Documento dopo il voto del Circolo Territoriale SI Livorno Collesalvetti

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ELEZIONI AMMINISTRATIVE COMUNE DI LIVORNO

Mai come questa volta è difficile prendere parola e avviare un’analisi del voto che è sotto gli occhi di tutti ed ha deluso le nostre aspettative.

Nemmeno il quasi 3% ed è davvero al di sotto di ogni previsione pessimistica, e questo risultato va letto oltre al calcolo matematico secco e implacabile dei numeri perchè tentare di riunire la Sinistra sia a livello nazionale che locale è difficile e stiamo provando a farlo da anni, con esiti spesso incerti quando non fallimentari.

A noi di SI è accaduto il 4 marzo con Leu e gli strascichi sono evidenti ancora oggi anche se la nostra proposta politica era molto distante e chiara.

Il 26 maggio abbiamo vissuto un’altro risultato che non ci ha premiato, alle amministrative e alle europee in questa città, ma i motivi sono essenzialmente altri e non dipendono dai compagni di viaggio scelti perchè continuiamo a pensare che non prestare il fianco a nessuna provocazione denoti rispetto nei confronti dell’elettorato che va tenuto sul punto nei contenuti e non attraverso il gossip ricco di polemiche gratuite. 

Questa sconfitta ci fa soffrire e brucia ancor di più perchè il percorso costruito è stato condiviso con i Compagni di Prc, che sono i più vicini a noi, con i quali abbiamo cercato attraverso la contaminazione con la lista civica Città Diversa, un valore aggiunto di competenza e onestà, quindi non una via facile o superficiale, perchè al contrario il percorso si è dimostrato tutta in salita, nonostante la coesione fra i nostri compagni e l’impegno dei candidati di entrambe le liste che componevano la Coalizione Civica.

La scelta di convergere sulla candidatura di Marco Cannito per noi ha significato una scommessa che abbiamo forse perso nei numeri, ma che ci lascia in dote comunque un’esperienza politica importante. Rispetto agli altri sodalizi fra partiti politici e liste civiche, quelle nate come funghi nell’ultimo mese solo per ricercare l’alchimia elettorale acchiappavoti e nascondere qualche faccia forse impresentabile, il rapporto con Città Diversa e il nostro candidato , ci hanno mostrato un metodo diverso di fare campagna elettorale con una forza civica vera e radicata.

A prescindere dai risultati ottenuti, confermiamo che solo uno sguardo corale, sfaccettato e trasversale, possa restituire la dimensione vera dei problemi dei cittadini, dai più banali ai più complessi.

Rivendichiamo inoltre una scelta che forse è passata troppo inosservata, ovvero quella di aver scelto solo un terzo dei candidati della lista ‘la Sinistra per Cannito Sindaco’ fra gli iscritti ai due partiti di SI e Prc, lasciando spazio a volti e storie che provenendo dalla società civile, hanno rappresentato uno spaccato della società livornese e temi reali con storie reali da portare. Stare sulla strada, fra le persone e non nelle stanze chiuse, ci ha ripagato tutti non nei numeri, ma più nella capacità di iniziare a capire i problemi e misurarci in un corpo a corpo che è stato importante per noi, sicuramente in futuro, da migliorare e far crescere.

Una palestra che siamo sicuri ci aiuterà continuando un percorso ormai tracciato e che ci porterà a non essere più la sinistra minoritaria in questa città.

Vero è che siamo forze politiche che non possono contare sulle masse oceaniche di iscritti e di consenso, per questo forse, anche il piano dell’organizzazione ha sentito la mancanza di un coordinamento più convinto, sicuro ed in sincronia fra le tre forze in campo. Ma mettere insieme identità che hanno natura e radice diversa è spesso complicato per la diversità di approccio e di metodo, serve una maggiore capacità di fare sintesi e si tratta di un percorso lungo, da digerire piano per centrare insieme l’obiettivo fino in fondo.

In realtà non avevamo bugie da raccontare o colpi di teatro da proporre, niente lustrini, flash a seguirci o immagini patinate, ma solo la presenza di candidati autentici, giovani con storie vere alle spalle e altri  con competenze specifiche, tematiche, pezzi di società con bisogni precisi da raccontare e proposte da interessanti da discutere.

