Il Governo recepisce molte proposte di miglioramento del SSN avanzate da @SinistraIt_

Roma, 30/10/2016 – Comunicato Stampa del Forum Salute Italia di Sinistra Italiana

Nell’aula di Montecitorio il 25 Ottobre Sinistra Italiana ha presentato una mozione a difesa del Sistema Sanitario Nazionale affinchè il governo venisse sollecitato su argomenti di interesse fondamentale per i cittadini italiani.

Il governo ha recepito alcuni dei suggerimenti di Sinistra Italiana per il miglioramento dello stato del SSN e si impegna fin d’ora in alcune delle proposte presentate nella mozione.

Ecco sinteticamente i punti sui quali il governo recepisce gli impegni da parte di Sinistra Italiana:

Aumentare il finanziamento del Sistema Sanitario Nazionale

1 – Assumere iniziative per incrementare le risorse del fondo sanitario nazionale e rivedere la previsione del documento di economia e finanza 2016 di una riduzione della spesa sanitaria in rapporto al prodotto interno lordo per i prossimi anni, prevedendone invece un significativo incremento sia in valori assoluti che in rapporto al prodotto interno lordo in relazione ai fabbisogni reali individuati dalle regioni.

Assumere e stabilizzazione dei precari

2 – Assumere iniziative per stanziare le opportune risorse finanziarie – prevedendo le eventuali deroghe alla normativa vigente in materia – volte a consentire lo sblocco del turn over nel Servizio sanitario nazionale, in particolare per il personale medico, infermieristico, tecnico e socio sanitario di supporto, e la stabilizzazione dei precari su base regionale, attraverso lo sblocco del turn over al 100 per cento e l’indizione di concorsi regionali per disciplina e profilo con graduatorie regionali al fine di consentire la riorganizzazione e la riqualificazione dei servizi sanitari con particolare attenzione al territorio

Valorizzazione degli operatori socio sanitari

3 – Assumere iniziative per riconoscere e valorizzare quei profili professionali, quali gli operatori sociosanitari, indispensabili per rafforzare il sistema assistenziale e contribuire al miglior funzionamento dei servizi.

Ridurre la spesa per il cittadino e migliorare l’accesso al sistema pubblico

4 – Valutare la possibilità di procedere nell’immediato all’abrogazione del cosiddetto superticket e successivamente abolire gradualmente le compartecipazioni alla spesa sanitaria, soprattutto in presenza di disabilità, al fine di garantire l’universalità delle cure e l’accesso ai servizi da parte dei cittadini, con l’obiettivo di evitare la sempre più frequente rinuncia forzata di molti cittadini all’acquisto di farmaci o all’accesso alle prestazioni sanitarie pubbliche, col conseguente ricorso ai privati

Far ripartire l’edilizia sanitaria per il miglioramento dei luoghi di cura

5 – Attuare un piano di edilizia sanitaria, supportato da adeguate risorse finanziarie, finalizzato alla messa in sicurezza alla manutenzione e al recupero delle strutture, con abbattimento delle barriere architettoniche, ottenimento dell’efficienza energetica e umanizzazione dei luoghi di lavoro per gli operatori sanitari e gli utenti

Lotta agli sprechi e alla corruzione

6 – Attivare efficaci iniziative, anche normative, volte a intensificare il contrasto alle frodi e alla corruzione, nonché alle diseconomie e agli sprechi interni alla sanità, prevedendo che tutte le risorse certificate liberatesi vengano reinvestite unicamente nel Servizio sanitario nazionale

Trasparenza negli appalti e nella spesa pubblica in sanità

Riduzione dei servizi in esternalizzazione

7 – Assumere iniziative per introdurre specifiche previsioni in materia di appalti pubblici nel settore della sanità pubblica, al fine di eliminare le distorsioni legate al troppo frequente ricorso a proroghe automatiche e taciti rinnovi di appalti, nonché per incrementare la trasparenza e il controllo nelle procedure che riguardano i meccanismi di spesa.

Promuovere, per quanto di competenza, un sistema di accreditamento rigoroso e di qualità all’interno della programmazione pubblica con valutazione dei risultati, che non penalizzi l’occupazione, ma tenga conto, nei casi di responsabilità o inefficienza del privato, della possibilità di reinternalizzare e regionalizzazione gli operatori, i servizi e le attività esternalizzati, appaltati o accreditati

Riforma delle cure primarie e promozione delle Case della Salute

Aumentare risorse alle persone non autosufficienti

Ripensare i punti nascita

8 – Assumere iniziative per rinnovare con adeguate risorse il sistema delle cure primarie, investendo sulla prevenzione e sull’assistenza domiciliare e territoriale, soprattutto ad alta integrazione sociale (anziani, salute mentale, disabilità), salvaguardando, nell’ambito della razionalizzazione delle reti ospedaliere, i piccoli presidi in zone disagiate, rivedendo peraltro, sotto questo aspetto, le stesse norme relative alla chiusura dei punti nascita con meno di 500 parti, norme nell’ambito delle quali al dato quantitativo non si somma nessun dato qualitativo o di particolarità territoriale;

Assumere iniziative per incrementare le risorse destinate alle non autosufficienze e a interventi di assistenza domiciliare per le persone affette da disabilità gravi e gravissime;

