Livornesi indisciplinati o strenuo tentativo di far cassa? Servirebbe solo un piano della mobilità che non c’è.

 

60.000 multe in cinque mesi, 12.000 al mese, 400 al giorno. Che noi livornesi, alla guida, siamo indisciplinati non è proprio contestabile ma per far cambiare questo insano atteggiamento le multe sono davvero il rimedio? Programmare per i prossimi mesi ulteriori 12.000 posto auto a pagamento è un modo corretto per risolvere il problema? Gli ultimi interventi sulla viabilità (via di Salviano, rotatorie in Scali Novi Lena ecc.) servono a migliorare la situazione?

Questi provvedimenti fanno inevitabilmente sorgere un dubbio sulla reale volontà che vi sta dietro, ovvero fare cassa per il bilancio comunale invece che risolvere il problema alla base. Ci sono molti diversi modi per scoraggiare l’uso dell’auto privata, per migliorare la qualità della vita dei cittadini prendendosi, allo stesso tempo, cura dell’ambiente. Migliorare il trasporto pubblico, per esempio. Rendendolo efficiente, veloce e puntuale. Fare in modo che il suo utilizzo sia appetibile. Sfatare la vecchia idea che i mezzi comunali siano inaffidabili, costosi e, in generale, impraticabili.

È triste notare che, invece, la giunta comunale sembra andare in senso opposto creando le LAM senza corsie preferenziali, tagliando chilometri e chilometri su altre linee e installando, fra l’altro, rotatorie e semafori dove non servono il cui effetto è quello di rallentare in maniera insostenibile il traffico.

Le multe saranno sempre necessarie ma un meccanismo sanzionatorio deve agire da deterrente. Quando, invece, la sua applicazione diventa sistematica questo meccanismo ha sostanzialmente fallito.

C’è un grande bisogno di un serio piano della mobilità che tenga conto di tutte queste istanze, interrompendo la pessima abitudine di tutte le precedenti amministrazioni di proseguire con interventi sporadici, ignorando la realtà territoriale, che spesso creano più disagi che benefici.

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