Non è bastato forse perchè avevamo sulle spalle mesi di discussioni per costruire un’alleanza più larga e forte, alternativa al Pd e al centrosinistra  che si è infranta a causa di interessi di bottega e di poltrona che poco hanno a che fare con la politica vera. La realtà è che abbiamo perso troppo tempo a rincorrere la chimera dell’unità per non esser noi divisivi e guastafeste: al tavolo della discussione eravamo rimasti seduti solo noi, Sinistra Italiana, Rifondazione Comunista e Città Diversa.

Tre forze che in tutta onestà sapevano di non poter vincere ma che volevano stare unite e provare a mescolare le loro competenze per occuparci di ricostruire una comunità, contribuire a cambiare il volto della città e avere una chance per riportare la sinistra in consiglio comunale. La nostra sinistra non ha voluto accettare una candidatura a scatola chiusa prendere o lasciare, piegata ai patti sotterranei e ai calcoli di opportunità, non per dimostrare purezza fine a se stessa, ma solo per restituire onestà a cittadini che non sono più in grado di sopportare la politica giocata sotto banco in un frangente così grave e difficile per la loro città.

Speravamo di poter in parte sanare una distanza disfunzionale fra cittadini e politica parlando di questione morale, di diritti, di lavoro, di futuro e di sviluppo pensando non solo alle vocazioni della città, ma guardando oltre i nostri confini. Non ci siamo riusciti a causa delle dinamiche descritte con schemi di gioco dai quali siamo stati tagliati fuori di fatto, molto prima del 26 maggio e ce lo restituisce la cronaca di oggi.

Sarebbe servito alzare di più la voce, in tanti ce l’hanno detto, ma abbiamo preferito restare sul piano politico con contenuti sani senza scendere nella pratica della rissa e del chiacchiericcio.

Questa esperienza ci lascia in dote un bagaglio di speranze e un progetto unitario fra Sinistra Italiana e Rifondazione Comunista da costruire insieme in questa città, ma soprattutto ci ha portato nuove energie e nuove idee che hanno testa, cuore e gambe per camminare e crescere.

Ci aiuteranno a dimostrare che è possibile costruire un muro contro la marea nera senza tornare al dialogo e all’alleanza con un PD che terremo sul punto su ogni scelta che farà.

Per questo motivo contestiamo apertamente la posizione del nostro Segretario Nicola Fratoianni, chiedendo una riflessione profonda rispetto alle sue posizioni tradotte nell’intervista pubblicata su ‘il Manifesto’ dove paventa la possibilità di aprire un dialogo con il PD e con Antonio Calenda, espressione di un ragionamneto che sminuisce le battaglie combattute dal nostro Partito in difesa dei lavoratori, contro laspinta neoliberista che ha condizionato le scelte di sviluppo in questo Paese e in Europa.

Lo spazio che resta disponibile per noi è stretto fra le regole capestro imposte dal centro sinistra che tanto abbiamo combattuto e una destra rabbiosa quanto basta da spaventare un popolo impaurito anche in questa città.

Noi dovremo incunearci lì e tornare a rispondere a chi ha ricevuto dal PD il Jobs Act in dote per i suoi figli, o a chi ci dice oggi di scendere in strada armati per difenderci promettendo un modello di giustizia sociale che allontana invece di avvicinare o includere.

Ci riprenderemo quello spazio.

Ma se vogliamo che la sinistra torni ad essere protagonista serve ragionare molto a fondo anche sull’idea che i ‘nuovi fascisti’ che votano Salvini sono persone comuni, operai e lavoratori, stanchi di non avere più nessuno che risponde ai loro problemi e la causa principale va ricercata proprio nelle scelte di quel centro sinistra che a oggi si configura come un danno strutturale e che va corretto al più presto.

Noi non siamo il PD, siamo lontani dall’idea di ricostruire il centro sinistra e pure non siamo nemmeno come altre forze che hanno svenduto tutto di se stesse per qualche poltrona.

Era difficile trovare la giusta ricetta quando ai cittadini si è inculcato il vizio di guardare il dito e non la luna. 

