I caraibi della Toscana, le spiagge bianche di Vada, dimostrano, purtroppo, ogni giorno di più, di essere una grande discarica industriale

 

I cittadini di Rosignano e di Vada se ne sono accorti alla fine di agosto quando, dopo aver chiaramente sentito un pungente odore di ammoniaca, hanno visto una grande moria di pesci di medie dimensioni che hanno riempito il mare e la sabbia delle spiagge bianche.

I referti analitici dei campioni di acqua di mare prelevati in prossimità della battigia hanno mostrato una presenza di ammoniaca con concentrazioni superiori a quelle riscontrate durante i monitoraggi marino costieri routinari. I valori rilevati mostrano una andamento decrescente delle concentrazioni di ammoniaca allontanandosi dallo scarico Solvay.

Verrebbe quasi da ringraziare l’azienda che, avendo magari commesso un errore di gestione dei suoi prodotti, ha messo in risalto il grande disastro ambientale che si sta consumando su questo tratto di coste livornesi da anni.

L’osservatorio nazionale amianto in uno studio recentemente pubblicato dal relatore Claudio Marabotti afferma che “oltre alla presenza di amianto si registrano nell’aria e nelle acque metalli pesanti. Tutti questi agenti hanno causato non solo malattie tumorali, ma anche a carico dell’apparato cardiaco e vascolare come ictus e ischemie, casi di Alzheimer. In totale stimiamo che dal 2001 al 2010 a Rosignano, per questi agenti patogeni, si siano verificati appunto 250 morti in più rispetto a quanto era atteso secondo le stime.” Non solo ammoniaca quindi.

Ormai a inizio settembre si parla nuovamente di vietare la balneazione, un po’ come spesso succede e, magicamente, di permetterala di nuovo a maggio, pronti per la stagione estiva, con la connivenza totale delle amministrazioni locali, piegate ad interessi di bassa bottega.

Questo non è il modo di fare politica.

Chiediamo con forza agli enti competenti, ARPAT  e comuni coinvolti, oltre alla regione Toscana, di monitorare strettamente la fabbrica, di definire una volta per tutte gli inquinanti presenti nei sedimenti delle spiagge bianche e negli sversamenti a mare, di estendere studi epidemiologici sulle popolazioni interessate e di chiedere al ministero competente se non sia il caso, al termine di questa analisi, di ricomprendere le spiagge bianche in un nuovo sito di interesse nazionale per la bonifica industriale.

Alessandro Brunini

 Sanità e Welfare – Sinistra Italiana Toscana

Simona Ghinassi  

Coordinatrice Sinistra Italiana – Federazione di Livorno 

 

 

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