Il declino dello sport con la Giunta Salvetti

 

Leggiamo sulle pagine del Tirreno di un altro problema che mina lo stato di salute dei servizi in questa città e che rientra a pieno titolo nella mancanza di una visione complessiva di ciò che Livorno potrebbe offrire ma che il suo attuale Governo pare stenti ad elaborare.

La questione che riguarda le piscine è la conclusione di un ragionamento mancato e stupisce che chi detiene le deleghe allo sport non sia riuscito ad andare oltre agli annunci e oggi si senta parte lesa quando si sapeva già come sarebbe finita. Il Covid 19 non è la scusa per giustificare qualsiasi fallimento.

La progettazione della Cittadella dello Sport e la strutturazione di un percorso organico dell’offerta sportiva pubblica in questa città, era alla portata di chi muove le leve istituzionali, mentre ci accorgiamo amaramente che tutto passa per l’incertezza di annunci, rimasti lettera morta sulla carta per un processo avviato sul Piano Strutturale dalla precedente legislatura e non ancora valutato. Oggi tutte le debolezze dovute alla mancanza di approfondimento, si manifestano nella gestione pasticciata del Livorno Calcio, dei problemi relativi al Palazzetto dello Sport e al basket cittadino, alla destinazione dell’Ippodromo, tutti problemi non secondari ai quali si aggiunge oggi il tassello delle piscine chiuse.

La mano pubblica dovrebbe riattivarsi e non nel ruolo di vittima, ma riprendersi il ruolo nelle decisioni concertate con chi lo sport lo pratica e ci riferiamo all’associazionismo attivo che si muove purtroppo senza rete, in modo confuso e sparpagliato perché manca una regia, una programmazione condivisa anche negli obiettivi economici e di ricaduta sociale. Eppure le vocazioni sportive della città sono ricchissime e legate a questo luogo per gli storici successi e la pratica della tradizione, dalla lotta, al pugilato, dalla scherma al calcio senza dimenticare il canottaggio delle gare remiere.

La gestione pubblica se partecipata e condivisa, potrebbe sì a quel punto rivolgersi al sostegno privato, ma da una posizione di forza, pretendendo garanzie senza affidarsi a caso al primo che arriva e propone di liberare il pubblico da un impegno troppo gravoso.

Lo sport non è un’inutile zavorra per la città, soprattutto se si ragiona in termini di turismo ed economia di settore. Come tale meriterebbe di essere gestito da un assessorato ad hoc che garantisca attenzione e continuità nella risoluzione dei problemi attuali per gestire progetti e valutare tutto ciò che resta sospeso e indefinito. O anche qui dobbiamo attendere l’arrivo di un commissario?

Se a settembre del 2019 si pensava di poter competere per le Olimpiadi del 2032 facendo una proposta tandem fra Bologna e Firenze come auspicato dal Presidente Rossi, qualsiasi partita si chiude miseramente per la Costa, e soprattutto per Livorno che non è in grado di prendere al laccio nemmeno la discussione insieme a chi ha alzato la testa per non essere tagliato fuori. Livorno, Pisa e la Versilia avrebbero potuto giocarsi il ruolo come location per gli sport olimpici in acqua, canottaggio e vela. Ma questo probabilmente non accadrà nonostante i requisiti ci siano tutti perchè non si legge un tratto politico forte che decida di investire creando una possibilità, spendendo tempo e risorse per realizzarla.

Googlare serve a poco quando non si intravede nemmeno uno sguardo lungo sul futuro e si procede a tentoni come fossimo al buio nonostante gli allarmi lanciati da più parti.

Coordinamento Circolo Territoriale Sinistra Italiana Livorno Collesalvetti

 

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