Condanna senza se e senza ma alle minacce di morte a Salvini

Sinistra Italiana e Rifondazione Comunista, condividono e si associano al pensiero di Marco Cannito, che sostengono come candidato Sindaco per Coalizione Civica Livorno, sulla posizione assunta nei confronti di chi sta cercando di avvelenare una campagna elettorale esulando dai contenuti reali delle proposte politiche per le elezioni amministrative in questa città.

La scritta apparsa sulle mura Lorenesi, forse è il gesto politico di uno sprovveduto? Saranno le indagini a chiarirlo.

Resta intatta la gravità del gesto non solo per la stupidità di aver deturpato un bene storico e pubblico, si tratta di un fatto controproducente per le ricadute che porterà alzando per calcolo opportunistico il livello di scontro.

La sinistra non può ringraziarlo, almeno noi non lo faremo. La battaglia politica deve restare sulla discussione dei contenuti e delle proposte portate durante la competizione elettorale e per questo un gesto del genere è indifendibile perché anti democratico.

Innescare un clima di sospetti e di odio è profondamente irrispettoso nei confronti di cittadine e cittadini che dovrebbero invece serenamente e non sotto l’effetto della paura e delle ricadute dovute ad essa, scegliere come e a chi dare il compito di governare e risollevare le sorti e il futuro di una Livorno sempre più piegata su se stessa.

Valga per tutti un monito: violenza porta sempre altra violenza e nessuno a quanto pare è immune, o perché la compie o perché la subisce.

Oltrepassare un confine e spingersi oltre attraverso la diffamazione e le minacce ha come unico risultato quello di scendere su un piano che poco ha a che fare con i bisogni della città e dei suoi cittadini.

Noi ci atterremo alle regole democratiche della partecipazione, del confronto dialettico, alla pratica della legalità e della trasparenza con le proposte e non con gli insulti.

Questo ci aspettiamo da chi è candidato come sindaco, appartiene alla sinistra e alle forze democratiche in questa città, senza timore di essere smentiti, perché si tratta di un atto dovuto da parte di chi si propone per un compito così alto e coraggioso come quello di rappresentare una città intera, ricercando la concordia e non stimolando le divisioni fra i suoi cittadini.

