Risposta al Sig. Marcello Faralli

 

Ho letto sulla pagine “DITELO AL TIRRENO” nella edizione di martedì 18 dicembre del quotidiano Il Tirreno, un commento rivolto a me in relazione al contenuto di un comunicato uscito nei giorni scorsi e riferito alle posizioni del partito che rappresento nel territorio provinciale.

Senza polemica alcuna, rispondo al Sig. Marcello Faralli dopo aver riflettuto sulla posizione che viene contestata alla linea politica della Federazione di Sinistra Italiana, affermando che non è una posizione solitaria ma condivisa da molti soggetti che animano la sinistra e i motivi sono da ricercare nell’evidente osservazione di ciò che la realtà ci consegna.
Ritengo e confermo che una barricata contro la Lega sia un motivo insufficiente e riduttivo se non lo si legge in chiave essenzialmente opportunistica per riunire le forze e ricostruire il centro sinistra dal momento che il baratro e lo confermano i fatti, è di origine strutturale e riguarda esattamente ciò che è stato prodotto e aggravato pesantemente dal centro sinistra con le scelte nazionali ricadute pesantemente su questo territorio durante gli ultimi anni di governo a trazione PD. Questo e non altro ha creato uno sbandamento disperato e cieco che divide la società da ogni prospettiva civile, non altro.

Livorno si è seduta sulle garanzie acquisite sul suo lungo passato e non è stata più in grado di rialzarsi. Oggi ogni garanzia è caduta, ogni equilibri è sovvertito da un approccio autoreferenziato alla crisi. La dura realtà è che questa città si è fidata troppo dei potenti, che sono rimasti tali, ma non hanno mosso un dito per reinventarla e contribuire a mantenerla viva.

La ricetta utile per invertire la rotta è quella di tornare ad essere una comunità, analizzando a occhio nudo, per strada e fra le persone, quali siano le risorse utili per risollevarla. Seguire un percorso condiviso ma differente significa scegliere, guardando e considerando la città come un bene comune, equamente disponibile grazie alla partecipazione dei cittadini alle sue scelte. Serve una divaricazione netta rispetto ad un passato disastroso, irrispettoso delle regole di uguaglianza e democrazia, completamente asservito ai poteri forti della città, così come netto deve essere lo sguardo verso un presente inefficace che sta lasciando spazio ad un futuro punitivo con i deboli e sordo ai diritti degli individui.

La barricata alla Lega perciò, è solo uno dei motivi che muovono la nostra lotta unitaria e congiunta a Sinistra: con noi risuoneranno le voci dei lavoratori, le voci inascoltate degli ultimi unite a quelle di quel popolo silenzioso che nella ricerca pratica della questione morale tradotta in esperienza e pratica quotidiana, continua sfiancato a tentare di continuare ad essere parte di una società animandone ogni giorno la lotta, attraverso il dissenso civile e si oppone così ad una deriva che propone facili ricette intrise violenza ed esclusione sociale.

Simona Ghinassi

Coordinatrice Sinistra Italiana – Federazione di Livorno

 

 

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