Ato Toscana Costa, la gestione del ciclo dei rifiuti deve essere totalmente pubblica. Basta regali ai privati

 

“Le solite sceneggiate del PD non ci convincono. Vogliamo vedere i fatti, cioè vere e proprie azioni di cambiamento, altrimenti sarà di nuovo chiaro ai cittadini che dietro i proclami si trova la solita guerra di interessi sulla gestione del potere. Intanto Reti Ambiente non opera e l’Autorità d’Ambito ha passato gli anni tra assemblee dei Sindaci deserte e gare annullate. La linea politica del PD regionale è stata fino a ieri totalmente favorevole all’individuazione di un socio operativo con procedura ad evidenza pubblica dove si prevedevano patti parasociali che garantivano allo stesso piena e incontrastata operatività. Poi, in un battibaleno, si aprirebbe lo scenario tutto pubblico per il bene dei cittadini.
Per ora sono solo chiacchiere: il PD si manifesti con atti concreti proponga e sostenga la delibera in Assemblea Ato Toscana Costa, di affidamento in house a Reti Ambiente, composta da tutte le società pubbliche conferite e ne imponga l’operatività entro il 2018, uscendo da questa impasse che danneggia tutto il sistema.
La gestione del ciclo dei rifiuti non può essere un business, è un servizio essenziale che deve garantire benefici ai cittadini dal punto di vista ambientale ed economico.” A dirlo in una nota sono i coordinatori regionali di Sinistra Italiana Daniela Lastri e Marco Sabatini che intervengono sull’ipotesi di commissariamento dell’Ato Toscana Costa paventata dal governatore Enrico Rossi dopo che 17 sindaci del Partito Democratico hanno fatto saltare l’assemblea.

“Restiamo convinti che su servizi come la gestione dei rifiuti sia necessario il controllo pubblico e atti concreti che tendano generalmente al raggiungimento della totale partecipazione pubblica. Certo – aggiungono Lastri e Sabatini – che oltre allo scontro interno del Pd è quantomeno curiosa la posizione del Movimento 5 Stelle: da un lato vogliono mantenere pubblici i servizi di spazzamento strade e raccolta della spazzatura, dall’altro vogliono che i privati siano detentori degli impianti di smaltimento ovvero proprio dove si concentrano gli investimenti le strategie del ciclo integrato dei rifiuti; una scelta poco lungimirante e lontana dalle esigenze dei cittadini. Noi proponiamo invece una strategia lineare che produca raccolte e impianti di valorizzazione delle matrici differenziate, ad alto livello di innovazione tecnologica e valore occupazionale, per avviare una riduzione drastica dei conferimenti nelle discariche e nei termovalorizzatori.”

 

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