Orti urbani e aree destinate all'abitare sociale a #Livorno

L’agricoltura amatoriale non è più una moda, ma una realtà e lo confermano i dati sono 2,7 milioni di persone che in Italia si occupano di orti urbani. Pensare che questa fosse un’attività praticata prevalentemente da pensionati e casalinghe è sbagliato, giovani, impiegati, operai, lavoratori autonomi, ecc. sono di fatto esempi di nuovi agricoltori urbani che praticano questo hobby spinti dal desiderio di trovare sulle proprie tavole prodotti sani magari riuscendo a risparmiare anche un po’. Si formano così orti e giardini condivisi di cui si prendono cura cooperative, associazioni o più semplicemente gruppi di famiglie che decidono di recuperare un terreno abbandonato del quartiere per coltivarlo.

Livorno ha esempi ed esperienza positiva sugli orti urbani, ma è una cosa che va ampliata, l’Amministrazione Comunale ha in proprietà molte aree all’interno della città e nella immediata periferia che possono essere utilizzate per questo scopo.

Sinistra Italiana ritiene che questa degli orti urbani possa essere una risposta, per chi vuole fare agricoltura amatoriale e un modo per impedire la proliferazione di pseudo orti sulle colline Livornese. Sinistra Italiana chiede all’Amministrazione Comunale di predisporre un elenco di queste aree per affidare, tramite bandi, la gestione ad associazioni, cooperative, a gruppi di persone che presentino progetti concreti per la gestione, anche per evitare che possano verificarsi altri casi come quello di via Goito.

Sinistra Italiana crede nelle persone che hanno occupato l’area di via Goito vi sia la volontà di fare della agricoltura, ma questo si scontra con i diritti, purtroppo ormai acquisiti, dalla proprietà che ha subentrato a un fallimento di un’altra impresa.

Stamani abbiamo letto un altra proposta a firma OTU alcuni dei quali dirigenti dell’Unioni Inquilini di cui uno consigliere di amministrazione di Casalp di spostare gli indici edificatori dall’area di via Goito in altre zone, alcune destinate all’abitare sociale, esattamente a Coteto.

Non ci sembra praticabile perché il consumo di suolo vi sarebbe lo stesso anche se sparso per la città e si toglierebbe aree a destinare a case popolari o a canone concordato.

La proposta dell’Amministrazione Comunale di concentrare l’edificato nel 20% dell’area e il rimanente realizzarci un parco e gli orti urbani sia l’unica strada percorribile per dare risposta a coloro che vogliono fare seriamente dell’agricoltura e non ledere i diritti acquisiti dalla proprietà, l’alternativa è l’esproprio dell’area da parte dell’Amministrazione Comunale, che aprirebbe un contenzioso lungo e con conseguenze disastrose per il Comune, come purtroppo ci insegnano le ultime sentenze dei tribunali su queste questioni.

Sinistra Italiana Coordinamento di Livorno

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