Il risultato è quello di vedere oggi uno scenario profondamente cambiato, dove chi ha governato per 5 anni la città ha perso la sua forza propulsiva e restituendo ai suoi due avversari naturali l’opzione di contenderselo. La cronaca politica ci  racconta che ci sono poche soluzioni portate, e a fare da contraltare, troppe promesse che speriamo siano almeno in parte mantenute. Quindi avremo un ballottaggio dall’esito incerto e la speranza nonostante tutto che questa città possa risvegliarsi il 10 giugno con un futuro più dignitoso per ogni abitante di questa città.

Questo nostro 3% ci servirà per ricordare che siamo pronti per contribuire dall’esterno affinché  quel futuro sia possibile, se non ora, la prossima volta perchè saremo molti di più, e lo diremo ad alta voce.

NOTA:

Il Circolo Territoriale di Sinistra Italiana di Livorno Collesalvetti in merito alla posizione da assumere al ballottaggio del 9 giugno, verrà restituita dopo un passaggio formale con i candidati della lista ‘la Sinistra’ in programma per lunedì 3 giugno 2019, ma vuole portare questa riflessione prendendo atto della delusione per il risultato elettorale del primo turno , SI richiama le tradizioni democratiche e antifasciste della città di Livorno e dei connotati storici , della stessa , di solidarietà e apertura alla convivenza civile .

Nel richiamare le stesse, esprime la propria avversità a esiti di destra nel prossimo ballottaggio che oltre a collidere con i principi democratici , che per la Sinistra sono attestati dalla propria fedeltà ai valori costituzionali  vede nel candidato delle destra cittadina una assenza di soluzioni concrete ai problemi del lavoro , della sanità e dell’assetto urbano e della convivenza civile , necessari allo sviluppo della città .

Le uniche soluzioni proposte dalla destra che fanno leva al crescere della paura e dell’inquietudine sociale , non contengono proposte concrete , per i problemi sentiti propri dalla cittadinanza , e cioè di una sanità diffusa e celere alle richieste di cura , di un decoro urbano e assetto viario necessario a un ordinata risposta alle esigenze di mobilità , di un livello di qualità ambientale , comprensivo anche di razionalità nella raccolta differenziata , non affrontati o peggiorati dalla precedente amministrazione comunale.

SI pur richiamando le sostanziali differenze di prospettiva politica con il centro-sinistra, conseguentemente si esprime a favore del candidato Sindaco Luca Salvetti , per il prossimo ballottaggio, richiamando allo stesso la necessità di difesa dei valori storici della città , in un ottica non di mera conservazione degli stessi ma di rinnovamento, che faccia dell’Amministrazione Comunale, un soggetto di sviluppo della città in un rapporto di apertura, senza tutele o interessi preordinati ,ma unicamente vincolati alle necessità collettive .

ELEZIONI AMMINISTRATIVE COMUNE DI COLLESALVETTI

Come accaduto a Livorno, il risultato portato dalla lista congiunta ‘la Sinistra per Collesalvetti’, frutto di un ragionamento costruito seguendo la falsa riga della composizione della lista per le elezioni europee fra Rifondazione Comunista e Sinistra Italiana, conferma, anche se con una percentuale lievemente più alta un trend purtroppo consolidato. C’è ancora molta strada da percorrere per raggiungere un obiettivo soddisfacente che veda emergere l’idea che una sinistra unita possa essere vincente e soprattutto partecipare al dibattito e decidere. Anche in questo territorio, hanno giocato dinamiche forti di separazione a sinistra e lo conferma il tentativo poi fallito di raggruppare sotto uno stesso simbolo più forze che non sono arrivate insieme al traguardo del 26 maggio ed in particola il PCI che ha presentato un candidato altro, per motivi squisitamente identitari. La presenza di numerose liste civiche hanno frammentato ancor di più un consenso possibile. Nonostante il risultato deludente anche nel Comune di Collesalvetti esiste la volontà di proseguire il progetto unitario della lista unitaria così come si è presentata alle elezioni amministrative. Un ringraziamento va ai compagni di Rifondazione Comunista di Collesalvetti e al candidato sindaco Luca Chiappe, insieme hanno fatto una campagna elettorale ben organizzata e diffusa con impegno costante.   

