Documento dell’Assemblea Federale di venerdì 7 luglio

 

Sentita e approvata la relazione della Coordinatrice Provinciale Simona Ghinassi, l’Assemblea Federale vuole portare questo contributo alla Direzione Nazionale di Sinistra Italiana che si terrà oggi a Roma.

Il messaggio che intendiamo trasferire rappresenta la posizione della seconda Federazione in Toscana per numero di iscritti/e e con il suo ruolo sempre in crescita giorno dopo giorno, che sta aumentando la sua visibilità grazie al lavoro di tanti di compagni impegnati sul nostro territorio.

I due temi centrali all’ordine del giorno, legati ad altrettanti avvenimenti che hanno coinvolto Sinistra Italiana nell’ultimo mese e che hanno in qualche modo modificato o confermato assetti e prospettive future:

il primo, il 18 giugno con la partecipazione all’iniziativa promossa al teatro Brancaccio di Tomaso Montanari e Anna Falcone;

il secondo, l’assemblea Regionale del 25 giugno e l’elezione dei due coordinatori.

Il nostro partito all’atto della sua fondazione nel febbraio scorso a Rimini, ha prodotto un’idea di politica precisa e di linea fortemente alternativa rispetto al PD e alle destre, tutto ciò ci ha resi riconoscibili sul territorio e ci ha permesso di occupare finalmente quello spazio incompiuto che oggi nessuno era in grado di rappresentare a sinistra.

La nostra partecipazione alla campagna referendaria contro la riforma Costituzionale non abbiamo mai ritenuto fosse mero posizionamento di frattura o contrapposizione contro Renzi ma somma di valori e contenuti imprescindibili per la conservazione di uno spazio democratico.

Siamo andati anche oltre la difesa letterale del testo Costituzionale applicandola nella sua compiutezza con azioni concrete sul territorio. Siamo un partito ‘giovane’, ma abbiamo profonde radici alle quali non vogliamo e non possiamo rinunciare. Rendere solida la nostra identità è il primo punto presente in ogni obiettivo che ci prefiggiamo, così come lo è quel sentimento che ci anima in difesa dei valori collettivi di una sinistra forse assopita, ma mai perduta.

Come nel resto d’Europa il vento sta cambiando a Sinistra e sulle orme di un nuovo modo di interpretare la Sinistra e il suo variegato popolo, con grande slancio abbiamo accolto l’invito rivolto da Tomaso Montanari e Anna Falcone anche con metodi di massima partecipazione e costruzione dei processi politici dal basso.

Al Teatro Brancaccio ha acquisito forza e sostanza la richiesta di un’alternativa credibile e il percorso si è inevitabilmente arricchito con la presenza di compagni di strada che hanno intravisto in Sinistra Italiana interlocutori validi per il tipo di approccio che abbiamo nei confronti della costruzione di uno spazio democratico chiaro e non fraintendibile a Sinistra.

La certificazione di un atto di cesura nei confronti dell’esperienza passata di centrosinistra (spesso intriso di politiche morbide verso il liberismo) non ci rende più poveri, ma più ricchi perché la sinistra che intendiamo costruire non è esclusiva, settaria o auto referenziata, ma aperta e con vocazione di governo che intende utilizzare un modo nuovo di osservare ed includere la società nelle scelte più importanti che regolano la vita di ognuno di noi.

La politica non deve fare passi indietro ma riuscire a compenetrarsi con la società. Ognuno di noi rappresenta una parte di essa e per questo è un errore percepire politica e società come parti disgiunte. E’ nostro compito scardinare il modello percettivo secondo cui la politica decide e la società subisce.

Le ultime tornate elettorali hanno ratificato sempre di più una maggiore astensione al voto. Un popolo che non vota però non è un popolo assente, ma è un popolo arrabbiato che non vota per protesta e per disperazione. Ciò che viene considerato scarto, popolo dimenticato e ferito, tenuto in soggezione e umiliato dalle leggi capestro dei governi Monti-Letta e Renzi dovrà trovare in noi ascolto, vicinanza e riferimento.

