Via Pannocchia 67/69 a Livorno area desalvinizzata

 

Nonostante il cambio di Governo e Matteo Salvini non più Ministro degli Interni, pensiamo che non sia finita: il seme avvelenato di odio e razzismo che ha piantato è ancora presente nel nostro paese.

Lanciamo quindi un segnale di solidarietà dalla nostra sede di Sinistra Italiana – Federazione di Livorno in via Pannocchia 67/69, alle Compagne e ai Compagni della Sinistra Unita di Copertino, esponendo anche noi il manifesto contestato dalle forze dell’ordine di quella cittadina due giorni fa.

Servono anticorpi forti per sconfiggere la violenza e l’istigazione all’odio, noi rispondiamo con un piccolo gesto simbolico ma importante che accompagna la nostra lotta quotidiana in questa città.

Pratica della democrazia, della solidarietà, dell’ascolto e dell’accoglienza sono alla base della nostra azione politica perché essere di Sinistra significa non arrendersi e pretendere un mondo migliore e più giusto e equo per tutti.

Sinistra Italiana – Federazione di Livorno

 

Un’altra morte bianca dentro il Porto di Livorno

 

In pochi mesi un altro marittimo è morto nelle acque dell’Alto Fondale del porto di Livorno.

Era al lavoro sulle paratie della nave da crociera come addetto alle pulizie, come mille altre volte, rischiando come mille altre volte per l’inosservanza forse delle misure di sicurezza mai troppo adeguate e stringenti sui grandi giganti del mare.

Era giovane e resta poco da dire perché saranno le indagini a chiarire le dinamiche ed i perché di questa morte.

Restano nodi enormi da sciogliere rispetto all’applicazione ferrea delle procedure di sicurezza, in terra e in mare per chi arriva e riparte da Livorno.

A rimetterci la vita sono sempre lavoratori sottopagati e sottoposti a ritmi insostenibili.

Ridurre alla fatalità ogni incidente diventa sempre più difficile, soprattutto quando entrano in gioco dinamiche che riguardano tempi e modalità di gestione del lavoro di un personale marittimo sempre più sfruttato e sempre meno specializzato al quale si chiede sempre di più in termini di resa per poche lire, in barba alla sicurezza.

Il far west delle regole fa sentire il suo peso ogni volta che accade un incidente, poi tutto passa in cavalleria per tornare al frenetico lavoro di arrivi e partenze rispettando una tabella di marcia che non si può interrompere. Resta da dire che il personale di terra che accoglie, controlla ciò accade in banchina sui traffici di uomini e merci, poco può su ciò che l’occhio non vede e accade dentro le navi. 

Il groviglio normativo che disciplina il lavoro dei marittimi si intreccia ai protocolli vigenti in Europa e nel Paese ma ogni Compagnia Armatoriale ha regole interne tutte sue e molto dipende dalla bandiera issata sul pennone.

Servirebbe iniziare a dire che se il mare non ha confini, nemmeno chi li naviga dovrebbe averne, e tutto ciò dovrebbe valere per le regole che tutelano i lavoratori che provengono da tutti e cinque i Continenti.

Non vogliamo più lavoratori morti dentro e fuori dal porto di Livorno.

Circolo Territoriale SI Livorno Collesalvetti

 

Foto Vigili del Fuoco Livorno

Sconcerto dichiarazioni Cepparello

 

Lascia un po’ sconcertati l’ingenuità dell’Assessore Cepparello espressa dalle sue affermazioni che si trascinano da prima di ferragosto sul problema dell’uso dei cellulari alla guida e che in realtà dovrebbe connettersi al più ampio discorso di una viabilità malconcia e a un sistema parcheggi che a oggi non pare proprio decollare nonostante gli annunci. Alzare le mani in segno di resa e accettare la ricetta della sola prevenzione non basta. Non siamo in classe con alunni indisciplinati, ma nella vera realtà con incidenti e i morti sono veri, basta guardare i numeri e le statistiche che gridano vendetta.