CONCLUSIONI

Come si evince dal documento emerso dall’Assemblea di Federazione, al quale si rimanda la lettura, il Circolo Territoriale di Livorno Collesalvetti attenderà le scadenze indicate per i passaggi formali e statutari relativi alla fase congressuale richiesta per il rinnovo delle cariche di coordinamento, in attesa di far partire anche sul territorio di Livorno e Collesalvetti i laboratori politici riferiti alla transizione verso la costruzione di una soggetto unitario fra Sinistra Italiana e Rifondazione Comunista insieme a tutte quelle forze civiche organizzate e non che aderiranno a quel percorso.

Livorno, 30 maggio 2019

 

 

Lettera a Fratoianni e Acerbo

 

Siamo due candidati della lista ‘la Sinistra per Cannito Sindaco’ progetto nato dall’unione di Sinistra Italiana Livorno e Rifondazione Comunista Livorno.
Leggere l’intervista a Nicola Fratoianni uscita il 30 maggio sul Manifesto, ci ha spinto immediatamente a scrivere a voi questa lettera, dirigenti nazionali e locali dei due Partiti che hanno dato forma e sostanza al progetto della lista ‘La Sinistra’ per partecipare alle elezioni europee del 26 maggio, assunta anche a Livorno come modello per competere alle elezioni amministrative.
Siamo entrambi livornesi impegnati in questo percorso perchè non vogliamo vedere svanire ogni possibilità di futuro per la nostra città che è fatta di persone e non di voti da tenere in tasca come trofeo.
Abbiamo storie simili e per motivi simili ci siamo avvicinati e ci abbiamo creduto anche se non avevamo un bagaglio politico o l’esperienza per affrontare una campagna elettorale difficile e incerta soprattutto per noi, “popolo senza tessera”.
Siamo stati accolti come a casa, perchè la sinistra è casa nostra anche se non siamo militanti, e vogliamo continuare un percorso congiunto nonostante un risultato deludente.
Questo progetto non può essere dimenticato e abbandonato.
Nell’intervista al Segretario di Sinistra Italiana, leggiamo parole pesanti che rimettono in gioco la bontà di un ‘idea perchè ha ottenuto un risultato scarso, paventando l’apertura di un dialogo con il M5S e con quel PD e quel tal Calenda così poco amico dei lavoratori in questo Paese, per fermare la marea nera.
Se un dialogo è possibile nei confronti di una parte del M5s, non lo è per noi con le forze di centro sinistra guidate prima da Renzi e dopo da altri, che ancora oggi non si sono minimamente ravvedute continuando a seguire le regole del neoliberismo più sfrenato.
Essere antifascisti è un tratto costituzionale indiscutibile, vero è che c’è perdita di rappresentanza per la mancanza di risposte su altro ed è per questo che molti oggi si piegano al nazionalismo di destra; proprio per questo la politica e la sinistra, non devono solo occuparsi di creare argini ma di rispondere ai bisogni reali e concreti delle persone.
Quindi quello che abbiamo letto oggi è un pugno nello stomaco che fa male e pesa, ancor di più del risultato scarno che abbiamo raccolto.
Azzerare le differenze sostanziali e farci diventare gregari a favore di chi ha creato il presupposto che proprio quell’onda nera si alzasse è pericoloso e immorale, nei confronti di tutti i lavoratori, di quelle madri e quei padri in lotta per garantire un futuro ai loro figli, ammazzato dal Jobs Act e da tutto ciò che il centro sinistra ci ha lasciato in dote.
La paura va combattuta rinsaldando i diritti per i molti e non gli accordi politici per i pochi che vogliono continuare a sedersi a tavola.
Vorremmo chiarire che nessuno di noi ha posti da conservare ma al contrario un futuro incerto da costruire.
Se siamo stati lontani dalla politica è accaduto proprio a causa di queste dinamiche che purtroppo continuano a presentarsi. Le piroette non ci appassionano ed è per questo che per noi resta salda la convinzione di insistere con ‘La Sinistra’ perchè viviamo nella realtà, non in una torre d’avorio.
Abbiamo lavorato insieme a Livorno, capito il peso di questo progetto e siamo stati aiutati a fare sintesi per costruire un rapporto unitario che ci desse forza al di là delle differenze.
C’è stato chi si è preso cura di noi senza pensare a se stesso, mettendosi completamente a disposizione, considerandoci tutti uguali a prescindere dalla provenienza politica o civile, aiutandoci a far sbocciare le nostre idee forse povere di tratti politici, ma dense di realtà, quella che abbiamo vissuto e toccato in un mondo che non ci vuole e non ci garantisce uguaglianza.
Fra noi c’è chi arrivava da lontano e vive ancora oggi la distanza dell’inclusione mancata o chi ha rinunciato a terminare gli studi per aver perso una borsa di studio e si è messo a lavorare, oppure c’è chi si è dovuto inventare una professione ma lotta ogni giorno per avere un contratto a due lire che gli garantisca non di vivere ma di sopravvivere. Eravamo tutti Compagni, nessuno escluso e vogliamo continuare ad esserlo.
Chi ha deciso di parlare di questo è a sinistra, fuori dalle garanzie, dalle pensioni assicurate e dai benefici di una vita comoda che si è seduta sulla clientela e continua a tramandarla di padre in figlio/a.
Sappiamo che noi non avremo mai una quota cento e forse non potremo nemmeno permetterci di avere una casa di proprietà o una macchina, si sopravvive senza queste cose, ma crediamo sia compito della Sinistra rendere migliore e giusta la vita delle persone. Quella Sinistra che non si crogiola nella teoria, ma quella che produce soluzioni plurali senza ammiccare ai potenti di turno.
Comprendiamo che costruire un percorso congiunto non sia facile per due Partiti che hanno una loro distinta identità, ora che la sinistra pare azzoppata e tramortita da un risultato implacabile in Europa così come alle amministrative in tutto il Paese, ma vogliamo dirvi che noi ci siamo e forse siete solo voi a non crederci.
Serve far entrare aria nuova e creare uno spazio politico non asfittico e povero di idee e non parliamo di rottamazione ma di ricambio per chi non ha più nulla da dire.
Serve qualcosa che torni ad avere senso nei quartieri popolari e nelle periferie dove si sta radicando la Lega, e dobbiamo stare lontani dai salotti e dagli aperitivi radical chic, perchè i lavoratori ci vedono come elite garantita, troppo lontana dai loro bisogni.
Quindi cambiamo insieme il linguaggio, le proposte e ascoltiamo le persone da vicino e non da lontano. Scendere dal piedistallo fa bene, è lì in basso che si trova la Sinistra. Noi non ci siamo mai saliti e nemmeno ci interessa perchè abbiamo imparato ad arrangiarci senza chiedere niente a nessuno e senza svenderci.
Abbiamo bisogno solo di padri nobili che ci aiutino a far crescere un progetto che abbia una linea non fraintendibile e inattaccabile sui principi.
In poche parole non metteci all’angolo, sarebbe l’ennesimo tradimento nei confronti della nostra generazione.

