Amministrative 2017, Sinistra Italiana è per coalizioni civiche e alternative al PD

 

CONTRIBUTI PROGRAMMATICI PER ELEZIONI AMMINISTRATIVE 2017

Sinistra Italiana considera le prossime elezioni amministrative come l’occasione per rendere efficaci le scelte politiche che ne hanno caratterizzato la nascita con il congresso fondativo di Rimini. Ritiene conclusa la stagione delle alleanze strutturali di centrosinistra, avendo queste ultime dimostrato di aver esaurito la propria vocazione al buon governo
sotto la scure delle politiche di austerità europee e dei conseguenti pesanti tagli previsti nelle ultime Leggi di Stabilità e inflitti ai trasferimenti finanziari destinati agli enti locali.

E’ necessario partire da una critica dura alle politiche che il Partito Democratico ha assunto riguardo i beni comuni, l’ambiente, il welfare, che in molti casi hanno prediletto logiche di privatizzazione estrema, sacrificando principi di equità e inclusione sociale.

In quest’ottica le seguenti linee programmatiche vogliono essere un orientamento generale per i nostri candidati impegnati nella campagna elettorale, nell’ovvio rispetto dell’autonomia e delle peculiarità dei singoli territori. Si tratta di temi peraltro già rilanciati in diversi atti presentati dagli amministratori di Sinistra Italiana o di liste civiche di sinistra negli ultimi mesi.

Partecipazione, democrazia e trasparenza

La Legge di Stabilità 2017 concede agli Enti locali la possibilità di rinegoziare dei mutui con Cassa depositi e prestiti. Si tratta di un’occasione importante. E’ opportuno pertanto che le modalità siano rese note con tempestività e trasparenza, pretendendo, qualora fosse necessario, consulenza e sostegno dall’Anci. La rimodulazione del debito degli enti locali può consentire il recupero di importanti quote di bilancio ed una gestione più
flessibile delle risorse e una programmazione finanziaria più efficace.

Le elezioni amministrative rappresentano la forma più democratica per incidere sui processi, per cambiare le nostre vite, a partire dalle nostre città. Partecipazione e trasparenza non devono essere concetti fini a se stessi, vanno sostanziati. In tal senso è ragionevole proporre l’introduzione negli Statuti comunali di forme sperimentali di Bilancio Partecipativo. Esistono inoltre altri utili strumenti per dare nuova linfa alla democrazia
partecipativa come le istruttorie pubbliche, i referendum propositivi e abrogativi, oltre che forme di “sondaggio deliberativo” su questioni che riguardano la città, le sue linee di sviluppo, il ruolo della cittadinanza organizzata.

Città intelligenti e eco-sostenibili

Sinistra Italiana considera la riconversione ecologica come uno dei fili conduttori delle proprie proposte d’intervento, dagli enti locali al governo nazionale. Siamo consapevoli che entro il 2050 l’Europa si è data l’obiettivo di produrre energia prevalentemente da fonte rinnovabile e che il nostro Paese si è impegnata a rispettare l’obiettivo europeo e a loro volta Regioni e Comuni a livello locale. Per ridurre i consumi, abbattere le emissioni di CO2 e produrre energia rinnovabile occorre agire insieme: dal sostegno alla transizione
energetica locale con la creazione di Comunità Solari, al recupero delle terre pubbliche per lo sviluppo di orti urbani, passando per la promozione di un trasporto pubblico intermodale, per politiche di gestione e smaltimento dei rifiuti che, agendo sulla leva fiscale, ne incentivino la riduzione oltre al riciclo, riuso e recupero e infine per interventi di riqualificazione energetiche delle nostre città consolidate.

