Alessia Petraglia nuovo portavoce di Sinistra Italiana Toscana

 

Eletta col voto online. “Ora tutti e tutte al lavoro contro la drammatica crisi economica e sociale. Servono scelte radicali”

Firenze, 27 giugno 2020 – L’assemblea regionale di Sinistra Italiana della Toscana, dopo due riunioni in video conferenza, ha eletto col 60% dei voti la nuova portavoce toscana. È Alessia Petraglia, già senatrice di Sinistra Italiana e responsabile istruzione del partito a livello nazionale.
“Ora tutte e tutti al lavoro – dice Petraglia – Il periodo dell’emergenza Covid19 ha messo in evidenza, tra le tantissime emergenze economiche, sociali e democratiche, anche il bisogno di restituire dignità e serietà alla politica, che ha bisogno di partecipazione, elaborazione, competenze e radicamento territoriale. Luoghi di confronto per valutare, fare proposte e scelte di governo di medio-lungo periodo. A questo servono i partiti, a questo serve un partito di sinistra. Questo è l’impegno che ci prendiamo: la Toscana non può affrontare la ripartenza con le stesse proposte, gli stessi progetti, le stesse liturgie di solo qualche mese fa. Il mondo è cambiato, anche se qualcuno fa finta di non accorgersene. Abbiamo davanti una drammatica crisi economica e sociale, sono necessarie scelte radicali e coraggiose, anche in Toscana”.

Sinistra Italiana Coordinamento Toscana

 

 

Porto 2000, un portafoglio vuoto

 

Uno striscione è appeso sul cornicione della Stazione Marittima a segnare l’ennesima ferita a questa città.
I guasti della privatizzazione di Porto 2000 emergono chiaramente e tristemente oggi forti più che mai e per questo le proteste dei lavoratori non si fermano e non si fermeranno fino a quando non ci saranno risposte dalle Istituzioni chiamate in causa per il loro silenzio.
E si tratta di un silenzio solo apparente perchè nelle sue sedi più alte, non sta solo a guardare, quindi è doppiamente colpevole.

Il maggior azionista di Porto 2000, quell’Onorato di nome ma non di fatto, sanzionato forse solo a parole per i fallimenti e le inadempienze delle sue società in questa Provincia così come altrove, ma perdonato nei fatti come avvenuto con l’assegnazione recentissima della concessione del lotto 1 nelle nuove aree nel porto di Piombino a Manta Logistics (Moby Ars New Terminal Auto Logistics, partecipata del Gruppo Onorato Armatori), ha avuto mano libera nell’accumulare debiti e ridurre in miseria una società in buona salute ed in espansione.

A pagare con le mancate stabilizzazioni e la precarizzazione di massa sono i lavoratori livornesi di Porto 2000 che hanno visto sfumare il loro futuro travolto dalle incertezze, trascinato alla mercé di un braccio di ferro fra armatori per la spartizione del potere nel Porto di Livorno.

Non è solo colpa del Covid19, la crisi di Porto 2000 è iniziata molti mesi fa con il cortocircuito di competenze mai risolto da AdSP Alto Tirreno per il conflitto con Grimaldi sui servizi passeggeri e le concessioni rilasciate, quindi a fine pandemia non ci sarà il sospirato ritorno alla normalità.

La contrazione enorme del traffico passeggeri è solo un’ulteriore mannaia che si abbatte sulla città e sulla crisi occupazionale che ha bisogno non solo di più amortizzatori, ma di certezze, di progettualità per camminare con le proprie gambe senza sopravvivere di briciole e sperare di contribuire a salvare non solo posti di lavoro, ma credibilità in un settore che vede spostare pericolosamente così il suo baricentro di appetibilità altrove.

La scusa dell’immobilità da pandemia non è più accettabile.
Serve una reazione forte e non un solo sussulto di dignità.