Il fenomeno sopravvive nonostante oggi sia nella disponibilità di quasi tutte le auto, dalle utilitarie alle più lussuose, la dotazione di impianto viva voce, e questo ci dice che forse l’idea suggerita dal capo Cronista del Tirreno, presa altrove come modello di repressione da agenti in borghese sia l’unica percorribile.


La lettura di un messaggio o di una notifica in arrivo dai social ai quali si vive ormai perennemente connessi, deve poter costare caro, solo il peso di una una sanzione importante può restare impresso.


Brutto da dire? Forse non porterà consenso, ma rispettare le regole del codice della strada e non allentare, ma aumentare i controlli salva la vita non solo a noi ma soprattutto agli altri.
Fa sorridere la manica larga nei confronti dei furbetti col cellulare che fa da contraltare all’immutata fervente attività delle multe in città, per nulla diminuite dopo l’operazione di taglio degli stalli blu.


Due pesi e due misure a quanto pare, intanto ci sarà un aumento dell’organico dei Vigili Urbani voluto dal Sindaco Salvetti e cercheremo di capire a quali attività di controllo saranno destinati perchè immaginiamo che saranno molti problemi che scalderanno le cronache d’autunno in città.

Sinistra Italiana – Circolo Territoriale Livorno Collesalvetti 

 

 

Bilancio Consuntivo lista la SINISTRA per CANNITO Sindaco

 

la SINISTRA per CANNITO Sindaco presentata come lista in occasione delle Elezioni Amministrative del 26 maggio 2019 nel Comune di Livorno, ha registrato questo  Bilancio Consuntivo, composto dal contributo delle forze politiche che l’hanno sostenuta:

    – SINISTRA ITALIANA – Circolo Territoriale Livorno-Collesalvetti C.F. 92106020495

    – PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA-SE Federazione di Livorno P.IVA 01071590499

Non ci sono state entrate di alcun altro tipo sia da persone fisiche che giuridiche.

Il presente bilancio è stato inviato alla Corte dei Conti sezione Toscana nel rispetto della legge in materia di rendicontazione dei bilanci della lista e i 32 candidati della lista hanno inviato dichiarazione spese non sostenute alla Collegio Regionale di Garanzia Elettorale Presso Corte di Appello di Firenze.

Nuovo ospedale, la pietra miliare di Rossi su Livorno



Se qualcuno aveva dimenticato il peso del piede del PD, sta assaggiando il ritorno dei redivivi in tutto il loro splendore.

Mancava la posa di una pietra miliare importante: il progetto per il nuovo Ospedale di Livorno.

C’è chi dice: “E’ tornato il PD, fateci lavorare adesso.”

Come se oltre 5 anni di battaglie e un referendum punitivo per l’attuale Governo tornato in carica in città non avessero avuto peso e sostanza.

Con la nuova maggioranza PD e affini in Comune, il Presidente Enrico Rossi rimette in gioco l’accordo di programma sottoscritto con l’amministrazione di Livorno, quell’accordo che poco prima delle elezioni amministrative lo stesso Rossi aveva stoppato con la Giunta Nogarin, fiducioso di avere nell’immediato futuro un’autostrada davanti a se: carta bianca e mano libera, senza sorprese sgradite nell’approvazione muta delle sue volontà.

Un lascito scomodo per l’attuale Sindaco Salvetti, laconico nell’accogliere più un diktat che una proposta.

Ma è poca cosa davvero. 

Superata l’ipotesi del nuovo ospedale a Montenero e raccolta l’idea di ricostruirlo all’interno dell’attuale area in viale Alfieri, localizzazione che anche Sinistra Italiana aveva difeso, pare che per il PD, il potere del mattone sia molto più appassionante del reale bisogno di sanità diffusa che servirebbe alla città, in relazione a bisogni profondamente mutati e alla scarsità di servizi che mettono a durissima prova l’attesa e lo stato di salute dei cittadini.

Servirebbe capire che un ospedale va progettato anche in funzione dei suoi distaccamenti sul territorio cittadino per dirottare servizi e garantire capillarità di assistenza pubblica.

Per altro non c’è menzione del ruolo del nosocomio livornese inserito nell’area vasta così come del rapporto di interscambio sanitario e specialistico con il Cisanello di Pisa così come con altre realtà limitrofe.

