‘Dello studio e della lotta’, i giovani si riprendono i loro diritti

 

La protesta degli studenti scesi a manifestare in piazza Cavour questa mattina, avrebbe dovuto sollevare molto più clamore di quanto purtroppo non abbia avuto.
Prima del colore politico conta il contenuto e avrebbe dovuto essere largo e trasversale, così come sono larghi e trasversali i problemi che coinvolgono la vita degli studenti oggi.
Il diritto allo studio vale per tutti, altrimenti lasciamo passare il concetto che non essendoci valga solo per qualcuno e non per tutti.
Sgomenta vedere che gli adulti quasi non c’erano, a proteggere quei ragazzi lasciati soli c’erano solo le loro convinzioni che dovrebbero invece essere cosa nostra, da difendere.
Se la politica è assente e non ascolta, continuerà a fallire.
Continueranno a non esserci le energie sane per ricostruire un Paese vinto e più povero di quello che era cinquant’anni fa.Cosa chiedono è chiaro, loro parlano con un lessico comprensibilissimo, manca solo la voglia di ascoltarli.
Oggi una delegazione larga e rappresentativa si recherà dal Ministro Di Maio per chiedere cose semplici, cose che appaiono ovvie ma che invece, non da oggi ma da molto tempo comprimono i loro diritti fino a farli scomparire.
Nell’ordine le richieste partiranno dall’abolizione della famigerata 107 per riformare l’alternanza scuola lavoro che ha generato troppo spesso fenomeni di sfruttamento che poco hanno a che fare con la formazione e non garantiscono nemmeno l’accumulo di crediti.
E’ indispensabile poi, l’approvazione del Codice Etico degli studenti per la totale gratuita’ dei percorsi e contro lo sfruttamento, per l’abolizione delle ore obbligatorie e per riqualificare la didattica: che sia istruzione integrata e che si investa per renderla gratuita e di qualità.
Entrare nelle nostre scuole non deve essere un privilegio: vogliono subito una legge nazionale sul diritto allo studio che definisca i livelli essenziali delle prestazioni. A chi parla di daspo e polizia nelle scuole rivolgono le parole piu’ dure: si ritiri il progetto ‘scuole sicure’ per investire sulla messa in sicurezza delle scuole che oggi crollano mettendo a rischio la vita di studenti e docenti.
La mancanza di posti all’interno delle residenze universitarie, l’insufficienza delle borse di studio che arrivano con enorme ritardo, tasse universitarie ed affitti troppo elevati, rendono urgente più che mai un rifinanziamento del diritto allo studio e l’innalzamento della no tax area verso l’ Università affinché sia realmente gratuita ed accessibile a tutte e tutti, per questo è necessaria una legge sul diritto allo studio.
Ecco, queste sono le richieste, cose semplici davvero.
Controproducente e stupido non ascoltare per chi può decidere o può scegliere, dove portare questo paese.
Se questo come già rilevato, ‘non è un paese per vecchi’, continuando così senza cambiare strada, diventerà sempre meno un paese per giovani.
Non possiamo continuare a restare a guardare senza essere al loro fianco e continuare a sostenerli con un pallido appoggio nella loro lotta.
Il futuro sono loro, non noi.

Simona Ghinassi

Coordinatrice Sinistra Italiana – Federazione di Livorno

Lascia un commento