Il balzello del #M5S ai contrassegni per ZTL e ZSC a #Livorno

La Giunta Nogarin mette le mani nelle tasche dei Livornesi con il nuovo balzello per i contrassegni delle zone ZTL e ZSC un aumento anche per chi lavora in ZTL e ZSC e non solo per i residenti. Il tutto comporterà un esborso da parte dei cittadini di circa 2,4 milioni di euro all’anno. Dopo aver tagliato il pasto per le maestre e i maestri degli asili e ora si raschia il barile per far quadrare un bilancio.

Nogarin dice che il tutto rientra in un piano della mobilità che avrebbe l’obiettivo della riduzione dell’uso dell’auto privata. Ma di quale piano si parla ? Nessun piano è stato presentato ancora presentato e se è pronto perchè la Giunta non le rende pubblico per capire tutti gli interventi previsti che motivano l’introduzione del balzello per i contrassegni migliori la mobilità cittadina.

Inoltre, essendo le zone ZTL e ZSC nel centro città, l’introduzione del pagamento del contrassegno avrà un effetto negativo sul degrado dei quartieri del centro che avrebbero invece bisogno di interventi di riqualificazione, di miglioramento della vivibilità e di politiche e interventi di incentivazione a restare e o andare a vivere in Centro, invece così si incentiva a vivere nelle zone periferiche e si agevola inderettamente sempre di più i cittadini ad andare nei centri commerciali già esistenti e in quel che nascerà tanto voluto da Nogarin sotto l’egida Esselunga, con il chiaro risultato di un colpo mortale al commercio nel centro città.

Ci saremo aspettati che almeno per i residenti la Giunta proponesse i criteri del paramentro ISEE del nucleo familiare e potenza CV dell’auto a fini fiscali, perchè non possiamo far pagare la stessa cifra a coloro che possiedono una utilitaria come a coloro che hanno un suv o una berlina di grossa cilindrata dal valore commerciale medio di oltre cinquantamila euro.

Sinistra Italiana è dalla parte dei cittadini e quindi è contraria all’introduzione del balzello dei contrassegni senza una motivazione concreta e chiede con forza un Piano della Mobilità e un Piano di riqualificazione e di rilancio del Centro città in tempi brevi.

Sinistra Italiana Livorno
ztlzsc

#Livorno la Sinistra dove fu il PCI e dove si unirà per vincere @Sinistrait_

sabato 5 marzo 2016 Il Tirreno articolo di Juna Goti

La Sinistra dove fu il PCI. “Da Livorno il no a Renzi”
I fuoriusciti dal Pd e gli esponenti di Sei lanciano il nuovo soggetto politico il congresso fondativo a dicembre nella città simbolo del partito comunista

Quando ripetono che «la mutazione genetica» di Renzi non ha lasciato «più nulla di sinistra nel Pd» e che «si deve ricostruire una casa della sinistra in Italia», nel capannone del circolo Arci Di Sorco, nello storico rione livornese di San Jacopo, scatta l’applauso. Dietro al microfono ci sono l’ exPdAlfredo D’Attorre, deputato di Sinistra italiana, e Simone Oggionni, membro del coordinamento nazionale di Sel, tra i promotori di Si. Davanti una cinquantina di facce: per lo più vendoliani, ma anche ex Pd e volti di Rifondazione. Un pezzo della Livorn o che è stata il fortino del Pci, del Pds, dei Ds, del Pd e che da due anni è la roccaforte dei Cinque Stelle.

Sinistra italiana prova a infilarsi nella ferita che sanguina. E dopo la sfida lanciata a Renzi da Cosmopolitica, D’Attorre & Co potrebbero provare a ingranare la marcia proprio da Livorno: il coordinamento locale ha proposto la città dei Quattro Mori per ospitare il congresso fondativo in programma a inizio dicembre.

Il volto dei vendoliani livornesi, Andrea Ghilarducci, nel coordinamento di Si insieme a Donatella Becattini e ad altri, conferma senza girarci intorno: «Abbiamo fatto ufficialmente questa proposta al coordinamento nazionale. La sinistra potrebbe riunirsi là dove si divise tanti anni fa, ci stiamo lavorando». E tra i presenti, ricordando la scissione del 1921, c’è già chi mormora che l’appuntamento potrebbe essere dal 2 al 4 dicembre al teatro Goldoni.

