricapitalizzazione pubblica dell’azienda, ha messo di fatto in mano ad un tribunale, ogni decisione e ogni pretesa di autonomia di gestione di un servizio pubblico, quindi c’era da immaginare che ci sarebbero state forti ripercussioni in caso di mancata vittoria del ricorso. Il tentativo di mettere al riparo dalla privatizzazione nei confronti di Rete Ambiente, il 40% delle quote di proprietà dell’azienda è giusto nel merito, ma la gestione delle scelte sul servizio proposte dall’Amministrazione Comunale non risultano altrettanto efficaci. La scelta miope del porta a porta si è dimostrata fallimentare, insoddisfacente per i cittadini, ma soprattutto poco adatta per una città come Livorno, inoltre l’annuncio a gran voce della dismissione del’inceneritore per cedere i passo ad un virtuoso ciclo ecosostenibile della filiera dei rifiuti si è fermato dove era iniziato con i proclami, senza una proposta precisa, praticabile e fortemente alternativa.

Sinistra Italiana di Livorno non comprende ma condanna chi esulta perché politicamente schierato con la privatizzazione del servizio che sarà funzionale al dominio assoluto del colosso Rete Ambiente sorretto dalla maggioranza dei Comuni che hanno aderito ad ATO, già definita fallimentare per i balzelli, le tariffe poco trasparenti e poco convenienti per i cittadini della Costa Toscana.

Siamo in attesa di capire come e quali risvolti avranno le ultime vicendeper le possibili ripercussioni che la sentenza avrà in primis sul futuro dell’azienda, e quali saranno le ricadute sul futuro dei lavoratori di AAMPS così come sulla stabilità o meno delle tariffe per cittadini dal momento che anche il quadro nazionale sulle tariffe è in movimento con gli aumenti del 6% ventilati nel caos delle interpretazioni errate del decreto che stabilisce modalità e calcolo della Tari.

Quindi, in questo momento la nostra richiesta è quella di abbandonare le polemiche e restare sul punto fornendo risposte nel merito, dal momento che appaiono avvilenti i battibecchi politici senza risposte concrete a lavoratori e cittadini.

Sinistra Italiana – Coordinamento Circolo Territoriale Livorno Collesalvetti

 

Raccolta differenziata a Livorno e prospettive di AAMPS

 

l progetto della raccolta differenziata porta a porta piano piano fa passi avanti, sono sempre di più i cittadini coinvolti, alcuni, non
sono soddisfatti per questo nuovo modo di fare la raccolta dei rifiuti urbani ma, come per tutte le novità, servirà un po’ di tempo per abituarsi, per
arrivare alla soglia del 65% di raccolta differenziata, come prevede la normativa nazionale ed europea ed è molto importante per la città.

Esiste un ma, la Società che gestisce la raccolta afferma che questo sistema ci comporterà un risparmio per i cittadini e per le imprese, e questo è un bene, ma vorremmo vedere in termini di quantità e tempo, come e quando, avverrà, perché per come è organizzata l’AAMPS per ora si coglie solamente l’aumento di costo del servizio.

Raccogliere i rifiuti porta a porta (1° fase), va bene, permette di migliorare e incrementare la selezione del rifiuto, dopo la raccolta
il rifiuto va portato nei centri “piattaforme” di selezione e trattamento, lavorato e avviato al riciclo (2° fase), il vero guadagno
è nella seconda fase, perché la prima ha solo costi. AAMPS non ha piattaforme proprie dove lavorare il rifiuto e deve appoggiarsi ad aziende private e anche questo rappresenta un costo.

AAMPS essendo una azienda completamente pubblica può, secondo Sinistra Italiana, svolgere un ruolo importante nell’economia
Livornese. Riteniamo infatti che sia fondamentale costruire un’offerta di servizio pubblico di raccolta e smaltimento dei rifiuti con tariffe
eque con l’obiettivo di avviarli alla filiera industriale del riciclaggio che va incentivata e sostenuta. Una risorsa da praticare è il possibile e auspicabile collegamento con il mondo della ricerca e dell’innovazione per trovare nuove opportunità di recupero e di
impiego di materie prime e seconde. Livorno in questo caso potrebbe divenire un distretto importante per organizzare un ciclo virtuoso e completo di trattamento dei rifiuti, che porterebbe a nuova occupazione e a guadagni puliti e sostenibili.

Auspichiamo che AAMPS riesca a rilanciare la sua presenza sul territorio non solo comunale, ma diventi competitiva sul piano delle tariffe attraverso l’ammodernamento del suo know how, dotandosi di tutte quelle strutture e di tutte quelle tecnologie di avanguardia che consentirebbero oggi e soprattutto domani, una gestione corretta della sua filiera.

Andrea Cionini

Coordinatore Circolo Territoriale SI Livorno – Collesalvetti