Implementare l’assistenza territoriale, le reti di poliambulatori collegati telematicamente con gli ospedali e nuove forme organizzative in grado di erogare prestazioni assistenziali sulle 24 ore, assumendo le iniziative di competenza per sospendere e rivedere quindi il nuovo atto di indirizzo per il rinnovo della convenzione di medicina generale approvato nell’aprile 2016 alla luce delle forti criticità esposte in premessa;

Realizzare le case della salute, come luogo di partecipazione dei cittadini e programmazione della sanità territoriale nell’ambito di politiche complessive che assicurino continuità assistenziale e una rete di servizi extraospedalieri, senza limitarsi alla mera riconversione in poliambulatori di strutture sanitarie dismesse, con la necessaria innovazione della sanità di iniziativa

Promuovere la medicina di genere

Difendere la legge 194 pianificando in modo omogeneo la sua applicazione su tutto il territorio

9 – Promuovere politiche di genere finalizzate ad eliminare la disuguaglianza secondo il principio di equità e appropriatezza delle cure, incentivando la presenza di tavoli di coordinamento regionali;

Sviluppare un’efficace programmazione delle politiche sanitarie e sociosanitarie secondo indicatori «genere correlati» e a implementare la medicina di genere in ambito di ricerca e universitario e con percorsi di educazione medica continua;

Valorizzare e ridare piena centralità ai consultori, quale servizio per il sostegno alla sessualità libera e alla procreazione responsabile, attraverso un adeguamento delle risorse, della rete di servizi, degli organici e della loro formazione, delle sedi, nonché secondo la piena attuazione della legge n. 405 del 1975 e del progetto obiettivo materno infantile;

Garantire la piena applicazione della legge n. 194 del 1978 in tutte le strutture e su tutto il territorio nazionale, nel rispetto del principio della libera scelta e del diritto alla salute delle donne e della maternità e paternità responsabili, assumendo tutte le iniziative, nell’ambito delle proprie competenze, finalizzate anche all’assunzione di personale non obiettore per garantire il servizio di interruzione volontaria di gravidanza;

Assumere le opportune iniziative normative affinché in ogni regione siano individuate le strutture sanitarie pubbliche nelle quali istituire servizi dedicati a compiti relativi alla diagnostica prenatale e allo svolgimento delle procedure e interventi di interruzione volontaria della gravidanza, anche oltre il novantesimo giorno, con personale composto obbligatoriamente da non obiettori di coscienza;

Assumere iniziative perché ogni struttura pubblica o del privato accreditato (sia essa un ospedale o un consultorio) applichi pienamente la legge, in modo tale che solo a fronte di questo impegno possa essere concesso l’accreditamento

Farmaci e terapie innovative, impegni di spesa, accesso alle cure

10 – Assumere iniziative per rifinanziare il fondo per il rimborso alle regioni per l’acquisto di medicinali innovativi, istituito con la legge di stabilità per il 2015, incrementandone sensibilmente la dotazione finanziaria e rivedendo contestualmente i criteri di priorità, in modo che tutti i pazienti possano usufruire dei trattamenti innovativi;

Valutare la possibilità di – riguardo ai farmaci per l’epatite C – avviare quanto prima le opportune iniziative volte a modificare l’attuale normativa nazionale al fine di ricomprendere anche l’«emergenza sanitaria» (di cui all’accordo TRIPs) tra le condizioni per la concessione dell’uso del brevetto senza il consenso del titolare, e ad adottare conseguentemente tutte le iniziative in sede internazionale per chiedere quindi, sulla base del citato TRIPs, la prevista deroga alla protezione brevettuale attraverso la «licenza obbligatoria» per i nuovi farmaci antivirali ad azione diretta contro il virus dell’epatite C, al fine di produrli a costo contenuto garantendo l’accesso al trattamento a tutti coloro che ne hanno bisogno

Valutare la possibilità di assumere le opportune iniziative normative affinché l’Aifa ricorra a bandi competitivi per la determinazione del prezzo di acquisto dei vaccini individuati come strategici nel piano nazionale vaccinazioni;

Avviare una politica di maggiori investimenti e incentivi finalizzati ad estendere la ricerca biomedica indipendente, con particolare riferimento alle biotecnologie e alla valutazione di efficacia degli interventi terapeutici e riabilitativi, per far crescere modelli innovativi dei servizi pubblici e nuove attività economiche, con ricadute importanti per la qualità dei servizi, l’occupazione e la ripresa economica;

Inoltre…

Molto sinteticamente è stata bocciata l’intera premessa, che conteneva l’analisi critica dello stato del SSN a seguito delle politiche governative. Tra gli impegni che la mozione chiedeva ne sono stati completamente respinti sei:

  1. inversione della politica di riduzione delle risorse al sistema di protezione sociale e interruzione della spinta verso le assicurazioni integrative
  2. facilitazione del ricorso all’IVG farmacologica
  3. rigetto delle decisioni sul fertility day
  4. iniziative in sede internazionale per porre in discussione il brevetto per i farmaci
  5. iniziative in sede europea per escludere le spese per i servizi socio-sanitari dal patto di stabilità
  6. modifiche della legge 833/78 per l’iscrizione al SSN dei senza fissa dimora.

 

Sono stati svuotati di effetti pratici e ridotti a generiche ipotesi da valutare i seguenti impegni:

  1. Abolizione immediata del superticket e graduale di tutti i ticket
  2. Deroga al brevetto e licenza obbligatoria per i farmaci per l’epatite C
  3. Bandi competitivi per la fissazione del prezzo dei vaccini
  4. Collaborazione tra ASL e agenzie ambientali per la prevenzione.

     

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