Non capire questo significa ragionare per comparti stagni e inevitabilmente commettere errori rispetto a dimensioni progettuali, organicità e capacità di risposta dei servizi di cura rispetto alle necessità reali, ed è cosa indispensabile, mai trascurabile durante la progettazione di un ospedale di nuova generazione.

Sinistra Italiana rimanda agli appelli portati negli ultimi anni alla richiesta di una sanità diffusa nel territorio con il ripristino di tutti i distretti e delle case della salute con un maggior numero di posti letto e ambulatori specialistici.

Ciò favorirebbe una forte contrazione dei tempi nelle liste di attesa, una riduzione dei ticket, un rapporto di collaborazione e supporto continuo con l’ospedale di Cisanello, chiaro e non subalterno.
Efficentare la sanità pubblica e aumentare qualità e quantità dei servizi di cura dovrebbe essere l’obiettivo principale. La domanda che continuiamo a porci è se coincida con l’obiettivo del Presidente Rossi, perché così non ci pare, anche in relazione alla tipologia di finanziamento portata, davvero nebulosa nella capacità di garanzia per il rientro entro il 2026 dei capitali investiti per realizzare l’operazione.

Rispetto alla tempistica di costruzione previstia i nostri dubbi si moltiplicano così come si moltiplicano le attese per avere una struttura funzionante ed efficace in tempi brevi. Sembra quasi che si chieda ancora ai cittadini di pazientare, ma la salute non può attendere per chi può accedere al solo servizio pubblico in emergenza così come nella quotidianità.

Il finanziamento di 280 milioni di euro promessi dal Presidente Rossi tempo fa, ci sono ancora, ma l’ASL deve restituirli attraverso la vendita di alcuni immobili di sua proprietà che sono sul mercato da molto tempo e risultano ancora invenduti.

In altre parole, esiste un vincolo che lega, nell’assoluta incertezza, i ricavi alla realizzazione dell’opera, senza contare che ammesso e non concesso che venga venduto il patrimonio messo sul mercato, la cifra ottenuta raggiunga il budget previsto di 280 milioni di euro previsti per coprire i costi di realizzazione del nuovo ospedale. Non accetteremo invenzioni su finanziamenti con fidejussioni incerte a zero garanzie.

Restano poi aperte troppe domande rispetto al progetto complessivo del nuovo ospedale in relazione alle delle aree limitrofe di viale Alfieri.

La nostra parola d’ordine è quella di evitare consumo di suolo pubblico e nella fattispecie ci preme dissentire sulla possibilità di un ampliamento nell’area dell’ex parterre perchè si tratta dell’unico polmone verde della zona, un parco storico vissuto quotidianamente dai livornesi, che ha funzione ancor più importante per l’utile filtro di separazione dall’area ospedaliera.
Concordiamo sulla costruzione del blocco principale così come descritto, ma c’è da chiedersi che cosa ne sarà dell’attuale pronto soccorso, costruito non molti anni fa con ingenti carichi economici di spesa, prospettando lo spostare delle RSA Villa Serena e il Pascoli all’interno di viale Alfieri, noi non crediamo che l’adeguamento funzionale e strutturale dei vecchi padiglioni abbia costi inferiori rispetto alla ristrutturazione degli edifici attuali che ospitano le due RSA, e nel caso c’è da chiedersi cosa accadrà delle due strutture con il loro spostamento. Così come, la demolizione del padiglione 9 dove obbligherà il trasferimento dei degenti?

Programmare un intervento comporta risposte che oggi non cogliamo e andrebbero partecipate e discusse con i cittadini che non posso accettare tutto e il contrario di tutto quando si tratta della loro salute: serve essere chiari su quale sia la destinazione e la vocazione di un luogo importante come lo è un ospedale.

Al di là degli annunci roboanti, le Istituzioni dovrebbero portare garanzie e non incertezze perchè sulla salute dei cittadini non si può giocare.

Sinistra Italiana – Coordinamento Circolo Territoriale Livorno Collesalvetti