Ridere fa male.

 

Il 31 maggio scorso scrivevo, concludendo una nota a proposito dell’inchiesta su un funzionario della Protezione Civile posto agli arresti dopo ben 47 accuse per peculato ai danni della cosa pubblica: “Questa città ha il bisogno fisico di ricordare e risolvere il suo passato attraverso una fase di rinascita e potrà accadere solamente rimettendo al centro la ‘questione morale’ che deve prepotentemente tornare ad essere pratica e patrimonio difeso e condiviso da tutti.”

Oggi emergono altri dettagli disarmanti e terribili rispetto al ruolo dello stesso, il cui nome non voglio nemmeno citare insieme ad altre due persone, relativamente alle risate ascoltate nelle intercettazioni telefoniche rilevate dagli inquirenti mentre la città veniva sconvolta dalla tragedia dell’alluvione del 10 settembre 2017.

“Si festeggia l’alluvione”, questa la frase che fa tornare alla memoria le risate della notte tragica a L’Aquila mentre i solai uccidevano col loro peso il futuro di una città che stenta ancora a rialzarsi per le ferite profonde che porta.

Livorno come L’Aquila.

Non basta scuotere le spalle e pensare che tutto il mondo è paese, che tanto sono tutti uguali. Serve la forza per opporsi, reagire, per pretendere un cambiamento. La questione morale deve essere rimessa al centro della discussione, dentro e fuori dalle Istituzioni, dentro la pratica politica, soprattutto deve farlo la sinistra che vogliamo affinché possa tornare ad essere ciò che era.

La campagna elettorale è già iniziata e ammettiamolo, sta accadendo sotto i peggiori auspici, non bastano le catarsi collettive, serve un gesto forte da parte della politica e delle istituzioni.

Serve alla città e ai cittadini che non possono continuare a sopportare le speculazioni, gli intrecci di interessi dei potenti mentre tutto va in rovina.

Non ci sono ricette diverse dalla pratica dell’onestà, dalla pratica della solidarietà dove serve davvero, dalla lotta quotidiana contro il malaffare, perchè sono le uniche risorse che restano come arma di difesa per una comunità che deve a tutti i costi ritrovarsi. 

E se è vero che la legge è uguale per tutti, troppo spesso lo è stata solo per alcuni e questo è un problema che va affrontato. Non esistono garanzie per chi delinque e un reato contro i cittadini deve essere punito prima di tutto mettendo al riparo con la pratica del senso civico le istituzioni che li rappresentano.

Chi può farlo? Tutti noi, ammettendo di aver sbagliato, sedendoci e rinunciando ad alzare la voce quando invece sarebbe servito.

Simona Ghinassi

Coordinatrice Sinistra Italiana – Federazione di Livorno

 

Lascia un commento