L'antisemitismo non è solo frutto di follia nazista ma anche della follia fascista @PietroGrasso @SI_AEsenato

Sig. Presidente Senatore Pietro Grasso,

leggo stamane il resoconto del suo intervento tenuto, in veste di Presidente del Senato della Repubblica, al Convegno romano sulla Shoah.

Sono rimasto francamente stupito dalla parte del suo intervento, quella dedicata al prezzo pagato dall’Italia “..per la follia nazista..”.
Francamente questo tono anni cinquanta, quasi da “Italiani brava gente”, con cui quello che è successo in Italia dall’ 8 settembre 1943 alla Liberazione sia tutto addebitabile ai nazisti sarebbe solo espressione di ignoranza se detto dalla “casalinga di Voghera” di prodiana memoria; potrebbe essere deformazione della Storia, quella scritta col sangue di migliaia di italiani, se detta dalla seconda carica della Repubblica.

Rilegga, Presidente, le testimonianze delle stragi naziste: dai brigatisti neri di Vinca, alle SS italiane che parlavano viareggino di Sant’Anna, dai carabinieri delle retate di ebrei nel pistoiese o, vicino a casa mia, al Gabbro. Si informi sul ruolo che ebbero nella “caccia all’ebreo” le anagrafi dei comuni e le liste depositate nelle Questure, sulla base delle Leggi sulla Razza promulgate dal Re d’Italia nel 1938. Ripensi alle spie che segnalarono i loro vicini per cinquemila lire.

O più semplicemente, rilegga le belle pagine di Claudio Pavone sulla Resistenza come Guerra Civile, dove antifascisti e monarchici combattevano contro il fascismo alleato del tedesco.

Mi scusi Presidente, ma Lei che è stato Magistrato ha giurato sulla Costituzione della Repubblica; la Legge Fondamentale che – non per spirito di vendetta ma per difesa della democrazia – prevede nella XII disposizione transitoria e finale il divieto alla ricostituzione del Partito fascista; ed il Suo impegno da Magistrato è da solo testimone dell’impegno nell’adempimento a quel giuramento.

Proprio per quello mi permetto di invitarLa a precisare quelle dichiarazioni, a fare chiarezza su un dato che la Storia ha accertato: che le distruzioni d’Italia e che l’antisemitismo mortifero di quegli anni non furono frutto solo della “follia nazista”, ma anche del fascismo e dell’acquiescenza del vecchio Stato sabaudo.

Marco Mazzi, comitato promotore Sinistra Italiana Livorno

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