Ghilarducci, a margine, ripete come un mantra le parole che poco prima ha affidato al microfono il trentenne Oggionni: «Vogliamo ricostruire una forza di sinistra, che sia la quarta offerta politica del Paese, alternativa a Renzi, Grillo, Salvini». All’incontro, moderato dal direttore del Tirreno, Omar Monestier, D’Attorre tira calci al Pd: «Ha fallito», dice. Ha fallito, vittima di un «processo di radicale stravolgimento della sua politica culturale e istituzionale» che lo ha portato verso politiche «di destra». Il parlamentare critica la scelta di ricorrere alla fiducia sulle unioni civili, ripete che «sul lavoro il governo ha tradotto in riforma i desiderata di Confindustria», critica le mosse su scuola e Rai. Non le manda a dire neppure al governatore della Toscana, Enrico Rossi, che si è candidato a sfidare Renzi al congresso Pd: fare una «battaglia da dentro», dice, «è impossibile», «il partito è diventato la cassa di risonanza di Palazzo Chigi» e il «mitologico congresso del Pd non esiste: sorprende Rossi che ha detto che il Jobs Act andava bene e ora vuole essere un’alternativa. Per cosa? Vanità personale?».

Il chiodo fisso è: «Ricostruire una casa della sinistra in Italia». Con D’Attorre che promette che Sinistra italiana non vuole essere «l’ennesima riedizione di Prc o Sel», o una «sinistra di élite» che alla fine non governa mai, ma «una forza utile e vitale della democrazia, di massa, che stia dalla parte della Costituzione, del lavoro e dei diritti sociali». Ma forse la sfida più grande sta proprio qui: dimostrare di non essere un nostalgico revival o una fredda somma di altre forze che poi alla fine restano sempre minoranza.

In sala scorrono le immagini di Berlinguer, del partigiano livorese Benifei, della Grecia di Tsipras. Uno dei due invitati di spicco, Oggionni, è poco più che trentenne, ma nella sala, che a poco a poco si riempie, di giovani se ne vedono davvero pochi. «Non dobbiamo costruire un partito che sia un collage di qualcos’altro – è la raccomandazione di Oggionni – ma riaffermare una presenza che riesca a riconciliare la sinistra con la sua gente, contro una sinistra che è evaporata dai cuori delle persone. Livorno è l’emblema di tutto questo…».

La Livorno dove il Pd, nell’ultimo anno, ha perso quasi 500 tessere: in città oggi gli iscritti sono 1247, 2419 in tutta la federazione. «Quando mene sono andato eravamo 3.ß0O…», borbotta Maurizio Paolini, ex dirigente Pd, uno di quelli che organizzavano le Feste dell’ Unità e le campagne elettorali. Ieri c’era anche lui. «Sono un uomo di sinistra a disposizione della sinistra, sono curioso di vedere cosa accadrà…», ripete. In ultima fila ascolta in silenzio anche Bruno Picchi, exvicesindaco della giunta Cosimi: «Sono qui da spettatore», taglia corto. Intorno soprattutto vendoliani e anche pezzi della Cgil, area pensionati: «Almeno voi – dice uno di loro, Roberto Terreni-fermerete l’attacco contro il sindacato?».

Il Tirreno 5 marzo

@Cosmo_Politica chiama #Livorno risponde!