Elena Niccolai
Alessandro Giusto

‘la Sinistra Livorno’

 

 

Risultati emersi per europee ed amministrative e percorso verso il ballottaggio a Livorno

 

Alla luce dei risultati elettorali non positivi emersi con le votazioni del 26 maggio vogliamo comunque ringraziare non solo quanti hanno creduto nel progetto con il voto espresso a nostro favore sia per le europee che per le amministrative, ma anche tutti i nostri candidati e candidate che si sono impegnati durante una durissima campagna elettorale.

E’ stata una campagna elettorale che non ha dato i frutti sperati, ma ha reso possibile la vicinanza di forze giovani, autentiche che hanno incarnato lo spirito del nostro futuro e la possibilità di far diventare “la Sinistra” un progetto unitario e innovativo.
Questa è l’unico dato positivo, ed è per questo che una sinistra così composta, non può scomparire perché esiste la garanzia di continuità per il domani.
Rispetto allo scenario presente con l’imminente ballottaggio fra Salvetti e Romiti, avvieremo le opportune assemblee dei partiti che hanno composto la lista per riflettere sui risultati, coinvolgendo i nostri candidati e i simpatizzanti, ma già da ora, per convinzione e per vocazione, crediamo che sia indispensabile costruire un argine alla destra in questa città e fermare una deriva, da combattere in tutti i luoghi deputati all’esercizio della democrazia che ancora rimangono in questa città così come in questo Paese ed in Europa.

Comitato La Sinistra – Livorno

 

Perché votare la Sinistra ?

