sei giorni di giuste proteste e manifestazioni degli studenti

Le voci dei giovani di Livorno sono lo specchio di qualcosa che non si fermerà e si allargherà perché il loro NO rimbomba già in tutto il Paese.

Da sei giorni in strada, ragazze e ragazzi manifestano per i loro diritti, senza fermarsi. Lo stesso percorso ripetuto giorno dopo giorno, per urlare una protesta che pesa da anni perché fatta di scelte sbagliate e non c’è nessun pretesto se non quello di reclamare un futuro che per loro si allontana sempre di più.

Nascoste dietro la fatiscenza di edifici inagibili e inadatti perché insicuri e insufficienti ci sono cose che pesano ancor di più come macigni: una buona scuola che crolla vistosamente e pericolosamente, nel nome e nel fatto, non è tale, semplicemente perché fatta di regole ingiuste che incatenano il destino delle donne e degli uomini di domani.

Il diritto allo studio garantisce l’autodeterminazione e forse è proprio questo che fa paura. Dopo giorni di stallo nella ricerca di una soluzione fra istituzioni e delegazioni degli studenti, forse c’è una possibilità e lo scopriremo lunedì prossimo.

Ma resta chiaro che non si accetteranno deroghe alle risposte, nessun rinvio ulteriore sarà accettato. Se accadesse, la protesta continuerà ad oltranza.

Dove la politica ha fallito, loro resistono e per una città che invecchia silente e seduta sulle proprie garanzie, ci sono migliaia di voci che non si stancano e fanno ‘quel lavoro sporco’ che abbiamo smesso di fare da troppo tempo: alzare la voce e urlare, non incrociando le braccia, ma con le mani rivolte al cielo dal pugno chiuso .

Se un’onda si alza loro riescono a cavalcarla cogliendo l’emergenza senza restarne travolti. Molti li ringraziano per la loro forza e noi siamo fra quelli. La sinistra è fra quelli, al di là di ogni fraintendimento o strumentalizzazione, sventolavano le bandiere rosse e le scritte dei centri sociali che non li hanno mai abbandonati, ma sostenuti durante queste lunghe giornate.  

In tanti credono questi giovani insicuri, disinteressati alla vita e ai problemi della città, ma così non è. Non ci sono garanzie per loro e si sono accorti di questo prima di noi, sulla loro pelle.

A 17 anni non si vota e gli studenti delle scuole medie superiori non votano.

 Quindi, non fanno paura? Invece sì, dovrebbe spaventare o quantomeno far riflettere i più avveduti perché ragionare in termini elettorali non porta fortuna.

Prendersi il lusso di non ascoltare è criminale, così come lo è legiferare contro chi rappresenta il nostro futuro.

Chilometri di passi e di parole rimbalzano fra compagni di scuola che arrivano da tutta la Regione, perfino Pisa è presente con una folta delegazione di ragazze e ragazzi venuti a  sostenere la protesta di Livorno. A loro non manca il coraggio del pensiero collettivo che non possiede  i confini che poco saggiamente qualcuno ha costruito. Loro stessi si sentono come i migranti respinti che non trovano porto perché l’educazione alla conoscenza è il loro approdo. Scomodo per il potere, vitale per la loro libertà di crescere.

Pensare ad una nazione di studenti sarebbe enormemente più ricco e produttivo anziché pensare ad una Nazione di votanti, ma si sa, in campagna elettorale si cerca il voto sicuro, senza rischi, fatto dal consenso di scuderia, invece di guardare, risolvere, scegliere il meglio per il Paese.

Loro sono il meglio di questo Paese, la ‘meglio gioventù’ che credevamo avrebbe avuto bisogno di noi, mentre invece siamo noi ad aver bisogno di loro.

Leggono, studiano, partecipano, ascoltano, vogliono crescere ed imparare più di quanto immaginiamo e riescono persino ad essere rispettosi delle regole, cosa che spesso abbiamo smesso di fare.

Il popolo degli insegnanti, quello che ha capito prima di tutti è sceso in strada al loro fianco per sostenerli e si è levata più di una voce insieme a loro, una difesa fatta anche di nonni e di genitori.

Per chi capisce l’urgenza, non esiste un gap generazionale che separa i sogni e i bisogni dalle opportunità.

Oltre a dire che siamo al loro fianco, scendiamo in strada, e ovunque serva per difenderli, servirà a loro, ma anche a noi per essere migliori.       

Esecutivo Sinistra Italiana – Federazione di Livorno

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