Cosmopolitica chiama, Livorno risponde. La fase costituente di Sinistra Italiana riprende il cammino dai territori.
Un nuovo partito non si forma in un giorno, neppure attraverso un evento importante come quello di Cosmopolitica, che durante la tre giorni romana ha saputo aprire una breccia accolta con entusiasmo dal popolo della sinistra.
Le analisi, le riflessioni e le tantissime proposte uscite fuori da Roma potranno trovare un seguito credibile e vincente solo se ci sarà un coinvolgimento diretto delle persone, dei cittadini, dei territori dove si vive e si lavora, nel bene e nel male.
La democrazia partecipativa dovrà salire in cattedra, riprendere l’input, aggiornarlo, formulando altre e nuove proposte che facciano finalmente percepire che non si tratta di operazioni politiche studiate a tavolino.
La vecchia politica va in soffitta. Questo è ciò che vogliamo e che ci chiede la Gente.
Il nuovo chiama a raccolta le migliori risorse. Punta sull’innovazione che tuttavia non potrà mai sostituire il contatto umano diretto, il dialogo, l’interlocuzione e l’ascolto delle proposte che attraverso forme partecipative nuove verrà facilitato e incoraggiato.
Saranno Alfredo D’Attorre e Simone Oggionni a raccontare, venerdì 4 marzo – ore 17 – nei locali del Circolo ARCI “Di Sorco” di via San Jacopo in Acquaviva, 83 a Livorno , il loro punto di vista sull’esperienza iniziata e lanciata da Cosmopolitica. Due testimonianze diverse per provenienza e tipo di impegno. Dal Parlamento, dal nuovo gruppo costituitosi come Sinistra Italiana, alla militanza attiva nel coordinamento nazionale prima di Sel e poi di Sinistra Italiana. Testimonianze preziose che saranno raccolte e moderate dalla professionalità di Omar Monestier, direttore de Il Tirreno di Livorno.
Il nuovo volto di una sinistra che crede in un mondo nuovo e soprattutto possibile, si presenta quindi all’insegna di tre parole d’ordine: partecipazione, innovazione e impegno.

 

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#17Aprile vota si per salvare il mare @notrivelle

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ufficialmente firmato il decreto che conferma il referendum sulle attività petrolifere a mare – entro le 12 miglia dalla costa – per i titoli abilitativi già rilasciati, “per tutta la durata di vita utile del giacimento“. I cittadini, pertanto, saranno chiamati ad esprimersi il 17 aprile. Due mesi esatti, da oggi. Dal Quirinale fanno sapere che la firma apposta dal capo dello Stato è avvenuta in base al decreto n.98 del 2011 che prevede la possibilità di abbinare tra loro referendum o elezioni di diverso grado, ma non l’abbinamento di elezioni con referendum. Infatti, nell’unico precedente di abbinamento referendum-elezioni, avvenuto nel 2009, si rese necessaria un’apposita legge. Che, in questo caso, non ci sarà.

È sfumata così la possibilità di accorpare la tornata referendaria con il primo turno delle elezioni amministrative di giugno. Sergio Mattarella ha di fatto avallato la decisione di Matteo Renzi. Il premier si è dimostrato palesemente in difficoltà sul tema, anche in previsione dell’altro referendum – quello sulla modifica della Costituzione – calendarizzato presumibilmente ad ottobre. Si profila un autunno caldo per il Governo, che sulle variazioni costituzionali si gioca tutto. Su questo sarebbe interessante capire come si muoveranno quelle Regioni che stanno sostenendo il referendum No Triv: appoggeranno il referendum costituzionale, saranno disposte ad intavolare una trattativa o restituiranno al mittente la proposta ?

Renzi ostacola apertamente il diritto degli italiani a informarsi e a esprimersi consapevolmente il giorno del voto e lo fa a loro spese, sprecando tra i 350 e i 400 milioni di euro di soldi pubblici. Tutto per scongiurare il quorum elettorale, svilire l’istituto referendario, avvantaggiare i petrolieri. Una mossa prevedibile, considerando anche il guazzabuglio normativo messo in atto in materia di estrazioni petrolifere, tra la legge “Sblocca Italia” e quella di Stabilità, che rappresentano solo l’ultimo tassello di mediazione tra il Governo e la lobby del petrolio.

Il referendum di aprile assume un’importanza notevole. Perché rappresenta l’occasione giusta per sensibilizzare i cittadini chiamati al voto non solo sulle motivazioni del quesito approvato, ma soprattutto sulla direzione energetica da dare al nostro Paese. Che non può certamente essere quella fossile. Questi dovranno essere i paletti entro i quali muoversi nella campagna referendaria appena cominciata. Nonostante le prime avvisaglie oscurantiste di qualche media.

trivellesi

Terzo giorno di #cosmopolitica, il sogno diventa realtà !

Durerà quasi un anno la costituente perchè fusioni a freddo in politica hanno già generato un mostro con il partito che si legge Partito de La Nazione ma si scrive PD di Renzi.