Circolo Territoriale SI Livorno Collesalvetti

La salute non è uno spot elettorale

 

Mercoledì 3 maggio 2020 si è consumato l’ennesimo triste spettacolo a sorpresa durante la riunione della Commissione Sanità in Consiglio Comunale per discutere del nuovo ospedale della città a seguito dell’accelerazione dovuta al sigillo chiesto sulla firma dell’accordo di programma relativo. Abbiamo ascoltato l’incipit desolante del Sindaco che illustrava i motivi e la bontà di un’idea imponendo una forzatura politica ad accoglierlo puntando sul bene della città. Purtroppo la questione nonostante la sua grande rilevanza è stata raccontata con superficialità tali da sollevare più di un ragionevole dubbio sulla praticabilità. La maggioranza in Consiglio Comunale ha preteso una firma a suggellare l’accordo subito senza se e senza ma, paventando una discussione successiva sui correttivi che riguardano le pesanti incertezze sul modello sanitario proposto.

Restano senza risposta, perché non c’è nemmeno una velata proposta, interrogativi importanti non solo tecnici ma anche di metodo e merito che riguardano aspetti della pianificazione urbanistica e strategica dei servizi che coinvolgono come nel caso, altre istituzioni, controlli che avranno esiti incerti e finiranno per condizioneranno pesantemente la progettazione e di conseguenza la realizzazione, nei tempi e nei costi.

Non sono marginali le richieste di chiarezza in merito alla collocazione dell’ospedale di comunità, al paventato aumento dei posti letto, così come nessuno oggi ha chiarito cosa accadrà a seguito dello spostamento, ai servizi presenti nelle aree e negli immobili che verranno inclusi nel progetto, e chi si caricherà sulle spalle l’onere di spesa delle nuove collocazioni relative a servizi indispensabili come di fatto è la succursale delle scuole medie Mazzini o la spesa di compensazione delle aree verdi sottratte al Parterre. Altro capitolo importante riguarda la creazione della nuova viabilità e i costi per la sua realizzazione che oltre alla praticabilità tecnica già problematica, prevede investimenti a oggi impossibili da coprire con le risorse di bilancio disponibili per il Comune.

Questi sono solo alcuni degli aspetti critici che vanno a sommarsi alla mancanza di un’idea complessiva e organica di servizio sanitario da offrire alla città che ancora non si intravede perchè manca l’analisi di un contesto sui bisogni reali diffusi e a oggi da riconsiderare in base all’emergenza Covid19, altro aspetto che non ci pare affrontato con logica conseguenza dallo studio di fattibilità presentato nonostante i roboanti annunci.

Il Sindaco Salvetti afferma che si potrà discutere del progetto del nuovo ospedale e contribuire con proposte nel percorso partecipato per il quale, dice lui, sono stati fissati temi e tempi precisi.
Vorremmo capire quali, così come vorremmo capire dove reperire le risorse che mancano per la realizzazione del progetto in tutte le sue fasi perchè a oggi, ci sono discordanze notevoli sul livello degli stanziamenti, così come sulla loro provenienza che è trattata in modo troppo confuso e approssimativo.

Tutti attendiamo la realizzazione di un nuovo ospedale che è un bene comune da pretendere come diritto alla salute irrinunciabile, ma ci resta da capire quale prezzo pagheranno i cittadini se dovranno accettare senza discutere le scelte di chi oggi decide ma lo fa senza ascoltare.

Circolo Territoriale SI Livorno Collesalvetti

1 maggio 2020

 