Per questo motivo il PD non potrà mai un alleato e tanto meno un interlocutore futuro dal momento che con o senza Renzi quel partito ha iniziato da molto tempo un percorso senza ritorno che si configura come autentica deriva antidemocratica nel nome del neoliberismo. Per ciò che riguarda i nostri rapporti con chi ha deciso di smarcarsi dall’esperienza del PD uscendo e creando un movimento indipendente in particolare verso Articolo 1 -Movimento Democratico e Progressista dobbiamo essere pronti ad un dialogo costruttivo e propositivo, ma riteniamo però giusto sottolineare che un accordo di vicinanza politica impone umiltà e onestà e per questo attendiamo da loro una presa di posizione ferma su un programma preciso e in controtendenza a quanto hanno sostenuto nel loro ex partito.

Non basta uscire dall’aula in Parlamento al momento del voto, serve un distacco dalla maggioranza del Governo Gentiloni, di cui gruppo Art.1 MDP ne fa parte anche perché l’agenda politica a breve sarà dettata da scelte importanti per il paese e ogni comportamento secondo noi, dovrà essere valutato come atto politico e di linea che condizionerà la coincidenza o meno di obiettivi condivisibili nel futuro.

Siamo convinti che i nostri potenziali elettori non accetteranno mai liste che all’indomani della tornata elettorale si scioglieranno come neve al sole nell’assoluto disimpegno di un programma condiviso per comodo solo in fase pre elettorale dettata solo dall’anti-renzismo.

Serve un atto di responsabilità e rispetto nei confronti sia degli elettori che dei compagni di viaggio perché la lista diventi una evoluzione verso un soggetto della Sinistra in Italia di cui SI deve essere protagonista senza aver paura di cedere pezzi della propria sovranità con pratiche innovative di fare politica e del modello partito.

Nello stesso tempo non possiamo nascondere che in Toscana esistono scogli difficili da superare nei rapporti con Art.1 MDP che governa con il PD, uno di questi, forse quello che ci condiziona di più insieme a fatti che riguardano gli equilibri delle alleanze in alcuni comuni appena andati alle urne, è rappresentato dalla contraddittoria presenza del Governatore Enrico Rossi che non per ciò che dice ma per gli atti politici che continua a produrre in assoluta continuità con il PD e le sue politiche liberiste. Queste politiche stanno uccidendo la sanità pubblica e mortificando lo sviluppo economico della regione attraverso atti scellerati in materia di pianificazione territoriale e ambientale compreso i ritardi e gli errori superficiali negli accordi di programma di Livorno e Piombino di cui la Giunta Rossi e la sua maggioranza sono pienamente responsabili.

Nello stesso tempo non potremo permetterci di entrare noi in contraddizione con la nostra rappresentanza attualmente in Consiglio Regionale, in netta opposizione con l’alleanza PD/MDP, rappresenta da Sì Toscana a Sinistra che è stata frutto di un‘esperienza positiva molto importante, e a oggi rivendichiamo come esperienza da valorizzare.

A riguardo all’organizzazione Regionale del nostro Partito ci preme sottolineare che la lunghissima e tortuosa vicenda congressuale, culminata nella doppia elezione su suggerimento del Nazionale, dopo un cammino che ha impegnato in lunghe consultazioni i membri dell’assemblea, e che aveva prodotto una maggioranza di consenso, ha rallentato e forse svilito il contributo non delle Federazioni, ma di ogni singolo membro delegato alla scelta più rispondente ai criteri di aderenza al modello di partito e alla linea politica nella scelta della sua rappresentanza.

I due coordinatori eletti, sono entrambi validi ed esperti compagni, sulla cui capacità e sulla cui fedeltà al progetto di Sinistra Italiana non vi è il minimo dubbio, per questo chiediamo loro una accelerazione nella composizione della segreteria che renda organica e veloce l’azione sui territori entro il mese di luglio perché ci sono partite che non possono aspettare (acciaierie di Piombino e sviluppo porto di Livorno) e perché vogliamo portare da subito il nostro supporto come Federazione al livello regionale del partito.

Ai due coordinatori raccomandiamo concordia e coralità di conduzione nel rispetto di linea e contenuti programmatici come da espressione politica restituita dal Congresso fondativo di Rimini, chiediamo inoltre con forza e senso di responsabilità, di rendere attuabili, favorendone l’organizzazione, di aree vaste ed omogenee per far dialogare le varie federazioni vicine che possano associarsi per dare contenuto e sostanza progettuale a interventi programmatici di sviluppo basati su vicinanza territoriale che imprimano incisività e autonomia alle azioni sui territori simili per criticità e vocazioni.

Assemblea Federale, Livorno 7 luglio 2017

Link ordine del giorno della direzione nazionale del 8 luglio 2017 a Roma