Lettera a Fratoianni e Acerbo

 

Siamo due candidati della lista ‘la Sinistra per Cannito Sindaco’ progetto nato dall’unione di Sinistra Italiana Livorno e Rifondazione Comunista Livorno.
Leggere l’intervista a Nicola Fratoianni uscita il 30 maggio sul Manifesto, ci ha spinto immediatamente a scrivere a voi questa lettera, dirigenti nazionali e locali dei due Partiti che hanno dato forma e sostanza al progetto della lista ‘La Sinistra’ per partecipare alle elezioni europee del 26 maggio, assunta anche a Livorno come modello per competere alle elezioni amministrative.
Siamo entrambi livornesi impegnati in questo percorso perchè non vogliamo vedere svanire ogni possibilità di futuro per la nostra città che è fatta di persone e non di voti da tenere in tasca come trofeo.
Abbiamo storie simili e per motivi simili ci siamo avvicinati e ci abbiamo creduto anche se non avevamo un bagaglio politico o l’esperienza per affrontare una campagna elettorale difficile e incerta soprattutto per noi, “popolo senza tessera”.
Siamo stati accolti come a casa, perchè la sinistra è casa nostra anche se non siamo militanti, e vogliamo continuare un percorso congiunto nonostante un risultato deludente.
Questo progetto non può essere dimenticato e abbandonato.
Nell’intervista al Segretario di Sinistra Italiana, leggiamo parole pesanti che rimettono in gioco la bontà di un ‘idea perchè ha ottenuto un risultato scarso, paventando l’apertura di un dialogo con il M5S e con quel PD e quel tal Calenda così poco amico dei lavoratori in questo Paese, per fermare la marea nera.
Se un dialogo è possibile nei confronti di una parte del M5s, non lo è per noi con le forze di centro sinistra guidate prima da Renzi e dopo da altri, che ancora oggi non si sono minimamente ravvedute continuando a seguire le regole del neoliberismo più sfrenato.
Essere antifascisti è un tratto costituzionale indiscutibile, vero è che c’è perdita di rappresentanza per la mancanza di risposte su altro ed è per questo che molti oggi si piegano al nazionalismo di destra; proprio per questo la politica e la sinistra, non devono solo occuparsi di creare argini ma di rispondere ai bisogni reali e concreti delle persone.
Quindi quello che abbiamo letto oggi è un pugno nello stomaco che fa male e pesa, ancor di più del risultato scarno che abbiamo raccolto.
Azzerare le differenze sostanziali e farci diventare gregari a favore di chi ha creato il presupposto che proprio quell’onda nera si alzasse è pericoloso e immorale, nei confronti di tutti i lavoratori, di quelle madri e quei padri in lotta per garantire un futuro ai loro figli, ammazzato dal Jobs Act e da tutto ciò che il centro sinistra ci ha lasciato in dote.
La paura va combattuta rinsaldando i diritti per i molti e non gli accordi politici per i pochi che vogliono continuare a sedersi a tavola.
Vorremmo chiarire che nessuno di noi ha posti da conservare ma al contrario un futuro incerto da costruire.
Se siamo stati lontani dalla politica è accaduto proprio a causa di queste dinamiche che purtroppo continuano a presentarsi. Le piroette non ci appassionano ed è per questo che per noi resta salda la convinzione di insistere con ‘La Sinistra’ perchè viviamo nella realtà, non in una torre d’avorio.
Abbiamo lavorato insieme a Livorno, capito il peso di questo progetto e siamo stati aiutati a fare sintesi per costruire un rapporto unitario che ci desse forza al di là delle differenze.
C’è stato chi si è preso cura di noi senza pensare a se stesso, mettendosi completamente a disposizione, considerandoci tutti uguali a prescindere dalla provenienza politica o civile, aiutandoci a far sbocciare le nostre idee forse povere di tratti politici, ma dense di realtà, quella che abbiamo vissuto e toccato in un mondo che non ci vuole e non ci garantisce uguaglianza.
Fra noi c’è chi arrivava da lontano e vive ancora oggi la distanza dell’inclusione mancata o chi ha rinunciato a terminare gli studi per aver perso una borsa di studio e si è messo a lavorare, oppure c’è chi si è dovuto inventare una professione ma lotta ogni giorno per avere un contratto a due lire che gli garantisca non di vivere ma di sopravvivere. Eravamo tutti Compagni, nessuno escluso e vogliamo continuare ad esserlo.
Chi ha deciso di parlare di questo è a sinistra, fuori dalle garanzie, dalle pensioni assicurate e dai benefici di una vita comoda che si è seduta sulla clientela e continua a tramandarla di padre in figlio/a.
Sappiamo che noi non avremo mai una quota cento e forse non potremo nemmeno permetterci di avere una casa di proprietà o una macchina, si sopravvive senza queste cose, ma crediamo sia compito della Sinistra rendere migliore e giusta la vita delle persone. Quella Sinistra che non si crogiola nella teoria, ma quella che produce soluzioni plurali senza ammiccare ai potenti di turno.
Comprendiamo che costruire un percorso congiunto non sia facile per due Partiti che hanno una loro distinta identità, ora che la sinistra pare azzoppata e tramortita da un risultato implacabile in Europa così come alle amministrative in tutto il Paese, ma vogliamo dirvi che noi ci siamo e forse siete solo voi a non crederci.
Serve far entrare aria nuova e creare uno spazio politico non asfittico e povero di idee e non parliamo di rottamazione ma di ricambio per chi non ha più nulla da dire.
Serve qualcosa che torni ad avere senso nei quartieri popolari e nelle periferie dove si sta radicando la Lega, e dobbiamo stare lontani dai salotti e dagli aperitivi radical chic, perchè i lavoratori ci vedono come elite garantita, troppo lontana dai loro bisogni.
Quindi cambiamo insieme il linguaggio, le proposte e ascoltiamo le persone da vicino e non da lontano. Scendere dal piedistallo fa bene, è lì in basso che si trova la Sinistra. Noi non ci siamo mai saliti e nemmeno ci interessa perchè abbiamo imparato ad arrangiarci senza chiedere niente a nessuno e senza svenderci.
Abbiamo bisogno solo di padri nobili che ci aiutino a far crescere un progetto che abbia una linea non fraintendibile e inattaccabile sui principi.
In poche parole non metteci all’angolo, sarebbe l’ennesimo tradimento nei confronti della nostra generazione.

Elena Niccolai
Alessandro Giusto

‘la Sinistra Livorno’

 

 

Lascia un commento