La sinistra che vogliamo: da #Roma alla #Toscana @Sinistrait_ #Livorno

Siamo sicuramente d’accordo con quanto da più parti, compresa la bella relazione del compagno D’Attorre, è stato detto in buona sostanza a Roma: il risultato del Referendum Costituzionale sarà decisivo per le sorti della nostra Democrazia e necessita quindi di un impegno massiccio. Vogliamo però ricordare a tutti e tutte, che la vittoria del NO, non è affatto scontata.
Non è questione di essere o meno pessimisti quanto semmai la rappresentazione di un dato di fatto da tenere presente. Lo stesso esito del mancato raggiungimento del numero sufficiente di firme, così come imponeva questa legge assurda in questa prima fase, non è da sottovalutare. Le notizie provenienti dall’assemblea del Comitato nazionale del NO riunitosi sabato a Roma, parlano di aspetti non certo incoraggianti, che dimostrano sicuramente tratti di forte incertezza e forse la necessità di un maggior coinvolgimento della politica organizzata continuamente invitata a restare ai margini. Non ci sembra un dato irrilevante il fatto che a quella stessa assemblea (nazionale) abbiano partecipato soltanto 48 comitati territoriali su un totale di circa 400 !
Fermo restando quanto appena detto, (ribadiamo che non ci piove sopra) è altrettanto importante, se non addirittura imprescindibile, concentrare impegno ed energie sulla fase costituente del nuovo soggetto politico della sinistra al quale occorre dar vita.
La nascita di un partito strutturato, alternativo e fiero quanto incisivo oppositore di un liberismo selvaggio che tanti danni sta arrecando al paese, non può che risultare come lo strumento salvavita che ci permetterebbe, qualunque sia l’esito del referendum Costituzionale, di continuare con la stessa energia la guerra infinita alle disuguaglianze disseminate ovunque.
In sostanza, la costruzione di un partito della sinistra, sia che si chiami Sinistra Italiana od altro, potrà e dovrà essere la nostra salvezza, il nostro paracadute anche nel peggior caso ipotizzato a riguardo dell’esito referendario.

Abbiamo la “pessima” abitudine di tenere alla chiarezza, e non ci piace fare dei distinguo se non per proporre un assetto maggiormente competitivo, soprattutto nella nostra Regione. Il mancato raggiungimento in molte realtà territoriali, del numero sufficiente di firme per il Referendum, non ci può far davvero felici, malgrado Livorno sia riuscita nell’obiettivo. Bisogna però capire come e quali rimedi organizzativi possono essere messi in campo per rendere più omogeneo il lavoro, e conseguentemente, il risultato. Lo spirito deve essere quello messo a disposizione per la campagna elettorale a Sesto Fiorentino, quando più realtà si sono attivate per contribuire attivamente al raggiungimento di un risultato che ci ha poi ripagato e resi tutti e tutte orgogliosi dell’esito.

Andiamo velocemente per gradi: dall’Assemblea di Roma ad oggi

La recentissima assemblea di Roma ci ha consegnato elementi sicuramente positivi ma anche altri che lo sono certamente di meno. Gli argomenti ed i temi messi maggiormente in risalto ci convincono e non possono davvero esser messi in discussione, anzi!
Discutiamo invece, ciò che riguarda il mancato ascolto delle realtà territoriali (cosa ben diversa dal dividere la partecipazione ed il contributo su base regionale).
Dobbiamo educare all’ascolto “attivo” i nominati che in realtà sono i soggetti deputati alla sintesi politica delle voci raccolte dagli stessi territori. Quello che finora è mancato è proprio un “audit” della base, di coloro i quali vivono e conoscono le problematiche e le criticità delle loro stesse realtà.

Parlare alla “pancia” della Gente significa proprio saper tirar fuori i problemi concreti per incidere nelle loro dinamiche. In questo modo si passa realmente dalla fase di enunciazione a quella dell’agire. La vocazione di governo è questa: passare dalle parole ai fatti; dalla proposta alla realizzazione.

Ci uniamo ai tanti che hanno evidenziato quanto sia necessario sgombrare il campo di azione dai vari tatticismi pseudo-correntizi o addirittura “pattizi”. Vogliamo un partito libero da questa sorta di “vincolo oscuro”, al quale preferiamo di gran lunga un partito unito nella messa in pratica di una politica di merito.
Toscana.

Crediamo sia venuto il momento (anche se siamo in una fase “provvisoria”) di rendere più efficace e organizzativamente più “forte” l’architettura politica di Sinistra Italiana nella nostra Regione. Riteniamo opportuno perciò, spingere verso un allargamento del gruppo ristretto dei “nove” (Comitato operativo?) integrandolo con soggetti rappresentanti dei territori; soprattutto di quei territori che presentano problematiche maggiori o più lontananza dal “centralismo” fiorentino. Non si tratta ovviamente di distanze chilometriche quanto di rappresentanza di tessuti sociali, culturali e lavorativi diversi che necessitano di attenzioni altrettanto diversificate e specifiche, utili anche per una sintesi complessiva che porti ad una nuova ridefinizione del sistema “Toscana”, una volta certamente credibile e senza dubbio più competitivo.
Diversificare la proposta e rilanciare la risposta significa saper prima ascoltare le richieste che si levano dai territori e le valutazioni di merito. Richieste e risposte che sono ovviamente diverse per ragioni logistiche. Così come sono diverse le prospettive, che tuttavia (non si cada nell’errore) non hanno niente a che fare con dinamiche “separatiste”, quanto semmai alla ricomposizione di un piano generale frutto della sintesi del lavoro svolto in ambito locale. Per questo, una cabina di regia ristretta può risultare meno utile di un livello più ampio che sia in grado di lavorare su più prospettive da filtrare e successivamente rendere attuabili.

