Liste di attesa non si abbattono con il privato

 

Le liste di attesa del territorio della ex asl livornese non si abbattono con delibere aziendali che vedono delegare prestazioni ai privati come quella recente relativa alle risonanze magnetiche.

Cercare di ridurre i tempi d’attesa per le prestazioni sanitarie nel pubblico ricorrendo a strutture private accreditate porta ad un ulteriore smantellamento del servizio sanitario universalistico.

Le liste di attesa sono causate dai tagli alle risorse, alle strutture, al personale, alimentato ulteriormente dalla sanità integrativa, unito spesso alla ridotta appropriatezza nella prescrizione degli esami. Su questo bisogna agire.

L’avviso pubblico per la ex asl 6 per l’erogazione di prestazioni di diagnostica per immagine, riferito alle risonanze magnetiche, dimostra una mancanza di pianificazione da parte dell’azienda che rischia di peggiorare ancor di più la difficoltà che oggi i cittadini hanno nell’accesso ai servizi sanitari.

Le liste di attesa per gli esami radiologici relativi alle risonanze magnetiche, come riportato da il Tirreno, sono diventate non più sostenibili. L’ASL invece di investire in risorse e in personale, cercando anche di migliorare l’appropriatezza, appalta ben 1600 prestazioni al privato accreditato destinando di fatto al privato risorse sottratte al pubblico.

Fare questo è pericoloso perché il soggetto privato, che come obiettivo principale ha il profitto, ha interesse al momento di erogare prestazioni alla ASL a prezzi concorrenziali: in questo modo quando molto sarà delegato a loro, potranno controllare il mercato con l’ovvio aumento dei prezzi.

Come abbattere le liste di attesa? Combattendo la mala gestione (come lo spreco di denaro pubblico che comporta ad esempio il project financing come già hanno tentato con il progetto relativo al nuovo ospedale di Livorno), programmando un miglior utilizzo dei macchinari, una diversa organizzazione e distribuzione del personale impiegato, incentivando magari gli operatori coinvolti.

L’esodo pensionistico del personale su cui poco si sta facendo per un avvicendamento graduale e organizzato, lascerà in prima linea giovani professionisti in solitudine, rischiano di peggiorare il servizio; se a questi fattori si aggiunge la volontà di spostare le prestazioni sul privato, si rischiano di aumentare ulteriormente le disuguaglianze sociali.

Il presidente Rossi molto può per fermare questa deriva bloccando le delibere regionali con cui si apre alle prestazioni erogate da di soggetti privati sempre che nella sua proclamata rivoluzione socialista non voglia continuare a portare avanti politiche liberiste e a vantaggio del privato come ha fatto sin ad ora con il suo Governo della Regione succube del PD e dei renziani.

Allo stesso tempo pensiamo che sia giunto il momento di investire in personale, nella sua stabilizzazione, nell’apertura ai concorsi, nella gestione della appropriatezza delle prescrizioni.

Enrico Rossi ha un’occasione per fermare questa delibera sempre che quell’Enrico Rossi che tanto parla di partito del lavoro, sinistra e socialismo sia un ononimo.

Esecutivo Sinistra Italiana – Federazione di Livorno

 

 

Lascia un commento