 

Ci siamo, anzi ci risiamo. Domenica 26 maggio si torna alle urne. Un Paese permanentemente sotto elezioni. Domenica però è un’occasione importante e irrinunciabile, perché si eleggerà il nuovo Parlamento europeo. Contemporaneamente si vota per le amministrative in 3.829 i comuni in Italia (poco meno del 50% del totale). A essere interessati da questo voto tra cui ben 30 capoluoghi di provincia. Le elezioni in Italia sono ormai di routine. Ad una giunta comunale se ne avvicenda un’altra. Ad una legislatura ne segue in breve un’altra. E succede, spesso, anche prima della fine dei mandati. Negli ultimi dieci anni cinque presidenti del Consiglio dei Ministri. Qualcosa non quadra in questa Italia sempre alle urne. Ѐ ora di dare stabilità al Paese, stabilità oggi fortemente compromessa dall’attuale governo giallo-verde, anche a causa dei disastri prodotti dei precedenti governi e dalla legge elettorale vigente. Sappiamo però che questa stabilità dipende anche dai vincoli dettati dai Trattati europei, una gabbia d’acciaio dove sono imprigionati i diritti costituzionali. I Trattati condizionano la nostra vita lavorativa, economica e sociale, perché ci obbligano a sottostare ai diktat che ci vengono imposti dalla Troika (Commissione europea- Bce- Fondo monetario Internazionale).

Non tutte le liste che si presentano alle elezioni hanno la stessa visione dell’Europa. Le proposte agli elettori per questa vicinissima tornata elettorale vertono fondamentalmente su almeno quattro visioni di come dovrà o dovrebbe essere l’Europa: il sovranismo, con politiche nazionaliste anche estreme, non accetta alcuna ingerenza sovranazionale, pone il blocco per l’accoglienza ai migranti e intende ribaltare le regole dei Trattati per dettare le condizioni. Gli Europeisti propongono di migliorare L’Europa, potenziandone le riforme. La coalizione “la Sinistra” del gruppo europeo Se/Gue-Ngl, a cui, in questa tornata aderiscono varie soggettività, invece mira a rompere la gabbia dei Trattati, restituendo ad ogni Stato membro i diritti costituzionali. Non più o meno Europa quindi, ma un’Europa in cui prevalgano i diritti umani, civili e sociali di ogni persona. C’è anche un’altra visione dell’Europa, quella della irriformabilità dei Trattati, pertanto bisognerebbe uscirne quanto prima. Anche dall’euro. Per le pari opportunità di informazione sulle idee diverse di Europa occorre che gli elettori siano informati sulle proposte delle varie liste i cui rappresentanti, se eletti in Parlamento, potranno modificare le attuali leggi e vararne altre.

Fra i sovranisti nel nostro Paese regna Salvini, lo sceriffo nazionale, Ministro dell’Interno e leader della Lega. Nel suo programma per le europee c’è la proposta di modifica dei Trattati per favorire misure più restrittive riguardo l’accoglienza ai migranti. Il leghista vuole la Flat Tax, la tassa piatta, che favorisce i grandi patrimoni e penalizza chi è già in ristrettezze economiche. Si oppone a qualsiasi trasferimento della sovranità nazionale a organi o istituzioni europee, uno dei principi fondamentali che uniscono i membri del MENL(Movimento Europa Nazioni e Libertà). Tutto ciò presuppone il rifiuto di politiche volte a creare un qualsiasi modello sovranazionale. Il suo slogan è “ Prima l’Italia e gli Italiani”, ma è pronto a varare nel paese l’autonomia regionale differenziata,” la secessione dei ricchi”. Dicotomie del potere. Si presenterà alle elezioni con l’Eapn (Alleanza europea popoli e nazioni), evoluzione del Menl, movimento fondato da Marine Le Pen. Proprio la leader del Front National ha incaricato Salvini di formare un’alleanza fra i sovranisti europei. Il punto di forza su cui Salvini, capolista di tutte le cinque Circoscrizioni,spingerà in Parlamento europeo si basa sulla conservazione dell’identità nazionale e quindi sul controllo (ndr, ossessivo) dell’immigrazione. Più che altro per respingerla con i suoi “Porti chiusi “ e la guerra alle Ong.