Verso una mobilità intermodale

E’ necessario incentivare e favorire un uso congiunto dei vari mezzi di trasporto così da ridurre progressivamente la dipendenza da mezzi a motore privati, in particolare nelle tratte a maggior percorrenza come quelli casa-lavoro.
La prospettiva deve essere quella di una mobilità co-modale ed intermodale dove la bicicletta è il mezzo perfetto per coprire il cosiddetto “ultimo miglio”. In quest’ottica un sistema di trasporto pubblico che sia facilmente accessibile e integrato, non può prescindere dall’utilizzo delle nuove tecnologie in particolare nell’accesso alle informazioni e al pagamento dei servizi. Si valuti la possibilità di implementare assieme all’azienda municipalizzata un sistema di “Mobile Ticketing” per i biglietti di trasporto pubblico locale che scali il costo del biglietto dal proprio credito telefonico o di un sistema che associ al
proprio numero telefonico un sistema di pagamento idoneo.
Un ruolo essenziale è quello svolto dalla locale azienda municipalizzata che dovrebbe adoperarsi per la creazione di applicazioni adeguate che garantiscano, oltre all’acquisto dei servizi, l’accesso alle informazioni geolocalizzate della dislocazione, disponibilità frequenze di ogni genere di servizio trasportistico locale, dal bike-sharing al car-sharing, così come autobus e treni regionali, people mover, parcheggi, piste ciclabili nonché delle
colonnine per ricaricare auto elettriche.

I cittadini protagonisti della riconversione ecologica urbana

Occorre promuovere e favorire l’assunzione di atti indirizzati al risparmio energetico e alla riduzione di emissioni di polveri e anidride carbonica, mediante azioni concrete e il coinvolgimento consapevole di ogni cittadino.
Adottare misure che limitino l’uso all’interno degli esercizi commerciali ed assimilabili di dispositivi che, al fine di favorire l’ingresso al pubblico, consentono di mantenere aperti gli accessi verso l’interno. Adottare ogni strumento necessario affinché gli esercizi commerciali mantengano chiuse le porte e gli ingressi direttamente verso l’esterno degli edifici quando vi sono gli impianti di condizionamento/riscaldamento in funzione, per evitare dispersioni di calore e inutile consumo energetico.

Gestione dei rifiuti: oltre il riciclo, verso il riuso, il recupero e la riduzione

Il corretto processo di smaltimento dei rifiuti non può prescindere dalla seguente gerarchia: prevenzione, preparazione per il riutilizzo, riciclaggio, recupero di energia, smaltimento.
L’aumento della quantità di rifiuti prodotti rende oggi indispensabile agire per il riciclo dei materiali e, quando possibile, per il loro riutilizzo che ha il vantaggio di ridurre alla fonte la produzione di rifiuti e in particolare degli imballaggi. In molte città europee e anche in alcune realtà italiane si sperimenta con successo il meccanismo del vuoto a rendere sia nella forma del riciclo sia del riutilizzo degli imballaggi resi; tale meccanismo si basa sullo stimolo al consumatore a restituire l’imballaggio là dove lo ha comprato dietro versamento di una cauzione affinché lo stesso imballaggio, invece di essere destinato alla raccolta indifferenziata, possa essere correttamente riciclato o riutilizzato. L’obiettivo è ottenere vantaggi in termini di risparmio energetico e idrico, nonché minor produzione di rifiuti del riuso dei materiali.

In tal senso è ragionevole coinvolgere le associazioni di categoria, i produttori, i grandi e piccoli distributori, gli esercenti e i consumatori per la creazione di una filiera virtuosa di utilizzo e riutilizzo dei materiali, estendere la possibilità di conferimento tramite meccanismo del vuoto a rendere alla media e grande distribuzione, ampliare l’ipotesi di raccolta per il riutilizzo a più materiali (contenitori di plastica oltre che di vetro), ridurre la quota di materiali usa e getta.

E’ necessario farsi promotori di un percorso per l’aumento della raccolta differenziata attraverso l’introduzione del sistema di raccolta differenziata porta a porta ragionando su un eventuale sistema di tassazione basato su incentivi premianti per chi consuma meno rifiuti e attua una gestione virtuosa degli stessi. Tale processo deve prevedere il supporto agli utenti con il coinvolgimento della cittadinanza: tutorship, monitoraggio,controllo, assistenza in itinere, campagne informative nelle sedi dell’amministrazione
pubblica, nei presidi sanitari e/o ospedalieri, negli istituti scolastici.