Non servirà ostentare una normalità che non c’è.
Ognuno di noi vivrà in solitudine il 1 maggio come mai era successo prima d’ora, con l’ansia e a paura dentro al cuore, nella duplice chiave di lettura che contrappone la paura alla necessità di riappropriarsi della normalità.
Se c’è un momento sul quale ragionare sul significato del 1 maggio è proprio questo perché la festa dei lavoratori ogni anno è sempre stata un manifesto di accusa e di denuncia per le morti da confermare ad alta voce: gli incidenti, la precarizzazione, lo sfruttamento, la lotta per un salario più giusto, la parità fra i sessi, oggi assumono un’incertezza ancor più dilagante, aumentando il baratro fra ciò che è giusto e ciò che non lo è perché la leva del futuro che ci aspetta è imprevedibile.
L’unica certezza è che ci sarà una minoranza ancor più esigua che manterrà il potere fra le mani, le laute prebende fatte di privilegi e accumulo di capitali calpestando e travolgendo tutto il resto.
In questo frangente, la pandemia che ci ha paralizzato da quasi due mesi ha reso ancora più evidenti le storture di un sistema che è fuori controllo.
Il lavoro è un bene comune, una garanzia di dignità che oggi continua a restringersi seguendo l’andamento dei beni comuni essenziali violentati e alienati in nome del profitto personale, del trionfo del privato sul pubblico.
Nel lungo e triste elenco dei morti per il Covid19 erano inclusi anche i lavoratori della sanità, e ogni giorno abbiamo visto aumentare il numero di chi cadeva in servizio perché era stato lasciato solo o obbligato a fare a meno degli strumenti essenziali di difesa e sicurezza: erano dentro i nostri ospedali e dentro le RSA.
Nemmeno il mondo fuori si è fermato, per garantire a noi di sopravvivere altri sono morti, indifesi e soli.
Oggi si sprecano le lacrime di coccodrillo di chi ha deciso e legiferato nel passato aumentando la folle corsa neoliberista in nome del profitto, ora dice ‘Mai più, cambiamo tutto’.
Tutto vero?
Purtroppo abbiamo un grave difetto di memoria che ci perseguita dopo ogni strage, dopo ogni catastrofe per la quale chi aveva colpe ha subito pronunciato quella frase, ma è sempre bastata una manciata di ore per cancellarla e tornare a sbagliare ancora e ancora, in barba alle leggi e alle norme che disciplinano i diritti universali e le garanzie non solo dei lavoratori ma di ogni cittadino di questo Paese.
Siamo tutti parte lesa in qualche modo e a caduta, sono sempre i più deboli a pagare di più.
Domani saranno ancora di più.
Anche quei ‘vecchi delle RSA’ sono stati lavoratori un tempo, rappresentavano quella stessa generazione che ci ha consentito di emanciparci, studiare, migliorare e ha lottato per ottenere i diritti che oggi dovremo continuare a difendere contro leggi spesso ingiuste.
Loro non ci sono più per farlo al posto nostro.
Questo 1 maggio, lo dedichiamo ai morti di Covid19 e ai operatori sanitari morti per salvarli.
Non possiamo dimenticare la lotta e il sacrificio di ognuno di loro.

Esecutivo Sinistra Italiana – Federazione di Livorno

Buon 25 aprile 2020

 

Il 25 Aprile, una giornata particolarmente cara a tutti noi. Vogliamo esserci, come sempre ci siamo stati, anche se quest’anno potremo festeggiarlo solo da casa e non per le strade e sulle piazze insieme, in tanti.
Abbiamo sottoscritto e aderito convintamente all’appello della bella iniziativa #iorestolibero, lanciata sul sito 25aprile2020.it che vi invitiamo a firmare.

Staremo insieme nella piazza virtuale della Liberazione con l’obiettivo si essere 1.000.000. Abbiamo risposto all’appello dell’Anpi, e per questo vi invitiamo alle ore 15 del 25 aprile a suonare, cantare, riprodurre dallo stereo Bella Ciao in ogni casa e da ogni finestra.

Oltre a questo, oggi serve a tutti noi una raccomandazione in piu’, una dose maggiore di coraggio.

Tutto questo lo racconta la storia di un uomo, Raoul Follerau, fatta di lotta in difesa degli ultimi tradotta in poesia .
Lui ha colmato con l’azione una distanza oggi non possiamo colmare con un abbraccio.
Saranno le nostre voci a renderlo possibile da ogni finestra della città. Prendiamo esempio dal suo sguardo rivolto al futuro dedicato ai giovani per il 25 aprile.

“E ora tocca a voi battervi”

“ gioventù del mondo;
siate intransigenti,
sul dovere di amare.

Ridete di coloro
che vi parleranno di prudenza,
di convenienza, che
vi consiglieranno
di mantenere
il giusto equilibrio.

La più grande
disgrazia che vi
possa capitare
è di non essere
utili a nessuno.

E che la vostra
vita non serva
a niente.”

Sarà un 25 aprile diverso, speriamo lo sia per la consapevolezza conquistata anche il futuro che ci attende, ma toccherà a tutti noi pretenderlo.

Buon 25 aprile!