Fra gli europeisti si presentano alle elezioni quelle forze liberiste che hanno contribuito a distruggere lo Stato sociale e l’economia nazionale, con un riformismo spietato che ha massacrato il lavoro, la scuola, la sanità, l’ambiente. Fra gli europeisti ci sono anche coloro che vogliono addirittura mantenere così com’è questa Europa, perché è un sogno che non si può distruggere. Un sogno di cui non si può fare a meno, perché ci ha regalato libertà, diritti e democrazia. Si può ancora migliorare, questo sì, secondo “più Europa” , ma cambiarla no perché “Abbiamo la fortuna di essere nati in un continente di pace, dove si vive di più e meglio che ovunque nel mondo, dove istruzione e salute segnano i più alti tassi e dove i diritti sono di più in assoluto”. Peccato che se ne siano resi conto solo loro.

Anche i 5stelle che fanno parte del gruppo europeo Efdd (Europe of Freedom and Direct Democracy) hanno presentato il loro euro-programma. Votato sulla solita piattaforma Rousseau che ha partorito la bacchetta magica con la quale si risolveranno tutti i problemi che indeboliscono l’economia europea e i diritti civili e sociali dei popoli. Un programma articolato su alcune grandi aree: per una nuova Europa con più democrazia, per una piena occupazione con sviluppo sostenibile, per il made in Italy,per una politica migratoria comune,per la lotta all’evasione e alla criminalità. Peccato che gli stessi si definiscano né di destra, né di sinistra e che non prendano posizione chiara sul fascismo e l’antifascismo, uno dei perni fondamentali per la realizzazione della democrazia e del principio di uguaglianza su cui si basa lo Stato di diritto.

E poi c’è la Sinistra, la coalizione che si presenta con il Gruppo Se- Gue /Ngl. Qual è il programma con cui si presenta alle elezioni di domenica? E qual è l’idea di Europa delle forze alleate nella lista? Sicuramente né più Europa, né meno Europa, ma un’Europa diversa. Un’Europa dei popoli, per il lavoro e per i pari diritti di tutti. Un’Europa che va cambiata, rompendo la gabbia dei Trattati. Per farlo bisogna starci dentro e impegnarsi per il cambiamento. Va detto, per inciso e per la trasparenza, che i militanti e le militanti di Rifondazione comunista, sono vittime in questa campagna elettorale di lazzi e sberleffi, specie sui social, per non aver scelto il simbolo con la falce e il martello e per le alleanze non condivise da tutti i compagni. Il programma però è davvero comunista ed è ciò che conta infine. Si articola su 11 punti “per cambiare l’Europa e la nostra vita”. Importante ricordarli tutti, affinché gli elettori possano esserne informati e comprendere la valenza e la possibilità che danno alla lista votandola per raggiungere il quorum del 4 %:

Stop precarietà, 32 ore a parità di salario, salario minimo europeo, reddito di base, welfare
Un’Europa femminista e senza discriminazioni
Politiche economiche espansive che fermino l’impoverimento dei Pesi più deboli
No alla Ue delle élites, dei tecnocrati, degli accordi tra governi
Salvare le vittime dei naufragi, costruire un futuro degno per tutti e tutte
Difendere i diritti umani con la cooperazione internazionale, il disarmo, la diplomazia dl basso
Un Green New Deal per la natura, il clima, le imprese che non inquinano
Stop ai paradisi fiscali. Stop alla finanza tossica
Un nuovo modello per lo sviluppo del Meridione e delle aree interne abbandonate
Stop TTIP. Stop CETA e altri accordi commerciali penalizzanti
Grandi investimenti per istruzione pubblica e cultura, abolizione del numero chiuso, neutralità di internet
Il liberismo e l’austerity almeno negli ultimi dieci anni hanno messo ko tanti paesi, mentre le lobby di potere, le banche e la finanza speculativa si sono arricchite e hanno scatenato la guerra tra poveri, puntando il j’accuse sui migranti, sugli invisibili della società, sugli emarginati, sugli indifesi, sulla libertà di genere e sui diritti delle famiglie arcobaleno. Una politica cinica, impossibile da sopportare ancora. Occorre porre fine a queste illegalità e soprusi sui più deboli per ripristinare la parità di diritti per tutti.