Co-working e innovazione al servizio della rigenerazione di spazi e terre pubbliche

Farsi promotori di nuove progettualità per la città legandole a esperimenti di co-working, che valorizzino la cooperazione e la condivisione sia di spazi che di mezzi e professionalità diverse.
Individuare spazi da poter rivitalizzare e riqualificare rendendoli centri di aggregazione per giovani professionisti e di erogazione di servizi secondo la più innovativa visione del coworking.

Creare dei bandi, sulla base di appositi progetti mirati e settoriali, per l’assegnazione di spazi comunali e per la gestione di servizi, secondo anche principi di mutualità con i soggetti che verranno individuati e scelti.

Cercare accordi anche tramite apposite convenzioni con il mondo dell’imprenditoria, dell’associazionismo, del volontariato, dei sindacati e dei gruppi portatori di interessi legittimi o diffusi in una chiave di cooperazione e gestione degli spazi secondo i principi cooperativi su menzionati.

Promuovere la sostenibilità e la biodiversità botanica, agricola e alimentare,
recuperando e mappando le porzioni di verde urbano pubblico non ora incluse in alcun progetto di riqualificazione o assegnazione sia come orti urbani che come area verde destinata a giardino. Al fine di individuare aree idonee l’orticoltura urbana, si possono creare tavoli di coordinamento per permettere una consultazione permanente tra istituzioni, associazioni, gruppi informali, poli scolastici ed eventualmente universitari che già si occupano di questi temi e rappresentano una risorsa formidabile in termini di idee e progettualità. L’obiettivo deve essere quello di pervenire a regolamenti condivisi per
l’assegnazione, la manutenzione delle aree selezionate e la promozione di eventuali progetti didattici, culturali e terapeutici rivolti alle scuole, come incentivo a stili di vita migliori per le nuove generazioni.
Tutela e benessere degli animali nelle città
In un mondo messo a repentaglio dal disastro ambientale c’è bisogno di cambiare davvero. Il cambiamento che auspichiamo si costruisce anche attraverso una messa in discussione nei rapporti tra viventi basata sul riconoscimento dei diritti degli animali.
Ogni animale è un essere senziente, dotato di una propria sensibilità e capace di provare la sofferenza degli umani. Ogni animale ha precise ed irrinunciabili esigenze etologiche che vengono spesso mortificate dagli interessi economici degli umani.
E’ opportuno incentivare le buone pratiche pubbliche di gestione del randagismo obbligando gli enti locali alla costruzione di canili e gattili come centri di servizi sociosanitari aperti alla collaborazione con le associazioni di volontariato.
Il bisogno di cambiamento politico, culturale e sociale a cui vogliamo dare risposta a partire dagli enti locali, va trasferito anche in un nuovo rapporto tra viventi e nel pieno riconoscimento dei diritti degli animali.
Vista l’importanza della tematica le amministrazioni dovrebbero creare uffici di scopo che garantiscano la piena applicazione dei regolamenti sulla tutela degli animali e dar vita a Consulte per il benessere degli animali in collaborazioni con le associazioni che sia realmente ascoltata e che agisca per fornire pareri su tutte le attività amministrative che possano avere un impatto sulla vita degli animali in città.
Molta attenzione dovrà essere riservata alla concessione di aree pubbliche ad uso dei circhi che dovranno essere controllati in collaborazioni delle Asl e con le associazioni per garantire che gli animali non siano obbligati a vivere in spazi inadatti alla loro specie e che il loro addestramento non sia simile alla tortura.

