Andiamo oltre appelli, cantieri e tatticismi ma parliamo di contenuti a Sinistra

 

Abbiamo visto moltiplicarsi nelle ultime settimane nascite di cantieri, annunci di liste più o meno schierate e appelli all’unità per la ragion di Stato, ma in pochi hanno capito che la sommatoria algebrica in politica non funziona più. Il voto è mobile e si adegua alla pancia e a ciò che ricade sulla pelle di cittadini sempre più consapevoli che cercano risposte e non chiacchiere.

Le vecchie operazioni strategiche compiute da un ceto politico oggi in affanno sono destinate a fallire per questo e ciò che servirebbe ora è un passo indietro per farne cento in avanti.
Riconoscere questo dato aiuterebbe a ritrovare paradossalmente il senso e il significato dell’azione politica come scelta civile di pratica quotidiana da condividere.

La confusione sotto il cielo è enorme e se a livello nazionale abbiamo assistito ad una rivoluzione che ha sovvertito un ordine che pareva immutabile, la scomposizione è in atto anche a livello locale, e non bastano i generici quanto opportunistici appelli all’unità contro i nuovi barbari, perché ad osservare bene è impossibile non notare che le posizioni di chi governa questa città siano diverse. Così come non basta pensare di riesumare un centro sinistra morto e che ha fallito i suoi obiettivi perché ha cambiato verso e volto, virando a destra per ciò che ci ha lasciato in dote.

In attesa delle amministrative del 2019 c’è lo spazio per guardare ciò che sta accadendo altrove, a quelle esperienze che maturano in altre città attraverso la pratica del municipalismo per ricreare una connessione fra governo dei luoghi e risposta a bisogni primari.

Le esperienze sono molte, serve declinare un principio, senza copiarlo a scatola chiusa perché sarebbe l’ennesimo errore. Significa parlare di economie di circolari e territoriali legate al contesto, di gestione dei beni comuni e di un ruolo di garanzia da restituire al pubblico, di sicurezza sociale che non usa la repressione ma che ascolta anche ciò che è scomodo ascoltare senza nascondersi, significa stimolare la partecipazione fra i cittadini che hanno uguali problemi e cercano le medesime soluzioni.

Governare una città è cosa complessa, così come è complesso convergere sulla figura giusta di un candidato capace di rappresentare il volto di una città intera con competenza e preparazione adeguata. Per questo sarebbe utile a tutta la Sinistra, quella di oggi e non quella che fu, aprire con umiltà il dibattito senza salti in avanti da parte di dirigenti politici, elite, spin doctor o santoni dell’ultima ora con la verità in tasca, ma insieme ai cittadini, quei potenziali elettori che a ragione, sono lontani e distanti perché privi di voce ma sensibili ad una cosa: la ricerca di conflitto per riappropriarsi dei loro diritti.

La città, tutta, ringrazierebbe e cerchiamo tutti insieme di andare oltre appelli, cantieri e tatticismi ma parliamo di contenuti a Sinistra

Simona Ghinassi

Coordinatrice Sinistra Italiana – Federazione di Livorno

 

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