Concludiamo scusandoci per il tempo che in certe situazioni si dimostra tiranno, ricordando che Sinistra Italiana a Livorno ha da tempo elaborato una proposta per lo svolgimento del suo primo Congresso nella Nostra stessa città.
Tutto è pronto per essere messo all’attenzione di chi di dovere.
Noi, soprattutto se siamo sostenuti da tutti voi, siamo pronti!

Sinistra Italiana Comitato Promotore di Livorno

sifrentani

#unnuovofuturo assemblea aperta di #sinistraitaliana #16luglio #Roma @Sinistrait_

Un’assemblea nazionale aperta per decidere insieme come proseguire il nostro cammino, per decidere le priorità politiche, organizzare la nostra mobilitazione e la nostra lotta nei territori e nelle istituzioni e rilanciare il percorso.
Ora dobbiamo impegnarsi per costruire un nuovo futuro è per noi un dovere etico e una grande responsabilità. Non possiamo arrenderci alle ingiustizie e lasciare che in Italia ogni prospettiva di riscatto sociale e civile venga rasa al suolo e dimenticata. Non possiamo nemmeno arrenderci all’idea che l’Europa resti quella che è oggi: un grande meccanismo a-democratico incapace di costruire diritti e migliorare la qualità della vita della sua popolazione.

Ogni giorno qualcosa di reale, di crudo, qualcosa che accade fuori dalle sceneggiature scritte dai comunicatori di certa politica ce lo ricorda. 

Il razzismo, fuori dagli schermi televisivi, diventa la violenza cieca che in una città di provincia ha ucciso Emmanuel e strappato alla vita un sogno di pace e futuro. 

E basta un fruscìo inaspettato, quello delle banconote, per zittire le giaculatorie sull’Italia che cambia ed è già cambiata grazie alla rottamazione renziana: la corruzione e il clientelismo tornano in scena fragorosamente, non a milioni di chilometri di distanza ma a poche centinaia di metri dai palazzi in cui una classe dirigente che si voleva rinnovata, si scopre lambita e influenzata dall’appetito degli interessi e dei faccendieri.

E ancora la vicenda della presenza di Cosa Nostra tra le aziende che lavoravano alla costruzione dei padiglioni Expo ci dice che serve un investimento sugli apparati investigativi e sull’antimafia sociale più forte, più visibile, più diffuso. 

Infine dobbiamo avere sempre presenti alla mente quei numeri, tanti, che vengono dagli istituti di ricerca e che demoliscono una retorica dell’ottimismo priva dei fondamentali, cioè di quelle scelte politiche concrete che servirebbero per dare prospettive ai tanti e alle tante vittime di una disuguaglianza sociale intollerabile. Basti un dato su tutti, che parla della fine dell’universalità del diritto alla salute: nel 2016 sono stati 11 milioni gli italiani che hanno dovuto rinviare o rinunciare a prestazioni sanitarie a causa di difficoltà economiche, non riuscendo a pagarle di tasca propria. 2 milioni in più rispetto al 2012.
Sinistra Italiana non sarà una forza opportunista, una banderuola esposta agli intrighi di palazzo, un ammasso di persone di disposte a cambiare posizione su tutto a seconda delle convenienze del momento: serve una forza di buona politica e solida cultura, che proponga soluzioni strutturali al paese e all’Europa, che abbia un progetto vasto e popolare, che cerchi davvero di risolvere i problemi delle persone e per questa via di acquisirne la partecipazione e il consenso.

Per questo abbiamo insieme il compito di rilanciare il processo costituente, entrando in una nuova fase che camminerà su due gambe, con la schiena dritta e il volto rivolto al futuro da cambiare. La prima gamba ha il nome della partecipazione e della democrazia: è tempo di liberare le energie dei territori e costruire quei luoghi in cui insieme si possano prendere decisioni, agire, disseminare iniziativa politica. La seconda gamba quello delle nostre proposte: un approfondimento programmatico che ci aiuti a definire qual è il profilo della forza che vogliamo costruire, propedeutico al nostro primo congresso che si terrà a Dicembre. 

La fase politica che si apre è molto complessa: il governo dopo le amministrative e le inchieste che coinvolgono compagini della sua maggioranza attraversa una fase travagliata. La sfida del referendum di ottobre diventa una sfida cruciale, perché da quel voto dipenderà la qualità della democrazia e quindi la possibilità di cambiare un copione che per mesi è sembrato già scritto. Tocca a noi ricostruire una prospettiva di sinistra, battere il renzismo, combattere le destre populiste e razziste, arginare la forza delle lobby che premono per una politica economica a loro vantaggio. Dobbiamo mobilitare le nostre energie come non abbiamo mai fatto prima: puoi dare la tua disponibilità come volontario sul sito http://www.noidiciamono.it 

Per fare tutto questo, dobbiamo prima discuterlo insieme. Per questo è stata convocata a Roma per il 16 Luglio dalle ore 10.00, presso il Centro Congressi Frentani (molto comodo dalla Stazione Termini), un’assemblea nazionale aperta a tutti coloro che dai territori vorranno partecipare. Durante l’assemblea ci confronteremo anche sulle modalità con cui avviare la discussione politica e la preparazione dei regolamenti per il congresso di dicembre.

Attiviamoci! 

Un nuovo futuro è nelle mani di chi si impegna per costruirlo.