Città solidali, inclusive, umane

Sul ruolo dei comuni nel contrastare il nefasto impatto delle recenti decreti leggi, convertiti in legge da Camera e Senato, relative alla sicurezza e all’immigrazione, è importante ribadire il ruolo centrale degli enti locali come promotore di un modello opposto che veda la sicurezza non in chiave difensiva ma in termini di sicurezza sociale e dignità della vita attuabile attraverso interventi sociali di ampio respiro e di lungo termine. Entrambi i decreti
infatti muovono dallo stesso radicale difetto di fondo, che consiste nell’adottare misure meramente repressive invece che considerare le cause originarie dei fenomeni che vorrebbero contrastare. I sindaci, da primi responsabili del benessere di tutti gli abitanti del territorio urbano, sono cosi trasformati in controllori ed erogatori di “daspo” e ammende.
Immagine che deve essere invertita se si vuole veicolare un’idea di sindaco aperto alla cittadinanza.
“L’eliminazione dei fattori di marginalità e di esclusione sociale” devono essere frutto di un percorso virtuoso di accoglienza ed integrazione che parta dal ruolo centrale delle città e non da strumenti di controllo e punitivi continuamente evocati nelle disposizioni per la tutela della sicurezza.
E’ necessario che le amministrazioni comunali siano portatrici di quei valori di “coesione sociale” e della “convivenza civile” che nelle proposte legislative sono semplicemente evocati senza spendere una parola su come possano essere promossi, se non tramite l’allontanamento fisico e la rinnovata emarginazione di quegli atteggiamenti definiti come incompatibili con il “decoro urbano”, affermato, questo sì, come valore preminente.
Occorre rinnovare il linguaggio, innanzitutto, spogliandolo dall’ideologia di una ‘sicurezza’ interpretata solo in chiave difensiva e non in termini di sicurezza sociale e dignità della vita, e ripulendolo da ogni stereotipo criminalizzante o di vittimizzazione meramente ‘umanitaria’.

Sicurezza e legalità sono una questione di prevenzione e non di repressione:
le politiche repressive degli ultimi trent’anni, ingiuste e irrazionali al contempo, hanno solo favorito la cosiddetta “clandestinità” e lo sfruttamento lavorativo dei migranti compromettendo anche i diritti di tutti gli altri lavoratori e lavoratrici.

Aprire canali di ingresso legali permanenti, cambiando le leggi che costringono le persone migranti all’irregolarità è inoltre l’unico modo prevenire l’insicurezza e l’illegalità: le persone che si sentono riconosciute, che si sentono di appartenere ai loro quartieri, alle loro città e al loro Paese sono le prime a difenderne la legalità e la sicurezza.
Con la proposta d’introduzione di CPR (centri per il rimpatrio) che riproducono il modello dei CIE e la loro congenita violazione dei diritti, è importante che i sindaci rifiutino qualunque forma di detenzione amministrativa nelle loro città. La lotta per la definitiva chiusura dei centri di identificazione ed espulsione deve essere affermato a partire dalla necessità di tutelare i diritti umani, ma anche dalla constatazione del fallimento di questo sistema costosissimo che non ha mai prodotto altro che clandestinizzazione.
I sindaci devono farsi portatori di un modello di accoglienza SPRAR nell’ottica di uscita dal sistema emergenziale prefetturale perché è l’inadeguatezza del sistema di accoglienza che produce, questa sì, insicurezza e precarietà, non garantendo spesso quei diritti minimi che possono permettere reali processi di interazione dei richiedenti asilo col tessuto sociale, e la costruzione di progetti di vita e di convivenza civile.

La sicurezza si fonda sul rafforzamento dei diritti, e in questa prospettiva andrebbero investite le risorse dei fondi nazionali ed europei preposti all’immigrazione, all’integrazione e all’asilo.
Riteniamo utile proporre alcune azioni concrete, coerentemente con quelle che sono le competenze in materia degli enti locali.
Sostenere l’adesione al sistema S.P.R.A.R di accoglienza dei richiedenti asilo, impegnandosi ad attuare l’assorbimento integrale dei posti oggi disponibili nei C.A.S. (Centri di Accoglienza Straordinaria).

Applicare il riconoscimento della residenza alle persone senza dimora ufficiale ma che vivono nei territorio comunale che si trovano in difficoltà socio-economica per permettere l’accesso ai servizi di base come la
sanità, la scuola, inserimento lavorativo, aiuti sociali Impegnarsi a sottoscrivere e rendere pubblico, già dalla campagna elettorale, il rifiuto delle direttive dettate dal decreto Minniti-Orlando, sia nei confronti dei migranti che delle persone in difficoltà che vengono categorizzati come causa di degrado.

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