La data prevista per il congresso sarà il 2, 3 e 4 dicembre 2016 e ci si arriverà dopo discussioni nei territori e l’uso di una piattaforma online, Commo, dove la promessa è di decidere tutto, dal programma al nome definitivo. A noi è venuta la folle idea di proporre la città di Livorno come sede della tre giorni congressuali, perché se a Livorno la Sinistra si divise nel gennaio del 1921, nel dicembre del 2016 si riunirà per andare lontano.

Per arrivare al congresso ci saranno le amministrative e due appuntamenti importanti: il referendum costituzionale di ottobre con la battaglia per il No e quello sulle trivelle del 17 aprile.

Siamo usciti dall’assemblea con un comitato promotore molto largo, oltre i cento membri, un po’ sulla falsa riga di quanto abbiamo fatto nelle settimane scorse a lavoro, con il principio una testa un voto e senza pregiudizio verso nessuno purché condivida lo spirito costituente di Sinistra Italiana.

Siamo consapevoli che questo non basta ma si dovrà crescere ancora di più per prendere voto dopo voto degli scontenti del PD e del M5S visto che passato recente e presente del modo di amministrare la nostra città è rimasto uguale e poi avremo un forte occhio di riguardo verso le esperienze del civismo che a nostro parere hanno piena cittadinanza nel percorso costituente di Sinistra Italiana.

Tornando all’ultima giornata di ieri registriamo la new entra nel gruppo alla Camera di Giovanna Martelli, già consigliera di Renzi per le pari opportunità. Auspichiamo che l’appello ai compagni della minoranza PD da parte di  Alfredo D’Attore, produca altri risultati. D’Attorre ha detto parole chiare  «Laicamente, la sinistra è qui. Che senso ha restare lì a prendersi schiaffi per non si sa che cosa? Uniamo le forze. Come si fa a essere contemporaneamente contro il Partito della nazione e con Renzi sulle riforme? È una contraddizione che dovrebbe essere risolta». Peccato che Gianni Cuperlo ha ridetto le solite cose, forse non gli bastano gli schiaffi fino ad ora presi ?

Sergio Cofferati risponde che l’esperienza di Italia Bene Comune è ormai «irrimediabilmente chiusa», con il «Pd che ha virato al centro». Cofferati, insieme a Luciana Castellina, acclamata, sono i saggi di questa nuovo storia della Sinistra, cosí come abbiamo applaudito il video messaging di Nichi, grazie a lui se siamo arrivati a questo processo constituente. Ci siamo commossi quando Nichi ha detto che «è il momento che una nuova generazione guadagni la prima fila».

Le conclusioni dell’assemblea spettano a Fratoianni che arrivano dopo l’applauditissimo intervento di Luciana Castellina. Quella che “era una scommessa oggi si rivela un successo”, sottolinea il coordinatore di Sel ringraziando Nichi Vendola perchè “senza la sua generosità questa partenza non sarebbe stata possibile”. Quindi Fratoianni ha riassunto le posizione di SI su temi come clima, uguaglianza e distribuzione della ricchezza, terrorismo e soffermandosi sugli attacchi sulla flessibilità all’Ue lanciate da qualche tempo dal premier Matteo Renzi rimarca: “doveva accorgersene prima, quando questa battaglia è stata fatta da Tsipras”. Ma il nuovo partito, avverte Fratoianni, “non dovrà fare gli errori del passato, perchè una sinistra fatta a pezzi, fatta i correnti, non è una forza”. E, rivolgendosi a Paolo Ferrero, Fratoianni spiega come “il pluralismo dei punti di vista sia necessario ma occorre il coraggio di lasciare le proprie case, di ricostruire una forza più larga e capace per il cambiamento”. Al termine dell’intervento dal palco del Palazzo dei Congressi, dove sono stati 3500, gli accreditati alla kermesse di SI, viene poi esposto lo striscione “Verità per Giulio Regeni” seguendo l’appello fatto dall’avvocato del ricercatore italiano Alessandra Ballerini.

Lunedì 22 febbraio alle ore 21 il coordinamento di Sinistra Italiana si ritrova per analizzare l’esperienza di Cosmopolitica e per “ampliare le file a Livorno di questo sogno che giorno dopo giorno diventa realtà”, dice Andrea Ghilarducci.