Simona Ghinassi

Coordinatrice Sinistra Italiana – Federazione di Livorno 

Francesco Renda

Segretario di Rifondazione Comunista di Livorno

Dispositivo Assemblea Nazionale 9/10 febbraio

Negli ultimi anni abbiamo conosciuto l’Unione Europea come spazio del liberismo, dell’austerity e dei risorgenti egoismi nazionali.
Le lavoratrici e i lavoratori non hanno trovato nel quadro dell’Unione la condizione di un miglioramento della propria condizione di vita, ma hanno piuttosto dovuto subire la pressione del dumping salariale, la spinta alla soppressione dei propri diritti, il mandato al taglio del welfare, a partire da quello pensionistico.
Paesi come la Grecia sono stati ridotti alla povertà, in nome dell’equilibrio finanziario, che altro non è che la tutela degli interessi delle grandi banche internazionali e dei fondi di investimento.
Nulla è stato fatto invece per garantire il rispetto dello stato di diritto in paesi come l’Ungheria di Orban, lasciata libera di avviarsi verso forme di autoritarismo, purché continui a garantire le migliori condizioni di investimento al capitale estero.
Trattati come il TTIP e il CETA sono stati supportati in ogni modo da Bruxelles, nonostante mettano a rischio la nostra salute, i diritti di chi lavora e la sostenibilità della nostra agricoltura.
Non c’è traccia invece di un’azione efficace contro i paradisi fiscali interni, come Olanda, Irlanda o Lussemburgo, che drenano secondo Oxfam oltre 6 miliardi di tasse annue al nostro paese, a tutto vantaggio delle multinazionali.
La stessa questione epocale delle migrazioni è stata gestita in spregio a qualsiasi vincolo di solidarietà, costringendo i migranti a essere prigionieri del paese di ingresso, e i paesi di ingresso a gestire in solitudine l’accoglienza.
Si é tollerato che il Mediterraneo diventasse un cimitero e che barriere di filospinato tornassero a chiudere i confini orientali.
Nè possiamo essere soddisfatti di quanto fatto finora per combattere la vera sfida strategica del nostro tempo, quella contro i mutamenti climatici e per la giustizia ambientale.
Mai come oggi è necessario un green new deal, che impegni tutte le istituzioni comunitarie, a partire da BEI e BCE.
Tutto questo é stato voluto e permesso dalla grande coalizione fra Popolari e Socialisti, custodi di un europeismo di facciata e cinico, e allo stesso tempo dalla finta alternativa delle destre nazionaliste, che puntano ad un illusorio ritorno a Stati nazionali trasformati in caserme.
Noi non possiamo arrenderci a dover scegliere fra liberisti e destra nazionalista: serve un terzo spazio, che riconosca l’Europa come la dimensione minima per riaprire il conflitto contro il capitale, per la giustizia sociale, fiscale e ambientale, nella consapevolezza di dover cambiare l’assetto istituzionale imposto dagli attuali Trattati.
Sinistra Italiana si è impegnata negli ultimi mesi a ricercare la massima confluenza dei soggetti e movimenti civici, ecologisti e di sinistra, per costruire una lista che insistesse proprio in quel terzo spazio.
È stato un lavoro faticoso, troppo spesso sottratto al dibattito pubblico e alla partecipazione diffusa, che avrebbe forse potuto consentire un migliore sviluppo.
Lo abbiamo affrontato partecipando anche al confronto promosso dal sindaco di Napoli De Magistris, fino alla sua scelta di considerarsi non interessato alle elezioni europee.
Avremmo voluto che le famiglie dei Verdi europei e della Sinistra Europea potessero condividere lo stesso progetto elettorale.
Purtroppo non è stato possibile, per la legittima scelta dei Verdi italiani di chiudere ad un incontro con la sinistra.
Abbiamo quindi riscontrato l’interesse degli aderenti italiani alla Sinistra Europea di mettersi a disposizione di un progetto dalle caratteristiche simili a quelle da noi immaginate.
Proponiamo quindi che si parta da qui, con l’ambizione dichiarata e praticata di coinvolgere alla pari da subito soggettività e personalità della sinistra, del civismo e dell’ecologismo, a partire da quelle con cui negli ultimi mesi abbiamo condiviso percorsi di confronto e sintesi politica.
Siamo consapevoli del ritardo con cui arriviamo a questo appuntamento, e quindi della necessità di chiudere in tempi brevi il perimetro della lista, per poi affidarne le fasi successive a percorsi democratici e inclusivi.
Riteniamo che sia indispensabile fin dai primi passi affidarne la direzione politica e organizzativa a un comitato caratterizzato da innovazione e dalla forte connotazione femminista, che riconosca il contributo delle organizzazioni, ma con la volontà di rappresentare una realtà più ampia.
Crediamo infatti che esistano molte persone da coinvolgere in un progetto che parli del diritto di lavorare in condizioni di dignità e sicurezza, di vivere in un ambiente salubre e curato, di avere istruzione e sanità pubbliche di qualità.
Un progetto che recuperi la centralità dei beni comuni contro le rendite e la speculazione, e che abbia il coraggio di dire che i poveri sono tali perché i ricchi hanno troppo, rilanciando la patrimoniale e la lotta all’evasione fiscale.
Un progetto da sviluppare in un’Europa democratica e accogliente, libera dal fiscal compact e con una banca centrale al servizio dei cittadini e non della finanza.
Da oggi siamo tutti ancora più impegnati a mettere in campo una lista all’altezza della sfida.

L’Assemblea Nazionale di Sinistra Italiana approva di partecipare alla costruzione di una lista che coinvolga i partiti aderenti alla Sinistra Europea, movimenti civici ed ecologisti, personalità del campo democratico e progressista delega la Direzione Nazionale ad approvare i nominativi del Partito da inserire nella lista per le elezioni europee

Sinistra Italiana Livorno aderisce alla manifestazione “Fridays for Future”

Venerdì saremo in piazza con voi perché condividiamo “Fridays for future” perché è una chiamata in causa contro la messa a reddito dell’ambiente. Se l’ecologia è un approccio verso il mondo, l’unità con le ragioni di chi esige un’agenda sociale e di redistribuzione del reddito contro le diseguaglianze è decisiva: non possiamo permetterci di sostenere politiche di maniera o di ascoltare impegni vuoti o retorici delle leadership internazionali, se ci sono parti del mondo e d’Europa che rilanciano strutture produttive inquinanti ed altre che fanno ambientalismo di facciata e moltiplicano le diseguaglianze. Serve un’agenda alternativa di impegni e Sinistra Italiana la condivide appieno.

Nella scorsa legislatura parlamentare, grazie al contributo del compianto Luciano Gallino, di Giulio Marcon e Giorgio Airaudo, SI ha proposto in Parlamento la versione italiana di quel “Green New Deal” proposto oggi negli Stati Uniti dalla parlamentare democratica Alexandria Ocasio-Cortez: una proposta che rilanciamo per i settori ad alta intensità di lavoro potenziale: risanamento delle scuole, ristrutturazione di ospedali, manutenzione del territorio contro il dissesto idrogeologico. Il “Green New Deal” sarebbe uno choc positivo ed un investimento di lungo periodo per l’ambiente, senza devastarlo, mobilitando la finanza pubblica per creare occupazione e innovazione. Basterebbe un investimento triennale di un miliardo di euro coperto da Cassa Depositi e Prestiti con l’emissione di obbligazione ed una compartecipazione dei fondi strutturali. Chiederemmo una clausola di occupazione netta: chi a livello locale va a vincere gli appalti del “Green New Deal” dovrebbe garantire lavoro sicuro, impegnandosi per assicurare diritti, tutele, responsabilità sociale.