Per questo la lista “La Sinistra”, che ha ricevuto anche l’endorsement di Mimmo Lucano e di tanti altri personaggi del mondo della cultura e dello spettacolo, si presenta alle elezioni europee e chiede un contributo con il voto per cambiare radicalmente tutto. Per questo non si può dare un voto utile a chi ha già preso tutto, è importante invece dare un voto necessario per un vero cambiamento a sinistra. Per questo è anche importante andare a votare. Astenersi vuol dire foraggiare le destre, quelle forze che, non avendo a cuore la democrazia e i diritti, hanno contribuito alla profonda crisi in cui versa il Paese e la maggior parte degli Stati membri europei.

E quindi….Votando la lista “La Sinistra” si dà forza al cambiamento in Europa e si collabora a rompere la gabbia dei Trattati, ripristinando i diritti sottratti. Buon voto e indico queste 3 preferenze Grassadonia – Ciccone e Fratoianni

Simona Ghinassi

Coordinatrice Sinistra Italiana – Federazione di Livorno

 

 

 

 

Chiarezza sulle posizioni di operatori e azienda, la Sinistra parte da qui

 

Non possono che arrivare da noi della lista  ‘la Sinistra per Cannito Sindaco’, sostegno, vicinanza e solidarietà ad ogni ogni lavoratore livornese soprattutto se come accaduto oggi, viene avviata in modo poco chiaro, una procedura di infrazione ancora non supportata da fatti concreti e ben circostanziati.

Nel mondo del lavoro esistono diritti e doveri da rispettare.

Ciò che è successo realmente andrà chiarito perché serve una giusta causa per accusare uno o più lavoratori, tanto più se appartengono ad un’azienda pubblica e ne conoscono regole e confini.

Sorprende l’alzata di scudi del PD nostrano che con le sue leggi nazionali ha reso ogni lavoratore in questo Paese debole ed incapace di difendersi per far valere i propri diritti, chi si occupa di azione sindacale lo sa bene.

A Livorno come altrove, cambiare le carte in tavola durante le campagne elettorali è routine consolidata.

Non noi di Sinistra, ma un PD asservito alle regole di mercato, ha condizionato il mondo del lavoro con la cancellazione dell’Articolo 18 e di molto altro, disinnescando procedure di tutela e garanzia per tutti i lavoratori in questo Paese.
A restare ingabbiati in regole capestro sono loro, troppo spesso resi inermi di fronte alle ingiustizie, oppure piegati ai capricci di dirigenti senza qualità o competenze.

L’obiettivo di salvataggio ad ogni costo di un’azienda pubblica o privata non giustifica strumenti punitivi, deve al contrario alimentarsi con il rispetto di regole permeate di trasparenza che devono valere per tutti, senza posizioni di forza che stravolgano equilibri e rapporti interni, a maggior ragione fra lavoratori e dirigenti che non si improvvisano.

Dentro AAMPS non da ieri, ma da molto tempo sono troppe le cose che non hanno funzionato.   

E’ bene ricordare che gestire un’azienda pubblica significa gestire un bene pubblico, economicamente alimentato da cittadini che pagano le tasse per usufruire di un servizio. Oggi siamo di fronte all’ennesimo  braccio di ferro che serve solo strumentalmente ad aumentare la rabbia fra operatori e fruitori e forse qui, ancora una volta, si nasconde una polemica intrecciata fra scelte aziendali e procedure giuste ma attivate in modo punitivo per i cittadini, più per approssimazione, che per strategia condivisa e partecipata ascoltando bisogni e differenze.

 
E’ importante rilevare che cavalcare l’onda della polemica non servirà a mettere al sicuro il futuro professionale di Pietro e Matteo.

Servirebbe invece poter attivare ogni rete di protezione sindacale al di là di ogni strumentalizzazione politica dell’accaduto, i lavoratori vanno difesi 365 all’anno e non a corrente alternata quando fa più comodo.

Il PD, la Destra, o chi per loro, evitino di fare dichiarazioni fini a se stesse che hanno più il sapore della beffa che non dell’effettivo sostegno, fino a quando regole nazionali di disciplina del lavoro, non saranno modificate radicalmente e non sarà ripristinato il diritto per ogni lavoratore di opporsi con forza ai soprusi e alle vendette a buon mercato.

“la SINISTRA per CANNITO Sindaco”