Abbiamo una sola Terra: è nostro compito proteggerla!

Simona Ghinassi

Coordinatrice Sinistra Italiana – Federazione di Livorno

Interdizione per Corsini e Provinciali non può paralizzare il porto, subito il commissariamento e il rispetto delle regole e delle leggi


Negli ultimi mesi sono stati numerosi i richiami e gli allarmi lanciati dalla sinistra livornese per portare all’attenzione del ministero per le Infrastrutture e i Trasporti, anche in Parlamento, la situazione del Porto di Livorno.
A rispondere oggi, è la magistratura, con una richiesta paventata un mese fa e divenuta realtà. Si svela una crisi non solo congiunturale ma di oggetiva perdita di fiducia nei confronti di un’istituzione e del suo governo che di fatto, perché travolto dalle inchieste, rischia di pregiudicare il futuro così come ogni certezza di sviluppo, di un territorio intero.


L’interdizione dai pubblici uffici per un anno del presidente dell’Autorità portuale Corsini e del segretario generale Provinciali, di fatto mostrano uno scenario inquietante, aprendo un fronte di emergenza che coinvolge non solo il porto di Livorno, ma anche quello di Piombino che condivide la stessa conduzione ed è da anni già piegata dalla pesantissima crisi occupazionale delle acciaierie.
I porti di Livorno e Piombio non possono permettersi, a prescindere dall’esito delle indagini, un pericoloso periodo di ‘vacatio’ che ingesserebbe completamente le attività portuali, mettendo in predicato una fase già delicatissima, dominata dalle attese, che di fatto già oggi hanno tenuto investitori, aziende e migliaia lavoratori.

Ed è utile ricordare che la privatizzazione di Porto 2000 è stato uno dei motivi che hanno dato corpo e sostanza alle indagini in corso, con un incrocio di denuncie ed esposti da parte di chi pretendeva che per legge fosse dato compimento al risultato della gara e chi aveva fatto altre scelte che ne pregiudicasserro il risultato. Devono perciò essere utilizzati immediatamente strumenti straordinari per garantire il funzionamento e le attività portuali, ma soprattutto serve una garanzia per i lavoratori e per le imprese dell’indotto. Per questo, auspicare un veloce commissariamento, è la soluzione più immediata che chiediamo e la più necessaria.

Ricordiamo che la richiesta di invio degli ispettori, mesi fa avrebbe di fatto garantito un percorso più veloce nella risoluzione dei problemi attuali, inoltre, avrebbe portato in luce, con largo anticipo, il progressivo allentamento di controllo su temi fondamentali come quelli relativi alle concessioni agli armatori, alle autorizzazioni arbitrarie di articoli 16 che hanno di fatto manomesso e pregiudicato l’equità di trattamento e di rispondenza alle leggi ordinarie nell’affido del lavoro e dei servizi ad esso collegati. A Livorno è nuovamente prevalsa fra chi aveva il compito di gestire un bene pubblico, più l’interpretazione della legge, piuttosto che la sua applicazione. Si tratta di un atteggiamento purtroppo non nuovo, ma proprio per questo da correggere per poter cambiare davvero e poter aspirare ad un futuro diverso per questa città.

Partito della Rifondazione Comunista

Sinistra Anticapitalista

Sinistra Italiana

Nicola Fratoianni: Dal settembre scorso chiedo inutilmente al governo di fare chiarezza sul porto di Livorno.

Oggi intervento magistratura con interdizione dei vertici.

C’è bisogno di svolta e di un sostegno ad un settore strategico della vita di quella città * “È dal settembre scorso che aspetto inutilmente una risposta da parte del governo sulla situazione del Porto di Livorno e sul comportamento dei suoi vertici in vari episodi. Oggi arriva un’ ulteriore iniziativa della magistratura con l’interdizione dai pubblici uffici di presidente e segretario dell’autorità portuale.” Lo afferma il segretario nazionale e deputato di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni, che nel settembre 2018 ha depositato un’interrogazione al ministro Toninelli per fare luce su quanto avviene nel porto della cittadina toscana. “Avevo chiesto e sono rimasto senza risposta – prosegue il leader di SI – che venisse attuata una verifica ispettiva che facesse chiarezza sui troppi episodi che coinvolgono i vertici di uno dei settori fondamentali per la vita della citta di Livorno. Ancora una volta il governo non risponde ed affida alla magistratura il compito di sbrogliare le matasse.” “Cosi non va proprio, c’è bisogno di una svolta. Subito. A partire dalla ricerca in Parlamento di un impegno il più ampio possibile per dare risposte ad città come Livorno – conclude Fratoianni- che ha bisogno di un sostegno per poter uscire da una crisi economica e sociale pesante, e che non può permettersi di avere il porto bloccato”